V Video

R Recensione

6,5/10

Musetta

Mice to Meet You

Matteo Curcio e Marinella Mastrosimone, duo proveniente da Milano, formano grazie alla loro unione artistica i Musetta, gruppo dedito ad un raffinato ed elegante miscuglio di elettronica e di jazz libero di spaziare tra trip-hop, dream pop, downtempo e lounge.

È proprio il jazz l’elemento su cui i due pongono le basi per innestare tutti gli altri elementi caratterizzanti del loro sound: e così accanto a Miles Davis troviamo i Portishead, i Massive Attack e gli Air

Leggerezza ed eleganza sensuale sono le due parole d’ordine per quanto riguarda l’approccio alla cosa, mai spudoratamente dance ma aristocraticamente contenuta anche nei momenti di maggiore divertissement.

L’iniziale Another Glimpse Of Sun mostra immediatamente la faccia più sontuosa della musica dei Musetta: un dream pop colmo di arrangiamenti orchestrali lanciati in volteggianti crescendo costituisce l’ambiente adatto per la voce della Mastrosimone, perfettamente in grado di assecondare i momenti più sommessi e cavalcare quelli di maggiore enfasi.

Alla magniloquenza del brano appena ascoltato si contrappone la sensuale raffinatezza di Red Star, pezzo solcato da una voce davvero incantevole, accarezzata qua e là da molteplici effetti elettronici capaci di impreziosire un mood già di per se estremamente evocativo. Sullo stesso piano troviamo altri buoni brani come la sommessa e introspettiva We Will Fade Out, sognante gioiellino pop dal sound riverberato e permeante e la glaciale e minimale Catch 22.

Ma veniamo ora all’anima jazzy del disco, quella che lo rende così piacevole e attraente.

Si parte con Nicotine, movimentata e frizzante, adatta per feste chic a base di cocktail e chiffon, per giungere alla bellissima Standing By My Side, dove i piatti freneticamente percossi dalle bacchette del batterista sembrano galleggiare su un denso loop pulsante, impreziosito dal motivetto chitarristico di Curcio; Peace And Melody e The Days Of Roses sono altre facce della stessa medaglia, una più dance e l’altra maggiormente avviluppata su se stessa, ma entrambe capaci di catturare la nostra attenzione.

Passiamo ancora attraverso la simpatica rivisitazione tropical-rétro di Underneath The Mango Tree, attraverso il dream pop sognante di Some Thoughts Are Hard To Die e godiamoci la strumentale elegia di Rosemary’s Baby per giungere alla conclusione di questo album affidata all’ennesimo inserto jazzistico di Ophelia’s Song: elegante, raffinato, ornatissimo e sensuale, la decisiva prova del talento dei Musetta.

Insomma, ottimi musicisti, un celebre produttore (Rob Ellis) e tanto talento fanno di questo lavoro, seppur nulla di imprescindibile, qualcosa che vale la pena di ascoltare, anche solo per impreziosire le nostre future sere estive.

V Voti

Voto degli utenti: 8/10 in media su 1 voto.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5

C Commenti

C'è un commento. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

Mr. Wave alle 17:30 del 11 giugno 2008 ha scritto:

Interessante

un bella commistione di generi: trip-hop, dream pop, downtempo e lounge... molto interessante! Mi stimoli e m'inviti implicitamente ad ascoltarlo. Grazie per il consiglio