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R Recensione

6/10

Salem

King Night

A giudicare dai risultati ottenuti in termini di hype, i Salem si son mossi bene. Tre giovani statunitensi che dal 2008 ad oggi pubblicano un paio di EP e due 7'', lasciando che le voci intorno a sè crescessero lentamente. L'album di debutto sembra arrivato al momento giusto, visto il gran parlare che se ne fa adesso, tra generali apprezzamenti e appassionate lodi all'originalità dimostrata. Addirittura li si addita come creatori (e quasi unici esponenti, pare) di questo nuovo genere denominato witch house.

E questo conferma il successo delle loro mosse, perchè è proprio l'immagine che si sono accuratamente creati: la loro non è semplice dark-wave, ma più specificamente musica delle streghe. Tenebrosa, disturbante, traboccante di noise, l'atmosfera prodotta è in effetti difficilmente riconducibile ad uno stile ben preciso. Infatti l'accostamento che per i Salem viene più spontaneo è quello con il cosiddetto hypnagogic pop, macro-categoria discussa (e attaccata) fino alla nausea, che include altri esempi di analoga indefinita natura come Super Minerals e Oneohtrix Point Never.

King Night rilascia innanzitutto un fascino di primo impatto, grazie alle atmosfere lugubri che riesce a generare. Smaltito l'effetto iniziale, rimangono comunque interessanti gli intrecci stilistici trasversali, tra momenti in cui l'horror soundtrack incontra nell'oscurità il gemello maligno dell'hip-hop, nei toni gotici e gutturali di Sick o Trapdoor, ad altri in cui si inventa una sorta di indemoniato thrill-step (o dovremmo dire witch-?), nei ritmi sferzanti e sovraesposti di Asia o Traxx. Quando invece il disco si perde tra gli eccessi di un noise lo-fi, il disturbo che si vuole trasmettere sconfina nel fastidio, ottenendo risultati molto più deboli. E la cosa si verifica spesso lungo l’ascolto, con alcuni picchi in Release Da Boar e Killer. In questi frangenti i Salem pagano probabilmente la loro giovane impulsività, cedendo facilmente all'istinto di esagerare.

Insomma, la virtù sta nel mezzo, ma vallo a spiegare a dei tipi così. In ogni caso le imperfezioni fanno parte del gioco, e il risultato complessivo merita la sua dose di attenzioni. Carattere e stile molto particolari, avvolti da una malefica insanità: non valgono una chance?

V Voti

Voto degli utenti: 6,1/10 in media su 7 voti.
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target 6/10
Teo 6/10

C Commenti

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target (ha votato 6 questo disco) alle 10:34 del 24 settembre 2010 ha scritto:

Valgono una chance, sì! Secondo me alcuni pezzi sono straordinari, da pompare a volumi altissimi mentre fuori incombono le nuvole. "Witch House", come etichetta, non mi piace granché (troppo facile il collegamento tra le streghe e Salem), anche perché l'aria che si respira, più che pagana, è a tratti sacrale: "King Night", per dire, è un'Ave Maria del 21simo secolo (ma anche 22simo), epica e magniloquente, ma insozzata. Bellissima anche "Asia". Ai miei orecchi, però, i pezzi con il rappato (Sick, Trapdoor, Tair) risultano inascoltabili. Certo, è roba non ascoltata prima (certi Crystal Castles, forse, anche se qua i beat rimandano a hip-hop e r'n'b più che a house e techno) e che sta già facendo scuola, anche in senso manieristico. Tanto che ieri ho scoperto questo delirante generatore di nomi per band witch house/chillwave: http://chillwitchnamemagic.com/ A me è venuto fuori Wasted Shores, e mi piace tantissimo! (si vede che sono stato fagocitato, ormai...).

synth_charmer, autore, alle 10:59 del 24 settembre 2010 ha scritto:

RE:

Generatore di nomi?? ahaha ma quante se ne inventano. Adesso i critici chiedono l'aiuto per computer per inquadrare una corrente. Siam messi male..

Filippo Maradei (ha votato 7 questo disco) alle 11:04 del 24 settembre 2010 ha scritto:

Invece credo che il richiamo alle streghe sia più che azzeccato: tralasciando il nome (Salem, il famoso villaggio da cui partì la caccia alle streghe nel XVII secolo), è proprio tutta l'atmosfera sonora a rimandare al "nero stregonesco": substrati "ipnoise" (forse il genere predominante), impalcature lo-fi, thriller-beat, ululati di vento appena accennati... insomma, "witch house" è un'espressione che rende dannatamente bene! By the way, mi piacciono!

target (ha votato 6 questo disco) alle 11:31 del 24 settembre 2010 ha scritto:

No, ma il generatore serve a trovare il nome per una band nuova, non per il genere, nè! La mia band, se mai ne riavrò una, si chiamerà senz'altro Wasted Shores...) Che poi, tornando a "witch house", se "witch" ci può anche stare: ma "house"? Ripeto: i riferimenti 'basici' sono senz'altro hip-hop/r'n'b. Comunque, vabbeh, quisquilie. Ci andrebbe di mezzo anche tutto quel discorso sull'hauntology su cui non ho intenzione di impantanarmi. Voto, per me: 6,66 (che fa molto witch), abbassato a 6, perché se per caso il mio dito fa partire "Sick" mi vien male davvero.

synth_charmer, autore, alle 11:39 del 24 settembre 2010 ha scritto:

Ma infatti di house non c'è niente. Però capiamoli, faceva troppo figo chiamarlo "casa delle streghe" comunque si poteva anche aspettare altre uscite riconducibili a quest'estetica, prima di coniare un nuovo termine. Quanta smania!

synth_charmer, autore, alle 11:40 del 24 settembre 2010 ha scritto:

PS. anche sto dannato "hypnagogic-pop".. le robe malate da ricondurre a questo filone mica possono essere additate come pop. O no?

target (ha votato 6 questo disco) alle 14:52 del 24 settembre 2010 ha scritto:

Ma di altre uscite, in realtà, ce ne sono. Sono purtroppo band 'ingooglelabili' e 'indigitabili' perché piene di triangolini, croci e simboli strani nel nome (anche per questo il giochino del generatore di nomi era simpatico). Alcuni esempi digitabili sono i Party Trash o i White Ring. Altri si chiamano †‡† (il cui pezzo grosso si intitola "Goth", tanto per dire), Gr†ll Gr†ll, o oOoOO. Qua ne trovi una bella lista: http://www.myspace.com/ffdisaro L'impressione, comunque, è che i Salem siano di gran lunga i migliori del lotto (con i Party Trash dietro, per quello - ancora poco - che ho sentito). Sì, è vero che molte cose ricondotte al calderone hypnagogic-pop sono in realtà decisamente psichedeliche. Comunque, pace. Le etichette che vengono lanciate da Pitchfork e dai blog si impongono, poco da fare. Usiamo pure, per capirci, questa 'Witch House', che almeno, contrariamente ad altre etichette, inquadra un fenomeno certamente ben individuabile.

hiperwlt (ha votato 6 questo disco) alle 13:36 del 21 novembre 2010 ha scritto:

che estasi "king night": davvero notevole. curioso di ascoltare anche il resto.

synth_charmer, autore, alle 22:02 del 16 maggio 2011 ha scritto:

. So' ragazzi!