R Recensione

8/10

The Prodigy

Invaders Must Die

Erano anni che si vociferava di un loro ritorno. D’altronde Always outnumbered, never outgunned aveva lasciato i fans con un bel pò di amaro in bocca e tutti si aspettavano quindi una qualche reazione di riscatto da parte della band che negli anni ‘90 ha contribuito in maniera determinante a sdoganare il fenomeno Rave al grande pubblico.

A vederli oggi sembrano i personaggi di Colla di Irvine Welsh come descritti, ormai adulti, nell’ultimo capitolo del romanzo: Maxim, il vocalist dal physique du role, è l’atletico ex pugile, ora gestore di un bar alla moda, Billy Birrell; Keith Flinth, con l’esuberanza delle sue creste da Firestarter ma sicuramente meno panza da lager, l’eterno arrapato Gas Terry, mentre a Liam Howlett, cervello e cuore pulsante del progetto, non può spettare altro che il ruolo del magico ragazzo troppo-a-lungo-sparito-e-creduto-fottuto Carl, Dj N-Sign, Ewart.

Proprio come i personaggi del libro i tre Prodigi sono cresciuti in mezzo all’aggressiva eccitazione degli anni ‘90: hanno conosciuto l’innocente euforia dei parties acid house londinesi, il sopravvento del lato oscuro anfetaminico dell’hardcore belga, il successo planetario ed i solidi fatti grazie ai video di MTV, infine il vuoto di una nuova era ma senza nuove idee.

Invaders must die è il racconto di chi è sopravvissuto a quegli anni ma conserva ancora l’energia per andare avanti a testa alta.

Non pensate però che si tratti di un mero revival dei tempi che furono; ed anche se effettivamente potremmo anche inquadrarlo come una sorta di bignami turbocompresso dell’epopea rave utile a far capire a chi non c’era cosa si è perso, i suoni sono troppo attuali e incalzanti per conservarlo soltanto nella borsa dei libri e non in quella dei dischi.

I bassi sono ultra profondi come vuole l’odierna scena wonky beats, figlia del dubstep, le sirene, in cui si fondono le voci di Keith e Maxim, continuano a fomentare la pista. Anche l’elemento rock è presente con chitarre portate ai limiti estremi della distorsione e le percusssioni suonate live niente di meno che da Dave Grohl (a proposito di superstiti dei 90’s…).

Ma niente di tutto questo mi ha colpito di più di come Liam sia riuscito a manipolare i samples di brani come Salami fever dei Pepe Deluxe, in Take me to the hospital, e a trasformarli in un tritato del riff dell’inno rave James Brown is dead di L.A. Style .

A chiudere il disco ci pensa Stand up, bella citazione di Come together dei Primal Scream: in piedi adesso! È l’ora di ballare!

V Voti

Voto degli utenti: 6,1/10 in media su 29 voti.

C Commenti

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tramblogy alle 8:30 del 10 marzo 2009 ha scritto:

interessante....da comprare, quindi...??

fgodzilla (ha votato 9 questo disco) alle 11:44 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Tornati alla Grande

ASSOLUTAMENTE SI

Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 14:36 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Sembrerò cattivo

ma per me i Prodigy sono proprio finiti. Nessun guizzo, pezzi anonimi, chiassosi e caciaroni. Dave Grohl qui dentro è una macchietta senza nessun valore. E' un 4 secco che, credo, non si smuoverà...

fgodzilla (ha votato 9 questo disco) alle 15:26 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Marco

Va che una tua strocatura come 3 post puo essere mortale .....potevi aspettare che arrivasse qualche voto positivo )

djsynth, autore, alle 15:36 del 10 marzo 2009 ha scritto:

eh???

Ma stiam scherzando a dire certe cose?

Per me questo ultimo lavoro è secondo solo al primo disco altro che...i suoni sono nuovi di pacca ed in più hanno una presa sul pubblico devastante!!!

Vogliamo parlare poi del fatto che in un'ora di disco c'è tutta la Storia della Techno anni '90? andate a vedere da dove vengono i campioni...Jeff Mills vi dice nulla?

E poi scusa Marco ma cosa vuol dire "chiassosi"? Ci sei mai stato ad un Rave? No perchè dai prodigy non è che ti puoi aspettare chill out...

simone coacci alle 15:39 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Federico, ma che combini? Voti due volte la tua stessa recensione e con voti diversi?

Mr. Wave (ha votato 6 questo disco) alle 16:04 del 10 marzo 2009 ha scritto:

RE:

''Voti due volte la tua stessa recensione e con voti diversi?'' ...mmm, in effetti sono un po' perplesso

djsynth, autore, alle 16:37 del 10 marzo 2009 ha scritto:

ops

scusate ho sbagliato nel commento...sto lavorando e quindi scrivo un pò di fretta...

simone coacci alle 16:51 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Figurati. Nulla di grave. Era per capire.

tramblogy alle 17:35 del 10 marzo 2009 ha scritto:

sarebbe forse opportuno...

che chi ha fatto la recensione metta anche qualcosa di suo gusto, di altra roba che piace, altri dischi...un pò di repertorio personale così in linea generale si riesce a valutare meglio dal punto di vista di chi legge il giudizio recensorio se possa piacere oppure no....in questa prospettiva potrebbe andare quasi sul sicuro...oppure se non così certo almeno orientativamente.

si è capito ciò che voglio dire?

(per fortuna esiste lo scarico...ma che brutto scaricare musica...ect ect...)

Mr. Wave (ha votato 6 questo disco) alle 20:00 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Mah... l'ho ascoltato, ma sinceramente non mi è sembrato nulla d'eccezionale, come mi è sembrato d'evincere leggendo la recensione e un paio di commenti. A mio parere, non può in alcun modo, competere con quella scossa sismica che fu "The Fat Of The Land".

djsynth, autore, alle 21:58 del 10 marzo 2009 ha scritto:

mah...

The Fat Of The Land una scossa sismica? a me sembra più il fruscio del contante che esce dal bancomat...

un disco fatto apposta per MTV...

qui si continua a vedere le cose da un punto di vista "rock" anche quando non c'è proprio verso...

ma gente come Lory D, Jeff Mills, o Dave Clarck la conoscete? Ripeto siete mai stati ad un Rave? perchè se no è chiaro che parliamo 2 lingue totalmente diverse...

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 22:38 del 10 marzo 2009 ha scritto:

RE: mah...

La mia mamma non sarà felice di saperlo, ma io qualche rave me lo sono anche goduto. Sinceramente non ricordo di aver sentito spesso i Prodigy. A me no che questo non sia un disco gabber. Lo ascolterò. Sul fatto che "the fat of the Land" fosse un disco da incasso immediato siamo d'accordo, ma io ricordo che ai tempi di "Out Of Space" (pezzo inarrivabile, soprattutto se contestualizzato nella sensibilità techno dell'epoca) quel cazzo di video allucinato passava in ratazione 10 volte al giorno.

target (ha votato 5 questo disco) alle 22:32 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Federico, io non credo che sia indispensabile essere stato a un rave per capire e vivere certa musica (o, comunque, certamente non per capire i Prodigy). In ogni caso, qui, non c'è nessuna mentalità rock collettiva, né (credo) mentalità incompatibili. Quanto a me, l'ho già detto altrove che "the fat of the land" lo trovo un disco inascoltabile, e che i Prodigy, per conto mio, sono finiti con "jilted generation", che era un gran disco. Questo devo ancora ascoltarlo. Quando lo farò, giudicherò.

target (ha votato 5 questo disco) alle 22:44 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Sì, passava un sacco in tivù, ma forse, fabio, "out of space" non era "fatto apposta per mtv": diventò da mtv. Sui grandi successi di "jilted generation" ("no good", "voodoo people") già si può discutere... Ma questo, tutto sommato, è un metro di giudizio distorto. Una cosa può essere "fatta apposta per mtv" (diciamo, "essere dichiaratamente fatta per piacere al grande pubblico") ed essere buona comunque. E insomma: domani mi procuro questo benedetto disco...

Mr. Wave (ha votato 6 questo disco) alle 22:57 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Che sia stato un album superincentivato dalle radio e da MTV, è palese, ma rendere insignificante e ridimensionare smodatamente ''The Fat Of The Land", solo perchè è stato in vetta alle classifiche dell'epoca, mi sembra esagerato. Ovviamente, i gusti sono gusti, ma credo che (oltre ai convincenti; "Music For The Jilted Generation" e "The Prodigy Experience"), con la pubblicazione di "The Fat Of The Land", la band abbia dissestato (insieme ad altre band dell'epoca...) la scena dance degli anni Novanta, confermando il possibilissimo connubio tra la 'musica dei club' (techno) e il rock. Diamone merito. Basta con lo snobbismo

target (ha votato 5 questo disco) alle 23:07 del 10 marzo 2009 ha scritto:

Per quel che mi riguarda, angelo, non è proprio il caso di snobismo: il disco proprio non mi piace e non mi piacque, al di là del suo successo e dei suoi (dubbi) meriti storici.

Mr. Wave (ha votato 6 questo disco) alle 23:12 del 10 marzo 2009 ha scritto:

target

chiaro Francesco, si tratta di opinioni e gusti musicali, pur pensandola diversamente, rispetto come è giusto che sia, il tuo parere. Ci mancherebbe il mio commento era più rivolto a djsynth che definisce; "The Fat Of The Land" un fruscio del contante che esce dal bancomat... vabbè.

tramblogy alle 23:15 del 10 marzo 2009 ha scritto:

ma una climbatize??

ma anche their law.....insomma domani me lo procuro.

SIGH!

DonJunio alle 2:00 del 11 marzo 2009 ha scritto:

Chi ha ascoltato almeno una volta nella vita gli Stone Roses di "Fool's gold", "Screamadelica" o anche soltanto i New Order sa benissimo che il connubio tra musica dei club e rock era stato esaltato ben prima di "fat of the land". Album che mise astutamente insieme gli stereotipi più vendibili dei due generi, con un volgarissimo bombardamento mediatico a raffiche di "firestarter", "smack my bitch up" e schifezze simili. Ben altra efficacia e freschezza avevano gli stessi Prodigy di "Charly", "Voodoo People" o "Poison", quando erano vera espressione della scena rave e non dei burattini. Per non parlare di "Dig your own hole" dei Chemical Brothers, dello stesso anno di FOTL....

Mr. Wave (ha votato 6 questo disco) alle 10:14 del 11 marzo 2009 ha scritto:

RE: DonJunio

è ovvio, che il connubio fra la musica dei 'club' e il rock, non si ebbe per la prima volta nel 1997, con la pubblicazione di "The Fat Of The Land", certamente. Bensì fu, una riconferma dell'inventiva e del genio che ebbero anni fa gruppi come; Primal Scream, Stone Roses, Happy Mondays, The Charlatans, 808 State e New Order ecc... (concordo, giustamente con te).

DonJunio alle 15:18 del 11 marzo 2009 ha scritto:

Appunto. Dunque parole come "scossa sismica" sono del tutto sproporzionate persino nell'ottica di chi lo apprezza, figurati come suonano alle orecchie di chi ha sempre pensato che l'album in questione sia una merda

Mr. Wave (ha votato 6 questo disco) alle 16:09 del 11 marzo 2009 ha scritto:

RE:

ok, faccio ammenda dell'eufemismo alquanto smisurato, ma ribadisco la validità del disco.

Roberto_Perissinotto (ha votato 8 questo disco) alle 17:01 del 11 marzo 2009 ha scritto:

This kind of thunder...breaks walls and windowpanes

Dopo Always... mi aspettavo un bel colpo di coda dai Prodigy e Invaders Must Die mi è piaciuto molto. Già dall'inizio mettono in fila 6 brani da infarto, ma tutti i pezzi sono delle bombe al tritolo con la linea di bassi potenti e profondi. Verso il finale si inizia ad avvertire un pò di ripetitività, ma il disco è compattissimo e gli ex re dei rave sono tornati alla grande!

rael (ha votato 5 questo disco) alle 10:44 del 16 marzo 2009 ha scritto:

comincia a sentirsi un pò di vecchiume_'

Lobo (ha votato 5 questo disco) alle 12:58 del 27 marzo 2009 ha scritto:

La recensione è ben fatta e interessante, il disco è un accozzaglia di demenza, secondo me. Io rivoglio i vecchi Prodigy.

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 21:22 del 8 aprile 2009 ha scritto:

Ascoltato praticamente tutto il giorno. Non è tutto da buttar via, anzi. Il fatto è che più lo ascolto e più mi sembra forzato, volutamente suonato e registrato "sopra le righe", come a voler impressionare l'ascoltatore. Ebbi la stessa impressione all'epoca di "The fat of the Land", solo che allora era più impressionabile.

TomooTaniguchi (ha votato 8 questo disco) alle 12:35 del 13 dicembre 2009 ha scritto:

Pensavo peggio...

...ed invece sono tornati con grande stile! Per me uno dei dischi dell'anno...

sarah (ha votato 7 questo disco) alle 19:11 del 15 gennaio 2010 ha scritto:

Una piacevole sorpresa, li davo ormai per dispersi dal 96 o giù di lì. Disco ballabile e accattivante.

Prodotti Casalinghi (ha votato 5 questo disco) alle 22:16 del 27 aprile 2010 ha scritto:

Un album divertente si, ma obiettivamente abbastanza scadente se guardiamo Music For..

Paragonato a The Fat, bè, non ci vedo molta differenza, così com'era successo nel disco precedente, soltanto suoni più tamarri.

Dal vivo non me li sono persi però!

synth_charmer (ha votato 7 questo disco) alle 23:22 del 27 aprile 2010 ha scritto:

quest'album rappresenta lo stile prodigy più che The Fat Of The Land, vera e propria "operazione commerciale". Un bel disco, anche se di poco preferisco il precedente. Il loro massimo risultato rimane "Experience", a mio parere.