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R Recensione

8/10

Cut Copy

In Ghost Colours

La leftfield a confronto tra i decenni: incontro ad armi pari e reciproca scoperta alla fine degli '80, l'indie e l'acid house intenti ad annusarsi i fondoschiena nella fiammata di Madchester; rock fagocitato, campionato e risputato in sample e loop alla fine dei '90 dalle orde di hooligan del big beat; partita a ruoli invertiti nel nuovo millennio della contaminazione e del revival globalizzato, l'elettronica e la dance rilette con approccio indie e inserite in un calderone onnivoro di suoni ed influenze (una volta) contrapposti.

Ripeterlo ancora sarebbe pleonastico: la leftfield targata 2000, anno dopo anno, diventa fenomeno sempre più sconfinato e onnicomprensivo: somma ingorda di “nu” e revival assortiti, di nostalgie synth pop e nebulose shoegaze, di simpatie new wave e scalciate post punk, frammenti italo disco e mitragliate electro.

La novità è che con “In Ghost Colours” i Cut Copy mettono finalmente tutti i tasselli al loro posto: più virati alla canzone rispetto ai Simian Mobile Disco ma notevolmente più legati al dancefloor dei (pur danzerecci) ultimi Hot Chip, più consistenti dei levigati Neon Neon ma più canticchiabili dei decani LCD Soundsystem, meno derivativi dei Justice e più costruttivi dell'enfant prodige Calvin Harris, i nostri riscoprono la pietra filosofale dell'equilibrio perfetto tra dancefloor e indietronica. Riportandoci ai fasti e alle scoperte dei primi New Order.

New Order omaggiati quasi pedissequamente nel precedente Bright Like Neon Love, ma che qui divengono solo un tassello incastonato in un mosaico ben più ampio che mette i Pet Shop Boys a fianco dei Depeche Mode, gli Human League d'accordo coi Joy Division, l'electro assieme allo shoegaze e i tappeti synth pop sulle spalle di ritmiche post punk.

Il trittico iniziale segna il decollo del disco in tre mosse: con l'indie pop farcito di coretti brit pop e vocoder “aerei” di Feel The Love, il synth pop danzereccio dall'intro DaftPunkiano di Out There On The Ice, e l'anthem electro-pop-funk di Lights and Music.

Più virato all'indie rock l'instant pop di Unforgettable Season, mirabile incrocio di Pulp e New Order, diviso tra incipit shoegaze e ritornelli da radio A.M. So Haunted, già in rampa di lancio per un bel remix da parte di Justice&co la strabrodante Hearts on Fire, farcita oltre la norma di nostalgie '80s Far Away, che lambisce pericolosamente i confini dell'Alphaville.

Rimediano l'indietronica di Strangers in the Wind, che parte indolente e scalcia di lì a poco sulle ali di flanger e filtri di scuola french touch, l'electro disco piacevolmente old school di Nobody Lost Nobody Found e la malinconica psichedelia di Eternity One Night Only.

Cose già viste, si dirà: la differenza è che l'impressione non è quella di trovarsi di fronte al solito laboratorio di post modernismo, ma di canzoni vere e proprie, che si susseguono senza soluzioni di continuità o cali di qualità: l'andatura dei Cut Copy non è quella di un gruppo di funamboli della commistione o di equilibristi del pot pourri a tutti i costi: senza perdere mai di vista né il dancefloor né la forma canzone, i nostri vergano con incoscienza dalla lontana Australia uno dei dischi più maturi, convincenti e divertenti, della Leftfield targata 2000.

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Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 29 voti.

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loson (ha votato 9 questo disco) alle 13:14 del 22 agosto 2008 ha scritto:

Bellissimo e contagiosissimo. Gli '80 passati al setaccio in technicolor, frullati e riplasmati secondo una logica "indie" che, per una volta, è sinonimo di grandi canzoni e sonorità lussureggianti. Non a caso, la produzione è affidata a Tim Goldsworthy della DFA (e ho detto tutto...). Molto bella la recensione.

Cas (ha votato 8 questo disco) alle 19:08 del 24 agosto 2008 ha scritto:

ci ha messo molto a catturarmi, però dopo vari ascolti mi sono convinto: 4 stelle (in decimi 7,5 però...bello si, ma non esageriamo!)

fabfabfab alle 11:58 del 26 agosto 2008 ha scritto:

Sono demente io, o c'è odore di Fleetwood Mac?

Poi mi ricordano quel bel disco dei Junior Boys di un paio d'anni fa. Non so ...

fabfabfab alle 14:53 del 29 agosto 2008 ha scritto:

OK

fabfabfab alle 14:54 del 29 agosto 2008 ha scritto:

Mi piace, niente di più. Mi astengo.

REBBY (ha votato 4 questo disco) alle 9:43 del 8 settembre 2008 ha scritto:

unforgettable season ?

Disco wave primi anni 80, patinata, syntetica,

leggera e , almeno allora, commerciale (io a quei

tempi la vedevo come un addomesticamento operato

dall'industria musicale e televisiva delle urgenze

espressive insite nella new wave, ora chiamata mi

sembra, post punk). Rivedo me stesso in quella

discoteca vicino alle 2 torri di Bologna (non che

ci sia andato poi tante volte) con lo sguardo

rivolto verso belle ragazze (lo ammetto: l'unico

motivo per cui andavo in discoteca), meglio delle

discoteche che c'erano dalle mie parti, visto che

ogni tanto poteva capitare di ascoltare Bowie, i

Cure, i Devo ... Ma la musica dominante era così.

Non per alimentare vecchie polemiche (anzi colgo

l'occasione per professare la mia ammirazione per l'eclettismo e la competenza di Loson Creck), ma devo ripetere più o meno il discorso fatto più o

meno a proposito dell'album degli M83, con qui

l'aggravante che non si tratta di 4 o 5 canzoni,

ma di tutte o quasi. Inoltre là ho pescato almeno

Graveyard girl, qui mi devo accontentare di

Unforgettable season.

Dr.Paul (ha votato 8 questo disco) alle 15:14 del 8 settembre 2008 ha scritto:

rebby credo di essere stato anche io in quella discoteca una decina di anni fa, ero turista nn ricordo il nome, si scendevano delle scale per entrare? si pieno di donne, PIENO!!!

ma hai un avversione x queste sonorità, ti ricordano brutti periodi? è vero che è sempre stata considerata musica patinata, anche io nn avrei mai potuto pensare che un giorno si potessero rivalutare i duran ad esempio, ma alla fine sai...anche quei gruppetti o cosidetti grupponi alla "famolo sghembo" sono patinati pur nn essendo patinati, no?

a me questo disco piace!

REBBY (ha votato 4 questo disco) alle 16:08 del 8 settembre 2008 ha scritto:

Forse è la stessa Paolo, anch'io ricordo degli scalini, ma io ci andavo appunto alla fine degli anni 70 primi anni 80. Era un periodo bellissimo

della mia vita, ero giovane, idealista, pieno di

energia e di voglia di fare. Credevo che fosse solo questione di tempo e che il Mondo sarebbe

assai migliorato grazie ai giovani che stavano

crescendo.

E' vero invece che ho un avversione per questo tipo di musica che per me equivale a un panino di

Mc Donald quando si parla di gastronomia.

Dr.Paul (ha votato 8 questo disco) alle 20:51 del 8 settembre 2008 ha scritto:

"..Era un periodo bellissimo della mia vita, ero giovane, idealista, pieno di energia e di voglia di fare. Credevo che fosse solo questione di tempo e che il Mondo sarebbe assai migliorato grazie ai giovani che stavano crescendo. "

eh ci credo, ma è pur vero che sono sentimenti/emozioni che hanno provato tutti i ventenni sin dalla notte dei tempi, vabbe....

REBBY (ha votato 4 questo disco) alle 8:31 del 9 settembre 2008 ha scritto:

E meno male ... era solo per rispondere alla tua

domanda ..." ti ricordano brutti periodi?".

Mai pensato di avere l'esclusiva.

Peasyfloyd (ha votato 8 questo disco) alle 11:20 del 11 settembre 2008 ha scritto:

tornando in ambito musicale vorrei dire che effettivamente il disco è bello. Ennesima ottima riedizione degli 80s e di un certo tipo di musica ballabile. Una volta tanto il Savino e io ci troviamo d'accordo ))

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 14:38 del 14 dicembre 2008 ha scritto:

oops!

e il nome della band, dov'è finito?

Truffautwins (ha votato 8 questo disco) alle 4:02 del 29 dicembre 2008 ha scritto:

tutto giusto + Talking Heads

TheManMachine (ha votato 9 questo disco) alle 9:26 del 29 dicembre 2008 ha scritto:

Disco molto solido, destinato a lasciare traccia di sè, al di là di ogni futile apparenza. Vicino alla palma di disco dell'anno 2008 per me. I miei complimenti al recensore!

ozzy(d) (ha votato 4 questo disco) alle 0:13 del 17 gennaio 2009 ha scritto:

quoto con il sangue il commento di rebby.....veramente imbarazzanti tutte le lodi a questa robaccia!

ozzy(d) (ha votato 4 questo disco) alle 0:13 del 17 gennaio 2009 ha scritto:

tiè

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 14:00 del 19 gennaio 2009 ha scritto:

Disco piacevole, intrigante e stuzzicante. [voto: 7.5]

DonJunio (ha votato 6 questo disco) alle 11:46 del 21 gennaio 2009 ha scritto:

Simpatici e divertenti nel loro riproporre, riverniciandoli un po', i New Order 20 anni dopo. Niente di più.

lev (ha votato 6 questo disco) alle 23:33 del 9 febbraio 2009 ha scritto:

RE:

diciamo che mi accodo a DonJunio. un bel 6,5 mi sembra più che sufficente.

lev (ha votato 6 questo disco) alle 13:09 del 10 marzo 2009 ha scritto:

forse sono stato un pò troppo affrettato a giudicare questo disco, dopo qualche altro ascolto devo dire che qui ci sta almeno un 7 pieno. sarà che mi sono commosso nel vedere mio figlio scatenarsi mentre lo ascoltava.

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 13:12 del 10 marzo 2009 ha scritto:

s.m.a.c.

''sarà che mi sono commosso nel vedere mio figlio scatenarsi mentre lo ascoltava'' che tenero!

lev (ha votato 6 questo disco) alle 19:44 del 10 marzo 2009 ha scritto:

ehm beh, non x niente mi chiamo s.m.a.c. mamma mia che nickname di mmmmmerda che mi sono scelto!

modulo_c (ha votato 8 questo disco) alle 14:40 del 22 marzo 2009 ha scritto:

buono

a me e' piaciuto molto, sopratutto col passare del tempo. Al primo ascolto m'aveva lasciato indifferente (ancora sti anni 80), poi ne ho apprezzato la solidita' (tutti i pezzi sono buoni) e la positivita'.

hiperwlt (ha votato 9 questo disco) alle 11:15 del 30 ottobre 2009 ha scritto:

quant'è? un anno che è nel mio i-pod? l'unico disco che tra il 2008 e il 2009 non ha subito il turnover!