V Video

R Recensione

8/10

Actress

R.I.P.

In principio era Fennesz, ma la forma si è evoluta da allora: innanzitutto dall'oceano cerebrale di suoni sconnessi, la forma ha preso vita e dimensione, magari sempre distorta, ma si è imposta tempi, ritmi, suoni squadrati; ecco quindi che se "A Year In a Minute" ("Endless Summer", 2001) era il glitch formato codice astratto, "Shadow From Tartarus" ("R.I.P.", 2012) è il nuovo verbo cubista del genere – ruvido ancora, intendiamoci – ma sostanzioso e palpabile, techno primordiale, e con una copertina ancora una volta specchio perfetto. L'attrice, Actress, in questione è Darren Cunningham, produttore house che ha scoperto i talenti vari di Zomby, Lukid, Lone e tanti altri, e li ha posti sotto l'ala discografica della Werk Discs. Un produttore londinese che si è cimentato anche e soprattutto nella sua materia prima, impastando con house e techno di fine '80 uno dei suoi lavori precedenti più interessanti, "Splazsh", groviglio neuronale velocissimo e complesso.

 Quello che ci troviamo davanti adesso, per buona parte, è invece il "R.I.P." dei beat complessi, matura (ri)scoperta delle forme essenziali, geometriche, della musica elettronica (Autechre in prima fila). Ma non solo. Una techno-ambient granulosa ("Marble Plexus") che strizza l'occhio sia alle retro-melodie di Bibio (l'indietronica avveniristica di "Ambivalence Avenue" racchiusa negli arpeggi digitali di "Uriel's Black Harp") che a quelle del recente Oneohtrix Point Never, la cui "Sleep Dealer" nel bellissimo "Replica" pare qui rivisitata dal nostro Actress in una versione più lenta, sonnecchiante, quasi passata al filtro minimalista di un Hauschka qualunque ("Jardin" e una "Serpent" costruita tra i suoi caratteristici "piani preparati" – ehmmm... synth – e laser futuristici); e che dire della pioggia di pixel che sembra cadere direttamente dalla cosmo-elettronica di Flying Lotus ("Holy Water") o della joyful folktronica presa in prestito da Four Tet ("Ascending")... che manierismo e mestiere non mancano, dunque, ma anche tanta materia solida per le casse e la dancefloor: la seconda e migliore parte del disco, infatti, si snoda tra glitch gracchianti ("Raven", favola a bassa fedeltà), rimbombi deep-house (le splendide "Caves of Paradise" e "The Lord's Graffiti", che sparate in successione faranno la felicità dei clubbers), ancora glitch polverosi, ma stavolta di metropoli (i synth ascensionali di "Tree Of Knowledge"), IDM gorgogliante ("IWAAD") e nostalgie retrofuturiste ("N.E.W.").

 Un album che non ha punti deboli, buchi morti, ma al contrario: è un concentrato compresso di idee, di momenti di creatività straripante, di armonie geniali interrotte a metà (altri rimandi al funambolico Flying Lotus), il cui unico difetto, forse, sta proprio nell'impossibilità di riversare tutto, comodamente, in un unico disco. In principio, quindi, era un principio semplice, il glitch: l'errore per l'arte. Ora di meno: l'errore per il bello. A tante, piccole, dosi.

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Voto degli utenti: 6,2/10 in media su 11 voti.
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hiperwlt 6,5/10
REBBY 2,5/10
motek 4,5/10

C Commenti

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crisas (ha votato 1 questo disco) alle 1:11 del 7 maggio 2012 ha scritto:

Ahahhahah, ma che cosa è questa cosa? ahahahhahahh

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 1:28 del 7 maggio 2012 ha scritto:

e lo dice uno che adora Flying Lotus e Four Tet.

Ubik alle 3:10 del 7 maggio 2012 ha scritto:

L'album è uscito un 2 settimane fa, secondo me per dare un voto così estremo come 1/10, si deve aver profondamente sviscerato il disco, non stiamo parlando di un nuovo Endless Summer, però il disco l'ho ascoltato appena una volta e il mix di Aphex Twins, Fennesz, Boards of Canada e Burial in alcuni pezzi (naturalmente riguardo alla sezione ritmica) è molto convincente. Probabilmente con Filippo Maradei, musicalmente ho qualcosa in comune, però un voto così basso a prescindere dall'ottima sintesi di generi questo disco non può prendere. Comunque ritorno sul voto tra qualche settimana. (Ho notato che su altri siti il disco ha avuto voti molto contrastanti, ben venga , forse ci troviamo finalmente dinanzi ad un top di quest'anno)

target (ha votato 8 questo disco) alle 10:16 del 7 maggio 2012 ha scritto:

Disco splendido ("Raven", "Serpent" - che tira fuori persino un chitarrino post punk! - e, insomma, tutto) e ottimo Fil. Ci sto tornando sopra in continuazione, e tornerò qua con qualche parola in più. Meditare, intanto.

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 11:13 del 7 maggio 2012 ha scritto:

Non è la prima volta che lo ascolto, già i singoli girano sui blog indie da un pezzo. E' il voto che do a ciò che per me è inascoltabile e fastidioso. Ci sono pezzi nell'album veramente infantili e di una ripetitività mai sentita. Sarà solo un effetto che fa a me ...

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 11:17 del 7 maggio 2012 ha scritto:

Volete torturarmi ? Chiudetemi in una stanza e lasciate in loop continuo Caves of paradise

Cas alle 12:06 del 7 maggio 2012 ha scritto:

bueno!

primi ascolti e posso già dire una cosa: un disco che non merita prese di posizione prevenute e "partigiane", tanto è complesso e carico di riferimenti. per una questione di serietà/onestà intellettuale, almeno. poi a me in genere questi suoni piaciono, a partire dalle produzioni Mille Plateaux fino ai lavori di Fennesz. Insomma fil, ottima proposta ci ritornerò sicuramente su

hiperwlt (ha votato 6,5 questo disco) alle 16:13 del 7 maggio 2012 ha scritto:

gran bello scritto Fil, curioso di ascoltare!