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R Recensione

8/10

Piano Magic

Disaffected

Capita certe notti di ritrovarsi insonni, con gli occhi lucidi e sbarrati, a tentare di ricomporre insieme sdrucite verità e irreali, onirici, ricordi. Invano.

Si può allora scegliere di smarrirsi, sprofondando consapevolmente nella propria alienazione, in desolanti spazi di autoinflitta solitudine.

In tal caso, questa ottava produzione della band fantasma per eccellenza, può essere un aiuto estremamente efficace.

Un piccolo, intimo, diario dell'abbandono umano confezionato egregiamente da cinque romantici londinesi, guidati dalla tremante e ispiratissima voce narrante di Glen Johnson che riporta alla memorie le cupe litanie di un certo Ian Curtis.

I nostri, attingendo con particolare successo alla fonte inesauribile della wave britannica, riescono ottimamente nell'intento di coniare un linguaggio sonoro ricercato, evocativo ed oramai riconoscibilissimo.

L'iniziale "You Can Hear The Room" ci conduce arcana in stanza vuote, dalle bianche pareti, già immersi in lugubri, irreali reminiscenze.

Le chitarre, sempre in primissimo piano, eseguono sottili arpeggi, sostenute da un basso discreto e sfumato, capace di creare profondità e buia atmosfera.

Intelligentissimo l'utilizzo dell'elettronica, minimale, mai invasiva e diretta a modellare sfondi magici e sognanti.

"Love And Music" si muove su di una trama ben più ariosa e disincantata e come la successiva, sanguinante, "Night Of The Hunter" unisce sonorità orecchiabilissime a significati decadenti.

La sorprendente title-track "Disaffected" si innesta su di un morbido tessuto di synth che aprono le porte alla carezzevole voce di David Guillou, che in questa circostanza si sostituisce brillantemente al nostro Glen Johnson in un trip hop alla Massive Attack davvero gustoso.

Gli spettri di Johnson non mancano di rifarsi vivi (o morti?!) nelle seguenti rassegnate e declamate "Theory of Ghosts" e, tanto per cambiare, "Your Ghost", precipitandoci in baratri sconosciuti, ma ricchi di fascino.

Se "I Must Leave London" è un'acustica ballata dagli echi smithsiani, limpidamente malinconica e dolente convince meno il beat un po’ scontato di "Deleted Scene".

Il disco riserva ancora sorprese nello spleen etereo delle ultime due tracce, "The Nostalgist" e "You Can Never Get Lost", forse le migliori dell'album, che ci riconsegnano alla notte confusi e commossi, finalmente pronti per riposare in pace.

Un disco multiforme, dall'anima inquieta, per anime inquiete.

Colonna sonora di tempi perduti e di rifiuti subiti.

"All I need is love and music" canta Glen Johnson. Forse anche noi.

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Voto degli utenti: 8,4/10 in media su 19 voti.
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target 7/10
loson 10/10
4AS 7/10
REBBY 9/10
giank 9/10
george 7/10

C Commenti

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target (ha votato 7 questo disco) alle 11:43 del 15 marzo 2007 ha scritto:

Condivido

Molto spettrale davvero. I Must Leave London e You Can Never Get Lost (If You've Nowhere To Go) le mie preferite. Peccato per un paio di tracce sottotono.

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 19:36 del 6 giugno 2008 ha scritto:

Scoperta recente [per il sottoscritto]

You Can Hear The Room, Love & Music, Disaffected e Deleted Scenes le considero le perle dell'album... il lavoro nel complesso è più che discreto. Li ho scovati da poco, leggendo alcune recensioni sul web e credo che ripercorrerò a ritroso la loro discografia, visto che li ho scoperti con il loro ultimo lavoro

4AS (ha votato 7 questo disco) alle 17:08 del 26 novembre 2008 ha scritto:

Carino, ma..

non riescono mai a soddisfarmi a pieno. Continuano a fare dischi buoni, ma nessuno è realmente un capolavoro. C'è sempre qualcosa che non mi convince: forse l'uso delle tastiere fin troppo "vintage" che producono suoni ormai stra-risentiti, forse la voce del cantante che non ha mai "sbalzi d'umore" e alla lunga diventa piatta e stancante... Per me sono questi i difetti.