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R Recensione

6/10

Depeche Mode

Remixes 2: 81-11

Adesso nessuno se ne esca col solito, banalissimo "nessun remix può eguagliare gli originali". L'arte del remixing raggiunge i propri apici proprio quando il pezzo di partenza è destrutturato, trasformato e ricomposto con nuove sembianze, e guai ad urlare al sacrilegio o allo snaturamento: è giusto quando il legame con la traccia root rimane troppo netto che scatta il campanello d'allarme di un remix non riuscito.

Poi si sa, la materia prima dei Depeche Mode si presta bene alle rivisitazioni, e qui su 37 lavori son molti quelli che centrano l'obiettivo: tra le altre spiccano la pirotecnica tech-house degli Stargate su Personal Jesus (dall'edonismo nineties alle notti ibizenche), il deep mix di Everything Counts firmato Oliver Huntemann (c'è del marcio anche nelle radio hits), le aggressioni fidget di Karlsson & Winnberg (Tora! Tora! Tora!, lacerazioni su tela antica) e la house-electro ossessiva degli M83 (Walking In My Shoes, decadance over Gahan). Tra i nomi altisonanti non deludono Clark (mai domo con i suoi spasmi dub-break inafferrabili, e Freestate è in un'altra dimensione), Digitalism (bomba nu-rave sganciata su Never Let Me Down Again, ma ahimé erano altri tempi) e mister non-c'erano-dubbi Trentemøller (Wrong c'è, ma è una sagoma indistinta dietro i fumi di una pista techno). Più tiepidi i Röyksopp (Puppets capovolta su nostalgie norvegesi) e Stuart Price (A Pain That I'm Used To diventa quasi un disturbo sfasato con la nuova forma).

Pollice verso invece per chi ha avuto poco coraggio (o poca ispirazione), limitandosi a piccoli e cauti interventi e usando un tocco troppo timido e spaventato: possono accontentare gli UNKLE se cambiano semplicemente la ritmica a John The Revelator? Basta aggiungere una cassa in quattro a Dream On per farne un mix? Dov'è il tocco di Bomb The Bass su Strangelove? Meglio allora l'ex Vince Clarke, che moltiplicando di fattore techno le perdizioni di Behind The Wheel vince la sfida con l'altro redivivo Alan Wilder, incerto su In Chains. Quattro ore sono decisamente troppe, ma a scegliere l'edizione ridotta si rischia di perdersi certe affinità. Alla fine avrà vinto l'equipe di marketing?

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ciccio 8/10

C Commenti

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lev alle 10:28 del 13 giugno 2011 ha scritto:

sarà carlo, ma da appassionato dei DM mi tengo stretto, anzi strettissimo le canzoni originali poi che qualche pezzo sia andato a segno non c'è dubbio.

synth_charmer, autore, alle 10:35 del 13 giugno 2011 ha scritto:

è che ci tengo a metterla su un piano differente. Quella dei remix è un'arte molto stimolante, e va considerata come un lavoro di trasformazione. Bisogna saper mettere da parte gli originali e pensare a nuovi lavori. È una cosa diversissima dalle cover. Ci sono fior di artisti che nei remix danno vita a veri e propri capolavori. Il far sempre paragoni con le tracce originali sminuisce il valore di queste operazioni, mannaggia spero che nella recensione si capisca.

REBBY alle 10:48 del 13 giugno 2011 ha scritto:

Mah Carlo, lo stesso si potrebbe dire delle cover fatte dalle band, anche quelle sono spesso "lavoro di trasformazione" (altrimenti sono poco interessanti, in quanto semplici tributi) ed anche li non mancano i capolavori (ma in genere si tratta di singoli brani, non d'interi album). A me i remix, forse banalmente, sembrano cover (non tributi eh) fatte da DJ.

synth_charmer, autore, alle 11:01 del 13 giugno 2011 ha scritto:

RE:

non so. Anche se certe cover rielaborano la traccia, secondo me c'è maggiore aderenza. I remix invece non sono solo reinterpretazioni di dj, in certi casi sono proprio brani inventati dal remixer, in cui partire da una traccia di partenza è in realtà solo un puro pretesto. Recentemente abbiamo parlato di Jamie XX, che è uno di quelli che il brano originale se lo lasciano proprio lontano. Qui ce ne sono altri esempi: in quello dei Digitalism praticamente di Never Let Me Down non rimane nulla. Lo stesso per World In My Eyes. È lì che secondo me i remix offrono il loro lato più stimolnte

rdegioann452 alle 19:13 del 13 giugno 2011 ha scritto:

domanda costruttiva

davvero non trovo la differenza di fondo con le cover. qual è? se c'è...

synth_charmer, autore, alle 19:22 del 13 giugno 2011 ha scritto:

RE: domanda costruttiva

andiamo per esempi pratici allora: . In questo pezzo quanto c'è di rivisitazione del pezzo originale, e quanto invece di costruzione di un nuovo brano? Quanta parte di questa traccia è farina del sacco dei DM? Solo il remix è capace di creare un'entità del tutto nuova e lasciarsi il brano originale come pretesto. Chi fa remix non è semplicemente un dj, ma un artista con una propria estetica, che guarda soprattutto a sé. La cover è in grado di fare tutto questo? A questo punto fatemi degli esempi voi..

rdegioann452 alle 20:13 del 13 giugno 2011 ha scritto:

dilemma

ma allora personal jesus dei depeche mode è una cover o un remix della canzone di johnny cash?

rdegioann452 alle 20:14 del 13 giugno 2011 ha scritto:

moby

questa è una cover, direi, ma è molto personale.

REBBY alle 12:16 del 14 giugno 2011 ha scritto:

"...in certi casi i brani sono proprio inventati dal remixer..."

Ma in questi casi se invece di essere rielaborazioni sono nuove composizioni, se non ricordano nemmeno vagamente "l'originale", invece di chiamarli remix, saran belli saran brutti, non sarebbe meglio dire che è un brano loro? Io l'ultimo remix che ho ascoltato a modo e quello dell'ultimo Liars e mi pare di ricordare che la stragrande maggioranza dei rifacimenti teneva ben conto dell'originale, ma sui DJ sei più ferrato tu eh.

synth_charmer, autore, alle 12:35 del 14 giugno 2011 ha scritto:

infatti questi (per me) sono i migliori esempi di remix, e anche quelli che li distinguono dalle cover: brani nuovi da attribuire interamente al remixer, che la traccia di partenza magari non la ricordano più ma che ne utilizzano dei samples. Proprio quando la traccia è completamente trasformata e si fa fatica a "ricordare" com'era prima il remix diventa davvero stimolante :p

Dr.Paul alle 14:24 del 14 giugno 2011 ha scritto:

bah anche io nn ho mai capito a cosa possa servire un remix, destrutturato o no non cambia niente, sempre inutile è!

Totalblamblam (ha votato 1 questo disco) alle 21:05 del 14 giugno 2011 ha scritto:

RE:

ma infatti vedi i remix di bowie anni 90 uno più inutile dell'altro pure quando ci metteva le mani il presunto genio reznor (un ciarlatano sia detto)...questa sarà una operazione esclusivamente lucrativa che nasconde lo stallo creativo di sempre come se poi mancassero i soldini alla band inglese. mai piaciuti.

synth_charmer, autore, alle 9:53 del 15 giugno 2011 ha scritto:

RE: RE:

Mah, lo stallo ispirativo dei Depeche con la volontà di vari producer di farne dei remix c'entra ben poco. Certo che la raccolta è un'operazione commerciale, ma gran parte di questi remix non sono stati commissionati oggi, ma risalgono agli anni precedenti, e partono dall'iniziativa dei remixer. Anche perché non ce la vedo l'equipe di marketing DM ad andare in giro dai vari Trentemoller, Clark e Digitalism a chiedere "ce lo fai un rmx?" o meglio, messa così non vedrei bene le loro risposte

Totalblamblam (ha votato 1 questo disco) alle 11:05 del 15 giugno 2011 ha scritto:

RE: RE: RE:

si ma vedo label Mute/ EMI e se poi chi detiene i copyrights non da' l'OK queste operazioni da solo lucro non vengono buttate fuori...il remix e' arte difficile sfida l'ontologia gia' codificata e usurata dell'ascolto standard gia' presente ergo deve sapere andare oltre cogliere stati sepolti del brano eccedere per succedere

ozzy(d) alle 10:43 del 15 giugno 2011 ha scritto:

"lo stallo creativo di sempre ".....stoke sempre più idolo, al rogo dave cagan e soci.

lev alle 13:17 del 15 giugno 2011 ha scritto:

lo stallo creativo di sempre

questione di gusti...

4AS alle 16:55 del 15 giugno 2011 ha scritto:

Lo stallo creativo di sempre??? Ammazza che cattiveria! Ora vogliamo dire che i Depeche Mode fanno completamente schifo? Mah... Cmq viva la banalità: "nessun remix può eguagliare gli originali". Per me potevi fermarti anche lì. Queste "nuove" versioni le trovo oscene... E se non sono oscene, sono inutili. Operazione commerciale.

4AS alle 16:55 del 15 giugno 2011 ha scritto:

Lo stallo creativo di sempre??? Ammazza che cattiveria! Ora vogliamo dire che i Depeche Mode fanno completamente schifo? Mah... Cmq viva la banalità: "nessun remix può eguagliare gli originali". Per me potevi fermarti anche lì. Queste "nuove" versioni le trovo oscene... E se non sono oscene, sono inutili. Operazione commerciale.

Dr.Paul alle 17:30 del 15 giugno 2011 ha scritto:

"nessun remix può eguagliare gli originali". Per me potevi fermarti anche lì.

è un'idea synth....una rece di una riga e mezza....deliziosa!!

synth_charmer, autore, alle 17:37 del 15 giugno 2011 ha scritto:

infatti, sono sempre più convinto di parlare a vanvera la prossima rece scrivo artista, titolo e voto, e come testo "ascoltatelo!"

fabfabfab alle 17:59 del 15 giugno 2011 ha scritto:

RE:

Non sono d'accordo con chi svilisce il senso dei remix e delle cover. Spesso superano gli originali, magari limitandosi a prendere melodie e frammenti già editi per ricostruire brani completamente nuovi. E' un discorso vecchio come me, mi sembra anche di aver annoiato tutti con sta storia molto tempoo fa (cover album di Adem, credo). Certo, remixare "Personal Jesus" per la settantaseiesima volta tentando di essere originali è una bella impresa...

REBBY alle 18:27 del 15 giugno 2011 ha scritto:

60 All along the watchover (Dylan/Hendrix)

70 (I can't get no)Satisfaction (Rolling stones/Devo)

80 Song to the siren (T. Buckley/This mortal coil)

continua ...

Queste cover sono capolavori che valgono gli originali

4AS alle 19:13 del 15 giugno 2011 ha scritto:

RE:

Infatti le cover che tu citi sono spettacolari. Poi quella della Fraser è da lacrimoni :***) L'ha rimodellata con uno stile personalissimo. A me sono questi giochetti con l'elettronica (i remix, appunto) che urtano, spesso mi sanno di "versioni moderne per discoteche". A questo punto mi rivaluto gli Eiffel 65.

synth_charmer, autore, alle 22:10 del 15 giugno 2011 ha scritto:

RE: A me sono questi giochetti con l'elettronica (i remix, appunto) che urtano, spesso mi sanno di "versioni moderne per discoteche". A questo punto mi rivaluto gli Eiffel 65.

ai popio raggione 4assi, tutte cueste musiche fatte coi compiùte non sene po piu'! quando cera bobbe malle, lui si che era musica bbella! Si stava meglio cuando si stava peggio!

tramblogy (ha votato 1 questo disco) alle 20:46 del 15 giugno 2011 ha scritto:

Personal jesus acoustic

Questa e' una versione inserita nel 12" di pj che può essere superiore all originale..in origine erano delle extended version remix, una sorta di prolungamento di alcuni suoni, isolati per metterli in evidenza che alle volte venivano selezionate e inserite nell album perché piacevoli..come strangelove o la stessa pj....altri singoli invece uscivano rimixati come behind the wheel o useless...ma col tempo le extended version scomparirono per essere sostituite con remix scomposti,rielaborati, riarrangiati da altri autori più o meno famosi nell arte del remix come quelli citati nella recensione escludendo la partecipazione della band stessa che nel primo periodo furono loro stessi produttori di queste versioni ....l acoustic version di pj e' una perla da ascoltare.

salvatore alle 22:31 del 15 giugno 2011 ha scritto:

charles il primo dei tre "si" del tuo messaggio precedente va accentato! ma insomma...

swansong alle 13:11 del 16 giugno 2011 ha scritto:

Non sono d'accordo con chi svilisce il senso dei remix e delle cover. Spesso superano gli originali

Appunto! Pensa che per me tutte le cover fatte sulle canzoni di Dylan superano gli originali! Eh, eh... Sì, sì, compresa quella dei G'n'R hiiiiii che blasfemo che sono! No dico, ma, per esempio, la cover di "All Along the Watchtower" rifatta dagli Affinity l'avete mai sentita (e non ho volutamente citato le versioni più famose di Hendrix o dei Grateful Dead)? Beh, se non lo avete fatto peggio per voi!

Totalblamblam (ha votato 1 questo disco) alle 14:39 del 16 giugno 2011 ha scritto:

RE: Non sono d'accordo con chi svilisce il senso dei remix e delle cover. Spesso superano gli originali

stai pisciando fuori dal vaso ora e' come dire che tutte le cover fatte sui LZ sono meglio degli originali ahahah guns con la cover di dylan e' monnezza pura, il testo non l'hanno poi capito per nulla ma da quell'idiota del cantante che cosa ci si puo' aspettare?

PetoMan 2.0 evolution alle 18:39 del 16 giugno 2011 ha scritto:

Hey Swan sappi che non sei l'unico a preferire la cover dei guns all'originale basta e avanza l'intro, l'arpeggio soft, poi le bordate di batteria, le schitarrate e il cantato strascicato di axl. e slash con la sigaretta, il cilindro e la cascata di riccioli a coprirgli il volto è troppo un figo. Geniale la trovata della telefonata. E poi il finele col coro gospiel style. D'altra parte i guns con le cover ci sapevano fare, spettacolare anche quella dei Dead Boys sull'incidente della pasta asciutta.

ozzy(d) alle 19:00 del 16 giugno 2011 ha scritto:

peto man, grazie di esistere. questo e' il tuo post definitivo ghghghgh