V Video

R Recensione

7/10

MGMT

Oracular Spectacular

Ben Goldwasser e Andrew VanWyngarden vengono da Brooklyn e insieme costituiscono gli MGMT (The Management), gruppo indie-rock dalle forti venature elettroniche, un po’ glam e un po’ psych e, spesso e volentieri, il tutto viene tinto da uno spiccato senso vintage anni ‘70.

Potrebbe, da questa veloce presentazione, apparire come uno dei tanti gruppetti che affollano i canali musicali di mezzo mondo, ma in questo caso i nostri sembrano essere riusciti a trovare le giuste dosi di ogni ingrediente in modo non solo da sfondare nel music business (le classifiche inglesi sono ai loro piedi, in america una trasmissione ha usato un loro pezzo come sigla, sono stati definiti miglior gruppo emergente da questo e da quello, Rolling Stone li cita nelle sue ambitissime pagine…), ma anche nel tenersi quella dignità di cui ogni buon artista ha bisogno per camminare a testa alta. Insomma, Ben e Andrew hanno fatto il botto, e lo hanno fatto scendendo a patti con il sistema, riuscendo a non farsi del tutto soggiogare...Bisogna però capire quanto ci sia di originale e quanto invece di studiato a tavolino.

Tutto il disco si destreggia quindi tra questo pericoloso compromesso tra commerciale/non-commerciale, mainstream/underground e solo dopo più ascolti si può svelare la vera natura di questo lavoro.

Il pezzo iniziale ci colpisce immediatamente per la sua freschezza e per il suo piglio deciso. Time To Pretend, così si intitola, fa un uso intelligente e personale, anche se orientato all’easy listening, dell’elettronica, capace di dar forma ad un indie-pop di squisita fattura, colmo di sonorità pregnanti, di effettini sonori azzeccati, di un senso della melodia sufficientemente indipendente rispetto alle convenzioni che oggi imperano nel mainstream da superare la prima prova. La successiva Weekend Wars sembra prendere diretta ispirazione dal “duca bianco” dei tempi di Ziggy Stardust, che si aggira per tutto l’amabile brano affiancato da riverberi ed effetti elettronici aggiornati agli stilemi contemporanei (si parla qui dei Muse piuttosto che dei Radiohead).

The Youth è una sinuosa e delicata ballata elettronica, mentre Electric Feel prende i Jamiroquai, li tinge di disco-music anni ’70 scomodando addirittura i Bee Gees, e riesce a non fare apparire la cosa come uno squallido abuso di trovate già sentite. Kids, abbandonati i primi pregiudizi che possono conferirle una prima parenza di tormentone primaverile, riesce a mostrarsi dopo ogni ascolto sempre più convincente: pregnante, studiata, in perfetto equilibrio tra originalità (o meglio personalità) e convenzione. Con la successiva 4th Dimensional Transition il glam si tramuta in psichedelia, aprendoci un tunnel vorticoso nel quale imperano serpeggianti le tastiere di vago stampo pinkfloydiano, le percussioni lanciate in un gioco sfrenato di rincorse e i fulgidi accordi delle chitarre elettriche.

Ascoltate le ultime quattro tracce (di cui solo Of Moons, Birds & Monsters vale la pena di menzionare) e dando uno sguardo d’insieme ci si accorge però che l’equilibrio di cui si parlava sopra, nonostante alcuni pezzi davvero convincenti, non è poi così stabile: troppo spesso si concedono facili occhiolini all’aspetto più commerciale delle influenze citate, più volte cade il velo di originalità che ammanta, grazie ad alcune buone trovate, le dieci canzoni ascoltate.

Ci si trova in questo modo a riconoscere a malincuore che anche questa volta il mercato ne esce vincitore…Ma non in modo tale da impedire ai MGMT di abbassare la testa, almeno fino al prossimo lavoro.

V Voti

Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 25 voti.

C Commenti

Ci sono 11 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

TheManMachine (ha votato 7 questo disco) alle 23:37 del 4 maggio 2008 ha scritto:

Ottima ascoltabilità!

Oh sì sì, questo è proprio un bel dischetto! La parola che volevo usare io per definirlo, Matteo, me l'hai tolta di bocca tu nella tua recensione perfetta, che dice tutto quello che c'è da dire con estrema agilità: "freschezza". A dir il vero, qua e là certi ripiegamenti bittersweet ci fanno a volte pensare se questi ragazzi ci siano o ci facciano. Ma che importa, in fin dei conti: tutto il lavoro (e io includerei anche le quattro tracce che a te non sono piaciute) è godibilissimo e io lo sto ascoltando da già da alcune settimane con vero piacere.

target (ha votato 7 questo disco) alle 12:10 del 5 maggio 2008 ha scritto:

Non male

Io, invece, sono d'accordo col recensore: il disco regge bene fino a metà, poi, pur facendosi ascoltare volentieri, dimostra qualche segnale di fiacchezza. "Time to pretend" e "Weekend wars" sulle altre (non a caso, i primi due pezzi), con il secondo molto glam-eggiante: senz'altro Bowie, ma anche gli Sparks per qualche passaggio più eccentrico.

Ivor the engine driver (ha votato 5 questo disco) alle 18:18 del 9 maggio 2008 ha scritto:

uno dei motivi...

...per cui questo anno musicalmente mi sta facendo alquanto defecare. è vero che un paio di pezzi si salvano ma il resto è veramente brutto e soprattutto supponente e fastidioso. Ovvio che c'è di peggio ma se durano + di trer mesi è quasi un reato penale

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 14:36 del 27 agosto 2008 ha scritto:

Reperito solo ora, ascoltato per bene. Fresco e divertente (con quei singoloni predestinati ...). La mia impressione è che faranno la fine dei Franz Ferdinand.

Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 23:43 del 7 ottobre 2008 ha scritto:

Esclusa "Electric Feel" per me è davvero povero.

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 13:30 del 17 ottobre 2008 ha scritto:

godibilissime le tracce; ''Time To Pretend'', ''Electric Feel'' e ''Kids''

Album molto piacevole, vivace e gradevole all'ascolto. Ottima la prima metà dell'album, da Time To Pretend fino ad arrivare a Kids, un po' fiacca e stanca la seconda metà. Tutto sommato un buon esordio [7.5]

Paranoidguitar (ha votato 7 questo disco) alle 17:37 del 24 novembre 2008 ha scritto:

un po' pompati da una certa massa di indie kids. Un buon disco comunque.

ThirdEye (ha votato 4 questo disco) alle 19:40 del 27 luglio 2009 ha scritto:

Bah...

A parte "Weekend Wars", non mi è parso tutto sto granchè....E poi quei pezzi stile febbre del sabato sera...Mammamia!

mew alle 15:32 del 5 novembre 2009 ha scritto:

Capolavoro.

Lepo (ha votato 7 questo disco) alle 13:30 del 2 luglio 2014 ha scritto:

Di gran lunga il migliore degli MGMT... I tre singolazzi vanno forte ancora adesso tra i più ggiovani, hanno senz'altro fatto epoca. Poi non si sono più ripetuti, persi tra scorribande psichedeliche spesso e volentieri inconcludenti

Mattia Linea (ha votato 9,5 questo disco) alle 14:35 del 18 agosto 2014 ha scritto:

Inserito giustamente nella lista dei 500 migliori album di sempre. Assolutamente avanguardistico ed esotico. Psichedelia nel 2008. New Order, Beatles e il meglio degli anni '90 in un disco. Meraviglioso. Diverso.