V Video

R Recensione

8,5/10

Memory Tapes

Seek Magic

Reimmaginatevi il futuro. Quel futuro. Quello che oggi è passato. Ripensatevelo come cornucopia generosa dalla quale traboccano frutta fresca, panna montata, gocce d’arcobaleno e… un fiore appassito. Segno plausibile di una dominazione gagliarda, finanche estesa a tutto un decennio: gli ‘80s di pubblico ludibrio, “minestronizzati” con effetto memorabilia, imbacuccati di ghirlande e bolle di sapone. Ora avvicinatevi all’oggetto, esaminatelo di lato, studiatene la rugosità di conchiglia zuccherina. Scoprirete che ha un proprietario: “In caso di smarrimento, citofonare ai New Order”. Eureka!

 

- Di un “sottogenere” di cui tanto si parla, e di cui è bello (s)parlare…

Specchio d’acqua in una “waterworld” immaginaria, la memoria necessita l’imprinting. Il controverso glo-fi (o dream-beat o Suor Genoveffa o…) altro non è che un suggerire la possibilità di un ricordo “alternativo”, invadendo del privato (la registrazione su mangianastri, qualità da bedroom tapes) il pubblico dominio, conferendo a quello sacralità. Concetto non nuovo, chiaramente, ma che genera riflessioni piuttosto divertenti qualora venga applicato a materiali, quali synth-pop e italo-disco, generalmente indicati come trionfo di high fidelity.

Ecco, in primis, verificarsi un curioso cortocircuito temporale: se agli albori dell’indie-pop erano gli anni ’60 ad aggiudicarsi la palma di “età dell’innocenza”, nelle pubblicazioni glo-fi è proprio il lato più egemonicamente eighties a (ri)scoprirsi portatore di una purezza perduta. In entrambi i casi, il suono di un’era viene riletto secondo i dettami deformanti della rimembranza e della bassa fedeltà (la shit-music che a volte capita…), con l’intento di estirparlo dal suo contesto “collettivo” e calarlo in una realtà altra, squisitamente intima, intimamente visionaria. Non a caso, gruppi come Delorean, Neon Indian, Small Black, Vega e Washed Out usano synth analogici sulla scia del Prophet 08, campionatori vintage come E-Mu Emax, Akai MPC-60, Ensoniq Mirage, unità di riverbero anch’esse “sorpassate”, compressori analogici. Spesso il sampling si effettua una frequenza più bassa del normale, come avveniva agli albori del cut’n’paste, in modo da ottenere suoni sfilacciati, gracchianti, e tutto questo per acuire il senso di lontananza dalla fonte (e quindi confondere i piani percettivi), ma anche per suggerirne il povero, immacolato candore.

Candore che si mescola al gioco, alla visualità di una low fidelity graficamente ineccepibile poiché consapevolmente approssimativa. Le copertine e i video delle band – perlopiù americane – tirate in ballo sono quanto mai rivelatori: pop-art come la immaginerebbero dei neonati, tinte fosforescenti a piovere, scarabocchi minchioni promossi a gesto “dada” e “optical art” degenerata in monnezza nerd. La cover di “Psychic Chasms” dei Neon Indian, tanto per citare il caso più ovvio, si crogiola in quello che, a prima vista, pare una specie di “raggismo” naif, ed è manufatto imprescindibile per avvicinarsi a un disco che “comprime” il sentimento adolescenziale dei Daft Punk, fino a ridurlo a pura celebrazione della preistoria del Nintendo; ma in campo glo-fi sono gettonatissimi anche collage con ritagli di giornale, istantanee da album fotografico di famiglia (lo scatto balneare in copertina all’EP “Life Of Leisure” dei Washed Out) e, più in generale, qualsiasi materiale sia in tinta con la scanzonata nostalgia promossa a leit motiv della “banda”. Nel video di “Lover” dei Nite Jewel, ad esempio, la singer Ramona Gonzales si dilunga in pose patinate, con tanto di lunghi capelli smossi dal vento, ralenti e lenzuola di seta; a livello tematico, quanto appena descritto parrebbe non c’entrare nulla col nostro ambito d’indagine, eppure anche qui la povertà del set e l’illuminazione approssimativa (notare il macroscopico e insistente effetto rainbow) fanno più pensare a una parodia, o al capriccio di una teenager che voglia imitare le popstar degli anni ’70 e ‘80.

Venendo all'approccio, il glo-fi si fa carico di aggiornare alla multimedialità autoironica da Terzo Millennio l'etica rinunciataria e/o nostalgica di Smiths o Field Mice: campo di battaglia deserto (ma coloratissimo) dove l'unica consolazione resta l'intensità emotiva del "già stato, anche se forse non vissuto", l'inventarsi (o il ricostruirsi) un passato (o una verginità). Ieri come oggi, la voglia è quella di “stoppare” l’educazione sentimentale ancora in corso e regredire all’infanzia o alla primissima adolescenza. Allora come adesso, il motivo può forse ricondursi a un senso di smarrimento di fronte al presente, disagio riflesso nel divario di mercato esistente fra un mainstream sempre più mainstream e sottoculture giovanili via via più isolate e “isolanti”.

Ora due notizie, una buona e una cattiva. La cattiva è che l’infingardo divario di cui sopra si è ormai fatto incolmabile, e non sarà certo quest’ode al “Dio Nastro Smagnetizzato” a ribaltare la situazione; la buona è che di ribaltare la situazione non ci frega un’acca, dato che l’irrompere del “nuovo” (e il glo-fi, nel suo piccolissimo, lo è) può benissimo non far rumore, né intaccare la struttura della realtà, ma anzi accentuarne la marmoricità delle fondamenta. Non so, forse tra qualche anno a ripensare al carrozzone (ma sarebbe meglio parlare di carrozzina) “glo-fi” ci si farà una grassa risata. Intanto vale la pena continuare a parlarne, provare a capire. E, sopra ogni altra cosa, ascoltare.

 

- Di un disco che lascia senza parole…

Giudicando sulla base dell’album d’esordio, Dayve Hawk (mente dell’operazione Memory Tapes, ma anche di Memory Cassette e Weird Tapes) sembra proprio essere il vero genio trasversale del cosiddetto pop ipnagogico: il suo Monet, come la splendida copertina lascia intendere; il suo Brian Wilson o il suo Curt Boettcher, come si evince dalla complessità del contenuto. Tutto, in verità, era chiaro fin da “Bycicle”, singolo rivelazione dell’estate 2009: fantasia policromatica disco-infected, dapprima ombreggiata da arcate sinistre, poi vagamente balearic stile tramonto sulla spiaggia, infine rischiarata da cori festosi e chitarra secca, piangente, alla Bernard Sumner. L’unica cosa che lasciava perplessi, considerati i canoni estetici “glo-fi” enunciati da David Keenan su The Wire, era la sua relativa pulizia. Apposta si è parlato di “trasversalità”, dato che Memory Tapes rinuncia, almeno in parte, a uno degli elementi chiave del glo-fi: la sporcizia. Sì, perché la bassa fedeltà qui non è poi così bassa, anzi: giusto una patina di polvere, ma che tutto avvolge, ammalia, anestetizza. Il suono, poi, non pare eccessivamente deformato, e manca il gusto perverso dello sbrodolamento (pratica comune nella casistica comportamentale di cui ci stiamo occupando); piuttosto le voci, quelle sì risultano dolcemente abrasive, filtrate, alte e angeliche.

Nonostante (o forse proprio per) questo precario equilibrio stilistico, “Seek Magic” suona come una delle cose più originali ed eccitanti ascoltate quest’anno. Per complessità e ingegno musicale potrebbe, anzi, candidarsi a “Pet Sounds” della “hypnagogic generation” (!): otto pezzi, di cui ciascuno pare una “sinfonia tascabile” di beat stratificati, tastiere “neworderiane”, invenzioni melodiche che da sole potrebbero riempire due-tre dischi, sampledelia da rigattiere. Magia, in fondo. Quella che in “Swimming Field” guida l’arpeggio e appanna la vista, in un “sogno lucido” – per dirla alla Aphex Twin – di voci androgine sommerse dalla marea; o che nello strumentale “Pink Stories” mette faccia a faccia il Brian Eno della “Musica per Aeroporti” e Rob Hubbard, baffuto papà delle soundtrack da videogame, sovrano incontrastato dell’elettronica 8-bit.

A sconvolgere, di “Seek Magic”, sono poi la stratificazione del sound, la solida concezione polifonica, la caterva di frammenti melodici che si danno battaglia secondo una logica quasi contrappuntistica. Attorno al tema principale, infatti, si dispongono a raggiera oasi melodiche sempre diverse, sempre nuove; l’effetto è sollazzante anzichenò. Sembra quasi che Hawk, da vero maestro nell’arte della “variazione”, s’inventi un pezzo nuovo ogni due minuti, intersecando temi su temi senza soluzione di continuità (come nella stupefacente “Green Knight”), dando a ogni secondo una forza dirompente. Per non parlare dei suoni di keyboard qui proposti, fra i più variegati che abbia ascoltato in vita mia: un’inusitata concentrazione di timbriche, dalla più raggrinzita (si ascolti il simil-feedback nell’ultimo minuto di “Graphics”) alla più luccicante (quello che accade nei precedenti cinque minuti di “Graphics”); una giostra di colori che passa dall’acquamarina a un arancione fiamma, dal chartreuse al fucsia ostinato (il congedo “Run Out”). E infine – ma chi ha letto fin qui ha già capito – ci stanno canzoni letteralmente devastanti. Oltre a quelle appena citate e alla “Bycicle” di cui si è parlato qualche paragrafo addietro, restano da vagliare una “Plain Material” che batte i Cut Copy al loro stesso gioco, e i sette minuti di “Stop Talking”, durante i quali par d’ascoltare dei Pet Shop Boys dalla lacrima facile che cantano su una base italo-disco assemblata in Paradiso. Estasi.

In conclusione, se i pur bravi Neon Indian hanno messo in mostra vizi e virtù del pop ipnagogico, i Memory Tapes si sono limitati alle virtù, avendo sfornando un disco che, da solo, giustifica tutto l’hype orchestrato attorno al fenomeno. Dritto nella Top Five del 2009, per quanto mi riguarda.

Myspace:  http://www.myspace.com/memorytapes

Video: "Bycicle" http://www.youtube.com/watch?v=0EgbtNMcdwM&feature=PlayList&p=F05B20D599363663&playnext=1&playnext_from=PL&index=19

"Swimming Field"  http://www.youtube.com/watch?v=yXukkABq9RI&feature=related

"Stop Talking"  http://www.youtube.com/watch?v=7Lv77waIQLY&feature=related

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Dr.Paul (ha votato 8 questo disco) alle 1:49 del 9 novembre 2009 ha scritto:

lo sto ascoltando per intero solo in questi giorni e devo dire che anche a me piace piu questo di quello dei neon indian. cmq matteo ci sento molto dei cut copy e m83, che siano stati loro a mettere la prima pietra di sto glo-fi e dream beat movement?

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 8:24 del 9 novembre 2009 ha scritto:

"... ci sento molto dei cut copy e m83..."

Mizziga Paul, ma non potevi dirlo prima... Li ho

già ordinati, arrivano stasera.

loson, autore, alle 9:37 del 9 novembre 2009 ha scritto:

Beh, i Cut Copy li ho menzionati anch'io eh, REBBY... ;D

Cmq sì, Cut Copy e M83 si sentono, ma nessuno di questi due, secondo me, può essere accostato al glo-fi, proprio per il diverso approccio che hanno mostrato verso la "materia prima" synth-pop: i primi lo hanno calato nella realtà indie-pop odierna, con particolare attenzione al versante danzereccio DFA; i secondi lo hanno imbastardito con dream-pop e shoegaze. In entrambi i casi, sono le coordinate produttive a divergere: suono pulito, laccato, pieno. Il glo-fi rivoluziona soprattutto per il suono (e per la perfetta convergenza fra esso e il "sentire" che si vuole esprimere), un suono che non è simil-noise (vedi quanto fatto da Cold Cave, o da altri paladini del revival synth-pop in salsa no-fi), ma una distorsione "dolce", un effetto fruscio, da registrazione su mangianastri, appunto... Manco riesco a definirlo, tanto è inafferrabile. Memory Tapes è un caso limite, come ho spiegato nella rece: "ipnagogico" (brr...) eppure non così sporco; persino barocco, considerata la media dei concorrenti. Qualcosa, insomma, che è addentro il glo-fi ma anche "oltre".

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 10:41 del 9 novembre 2009 ha scritto:

Ma si Los, non l'avevo ancora letta (a volte sono

così istintivo...). Per leggere le tue rece non è che ci voglia un attimo eh! Ora che l'ho letta

spero solo che il disco si avvicini almeno un

pochino al valore del "tuo romanzo", anche se sento puzza di bruciato (italy disco brrr)eheh

loson, autore, alle 11:48 del 9 novembre 2009 ha scritto:

RE:

Eh Rebby, lo so che dovrei condensare di più e dilungarmi meno, me ne accorgo spesso. Stavolta ho colto la palla al balzo per esprimere qualche riflessione sul glo-fi, ma è un pò che sto cercando, con risultati alterni, di esser meno prolisso. La prossima rece la leggerai in un baleno, vedrai! ;D

FrancescoB (ha votato 8 questo disco) alle 10:43 del 9 novembre 2009 ha scritto:

Minchia che recensione, davvero bella, rende alla perfezione le atmosfere del disco. Interessante l'excursus su questo "genere".

Ah, ovviamente notevolissimo pure il disco.

target (ha votato 9 questo disco) alle 11:08 del 9 novembre 2009 ha scritto:

Ah, Los. Che discone. Ineccepibile l'analisi sul movimento glo-fi. La ricerca del 'vago ed indefinito' di questi musicisti sembra proprio ricalcare i dettami poetici leopardiani: suoni lontananti di cui è difficile disbrigliare la fonte, luce intermittente che gioca sui riflessi. Pensa all'inizio di "Seek Magic": uno stridio di grilli estivi e un cane che abbaia in lontananza, resi poi ricordo musicale con l'ingresso della chitarra effettata dream-pop. Spettacolo, già lì. Ancora: riascoltati quel capolavoro che è "Green Knight" (messa sabato in radio: grazie marco!) ai 1'05'' e seguenti. Cos'è quel suono sotto il piano-tastiera? A me ricorda una cosa sola: il rimbalzo di una palla da basket (e difatti il beat scala in giù nel volume) e lo scivolio delle scarpe da ginnastica sul legno del parquet. E c'è qualcosa di più adolescenziale e di più '80 (per chi la sua infanzia-adolescenza l'ha avuta lì) delle partitine a basket in palestra? E' una finezza che passa quasi nascosta, come moltissimo in questo disco, ma rende l'idea della straordinaria ricchezza musicale e dello spessore di questo lavoro (c'è una poetica dietro: non è solo cazzeggio). E se poi pensi alla chitarra funky che parte al minuto e mezzo, sempre in "Green Knight", con quella melodia sopraffina ("I wanna give you my love, I wanna call your name": note che mi visitano nel sonno) capisci che è un disco a cui non manca nulla. Rebby, non so quanto sia un disco per te (credo poco), ma a me M83 e Cut Copy non erano piaciuti granché, questo sì. Los, onestamente: leggerti mi ha commosso.

loson, autore, alle 11:42 del 9 novembre 2009 ha scritto:

RE:

Grazie a tutti, raga, vi sono obbligato. X Target: ma sono io che mi commuovo a leggere il tuo splendido commento! ;D Hai ragione su tutto: dall'intensità leopardiana del lavoro, agli effetti sonori inseriti nel mix (sì, proprio grilli e una partita di basket! Stavo per scriverlo ma poi ho rinunciato, dato che la rece è già abbastanza prolissa...), alla melodia celestiale di "Green Knight", assolo compreso (pensa che da qualche parte, in rete, l'hanno definito "cheesy", ma stamo a scherzà? ). Come dici tu, qui dentro c'è una ricchezza musicale impensabile. Pensa anche all'ultimo minuto e mezzo di "Stop Talking"... Insomma, grazie per tutto quello che hai scritto, davvero.

target (ha votato 9 questo disco) alle 12:09 del 9 novembre 2009 ha scritto:

Macché, Los: tu continua a scrivere tanto, ché il bello della rete è l'assenza di limiti di spazio e la possibilità, da sfruttare (chiaramente) soltanto per certi dischi 'superiori', di andare al di là delle 1000 battute e rotti. Sono questi mini-trattati (perché di questo, nel caso specifico, bisogna parlare) che fanno la differenza. Chi vorrà dire qualcos'altro su questo disco, ora, dovrà passare per di qua. Ti pare poco? Poi, chi ha tempo e voglia per leggere leggerà (buon per lui), altrimenti pazienza. E' quella teppa del Rebby che dovrebbe leggere le recensioni prima di ordinare i dischi! Comunque, Los, mi sono appena riascoltato "Sail through" dei The Wake, da "Here comes everybody", e continuo a sentirci, in quel trittico tastiere aeree, voce evanescente, chitarra-tutta-melodia, una possibile fonte di questo disco (l'archetipo comune, certo, essendo i New Order, che però nei Wake vengono come smaterializzati, un po' come si fa qui, coerentemente con quella poetica 'ipnagogica' e memoriale di cui si parlava). Li avevi ascoltati, l'anno scorso, Los, i Moscow Olympics? A tratti siamo in quella direzione, sempre sotto l'indiscutibile egida neworderiana (ascoltati "Still" o "Safe": le trovi sul myspace).

loson, autore, alle 10:44 del 10 novembre 2009 ha scritto:

RE:

X Target: è vero quello che dici, anche se, più che "smaterializzata", credo che nei Wake la "questione neworderiana" sia come interiorizzata, portata a livelli pachidermici di intimismo e romanticismo. Poi certo, l'eterea pastosità delle tastiere di Carolyn Allen ha senza dubbio costituito un riferimento importante per la progenie "dream-beat" di cui ci stiamo occupando, oltre che, nell'immediato, per l'indie-pop degli '80. I Moscow Olympics non li avevo ascoltati, oserei direi "stupidamente" visto che, a suo tempo, li avevi pure recensiti... Ma hai fatto gran bene a ricordarmi della loro esistenza! Ascoltati un pò su myspace, mi sono piaciuti un sacco. Mi sembrano molto indie-pop, comunque, con chitarre squillanti e arpeggi cristallini, pur se affiancati da un leggero velo di tastiere (e non a caso fra le influenze chi ci si trova? ;D). Aspetto di ascoltarmi il discuccio per intero, poi commento sulla tua rece.

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 16:08 del 9 novembre 2009 ha scritto:

Si Los non snaturare il tuo inconfondibile stile,

sarebbe un delitto. Noi teppe apprezziamo molto

(a volte più dei dischi, ma questo è un altro discorso), come riteniamo eccellenti anche rece

più sintetiche e terrene, come quelle del doc ad esempio. W la diversità, ognuno a modo suo eheh

bargeld alle 17:34 del 9 novembre 2009 ha scritto:

il glo-fi da quanto ho sentito qua e là in rete non mi entusiasma più di tanto, vedrò di ascoltarmi questi memory tapes, nel frattempo il capolavoro è la tua disquisizione: appuntita, poetica, appassionata, e nondimeno frutto di una preparazione totale che rende i tuoi scritti da incorniciare ed esporre. leggerti è un onore, los

lev (ha votato 7 questo disco) alle 18:47 del 9 novembre 2009 ha scritto:

aahhh le recensioni di matteo, dei veri gioielli. a differenza dei dischi che recensisce...

scherzo eh

loson, autore, alle 10:46 del 10 novembre 2009 ha scritto:

RE:

"aahhh le recensioni di matteo, dei veri gioielli. a differenza dei dischi che recensisce... scherzo eh " ---> Occhio che questa la segno sul mio "little red book" eh... ;DDDD

TheManMachine alle 14:42 del 10 novembre 2009 ha scritto:

Grandissimo Loson!

Matteo, il disco non l'ho ancora ascoltato. Sembra essere già un must di questo 2009 (e degli anni a venire anche?... Vedremo!), quindi provvederò al più presto. Per il momento voglio senz'altro farti le mie più vive congratulazioni per la splendida recensione che è anche un minitrattato sullo state of the art della popular music. Superlativa!

fabfabfab alle 15:51 del 11 novembre 2009 ha scritto:

Il disco devo ancora ascoltarlo, e se è tutto all'altezza di "Stop Talking" (una versione subacquea dei Daft Punk?) sarà un piacere!

tramblogy (ha votato 6 questo disco) alle 0:37 del 16 novembre 2009 ha scritto:

boooooo

non mi convince proprio....e comunque la voce vuole la sua parte.e che parte!!

ultimamente che è di moda fare recensioni di un album in ogni sito, il più in fretta possibile, , solo per essere il primo a giudicare senza stare li con l'orecchio immerso a dovere sta diventando una moda assurda, ci si accorge piano piano , a forza di leggere e poi ascoltare con il proprio orecchio, non so....un disco va ascoltato bene e con calma ripetutamente, scusate la banalità......e spesso i risultati sono spiazzanti , perchè veloci, buttati a casaccio!!

l'esempio: questo disco che non può essere un esempio di brillante splendore!

mha!

loson, autore, alle 10:32 del 16 novembre 2009 ha scritto:

RE: boooooo

Senti, questo disco l'ho ascoltato una caterva di volte e continuo ad ascoltarlo tuttora. I miei giudizi saranno magari non condivisibili (è nella natura delle cose), ma sono frutto di riflessioni e, soprattutto, dedizione. Probabile che tu l'non l'abbia nemmeno letta, la recensione, almeno stando al tono semplicistico delle tue parole. Ti avverto, comunque, che queste insinuazioni gratuite mi stanno davvero stancando...

tramblogy (ha votato 6 questo disco) alle 10:57 del 16 novembre 2009 ha scritto:

SCUSA IL TONO FORTE...

Hai tutte le ragioni per irritarti per la mia superficialità e il comportamento stronzetto che ho avuto, però cè un limite anche nelle votazioni nel rispetto delle opinioni personali e in generale...non riesco a spiegarmi. Ho ascoltato (poco e male il disco come affermi tu) e ho dato una sufficienza, come vedi non l'ho bocciato....credo però che i capolavori siano altra storia. semplicisticamente tutto qui.

tramblogy (ha votato 6 questo disco) alle 11:02 del 16 novembre 2009 ha scritto:

AGGIUNGO

perchè un recensore di dischi deve avere per forza l'ultima parola...sopra ogni cosa?...perchè poi non può rischiare di trovarsi un ostacolo come in questo caso?proprio perchè le recensioni sono comunque una opinione personale e mai dico mai una sorta di consiglio unico e imprescindibile.

loson, autore, alle 11:23 del 16 novembre 2009 ha scritto:

RE: AGGIUNGO

Se l' "ostacolo" in questione sono soltanto insinuazioni circa la frettolosità del mio lavoro, non solo chiedo ma PRETENDO di avere l'ultima parola. Ho impegato tempo e passione per scrivere 'sto articoletto, non ho buttato giù due righe a casaccio dopo un ascoltino alla buona, spinto da chissà quale voglia di protagonismo. Il disco non ti piace? Ma chi se ne frega, vai con dio... Tu credi che i capolavori siano "altra storia"? Evidentemente la vediamo in modo diverso, ma non sarò certo io a farti cambiare idea (non ho verità assolute da diffondere, a differenza di te). Per il resto, se hai degli appunti da fare alla mia recensione, accomodati pure. Se invece devi soltanto denigrare l'operato altrui, ti consiglio di finirla qui.

target (ha votato 9 questo disco) alle 11:10 del 16 novembre 2009 ha scritto:

Come puoi vedere, questo disco è di "brillante splendore" per almeno altri 3 utenti (per ora) di questo sito, che hanno scelto di dargli, in termini di valutazione numerica, 9 o persino 10. Me compreso. Tu non hai attaccato i gusti del recensore (del tutto legittimo), ma, visto che non sei d'accordo con lui, la sua banalità semplicistica e il suo aver recensito il disco solo dopo ascolti frettolosi con "risultati veloci, buttati a casaccio". Non è una critica al disco, la tua, ma al recensore. Se non sei d'accordo con l'opinione di chi recensisce, pace. Non serve dirgli che lavora in modo frettoloso. Ha solo un'opinione diversa dalla tua.

tramblogy (ha votato 6 questo disco) alle 11:31 del 16 novembre 2009 ha scritto:

bhè....

ho provato a giustificare l'opinione del recensore scrivendo della superficialità con cui ha ascoltato il disco.(sbagliandomi).

nulla di personale se non la suggestionabilità che può portare una recensione di un disco.

ora lo rimetto su per riascoltarlo....non sia mai che aggiungo una stelletta. ma se ne tolgo una sono dolori amari!!!preparati loson!!

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 12:06 del 16 novembre 2009 ha scritto:

per tramblogy

da quando sono qui,se c'è una persona che fa trasparire in ogni sua parola la passione e la dedizione per l'ascolto musicale questo è il matteo.fatti a leggere la recensione di "endless summer" e poi ne riparliamo.ad ogni modo,per scrivere le recensioni non viene utilizzato il metodo scientifico: le opinioni sono discutibili,"opinabili" appunto, ma è fuori discussione la bontà del lavoro. non è un appunto moralista il mio, ma non si capisce proprio dove tu voglia andare a parare con questa presunta "critica". o forse si intuisce che non hai letto per bene la recensione.

Mr. Wave (ha votato 8 questo disco) alle 12:19 del 16 novembre 2009 ha scritto:

RE: hiperwlt

''per scrivere le recensioni non viene utilizzato il metodo scientifico...'' ---> Assolutamente vero! Ed aggiungerei; grazie al cielo non viene utilizzato, sai che palle!

Mr. Wave (ha votato 8 questo disco) alle 12:22 del 16 novembre 2009 ha scritto:

RE: RE: hiperwlt

...sai che palle, se fosse così*

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 12:07 del 16 novembre 2009 ha scritto:

*vai a leggere

Mr. Wave (ha votato 8 questo disco) alle 12:16 del 16 novembre 2009 ha scritto:

Non riesco a conglobare e/o ad aggiunger nulla di descrittivo alla meravigliosa disamina di Matteo. Mi trovo in armonia ed intesa con tutto il suo scritto. Questa volta quindi, mi limito a consigliare ''Seek Magic'', a coloro che non hanno ancora avuto modo d'ascoltarlo. A mio parere, è una delle opere più sorprendenti in campo musicale, che si possano ascoltar quest'anno. Aldilà delle lodi e delle celebrazioni che sta suscitando questa nuova ''scena'' (hypnagogic-pop/glo-fi/dream-beat/chill-wave ecc...) del substrato indie, che è sulla bocca di tutti. L'opera è intensa, vivida e smagliante di luce propria. Di nuovo complimenti Matteo per la sublime rece-

tramblogy (ha votato 6 questo disco) alle 13:26 del 16 novembre 2009 ha scritto:

parliamoci terra terra....

una recensione è una cosa, il disco e le sue stellette son altra roba.

a me interessa il disco come suona....e la curiosità nasce dal numero di stellette che porta.

nel rispetto del recensore che ha fatto fatica fisica, mentale e ha perso anche del tempo suo, rimane comunque ad uno spettatore che legge sempre l'ultima cosa di reale imnportanza.

questo disco lo sto riascoltando....non percepisco nessuna melodia ma solo un intreccio perfetto di suoni di alto livello ma confinanti. isolanti. fini a se stessi. sempre nel rispetto del recensore affaticato.

le stelle sono tante milioni di milioni, ma tu ne hai messe troppe!

loson, autore, alle 14:17 del 16 novembre 2009 ha scritto:

RE: parliamoci terra terra....

"Recensore affaticato"? Senti, il tuo sarcasmo ha veramente rotto. Ho messo il numero di stelle che IO ritenevo congruo, dopo aver ascoltato il disco e valutato ciò che questo ha saputo comunicarmi. Le stelle non sono troppe "in assoluto", ma soltanto se rapportate ai tuoi/nostri personali criteri di valutazione: se a tuo giudizio sono eccessive è giusto che lo rimarchi, ma con civiltà e rispetto (qualità che evidenemente non possiedi). Appurato ciò, puoi anche dargli una stella, 0 o -2, non me ne frega assolutamente nulla.

* Grazie a hiperwit, Mr. Wave, ManMachine e tutti coloro che hanno apprezzato il disco.

tramblogy (ha votato 6 questo disco) alle 14:27 del 16 novembre 2009 ha scritto:

veramente hanno apprezzato di più la tua recensione...

non era una battuta negativa o una presa in giro...non era sarcasmo..ho scritto recensore affaticato...senza nessuno scopo nascosto. ma quanto sei suscettibile??

ho scritto la parola "scusa" e "rispetto" con i veri significati fin dall'inizio...non so più che dire....il disco però è un gelido esercizio elettronico, senz'anima. oh!!!!

loson, autore, alle 14:55 del 16 novembre 2009 ha scritto:

RE: veramente hanno apprezzato di più la tua recensione...

"non so più che dire..." ---> Ecco, non dire nulla. Il disco ti ha fatto schifo, amen. A me invece può piacere? Me lo concedi? Ho anche usato due pagine Word per spiegare i motivi di questa ammirazione a dir poco "sconsiderata" (che non vuol dire - ovviamente - che il disco debba piacere per forza). Non sono così suscettibile come credi, prova ne è che vengo spesso punzecchiato per i miei gusti musicali e tutto finisce sempre a taralucci e vino. Sei tu che entri a gamba tesa con affermazioni offensive - qui come nel thread sui Depeche Mode - e poi pretendi di costruire un dialogo. Ripeto per l'ultimissima volta: è ok se il disco non ti piace, solo non rompermi più i coglioni.

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 16:12 del 16 novembre 2009 ha scritto:

RE: veramente hanno apprezzato di più la tua recensione...

no, oltre ad aver apprezzato la recensione e lo sforzo magistrale di matteo, mi è piaciuto il disco, che commenterò nei prossimi giorni. ciò che non apprezzo assolutamente e che si rovini un lavoro così ben curato, quale loson ha scritto, dalle tue sentenze(manco sarcastiche,sennò farebbero ridere)fastidiose e infantili,circa l'operato del recensore, mettendo per di più in discussione la sua professionalità (perchè di professionalità, qui, si parla).stai rovinando la discussione,hai mandato all'esasperazione loson per sto album e recensione che nemmeno hai avuto il rispetto di ascoltare e di leggere prima di commentare/sentenziare verità. la prossima volta commenta nei limiti e non da sbruffone.

simone coacci alle 16:37 del 16 novembre 2009 ha scritto:

Erano secoli che non vedevo Loson così incacchiato, che gli avete fatto, eh, cattivacci? Toccatemi tutto ma non il mio Loson, lo dice anche la pubblicità.

modulo_c (ha votato 9 questo disco) alle 22:23 del 17 novembre 2009 ha scritto:

alto livello

qui signori non si scherza per niente, questi la magia l'han trovata. gli do' mezza stella meno della perfezione perche' ci sono un paio di tracce che non ritengo al livello del resto del disco. in compenso ce ne sono molte che m'hanno lasciato a bocca aperta: la chiusura con "run out" e' il sigillo su un'opera clamorosa. MINCHIA.

FrancescoB (ha votato 8 questo disco) alle 12:07 del 19 novembre 2009 ha scritto:

Ragassi, le recensioni ovviamente possono non piacere, ma a questa certo non si può contestare la superficialità o amenità simili: è ultra-approfondita e consente di cogliere pure certi aspetti del fenomeno glo-fi complessivamente considerato. Per di più è scritta un gran bene ed è molto scorrevole, ma soprattutto sentita, il che spesso fa la differenza fra recensioni ben fatte ma molto "formali" e scolastiche ed un lavoro di grande spessore.

Del resto Loson è sempre su standard di qualità altri, certe critiche mi paiono molto superficiali e pretestuose davanti a lavori del genere.

Mr. Wave (ha votato 8 questo disco) alle 12:31 del 19 novembre 2009 ha scritto:

RE:

Permettetemi d'incorniciare il commento di Julian.

benoitbrisefer (ha votato 7 questo disco) alle 16:47 del 22 novembre 2009 ha scritto:

La splendida recensione di Loson mette giustamente in rilievo le influenze eighties dei MT. New Order ovviamente su tutti, ma credo che anche Cocteau Twins (ad esempio nell'incipit di Swimming Field) e Talking Heads (negli episodi dove l'euritmia percussiva si impone) possano essere citati. Un disco musicalmente interessante e spesso emozionante che ha, a mio giudizio, nelle linee vocali non particolarmente memorabili il suo punto di maggiore debolezza.

salvatore (ha votato 8 questo disco) alle 19:07 del 22 novembre 2009 ha scritto:

Discone!!!! Che meraviglia!!!!

Ivor the engine driver alle 11:50 del 24 novembre 2009 ha scritto:

Sto cercando di "allargare" un pelo i miei ristretti orizzonti musicali spiluccando qua e là ste nuove tendenze eighties bassa fedeltà. L'ho ascoltato ieri in auto. Partiamo dalle cose positive: Treeship, bella intrippante e morfinica il giusto. E le ultime due tracce, soprattutto plain material. Però il resto è, per me, aberrante (sono in modalità politeness). Speravo che certi suoni di chitarra fossero stati chiusi in cantina a chiave e doppia mandata. Orribili ricordi di infanzia in cui subivo passivamente quei suoni, quelle chitarrine insipide, quelle pianole Bontempi. Non mi piacciono i confronti, ma siccome li mettono nello stesso calderone (e per quanto, visti i suoni mostruosamente "brutti", mi avrebbe dovuto far maggior schifo), il disco dei Neon Indian mi sembra un capolavoro. Adesso non insultatemi, uno ci prova a capire sto recupero 80's, però proprio non ce la faccio. Speravo in un illuminazione. Il voto evito, altrimenti abbasserei la media

loson, autore, alle 12:58 del 24 novembre 2009 ha scritto:

RE:

Cioè, Ivor, questo qui ti fa ribrezzo e il Neon Indian è un capolavoro? Addirittura tutto questo scarto qualitativo fra i due album? Che dire.. Wow! ;D Ad ogni modo, le pianole bontempi e le chitarrine ce l'hanno pure i Neon eh, assieme a tante altre pacchianerie ben più evidenti... E vota pure, mica l'ho inciso io il disco.

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 12:30 del 24 novembre 2009 ha scritto:

Ma perchè Ivor, hai anche tu, come tutti naturalmente, il diritto di votare un disco

anche se non ti garba e non hai il desiderio di approfondire (legittimo anche questo). Non è che

bisogna pensare ad alzare od abbassare la media,

ma solo a dare il proprio giudizio eh.

Ivor the engine driver alle 13:21 del 24 novembre 2009 ha scritto:

ma difatti loson non me ne capacito neanche io, visto appunto i suoni dei Neon so terribili. Però c'hanno quell'andamento un po' malaticcio da dischetto dell'amiga lasciato sotto la sabbia a deformarsi, da giornata al mare controvoglia che mi riesce almeno simpatico. Questo è di sicuro prodotto meglio, c'è più attenzione ai suoni, ma va a rivangare delle cose terribili in contesti + "seri" e meno giocosi dei Neon Indian. Poi ripeto, mastico poco ste cose, per cui non faccio testo.

loson, autore, alle 13:47 del 24 novembre 2009 ha scritto:

RE:

Ma figurati, scusa se ho fatto il pignolo. E' che mi sembrava singolare il tuo discorso di prima... Nel senso: se non gradisci i Memory Tapes perchè "troppo anni '80" (o meglio, perchè riportano a galla gli anni '80 che meno ti sollazzano), a rigor di logica i Neon Indian dovrebbero farti lo stesso effetto dato che, in quelle sonorità, Palomo ci sguazza come un pesciolotto nell'acqua. D'alto canto, a tuo favore gioca l'intrigo della bassa fedeltà, che stavolta non avevo tenuto in giusta coniderazione... Ok dai, 1-1 palla al centro. ;DDD

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 16:11 del 9 dicembre 2009 ha scritto:

stupendo

stupendo.l'esponente di questa nuova corrente (Il glo-fi, ma dai?) che, al momento, preferisco.

i fiati orientali,"controappuntati" dalle estasianti percussioni sintetiche, nel finale di "swimming field",sono un balzo intensivo e furtivo nel cielo.e poi: da grande ammiratore dei cut cupy quale sono, dovrei letteralmente darti contro su "plain material": ma davvero,è impossibile!grande compromesso tra una elettro-ballata ( scevra dei clichè disco più in voga ma al tempo stesso l'avanguardia di certe sonorità dance) e un pop dal gusto antico. ma non solo queste: tutti i brani di questo "seek magic" meritano. e rinnovo, naturalmente, i complimenti a matteo (a breve leggerò l'articolo). ah,ecco: è tempo di riaggiornare la mia classiffica dei 50! 8,5

Cas (ha votato 8 questo disco) alle 16:37 del 9 dicembre 2009 ha scritto:

Splendido davvero. Anche se quello che tra noi viene considerato il capolavoro glo-fi paradossalmente l'ho trovato molto meno glo-fi degli altri suoi simili. O sbaglio?

hiperwlt (ha votato 8 questo disco) alle 16:45 del 9 dicembre 2009 ha scritto:

re: cas

stessa impressione. forse l'ala meno radicale del glo-fi: questo disco presenta a mio avviso(molto superficialmente) una componente più emotiva,intimista e meno giocosa rispetto, se vuoi, a "psychic chasms" dei neon indian

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 16:56 del 9 dicembre 2009 ha scritto:

Pure io, nonostante le approfondite spiegazioni

di Matteo e Francesco, continuo a fare fatica a considerare questo album dello stesso "genere"

di quello dei Neon Indian. Forse solo Stop talking

(guarda caso quello che meno mi piace tra i brani

qui proposti)in alcuni momenti mi pare "similare".

Bel disco anche per me, nel complesso.

lev (ha votato 7 questo disco) alle 20:49 del 9 dicembre 2009 ha scritto:

è un bel disco, però a mio parere il terzo posto nella classifica è un pò troppo.

Tizio (ha votato 8 questo disco) alle 18:00 del 12 dicembre 2009 ha scritto:

Ad ogni ascolto piace sempre più

nico83 (ha votato 5 questo disco) alle 22:25 del 3 gennaio 2010 ha scritto:

caruccio ma troppo cervellotico

bill_carson (ha votato 8 questo disco) alle 11:15 del 12 gennaio 2010 ha scritto:

magico ed evocativo

davvero una sorpresa in questo 2009.

Consigliatissimo!

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 13:48 del 25 aprile 2010 ha scritto:

Deliziosamente atemporale: futuristismo nostalgico! Glo-fi e dream quanto solo un Ritorno al Futuro II può essere!

Uno dei miei preferiti del 2009; ottima anche la recensione: bravo Matteo!

icominto alle 19:01 del 29 aprile 2010 ha scritto:

bellissimo!non riesco a smettere di ascoltarlo....

synth_charmer (ha votato 7 questo disco) alle 20:20 del 5 settembre 2010 ha scritto:

l'ho ascoltato più e più volte, ma il capolavoro che vive in questo disco non si è mai impossessato di me. Lo riconosco, è ben fatto e ha buoni momenti (Bycicle su tutte), ma alla fine non l'ho mai trovato troppo incisivo. Discorso analogo potrei fare sull'Ariel Pink di quest'anno. L'esponente glo-fi che preferisco, e anche quello che a mio avviso ne rappresenta meglio la filosofia estetica, continua a essere Washed Out.

casadivetro (ha votato 8 questo disco) alle 16:00 del 23 marzo 2011 ha scritto:

Nostalgia canaglia

Moroder che sposa gli Smiths

4AS (ha votato 9 questo disco) alle 12:41 del 29 luglio 2011 ha scritto:

Disco retro-futurista, è già il manifesto di un genere, incredibili Green Knight e soprattutto Stop Talking, così complessa e ballabile, sembra un pezzo prog riletto in chiave elettronica! Frutto di uno stato di grazia solo temporaneo? Vedremo...

ManuWR alle 2:23 del 27 dicembre 2017 ha scritto:

Io devo ringraziarvi per aver proposto un tesoro del genere... e la recensione non è che una guida all'ascolto!