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R Recensione

8/10

Dimlite

Prismic Tops

Dimitri Grimm, grande firma svizzera già dai tempi di "Runbox Weather" (2005), continua ad affermarsi come grande produttore di nuovi e mutevoli stili, grosse collaborazioni ed entuasiasmanti progetti. Vibrazioni, distorsioni, melodie frastagliate che convergono in una unica e inconfondibile miscela di elettronica, trip-hop e sfaccettature r’n’b. Dimlite è una figura delineata e resa riconoscibile dalla costante ricchezza di synth e di atmosfere romantiche, notturne, distorte, sciupate, corrotte, in cui raramente trova spazio una piena luce diurna.

 

Anche "Prismic Tops", Ep del 2010, non delude le aspettative. Otto pezzi in linea con l’estetica del glitch, un susseguirsi si synth taglienti, beat carichi e decisi, bassi intensi e sostanziosi, sontuose melodie orientali, mantra che circolarmente si ripetono, talvolta narcotici e talvolta briosi, un patchwork di infinite nuances.

 

Ad aprire la tracklist è la policromatica "Kalimba Deathswamp", traccia insidiosa e acida, confusa e disordinata ma incalzante come poche altre, in cui le voci, soffocate per quasi tutto il tempo, esplodono e si liberano solo sul finale grazie all'artefice "Kurt Feelings". Note rhythm and blues sulle quali interviene con imponenza e maestosità la persuasiva voce di Elan Tamara in "On The Same Picture" e, come fosse un percorso logico, segue l’atmosfera irrequieta ed elettrica di "Firevomit" che si sgretola e si ricompone con spirali che piroettano e si librano.

 

Riappare un tocco di armonia primordiale col ronzare ipnotico di "Sun-Sized Twinkles", per poi scomparire nuovamente in "Elbow Flood", pezzo dalla partenza cupa e sinistra, illuminata solo verso metà da uno spettrale beat e da vaghe note hip-hop. Segue, tra palpiti e sussulti, il fremere della melodia di "Rump Studies", impellente e incontenibile, nella frenetica ricerca di un concreto approdo. Ecco avanzare l’eleganza minimalista di "Can’t Get Used to Those", presentazione perfetta per la successiva, ottava e ultima traccia, la instrumental version di "Elbow Flood", la nostalgica e languida melodia che condensa e riepiloga l’essenza dell’intero progetto.

 

Un magnifico viaggio quello di "Prismic Tops", caldo e avvolgente nonostante la sua natura elettrica e sprezzante. Dimlite svela un sound dinamico ma a tratti eterno e inerte, un glitch-hop consueto e avveniristico al tempo stesso.

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C Commenti

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Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 17:36 del 21 agosto 2011 ha scritto:

Benvenuta a bordo, Claudia; ottimo scritto - mi è piaciuto soprattutto il piglio sensoriale che hai voluto dare alla descrizione dell'album - per una proposta davvero interessante. Continua così, sei sulla buona strada.

fabfabfab alle 19:26 del 21 agosto 2011 ha scritto:

Benvenuta anche da parte mia. Buona recensione, sintetica e completa. Una rarità...

bargeld alle 10:43 del 22 agosto 2011 ha scritto:

Ottimo esordio, Claudia, benvenuta!