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R Recensione

8/10

Flying Lotus

Cosmogramma

Tutti ne parlano. Ma ci si capisce poco lo stesso. C'è chi lo ha collocato dietro l'etichetta "elettronica" (tanto valeva scrivere "musica"). Chi invece è sceso più nei dettagli ha parlato giustamente di IDM, jazztronica e glitch. In ogni caso sembra che tutti, ma proprio tutti, considerino Cosmogramma uno dei dischi dell'anno. Insomma, impossibile esimersi dall'affrontarlo.

 

Rieccoci quindi a parlare di glitch: un genere difficile, in grado di infondere amore sconfinato, indifferenza stizzita o odio accecante. Teoricamente parlando, l'idea di una forte attenzione verso le spigolosità di dissonanze e rumori elettronici è affascinante. Il vero problema però, è la dimensione emozionale: se l'emozione è per sua stessa natura soggettiva, in un mondo in cui sono i rumori a far da padrone lo diventa ancora di più. Perchè Fennesz viene incensato da ogni parte, ma a me trasmette poco? Perchè invece i Chosen Lords di Aphex Twin sono ritenuti un lavoro minore, e mi mandano in estasi? Non ne ho la più pallida idea, ma è così. In base a questi presupposti, la terza fatica di Flying Lotus si prospettava come un altro di quei dischi che tutti amano, ma che a me proprio non sarebbe andato giù. Va bene distinguersi dalla massa, però...

 

E invece (sorpresa!) Cosmogramma è un disco di classe sopraffina. Ostico, sì, ma a tratti struggente. Quello che ci viene servito su un piatto di breakbeat spastici è puro jazz. Sanguina negli arpeggi di Zodiac Shit, stilla ambrosia attraverso la voce di Thom Yorke in ...And The World Laughs With You. Un ascolto spiazzante lungo 17 tracce fulminanti, tra ambientazioni torbide (Nose Art) e splendide astrazioni (Intro/A Cosmic Drama). Davanti ad un simile groviglio di incomprensibili sincopi e irregolarità, la ragione si ritrae nell'ombra, mentre le budella si attorcigliano intorno alle spirali di Drips/Auntie’s Harp e il battito cardiaco si allunga sulle distorsioni di Recoiled. Il rischio è quello di rimanere senza fiato nei momenti più intensi. Quali? Ovviamente è soggettivo: io punto su Table Tennis, ad esempio.

 

Se un appunto vogliamo farglielo, il problema sta proprio nella sua complessità. Un rompicapo cerebrale che rifiuta di sciogliere i suoi nodi. Difficile al momento comprendere la portata di quest'opera: come buon vino, andrà fatta invecchiare per stabilire se la qualità è davvero eccelsa. Per il momento, la sensazione è di avere tra le mani qualcosa di scottante e inaccessibile, che provoca senso di smarrimento e toglie ogni appiglio. Un disco di livello superiore, che sfrigola e impaurisce, ma che attrae più di un buco nero.

 

Capolavoro o illusione? Il tempo ci darà la risposta. Intanto, mi fiondo a riascoltare Fennesz. E perchè no, anche cLOUDDEAD e Dj Shadow. Chissà che non abbia finalmente trovato l'illuminazione.

C Commenti

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Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 9:23 del 2 giugno 2010 ha scritto:

Album cristallino, gocciolante, complesso, velocissimo: come dice Carlo nella sua ottima recensione, è un disco che va digerito pian piano, ascolto dopo ascolto. Il rischio, altrimenti, è di fare un'indigestione sonora davvero pesante. Molto bello anche il suo precedente lavoro, "Los Angeles"; in confronto, "There is Love in You" di Hebden pare un dischetto-giocattolo per dilettanti...

Luca Minutolo alle 10:16 del 2 giugno 2010 ha scritto:

Devo ancora immergermi in questo mare di beat...Ripasserò...

Cas (ha votato 8 questo disco) alle 9:08 del 3 giugno 2010 ha scritto:

complesso e indecifrabile, come dici tu...anche se più strutturato del precedente L.A.

in definitiva un grande e geniale lavoro!

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 15:28 del 3 giugno 2010 ha scritto:

Più lo ascolto e più mi piace; mi convince assai.

REBBY (ha votato 8 questo disco) alle 10:03 del 4 giugno 2010 ha scritto:

Occhio che rischi "un'indigestione sonora davvero

pesante" eheh

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 10:20 del 4 giugno 2010 ha scritto:

Ma infatti cerco di dosarlo con cura, magari alternandolo ad altri piatti e pietanze "eheh"

synth_charmer, autore, alle 10:48 del 4 giugno 2010 ha scritto:

Questo disco si trasforma sotto ogni ascolto come pochi altri. Si stende sopra il nostro mood prendendone la forma, in una continua mutazione. Ogni giorno la mia traccia preferita cambia: all'inizio era Zodiac Shit, poi Arkestry, poi Table Tennis, ora MmmHmm.. ciò che adoro nell'arte è la capacità di essere una vera e propria esperienza, un confronto con le proprie emozioni. Cosmogramma rientra tra questi rari casi.

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 10:54 del 4 giugno 2010 ha scritto:

Il bello di 'sto disco, secondo me, è proprio che non c'è UNA traccia più bella: va preso nel suo insieme, come un fiume senza argini. Davvero, scorre ch'è 'na meraviglia...

modulo_c (ha votato 8 questo disco) alle 11:59 del 5 giugno 2010 ha scritto:

all'inizio non mi esaltava, ma mho' mi piace da matti. nessun pezzo da scartare. poi mi sembra un'ottima incisione, suona davvero bene.

bill_carson (ha votato 8 questo disco) alle 0:02 del 7 giugno 2010 ha scritto:

le prime tracce abbassano la valutazione, ma si gode

REBBY (ha votato 8 questo disco) alle 8:19 del 7 giugno 2010 ha scritto:

Durante il fine settimana mi sono fatto

un'abbuffata di questa opera di musica cosmica

ricca di influenze jazz, classic, black, electronic, experimental, rock,... (lo dico da

ignorante eh) e vi posso assicurare che se piace

(e a me piace eccome) non si rischia nulla.

L'unica cosa che io consiglio (a me sembra

indispensabile) è un buon impianto hi-fi che

permetta di non perdere le innumerovoli sfumature

proposte. Come definire questo disco? Mah, ai tempi in cui io ero ragazzo e non c'era ancora il laptop e altre diavolerie moderne (eheh) si

sarebbe usato probabilmente il termine "musica

totale", che non è che contano tanto i mezzi che

si usano, ma la predisposizione ed il talento.

Album che a me sembra una lunghissima suite da

ascoltarsi di filato e preferibilmente in

concentrazione. Cibo per la mente più che per il

corpo!

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 11:45 del 7 giugno 2010 ha scritto:

io ci sento anche i primi Air.

Fender (ha votato 8 questo disco) alle 15:29 del 7 giugno 2010 ha scritto:

Musica delicata e suadente che favorisce il rilassamento mentale...preziosissimo considerando il ritmo caotico della vita quotidiana. Pertanto la mia mente appagata e rilassata dopo l'ascolto di questo cosmogramma non può far altro che assegnare una buona valutazione!

hiperwlt (ha votato 7 questo disco) alle 18:24 del 14 luglio 2010 ha scritto:

bella la disamina Carlo, il disco è qualcosa di originale, un mosaico di generi -frastagliatissimo- ma sicuramente godibile nella sua complessità anche per i non addetti. hai per caso ascoltato il disco dei baths?

synth_charmer, autore, alle 20:06 del 14 luglio 2010 ha scritto:

RE:

uhm no, sto ascoltando adesso qualcosa per la prima volta. Mi sembrano più vicini al glo-fi. Potrebbe essere qualcosa di interessante su cui buttarsi in questo periodo di magra tu che mi dici di loro?

hiperwlt (ha votato 7 questo disco) alle 23:45 del 14 luglio 2010 ha scritto:

di assonanze in senso stretto con cosmogramma credo non c'è ne siano (anch'io ci sento sprazzi di glo-fi in "cerulean", ma anche di psych-pop oltre ad una struttura reiterata delle composizioni in un ibrido tra dream pop e art-pop/rock) senonché, come "filigrana comune", l'utilizzo così spezzettato e scisso di alcuni elementi sonori ( in special modo ritmici più che melodici). il disco di baths l'ho ascoltato spesso in queste serate, lo reputo davvero un gran bell'album. in modo molto spartano e mentalistico posso dirti che il disco dei flying lotus l'ho apprezzato più per il suo continuo dispiegarsi d'idee sonore cangianti e in divenire; di cerulean invece per la densa circolarità delle composizioni, a tratti dal tono sognante (le inserzioni pianistiche per dire, donano questo effetto) sebbene intrise di bizzarrie sia elettroniche (in termini ritmici) che vocali. Carlo, confido in una tua recensione se avrai tempo e piacere... ma soprattutto voglia!

synth_charmer, autore, alle 13:27 del 15 luglio 2010 ha scritto:

RE:

grande hiper a pelle mi sembra un ascolto interessante, una manna per questo periodo in cui sinceramente non sapevo davvero cosa ascoltare (mi stavano venendo delle curiosità inconfessabili). Intanto mi ci butto, per la recensione si vedrà..

jogades (ha votato 9 questo disco) alle 23:24 del 5 settembre 2010 ha scritto:

Album spettacolare, così come il precedente "Los Angeles", che vi consiglio di ascoltare e "Reset"!

Per chi fosse interessato ad artisti simili, consiglio Mike Slott e SamiYam.

synth_charmer, autore, alle 15:52 del 6 settembre 2010 ha scritto:

RE:

Oh sì, confermo. In particolare Samiyam è così stilisticamente vicino a FlyLo che hanno in passato prodotto insieme alcuni EP, sotto il moniker FLYamSAM. Lui è più vicino al glitch-hop mentre Flying Lotus guarda più al jazz, ma insieme si combinano alla grande

jogades (ha votato 9 questo disco) alle 22:17 del 6 settembre 2010 ha scritto:

RE: RE:

Esatto, hanno collaborato assieme sotto il nome di FLYamSAM. Mi fa piacere che finalmente ci sia qualcuno che apprezzi la sua musica e che lo conosca. L'ho ascoltato la prima volta quando, due anni fa, passavano su MTV la sigla di un programma (BlackBox) da lui remixata, ovvero "My Room Is White" di Mia Doi Todd. Mi aveva stupito moltissimo il video e soprattutto la musica. Devo dire che Cosmogramma sembra proprio un'evoluzione coerente della sua musica e dei suoi precedenti album.

lev alle 22:44 del 8 settembre 2010 ha scritto:

però devo ammettere che l'ho ascoltato una sola volta. comunque a parte un paio di pezzi non c'ho capito molto. adesso mi ci metto d'impegno.

Dr.Paul (ha votato 5 questo disco) alle 15:29 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

se devi votare senza commento, puoi usare la funzione "vota questo disco"...sotto la copertina dell'album in questione.

Utente non più registrato alle 16:13 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

Ok, grazie

NathanAdler77 (ha votato 8 questo disco) alle 17:30 del 20 ottobre 2010 ha scritto:

Do The Astral Plane!

Un Miles disintegrato dall'impatto astrale con Aphex Twin in tanti minuscoli pixel di cosmic\jazz\hip-hop elettronico...Probabilmente destinato alla classicità, buon sangue coltraneiano non mente. Formidabili il ping pong onirico di Laura Darlington in "Table Tennis", l'ipnotica joint-venture con Thom Yorke ("And The World Laughs With You") e la psichedelia-digitale di "Mmmhmm". Forse un po' frammentario, ma è anche questo il suo fascino. In alto tra i best 2010.

bargeld (ha votato 8 questo disco) alle 13:45 del 14 dicembre 2010 ha scritto:

Un disco davvero impegnativo, ma soddisfacente il doppio. Un impianto decente, volume da denuncia, e anche i vicini ringrazieranno ipnotizzati.

synth_charmer, autore, alle 15:19 del 14 dicembre 2010 ha scritto:

se vi piace lo stile, rimanete in attesa entro fine anno arriva in queste pagine una nuova uscita con un certo legame di parentela con Cosmogramma. Chi cambia canale è un finiano indeciso!

Filippo Maradei (ha votato 8 questo disco) alle 15:21 del 14 dicembre 2010 ha scritto:

RE:

...e cresce l'hype...

crisas (ha votato 8 questo disco) alle 0:58 del 28 dicembre 2010 ha scritto:

Che eleganza.