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<  Musica  ~  L'angolo di Piero
Cas
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 12:11 pm  Rispondi citando
Music God


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Piero Scaruffi è per molti un grandissimo, forse il più grande critico musicale mai apparso sulla terra. Il problema è che per altri è un emerito imbecille (per Eddy Cilia addirittura "non esiste"). I più moderati dicono invece che come tutti i critici può sbagliare...
Insomma, voi cosa pensate dell'uomo, del suo metodo, dei suoi voti, dei suoi errori e dei suoi meriti?
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TheManMachine
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 12:41 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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E' un pagliaccio. Triste.
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simone coacci
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 1:04 pm  Rispondi citando
Music God


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Ha grandi meriti. Per certi versi sono un suo ammiratore. Ha rimesso a posto un sacco di cose nella storia del rock, dando visibilità a gruppi misconosciuti e meritevoli (per lo meno in Italia) e limitando la libido delle masse verso le troppe tigri di cartapesta. Poi vabè è fazioso, detestabile e spesso commisura il valore dei dischi secondo parametri socio-storici del tutto personali. E il suo stile dogmatico, sentenzioso stona con l'approccio relativistico alla critica che lui stesso a contribuito ad affermare (sovvertendo i luoghi comuni di cui sopra: numero di dischi venduti, stima dei colleghi, influenza, ecc. ecc.).

Nel peggiore dei casi: un male necessario.
Nel migliore: un precursore.
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Cas
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 1:08 pm  Rispondi citando
Music God


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Accidenti Simo, completamente d'accordo! L'unica cosa che contesto è l'incapacità di andare oltre il rigido schema che si è costruito...cioè, se si vanno a vedere i dischi da 8 del 2000 pare che la musica buona non esista più! E questo, come sappiamo è falso.
Comunque, anche io per certi versi ammiro Scaruffi, è stato il mio maestro assieme a Ondarock...
Però oramai me ne sono quasi completamente distaccato.
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Dr.Paul
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 1:26 pm  Rispondi citando
Music God


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simone coacci ha scritto:
Poi vabè è fazioso,

il difetto peggiore che possa avere un critico di professione, un difetto imperdonabile!
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simone coacci
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 3:03 pm  Rispondi citando
Music God


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Citazione:
il difetto peggiore che possa avere un critico di professione, un difetto imperdonabile!


Sono d'accordo.

Però un minimo di parzialità e di soggettività è insita nel medium stesso della critica. Linguaggio che parla di un altro linguaggio e che per forza di cose deve inventarsi qualche soluzione immaginifica (o prenderne in prestito da altri linguaggi) per restare al passo col primo. Nel senso; l'alternativa sarebbe limitarsi ad enumerare i neutri dati di fatto (biografie, numero di copie vendute, scale, accordi e tempi utilizzati, generi rivisitati, e già qui qualcuno potrebbe avere da ridire...), analizzare le componenti, scomporre l'oggetto e ricomporlo in un simulacro dotato di senso, di cui s'è acclarato il funzionamento, come nello strutturalismo.
Ma ne uscirebbe fuori una roba anatomica, specialistica, di una noia mortale e che comunque si limiterebbe a rendere conto della meccanica del suono, non della sua essenza creativa o percettiva, delle sensazioni che più o meno consapevolmente induce nell'ascoltatore. Per fare questo occorre immaginare, prevedere, azzardare e spesso pescare nel serbatoio della soggettività (misto di sensibilità, conoscenza, cultura, intuizione) che è, per definizione, controverso ed opinabile. Ovvero si presta a clamorose smentite ed eresie.

Il critico ideale è colui che riesce perfettamente a dosare i due elementi (la parte oggettiva e quella soggettiva), a camminare il equilibrio sul filo sottilissimo e sdrucito che separa questi due universi conoscitivi.

Non credo che nessuno vi sia mai riuscito appieno. Alcuni (e fra questi includo anche Scaruffi quando non è completamente accecato da se stesso) magari vi si avvicinano più di altri.

Fermo restando che poi imbarcarsi nell'impresa di riscrivere da solo, secondo categorie sistematiche e onnicomprensive, tutta la storia della musica è segno di superficialità e presunzione. L'idea che esista una sola storia (roba da tomisti o da positivisti) anzichè tante storie, ciascuna valida nella misura in cui è coerente al principio estetico o analitico prescelto, è quantomeno curiosa e anacronistica all'inizio del ventunesimo secolo.


L'ultima modifica di simone coacci il Sab Set 13, 2008 3:48 pm, modificato 1 volta
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target
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 3:42 pm  Rispondi citando
Music God


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Ah Coà, parli come 'na bibbia! Smile
Davvero: d'accordo con te.

Secondo me Scaruffi diventa fazioso e quindi ignobile quando la parte di soggettività che ci mette diventa dozzinale, se non offensiva.

Non vorrei dare il la (ma forse sì) a un copia e incolla da vari giudizi scaruffeschi, ma questo è quanto scrive il buon uomo (piuttosto diffidente, è noto, verso la musica made in UK) su "Six" dei Mansun, uno dei dischi (uscito, peraltro, esattamente dieci anni fa) che sono unanimemente considerati tra i due/tre destinati a rimanere nel tempo di tutto il baraccone brit-pop:

"Six (Parlophone, 1998) e' un prodotto musicale solo perche' e' composto di note musicali. Ben pochi album di quell'anno, anche tra i Brit-poppers, sono cosi' vuoti. La band fa un'imitazione dei Roxy Music (Six) e rispolvera il synth-pop (Closed For Business). Il resto e' una decerebrata rassegna di cliche'."

Ora, la cosa curiosa è che qui, mentre esagera palesemente e in modo masturbatorio sulla presunta bruttezza del disco, svacca in quanto a esattezza documentaria, dal momento che "Closed for business" è una canzone NON contenuta nell'album.

Questo è lo Scaruffi deleterio: quello che indugia in giudizi indefendibili su cose che dimostra di non conoscere nemmeno.
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simone coacci
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 4:01 pm  Rispondi citando
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Citazione:
Ah Coà, parli come 'na bibbia!


Si come il Necronomicon Laughing

Citazione:
Secondo me Scaruffi diventa fazioso e quindi ignobile quando la parte di soggettività che ci mette diventa dozzinale, se non offensiva.

Non vorrei dare il la (ma forse sì) a un copia e incolla da vari giudizi scaruffeschi, ma questo è quanto scrive il buon uomo (piuttosto diffidente, è noto, verso la musica made in UK) su "Six" dei Mansun, uno dei dischi (uscito, peraltro, esattamente dieci anni fa) che sono unanimemente considerati tra i due/tre destinati a rimanere nel tempo di tutto il baraccone brit-pop:

"Six (Parlophone, 1998) e' un prodotto musicale solo perche' e' composto di note musicali. Ben pochi album di quell'anno, anche tra i Brit-poppers, sono cosi' vuoti. La band fa un'imitazione dei Roxy Music (Six) e rispolvera il synth-pop (Closed For Business). Il resto e' una decerebrata rassegna di cliche'."

Ora, la cosa curiosa è che qui, mentre esagera palesemente e in modo masturbatorio sulla presunta bruttezza del disco, svacca in quanto a esattezza documentaria, dal momento che "Closed for business" è una canzone NON contenuta nell'album.

Questo è lo Scaruffi deleterio: quello che indugia in giudizi indefendibili su cose che dimostra di non conoscere nemmeno.


Hai ragione. Infatti, secondo me, oltre che un problema di sensibilità (e di umilità), è un problema di metodo: come fai ad occuparti di tutti quei dischi? Ad analizzare con imparzialità anche quei generi che evidentemente detesti? Come puoi essere così monolitico, completista, onnicomprensivo, quando la realtà è tanto sfaccettata e la scienza (nel senso di sapere) sempre più microsettoriale, specialistica, risultante da un continuo confronto fra competenze diverse. è ovvio che, vista anche la mole della sua operazione, ci si affidi molto spesso a sinossi lacunose, luoghi comuni, pregiudiziali estetiche, sentito dire.
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Cas
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 4:36 pm  Rispondi citando
Music God


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In effetti la categoria della totalità e della organicità riferite all'arte rischia di risultare eccessivamente ideologica...però è ammirevole la ricerca di una serie di parametri che renda il lavoro del critico qualcosa di non del tutto arbitrario. Basta solo non far diventare il tutto troppo rigido, cercando per l'appunto di umanizzare lo studio della musica con un pò di soggettività, o meglio, sensibilità estetica...
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loson
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 6:37 pm  Rispondi citando
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simone coacci ha scritto:
Ha rimesso a posto un sacco di cose nella storia del rock, dando visibilità a gruppi misconosciuti e meritevoli (per lo meno in Italia)

Ricordati però che nel perseguire questo scopo (meritevolissimo) ha coperto di merda una miriade di artisti che avevano come unico demerito quello di essere "famosi". E poi dipende sempre cosa si intende con quest'ultimo termine: notorietà fra gli appassionati? Milioni di copie smerciate "worldwide"? Permanenza anche fugace nelle classifiche di vendita? No perchè se è così molti dei suoi beniamini sono artisti famosi (in alcuni casi strafamosi: Springsteen, Stones, Zappa), e lo erano anche Beefheart, Jefferson Airplane e compagnia bella. Ma poi su, cazzo, da come scrive sembra che i Velvet Underground li abbia scoperti lui, ma andiamo... Laughing


Citazione:
e limitando la libido delle masse verso le troppe tigri di cartapesta.

Tipo i soliti Bowie e Beatles? Naa... Il punto è che ha affossato interi generi musicali, spesso solo per poi contraddirsi (perchè sparare a zero sul snth-pop e poi elogiare uno come Stephin Merritt - alias Magnetic Fields - che ad esso deve praticamente tutto?)...
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simone coacci
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 7:19 pm  Rispondi citando
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Citazione:
Ricordati però che nel perseguire questo scopo (meritevolissimo) ha coperto di merda una miriade di artisti che avevano come unico demerito quello di essere "famosi". E poi dipende sempre cosa si intende con quest'ultimo termine: notorietà fra gli appassionati? Milioni di copie smerciate "worldwide"? Permanenza anche fugace nelle classifiche di vendita?


Beh anche tutte quelle cazzo di mummie hard-rock, glam pacchiano. Parecchio punk (tipo i Buzzcocks che ancora mi chiedo perchè facciano delirare tanti geni della critica) e brit-pop inutile. Ma vabbè, ripeto, per me è stato meritorio. Lo leggo solo da 2 anni (quindi avevo già in testa una mia idea dell'evoluzione musicale, non definitiva, per carità, in continuo progress, spero) e ho riconosciuto nelle sue schede diversi spunti di riflessione a cui, per altre vie, ero pervenuto anch'io e che invece altrove erano ritenute intellettualmente inaccettabili, poi tutto è relativo. E sicuramente spesso i mezzi (sentenziosi, dogmatici) contrastano coi fini (aperti e in controtendenza con l'opinione generale che dovrebbero appunto accogliere il dubbio e il confronto come paradigma interpretativo).

Citazione:
Il punto è che ha affossato interi generi musicali, spesso solo per poi contraddirsi (perchè sparare a zero sul snth-pop e poi elogiare uno come Stephin Merritt - alias Magnetic Fields - che ad esso deve praticamente tutto?)...


Beh dai cazzo, li ha perfettamente ragione, se manco del synth pop si può più parlare male che ci resta? Berlusconi? Bush (che mò ci lascia)? Laughing

Ihihihihihih scherzo, ovviamente, non mi menare. Laughing Laughing Laughing

Indubbiamente, per quanto cerchi di essere sistematico la coerenza non è il suo forte.


L'ultima modifica di simone coacci il Dom Set 14, 2008 12:18 am, modificato 1 volta
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loson
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 8:01 pm  Rispondi citando
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simone coacci ha scritto:
Beh anche tutte quelle cazzo di mummie hard-rock, glam pacchiano. Parecchio punk (tipo i Buzzcocks che ancora mi chiedo perchè facciano delirare tanti geni della critica) e brit-pop inutile.

Se così facesse non avrei nulla da obiettare. Il punto è che Piero non stronca il brit-pop inutile, ma il brit-pop in toto. Non ha da ridire sul glam pacchiano di Sweet o Gary Glitter, ma sul glam in quanto tale. Non condivido questo atteggiamento, nè questa anglofobia palese e palesemente faziosa. Per non parlare della sufficienza con cui tratta black music, elettronica, brasiliana e jazz...

P.S. Ma con tanti gruppetti punk che mi/ci fanno cagare, proprio i Buzzcocks dovevi tirar fuori? Laughing



Citazione:
Beh dai cazzo, li ha perfettamente ragione, se manco del synth pop si può più parlare male che ci resta? Berlusconi? Bush (che mò ci lascia)? Laughing


I Bush (merdoso gruppo musicale), probabilmente... Laughing
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Sab Set 13, 2008 8:08 pm  Rispondi citando
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Solo per il fatto che afferma spudoratamente di ascoltare una ed una volta sola ogni album, a mio parere un insulto gravissimo per chi vive, produce, assembla e lavora con la musica (nè più nè meno di uno sputo in faccia, per quanto mi riguarda), tengo Scaruffi in massimo disprezzo. Cioè, per Dio, come fai a capire in un solo ascolto Frank Zappa, John Zorn, i Velvet Underground, la psichedelia di fine '60, il kraut rock, Stockhausen, lo stoner, la new wave, per dire i più difficili o i più vasti? Io non riuscirei a giudicare nessun disco dopo un ascolto!

Che poi siano consecutivi la sua chiusura mentale, il suo strabismo di fronte a determinati generi (il brit-pop su tutti), la sua spocchiosa arroganza nel definire "recensioni" accozzaglie di parole con vano senso logico che raramente superano le tre righe, condite da un sano e corroborante dispiego di luoghi comuni e da una rara sfacciataggine, beh, altro non fanno che confermare la mia teoria.

_________________
Silencio...
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MessaggioInviato: Dom Set 14, 2008 10:23 am  Rispondi citando
Music God


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Citazione:
se manco del synth pop si può più parlare male che ci resta?


Ma sai che, con mio stupore massimo, piero è tra i pochissimi(ssimi) che non solo salva, ma a tratti elogia ed incensa con magniloquenza i Pet Shop Boys, andando decisamente controcorrente, soprattutto in italia:

"Pochi gruppi hanno cambiato la storia della musica da ballo come i Pet Shop Boys [...] Le loro canzoni avevano davvero uno spessore intellettuale, e spesso scavavano nel profondo del loro subconscio. [...] Con uno stile quasi "Brecht-iano", i Pet Shop Boys diedero una rappresentazione pagana dell'angoscia e degli orrori della vita metropolitana. [...] "Opportunities, una delle pietre miliari del pop moderno".

E così via...

Surprised Surprised Surprised
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loson
MessaggioInviato: Dom Set 14, 2008 2:44 pm  Rispondi citando
Music God


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target ha scritto:
Citazione:
se manco del synth pop si può più parlare male che ci resta?


Ma sai che, con mio stupore massimo, piero è tra i pochissimi(ssimi) che non solo salva, ma a tratti elogia ed incensa con magniloquenza i Pet Shop Boys, andando decisamente controcorrente, soprattutto in italia:

"Pochi gruppi hanno cambiato la storia della musica da ballo come i Pet Shop Boys [...] Le loro canzoni avevano davvero uno spessore intellettuale, e spesso scavavano nel profondo del loro subconscio. [...] Con uno stile quasi "Brecht-iano", i Pet Shop Boys diedero una rappresentazione pagana dell'angoscia e degli orrori della vita metropolitana. [...] "Opportunities, una delle pietre miliari del pop moderno".

E così via...


Mmm... E ad un gruppo che "ha cambiato la storia del pop moderno" ti pare coerente dare tre 6, tre 5 e due 4? Shocked
Ti risparmio poi le banalità che scrive a proposito di New Order, Soft Cell, Human League, Japan, OMD o Gary Numan... Dietro a quelle parole non c'è ricerca nè voglia di approfondimento, ma soltanto superficialità e offesuccie gratuite. Non proprio quello che io cerco in un critico musicale, insomma...
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