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R Recensione

8/10

Massive Attack

Blue Lines

Avete mai sentito parlare dei cartoncini Bristol? Sono ritagli di carta disponibili in vari colori, prodotti appunto a Bristol ed utilizzati in tutto il mondo dagli amanti del decoupage La città però non è famosa soltanto per i suoi cartoncini colorati da assemblare sugli oggetti che più ci aggradano. La sua storia è fatta anche di mercato degli schiavi - e questo non costituisce certo un motivo di vanto - traffico che, per fortuna, risale al diciassettesimo secolo. Il carattere multirazziale della città attuale è buon testimone di quel triste passato.

Quando Robert "3D" Del Naja, Grant "Daddy G" Marshall ed Andrew "Mushroom" Vowles (gli ultimi due, di colore) decisero - verso la fine degli anni ottanta a Bristol - di dar vita ai The wild Bunch, quei ritagli di cartoncino colorato caldi e materici, fatti apposta per fantasiosi e variopinti assemblaggi, si smaterializzarono per ricomporsi magicamente in qualcosa di astratto, etereo, dannatamente musicale. Il trip-hop bristoliano nasce proprio dall'incontro di questi colori - della pelle e del cartone presente nei cromosomi - e si ritaglia subito un posto d'onore fra le avanguardie del pop-rock di quel periodo. Col nome di Massive Attack, nel '91, i tre pubblicano il loro primo disco: Blue Lines, vero manifesto del Trip-Hop.

Chi vi scrive non ama le definizioni relative ai generi musicali: la musica si dovrebbe distinguere unicamente in buona e non buona. Sono stato io stesso però - quasi inconsciamente - a parlare di trip-hop e dovrò pertanto espiare la mia colpa segnalando che il nome deriva dal movimento hip-hop newyorchese, commistione di musica nera e latina che esige gli spazi aperti - le strade metropolitane in particolare - per esprimersi al massimo. Tanto ritmo e tanto sudore che - nella sua magnifica deriva bristoliana - si attenuano fino a toccare note cavernose ed improbabili.

Ecco dunque l'hip trasformarsi in trip: la ballad psichedelica (One love), il ricorso al lo-fi (tecnica d'invecchiamento delle sonorità che trova uno splendido esempio nell'intro di Lately), rapping appena sussurrato (perfetto sotto questo punto di vista il brano che dà il titolo all'album), il funky-soul retro "aggiustato" con lo scratching (Be Thankful For What You've Got), il reggae rallentato e cupo (Five Man Army). Tutti questi stilemi musicali - presenti solo allo stato embrionale in Blue Lines - verranno poi sviluppati nelle opere successive.

Mezzanine, in particolare, sarà un vero e proprio caleidoscopio del trip-hop e, probabilmente, anche il suo canto del cigno. Blue Lines, dunque, s'impone all'attenzione mondiale come opera davvero innovativa (per i motivi appena citati) ma anche - se non soprattutto - per la magia degli arrangiamenti, la qualità delle voci e le ammalianti melodie. Unfinished Sympathy, carica di eco ed imperniata su un loop infinito di synth, è interpretata magistralmente da Shara Nelson e finisce per essere addirittura una hit. L'introduttiva Safe from Harm, in cui il basso la fa da padrone in un giro carico di promesse funk mantenute fino alla fine del pezzo, è anch'esso cantato dalla Nelson.

Tutto l'album, comunque, non perde mai quota. Perfino la conclusiva Hymn Of The Big Wheel, forse fra tutti il brano meno riuscito, riesce a dare nuovo colore e linfa alla musica Gospel. Per concludere, una nota soggettiva che potrebbe però rivelarsi utile anche per voi. Quando ho tempo e voglia, mentre le prime luci artificiali cominciano a far capolino nelle strade e nei palazzi della mia città, faccio partire questo disco standomene lì ad osservarle. Se il trip-(hop) funziona, le luci metropolitane inizieranno a pulsare in sincrono con la musica.

V Voti

Voto degli utenti: 8,3/10 in media su 19 voti.
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target 7,5/10
ozzy(d) 9,5/10
max997 9/10
kida 8/10
loson 7,5/10
jekspacey 7,5/10

C Commenti

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target (ha votato 7,5 questo disco) alle 14:42 del 10 settembre 2012 ha scritto:

Discone capitale, anche se rimane "Protection" il Massive Attack che ora ascolto più volentieri. Centratissima la nota soggettiva con cui Massimo (benvenuto!) conclude.

Stanza 51, autore, alle 15:28 del 10 settembre 2012 ha scritto:

Ciao Target,

D'accordo con te su Protection.

Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 17:37 del 10 settembre 2012 ha scritto:

"Mezzanine" rimane qualche scalino più su, ma pure questo è un gran bel sentire: "Protection" sì, soffuso e infinito. Continua così Massimo, recensione molto bella: l'epilogo urbano ci prende in pieno.

ozzy(d) (ha votato 9,5 questo disco) alle 19:11 del 10 settembre 2012 ha scritto:

protection meglio direi proprio di no, questo è il loro acme. il video di unfinished sympathy resta una delle cose più struggenti di tutti gli anni 90.

ozzy(d) (ha votato 9,5 questo disco) alle 19:13 del 10 settembre 2012 ha scritto:

filippo come puoi dare solo 7 a questa meraviglia? vergogna ghghghgh

Stanza 51, autore, alle 19:59 del 10 settembre 2012 ha scritto:

Penso che Blue Lines, Protection e Mezzanine siano tre album bellissimi. Non saprei quale scegliere tra i tre. Se in Mezzanine non ci fosse "Man next door" (una cover...conoscete l'originale?) preferirei i primi due. Ma mi rendo conto che è un po' come dire: se mio nonno avesse le ruote...

Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 21:17 del 10 settembre 2012 ha scritto:

Gully gully, 7 è il mio nuovo numero preferito: lo vedrai molto spesso in giro. No dai, è comunque un voto alto, mi sono imposto una certa austerity ultimamente... ahahahah

ozzy(d) (ha votato 9,5 questo disco) alle 22:52 del 10 settembre 2012 ha scritto:

troppo basso come voto 7, come dice il recensore questo disco e' un manifesto.....senza blue lines i portishead sarebbero restati una cover band di isaac hayes.

paolo gazzola (ha votato 9 questo disco) alle 13:38 del 11 settembre 2012 ha scritto:

Concordo con Targ, "disco capitale", col recensore, "disco manifesto" e dunque con Gulliver: forse non il più bello (o forse sì), ma certamente il più importante.

Lezabeth Scott alle 20:48 del 11 settembre 2012 ha scritto:

Come no. Capitale, capitale.

FrancescoB (ha votato 8 questo disco) alle 9:37 del 15 settembre 2012 ha scritto:

Il mio lavoro trip-hop preferito, quello più riuscito, completo, efficace. Recensione notevole.

michaelciampata (ha votato 7,5 questo disco) alle 12:46 del 17 settembre 2012 ha scritto:

Ottimo disco, ancora acerbo per quel che mi riguarda, offre un'idea sommaria di quello che è lo stile dei Massive ma fatto comunque con molta personalità. Il meglio arriverà qualche anno dopo con Mezzanine, vero masterpiece del gruppo.