V Video

R Recensione

7,5/10

Boards Of Canada

Tomorrow's Harvest

Il contributo rivoluzionario di Warp (LFO, Autechre, Aphex Twin, Squarepusher, Plaid) e, nello specifico, dei Boards of Canada alla causa elettronica - un’elettronica, la loro, nostalgica ed epica, melodica e insieme eterea, a sconfinare nell'ambient e nella psichedelia - degli ultimi vent'anni (e più) è fatto assodato quanto noioso da ribadire in questa sede - per molti, capolavori quali “Geogaddi” e “Music Has The Right To Children”, tra le eccellenze dell’IDM tutta. Noioso, forse inutile quanto rintracciare l'enorme influenza, soprattutto estetica, proiettata dagli scozzesi entro e fuori le mura della loro etichetta e del genere.

La notizia di un nuovo lavoro in studio di Michael Sandison e Marcus Eointra i più attesi di un 2013 ricco di ritorni maggiori, ha mandato letteralmente in tilt un'ampia fascia di fan devota; o meglio morbosa, così addentro alle dinamiche criptiche del duo al punto da decifrarne, nell'ultimo anno, i vari indizi disseminati qua e là nella rete e non - a partire da quelli contenuti nelle due versioni del vinile rilasciato in occasione dello scorso Record Store Day, con codici per risalire alla data di uscita del disco. Messaggi in codice diretti in pieno deserto californiano, Mojave (il tweet May 27th 17:00 PDT), cornice ideale per il “party” d’anteprima di “Tomorrow’s Harvest”.

Lavoro, questo, al solito, connubio di astratta vastità e concretezza (su taglio cinematografico, dal flavour altamente psych), un alternarsi fitto di sincopi, fratture ritmiche (“Cold Heart”, “Nothing is Real”, “Come to Dust”), scenari downtempo sconfinati e d'ambient techno glaciale ("Split Your Infinities") - portali entro cui materializzare viaggi interiori profondissimi.  

Dove questa dicotomia si amalgama, e si armonizza in texture verticali, convivendo omeostaticamente entro i pezzi, sbocciano assolute meraviglie. “Cold Heart”, nel suo sincopato oscuro e circolare si impone su di un synth rave lo-fi, alieno e sfatto; il tonfo percussivo e le compressioni downtempo di “Reach For the Death” si sovrappongono ad una nebbia ambientale (un che di Happy Songs for Happy People”, non solo in questa occasione - "Come to Dust") meditativa e insieme apocalittica, sino all’innesto progressivo delle keyboards - dall’esasperato cromatismo, in abbinamento al beat (Flying Lotus): splendido. E ancora: le terzine, su artificio vintage, nell’esoterismo all'osso di “Come to Dust”, la danza goffa e tribale di “Palace Posy” (so Aphex Twin), il carezzevole theme conclusivo di “News Seeds”.

Convincono meno (escluso il fascino acido, ancora una volta à la Richard D. James, di "Jacquard Causeway") certe fissità in iterazioni atmosferiche (“Collapse”, gli arpeggi di synth in “White Cyclosa”, droni cangianti e approccio liquido, a rievocare echo jam lopatiniane), o (pseudo) intermezzi orizzontali e sinistri (“Sundown”, “Urital”, “Sedema Mertvykh”).

Ma ciò che più conta è la gestalt estetica restituita: potente, al solito; ponte percettivo tra cromatismi analogici e fluttuazioni fuori dallo spazio e dal tempo, senza per questo rinunciare a movimenti melodici i quali riconducono il tutto ad una dimensione, e ad una sostanza, propriamente umana. 

Un'attesa, di ben otto anni (“The Campfire Headfase”), ripagata con l'ennesima prova superiore.

V Voti

Voto degli utenti: 7,4/10 in media su 8 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
rubiset 8,5/10
cnmarcy 7,5/10
ethereal 6,5/10

C Commenti

Ci sono 2 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

Marco_Biasio alle 11:19 del 13 ottobre 2013 ha scritto:

Mi piacerebbe tanto ascoltarlo, ma è un vero mastodonte. Dovrò rimandare a tempi migliori, ma di sicuro lo farò - impossibile non concedere attenzione ai Boards Of Canada. Bravo e coraggioso Mauro.

LucaJoker19 (ha votato 7 questo disco) alle 22:47 del 7 luglio 2015 ha scritto:

gran bell'album, con qualche traccia che ahimè non mi ha convinto.. i capolavori geogaddi e music sono ben lontani, ma perlomeno hanno fatto meglio rispetto a campfire. dopo 8 anni l'evoluzione del loro sound si sente eccome..

il tema dell'apocalisse e della desolazione mi sembra un po troppo abusato però .. ciò non toglie che sia un lavoro tutto sommato riuscito.

che non spariscano per altri 8 anni o più però ora ! (e ne sono già passati 2 intanto..si sa qualcosa di un nuovo progetto?)