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8/10

Django Django

Django Django

Quando tra nome della band e titolo dell’album si legge quattro volte la stessa parola, si potrebbe pensare alla banalità. Bene, scordatevi questo concetto. Django Django, degli scozzesi Django Django è tutto fuorché banale.

Un album che mi piace definire electro-folk in quanto in esso gli ingredienti che più comunemente si mescolano sono grancassa, cerchio a sonagli, chitarra ritmica e sintetizzatore. A ciò si aggiunge un cantato quasi sempre in stile Beach Boys, comunque in sé originale e ben calibrato tra il cantato ed i suoi cori e controcori.

Galeotto fu Default, il primo singolo dell’album. Lanciato ad inizio 2011 con un video originalissimo e ottimamente cucito addosso al brano, Default si ama da subito e rapisce l'ascoltatore  conducendolo inconsapevolmente in un vortice di spensieratezza e sana follia nel quale rimane cristallizzato per tutta la durata della traccia. Grancassa, sonagli, ed una chitarra elettrica, nuda e cruda, che scandisce ed insegue la melodia del cantato in falsetto, ottimamente artefatto. Non c’è essere umano sul pianeta Terra e in gran parte dell’Universo che non oscillerebbe ininterrottamente la testa, in sintonia con il battito del piede ritmico, nell’assecondarne il fremito che sa sprigionare. Un capolavoro, e non credo di esagerare.

Ma Django Django non è solo Default, il quale già da solo basterebbe a far guadagnare una piena sufficienza a questo disco d’esordio dei nostri amici d’oltremanica. L’intro  (“Introduction”), da brividi, sembra una colonna sonora perfetta per un immaginario sequel di Arancia Meccanica, in una improbabile versione western. Lo stesso intro lancia e si fonde con la successiva Hail bop, una splendida techno ballad, molto Beach Boys nelle melodie e nel cantato. Dà l’impressione di essere la sigla iniziale di questo album gioiello iniziando ad iniettare nell’ascoltatore quell’assuefazione alle sonorità dell’album che rendono pressoché impossibile una interruzione dell’ascolto totale, in sequenza, dello stesso.

Dopo Default, il capolavoro di cui sopra, i nostri amici proseguono sfoderando brani uno più sfizioso dell’altro, con un uso di strumenti, tempi, voci e malizia propri di chi fa musica da tempo e nel modo migliore possibile. E non è un caso se ci son voluti ben tre anni per partorire l’album.

Waverorms è il brano dove l’uso delle sonorità synth è più accentuato, sempre però con sapienza ed abilità, in un crescendo che conduce ai nostri consueti cori "surfing safari"! Hand of man è la sostanza stupefacente dell’album. Coro nostalgico, sfumato, su un tappeto di chitarra acustica arpeggiata e ritmo basic techno. Una ventata di calma purificante, dannata e sognante, che asciuga il sudore dei balli precedenti.

Segnaliamo ancora Wor (quasi un remake di Misirlou nella versione di Dick Dale per Pulp Fiction), nella quale la voglia di ballare di Default ritorna a fare capolino, questa volta a cavallo di furiosi puledri al galoppo nella terra rossa, e Storm, semplicemente deliziosa. Gaudente il twist con inserti mediorientali di Life’s beach, originale la dark-folk-etno-wave di Skies over Cairo e dignitosa l’ultima “techo-Beach BoysSilver Rays.

Django Django è uno degli esordi più belli e riusciti che mi capita di ascoltare da tempo. Un album pieno, fiero, sempre onesto e sicuramente mai sottotono. Trascinante e sognante, sa essere sempre originale, regalando spesso quelle pulsioni danzanti di chi sa pescare con malizia e lungimiranza nella tradizione popolare. Un mix di tradizione ed innovazione che mi ha totalmente e definitivamente rapito. Piccoli imprescindibili crescono.

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Voto degli utenti: 6,7/10 in media su 18 voti.
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Cas 5/10
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motek 7/10
Gio Crown 7,5/10
REBBY 6/10
mavri 7,5/10
Sor90 7/10

C Commenti

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rdegioann452 (ha votato 8 questo disco) alle 9:28 del 22 giugno 2012 ha scritto:

mi piacciono un casino. "default" è stupenda!!!

hokusai (ha votato 7 questo disco) alle 9:35 del 22 giugno 2012 ha scritto:

disco fantastico, io ci sento tant(issim)o i loro conterranei The Beta Band e il loro weirdelectrofolk...

Ivor the engine driver (ha votato 7 questo disco) alle 15:14 del 22 giugno 2012 ha scritto:

Default è divertentissima, per metà è un bel disco, poi si perde un po'. @Hokusai: dici bene, anche perchè uno di loro è fratello di uno della fu bellissima Beta Band

hokusai (ha votato 7 questo disco) alle 15:35 del 22 giugno 2012 ha scritto:

Ecco svelato l'arcano.

Grazie Ivor

Cas (ha votato 5 questo disco) alle 12:44 del 4 luglio 2012 ha scritto:

purtroppo qui divergiamo franz i primi ascolti mi avevano affascinato, poi però l'album si è progressivamente svuotato. composizioni eccessivamente giocose (siamo tra gli Xtc e i B-52's in salsa indie) che, nonostante buone intuizioni melodiche (Firewater,Wor, Life's a Beach -forse la migliore-) finiscono per avvitarsi su se stesse inceppandosi (pezzi incompleti, o paranoicamente ripetitivi come Default, Zumm Zumm, li trovo assai fastidiosi). poco contenuto insomma per me...

Franz Bungaro, autore, alle 13:44 del 4 luglio 2012 ha scritto:

E' giusto che sia così, quanti dischi arrivano in modo diverso senza che un giudizio univoco possa esser dato. Quest'album l'ho così tanto ascoltato e sviscerato che, almeno per quanto mi riguarda, è un super album. Dici che Default è "paranoicamente ripetitivo". Io dico che è un capolavoro. E' non è un giudizio "ex cathedra", semplicemente ho voglia di ascoltarlo perchè mi fa impazzire. Quindi, viva la democrazia delle vibrazioni!

loson (ha votato 4 questo disco) alle 13:33 del 4 luglio 2012 ha scritto:

Concordo con chi li ha definiti una versione moscia della Beta Band. Il bello è che per capirlo mi sono andato a riascoltare "Three EPs" della Beta Band, e finalmente sono giunto alla conclusione che pure gli originali mi fanno schifo. Olè.

Franz Bungaro, autore, alle 14:00 del 4 luglio 2012 ha scritto:

Forse mi sono perso qualcosa, ma nessuno li ha definiti mai "una versione moscia della Beta Band", sebbene è vero che ci siano alcune affinità (ma molte meno, secondo me, di quanto sembrerebbe da questi commenti). Poi chi sia "moscio" e chi sia "duro" possiamo pure parlarne, per me, per esempio, sono molto più mosci i The Beta B., specie quelli del suddetto "Three EPs"! Il paragone lo farei, semmai, più con "The Beta Band" (1999) o "Heroes to Zero" (2004).

loson (ha votato 4 questo disco) alle 14:27 del 4 luglio 2012 ha scritto:

Fidati, qualcuno li ha definiti più o meno così, in altri lidi (e sono stato un signore ad aver usato il termine "moscio" ;D). Per il resto, non so, sento suppergiù gli stessi difetti che ha rilevato Cas, uniti a una certa pedanteria, scarso appeal melodico o anche semplicemente zero capacità di attrarre la mia attenzione con espedienti produttivi di rilievo. "The Beta Band" per me è un disco autoindulgente e confuisionario come pochi, quindi forse ci può stare una maggiore affinità con questo Dango Django di quanto non possa vantare "Three Eps". "Heroes To Zero" non l'ho ascoltato e dubito che lo arò in futuro (anche se mai dire mai...). In ogni caso, son tutte cose che esulano dal mio harem musicale personale, che ti assicuro è piuttosto vasto e comprende bellezze dalle sfumature più disparate. Ciao!

Franz Bungaro, autore, alle 14:35 del 5 luglio 2012 ha scritto:

Ah ok, avevo capito che lo si era detto qui...sai com'è,...io leggo solo Storia della Musica ormai! Ciao!

Franz Bungaro, autore, alle 17:47 del 25 ottobre 2012 ha scritto:

Giusto per ricordarmi, e ricordare, quanto quest'album sia magnifico e pieno di gemme preziose...mi dispiace che la platea di Storia della Musica non abbia apprezzato appieno...spero che nel frattempo qualcuno abbia approfondito meglio...mi dispiace, perchè merita... che disco ragazzi!

bonnell (ha votato 5 questo disco) alle 11:04 del 26 ottobre 2012 ha scritto:

Un paio di buoni singoli ci sono, ma non sono in grado di reggere un album intero. Scialbo il singer. Beta Band nettamente superiore.

Franz Bungaro, autore, alle 11:49 del 26 ottobre 2012 ha scritto:

Ma la Beta Band, tirata in ballo da tutti, l'avete ben presente quando la citate, oh è un filone di paragone che si autoalimenta con il passaparola? No perchè io mi ricordo una band, la Beta Band, tanto bravi, per carità (anche se a me non piacevano affatto), ma un tantino mosci, che mi ricordavano tanto Beck, i The Aliens o Cypress Hill nei momenti di euforia...ma con questi Django Django, a parte qualche affinità nella timbrica del cantato (semmai), non ci vedo altri riferimenti. Boh, forse però sono io ad avere problemi di udito!

Ivor the engine driver (ha votato 7 questo disco) alle 15:47 del 26 ottobre 2012 ha scritto:

Boh personalmente parlando l'affinità è di parentela e poco altro, come scrivevo sopra. E non puoi citare gli Aliens confrontandoili con la Beta Band, visto che sono gli Aliens sono i "resti" della Beta Band!

Franz Bungaro, autore, alle 14:26 del 23 novembre 2012 ha scritto:

Un bel remix di Life's a beach. A chi piace l'arte del remix, consiglio anche quello di "The Very best", dello stesso brano.

Franz Bungaro, autore, alle 19:14 del 19 marzo 2013 ha scritto:

Faccio il para-ass...quando scrissi questa recensione (credo di ricordare la prima per SdM) non sapevo che Tarantino stesse girando Django, e nel descrivere Wor, dicevo che sarebbe stato perfetto come remake di Misirlou versione Pulp Fiction...c'è qualcosa di magico in tutto ciò, si si! Vabbè, tutta sta storia solo per dire che è uscito il video di WOR!