Rangers
Suburban Tours
La psicogeografia è una dottrina nata in ambito situazionista il cui scopo è analizzare l'influenza dell'ambiente sul comportamento umano, dell'architettura sulla nostra psiche, di struttura ed estetica di una città sui nostri umori. Il disco di Joe Knight, alias Rangers, è una sorta di declinazione musicale della psicogeografia (come lambiente influenzi la musica), che detta così sembra una puttanata colossale, ma non lo è poi così tanto, se si pensa per dirne una al video di "Star Guitar" dei Chemical Brothers, con tanto di sincronizzazione tra la musica e il panorama visto dal treno. Il video di "Deerfield Village", da questo disco, è altrettanto emblematico.
Certo, ci vuole limmagine. Ma Rangers è un progetto nato volutamente in territorio hypnagogic-pop, dove i flirt con la rappresentazione visiva sono continui ed espliciti. Knight, che fa musica non cagato da una decina di anni, ha confessato di aver scritto questo Suburban Tours dopo unimmersione totale nei dischi di James Ferraro, Sun Araw e Gary War, cosa che daltronde era difficile negare. La derivazione ipnagogica è evidente, ma qui trova una sua interpretazione singolare proprio perché messa a servizio di unoriginale esplorazione geografica: ognuno degli undici bozzetti del disco è legato a un luogo di Dallas (da cui Knight si è recentemente allontanato per San Francisco) e prova a ridirlo musicalmente.
Il risultato è un collage quasi interamente strumentale di quadretti spesso poco più che abbozzati, a formare un belvedere urbano spostato tra anni 70 e 80, tra cementi di periferia (Bear Creek) e isole verdi (Golden Triangles, Brook Meadows), quartieri residenziali da upper-class (Bel Air) ed eleganti scorci vacanzieri (Woodland Hills si distende bevendo una cedrata verso gli scialli glo-fi). I giri suburbani sono immersi in una gluma sfocata e vintage, come se Neon Indian avesse remixato gli Chic, come se Ducktails avesse abbracciato ideali funky, in una costante atmosfera da telefilm primi anni ottanta. La chiusura, dopo lattraversamento degli sprawl metropolitani, verso un posto da cui poter fuggire di nuovo (Airport Lights) ha una leggerezza confortante, fatta di un assolo psichedelico e di tastiere che strizzano al caraibico.
Alcuni schizzi musical-geografici sono eccellenti, come lapertura di Deerfield Village, fasciata di chitarre schiumose e da una melodia di synth indelebile, o la marcia tra asfalti degradati di Ross Downs, con una sezione ritmica massiccia e invasiva. E attenzione a non fare spallucce per lamericanità di questi squarci metropolitani: dietro le linee degli hinterland di Suburban Tours si vede anche il profilo delle nostre periferie di condomini e villette a schiera. Da provare.
Tweet.jpg)
Rangers Pan Am Stories
Suckers Wild Smile
Fort Romeau Kingdoms
The Wake A Light Far Out
Unknown Mortal Orchestra Unknown Mortal Orchestra
AA. VV. Welcome To The Twisted Cabaret Vol. 1
Tu Fawning A Monument
Okkervil River The Stand Ins
Cold Cave Love Comes Close
Blitzen Trapper Furr
Nite Jewel One Second of Love
Sun Araw On Patrol
Rangers Pan Am Stories
Sun Araw Ancient Romans
LA Vampires featuring Matrix Metals So Unreal
Mohave Triangles Haze for Daze
Outer Limits Recordings Foxy Baby
Toro Y Moi Causers of This
Ariel Pink's Haunted Graffiti Mature Themes
Toro Y Moi Underneath The Pine
Peaking Lights 936
Small Black Small Black
Small Black New Chain
Ariel Pink's Haunted Graffiti Before Today
Gary War Jared's Lot
MillionYoung Sunndreamm EP
Glo-fi o ci sei?
Memory Tapes Seek Magic
Neon Indian Era Extraña
Peasyfloyd