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nebraska82
MessaggioInviato: Gio Dic 03, 2015 8:57 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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tempo di consuntivi a fine anno...vostri dischi dell'anno, classifiche delle varie potchfork NME etc commenti e quant altro,. tutto qua dentro


i misi dischi dell'anno


sufjan stevens - carrie & lowell
joanna newsom - divers
tame impala - currents
laura marling - short movie
kurt vile - believe i'm going down
john grant - grey tickles, black pressure
tobia jesso jr - goon
ffs - ffs
paul weller - saturns pattern
foals - what went down


L'ultima modifica di nebraska82 il Gio Dic 03, 2015 9:01 pm, modificato 1 volta
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nebraska82
MessaggioInviato: Gio Dic 03, 2015 9:01 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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un po' di classifiche delle riviste straniere

NME

http://www.nme.com/photos/nme-s-albums-of-the-year-2015/394320#/photo/49

Stereogum

http://www.stereogum.com/1845609/the-50-best-albums-of-2015/franchises/2015-in-review/?utm_source=sc-fb&utm_medium=ref&utm_campaign

Mojo

http://www.mojo4music.com/22395/50-best-albums-of-2015-the-final-reckoning/?utm_source=hootsuite
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unknown
MessaggioInviato: Gio Dic 03, 2015 9:14 pm  Rispondi citando
Utente Senior


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Piccola polemica.. Laughing Laughing ...ricordo la disputa tra me e te su sujian Vs marling ...dove dicevo che trovavo il disco di sufjan un po' noioso...mentre tu sulla recensione della marling hai dato il voto più basso di quelli che hanno votato..dicendo che il disco era un cantautorato prevedibile....quindi noto con piacere che hai cambiato idea visto che ora è un tuo disco Dell 'anno
..mi piacerebbe sapere il percorso che hai fatto nell ascolto di questo disco
..
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nebraska82
MessaggioInviato: Gio Dic 03, 2015 9:20 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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che memoria!


allora, premetto che non ho ascoltatoi tantissimi dischi quest'anno, infatti se ci fai caso nella mia lista ci sono dischi di artisti già affermati ( o persino dinosauri come gli sparks)

il disco della marling l'ho riascoltato e il 6, 5 che avevo messo lo ho certamente ritoccato, 7 pieno ( metterlo nella lista pero' non equivale a considerarlo un disco rivoluzionario come pensi tu, ma è un buon album).

preferisco ancora sufjan pero', decisamente Wink
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fabfabfab
MessaggioInviato: Ven Dic 04, 2015 10:35 am  Rispondi citando
Music God


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Annata straordinaria per me. Non come quantità ma come qualità.

Mi stupisce il consenso generale su Sufjan Stevens, non pensavo ottenesse queste posizioni.

Elenco quasi casuale da cui pescherò i dieci:


Benjamin Clementine
Sufjan Stevens
Natalie Prass
Kamasi Washington
Son Little
Iosonouncane
Matana Roberts
Mbongwana Star
Matthew E White
Rejiseger Franje Sylla
Algiers
Hindi Zahra
Jim O'Rourke
Viet Cong
Ibeji

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unknown
MessaggioInviato: Ven Dic 04, 2015 10:43 am  Rispondi citando
Utente Senior


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ma guarda io scherzavo ..in realtà si può e si deve aver coraggio di poter cambiare idea
ma soprattutto avere il coraggio di ammetterlo

vedi io continuo a ritenere "questo" disco di sufjan stevens noioso
ma dopo ho ascoltato altro dello stesso artista che invece ho apprezzato molto
quindi come vedi si può cambiare idea..forse perchè parlare a caldo non è una cosa buona e giusta Laughing

secondo me per poter dare un giusto voto ad un disco ..bisogna saper aspettare anche mesi

per poter giudicare il lavoro di un artista che non conosci..oltre alla pazienza di aspettare..bisogna ascoltare più dischi dello stesso
cosi che riesci a collocare il lavoro oltre che in una crescita personale ..anche un riscontro temporale dello stesso


L'ultima modifica di unknown il Ven Dic 04, 2015 9:50 pm, modificato 1 volta
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Ven Dic 04, 2015 10:59 am  Rispondi citando
Music God


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Per me è stata un'annata eccezionale in ambito jazz. Non ricordo di aver ascoltato così tanti dischi jazz di tale livello in un periodo di tempo così ristretto.
Pesca ottima anche in Italia. Voi non ve li cagate mai, gli artisti di casa nostra, e fate male. Malissimo Cool

Tra i primi cinque, al volo:

Kamasi Washington
Mombu/Oddateee
Makaya McCraven
Paolo Spaccamonti
Squadra Omega

Delusione dell'anno (epocale direi) i Refused di Freedom.

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fabfabfab
MessaggioInviato: Ven Dic 04, 2015 11:21 am  Rispondi citando
Music God


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unknown ha scritto:


ma dopo ho ascoltato altro dello stesso artista che invece ho apprezzato molto



Proprio lì è il punto, secondo me.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Dic 05, 2015 9:16 am  Rispondi citando
Music God


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Kamasi e Matana già valgono il prezzo del biglietto per uno che ama certo jazz "estremo".
In generale quoto più o meno i nomi di Fab, aggiungo però Kendrick (per me da podio sicuro, se non oltre), e due artisti un po' più fuori tiro per me, ma che ho apprezzato tantissimo grazie a Mauro: Lower Dens, top 10 sicura; Jamie XX, quasi.

Ottimo anche il primo dei Verdena.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Lun Dic 07, 2015 1:26 pm  Rispondi citando
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Sono al primo ascolto con il McCraven, ma vista la qualità sprigionata anche da questo lavoro azzardo: secondo voi in questi anni la prospettiva new-black che cito ogni 3X2 nella mie recensioni è effettivamente qualificabile come tale?
Mi spiego meglio.

Fra Robert Glasper, D'Angelo, Kanye West, Kendrick Lamar, altri artisti soul e r'n'b, più i vari jazzisti - quasi tutti molto sui generis - come la Roberts, Kamasi, appunto McCraven, Stetson anche se è bianco, l'olandese recensito da me e Fab etc.. è possibile vedere in questi anni una nuova forma di musica black dalle ambizioni "totali", direi genericamente ispirata dai dischi sulla falsariga "Attica Blues" e poi dalle commistioni con l'hip hop più evoluto?

Ed è anche possibile leggere in questa black wave una fra le cose più interessanti dell'ultima era?

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fabfabfab
MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2015 3:01 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Sono al primo ascolto con il McCraven, ma vista la qualità sprigionata anche da questo lavoro azzardo: secondo voi in questi anni la prospettiva new-black che cito ogni 3X2 nella mie recensioni è effettivamente qualificabile come tale?
Mi spiego meglio.

Fra Robert Glasper, D'Angelo, Kanye West, Kendrick Lamar, altri artisti soul e r'n'b, più i vari jazzisti - quasi tutti molto sui generis - come la Roberts, Kamasi, appunto McCraven, Stetson anche se è bianco, l'olandese recensito da me e Fab etc.. è possibile vedere in questi anni una nuova forma di musica black dalle ambizioni "totali", direi genericamente ispirata dai dischi sulla falsariga "Attica Blues" e poi dalle commistioni con l'hip hop più evoluto?

Ed è anche possibile leggere in questa black wave una fra le cose più interessanti dell'ultima era?


Sì sì e sì.
Recentemente ho avuto un paio di scambi a base di "vai a fare in culo" con un tizio che aveva commentato una roba tipo "se vi piace Kamasi Washington vi siete persi un bel po' di jazz negli ultimi anni". Incalzato dal sottoscritto sui titoli di questi album imperdibili citava una non meglio precisata "scena norvegese" (sai che novità), un disco del 2009 di Jon Hassell (che credo abbia 347 anni) e poi lei, la ECM. In particolare il disco "Khmer" di Nils Peter Molvaer (bellissimo ma credo che abbia almeno 15 anni). Quando ho provato a fargli notare che qui la commistione con l'elettronica non c'entra un cazzo ma magari è quella con la musica "black" a essere interessante, invitandolo ad ascoltare Glasper o la Roberts e a far riferimento a certe cose di Archie Shepp, mi ha risposto che a lui Kendrick Lamar piaceva, ma che con il jazz non aveva nulla a che fare e che le due cose (black e jazz) non avevano punti in comune. Non mi sono sentito di rispondergli, se c'è una cosa di cui ho una paura fottuta è un jazzofilo del Ku Klux Klan.

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Paolo Nuzzi
MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2015 3:06 pm  Rispondi citando
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fabfabfab ha scritto:
FrancescoB ha scritto:
Sono al primo ascolto con il McCraven, ma vista la qualità sprigionata anche da questo lavoro azzardo: secondo voi in questi anni la prospettiva new-black che cito ogni 3X2 nella mie recensioni è effettivamente qualificabile come tale?
Mi spiego meglio.

Fra Robert Glasper, D'Angelo, Kanye West, Kendrick Lamar, altri artisti soul e r'n'b, più i vari jazzisti - quasi tutti molto sui generis - come la Roberts, Kamasi, appunto McCraven, Stetson anche se è bianco, l'olandese recensito da me e Fab etc.. è possibile vedere in questi anni una nuova forma di musica black dalle ambizioni "totali", direi genericamente ispirata dai dischi sulla falsariga "Attica Blues" e poi dalle commistioni con l'hip hop più evoluto?

Ed è anche possibile leggere in questa black wave una fra le cose più interessanti dell'ultima era?


Sì sì e sì.
Recentemente ho avuto un paio di scambi a base di "vai a fare in culo" con un tizio che aveva commentato una roba tipo "se vi piace Kamasi Washington vi siete persi un bel po' di jazz negli ultimi anni". Incalzato dal sottoscritto sui titoli di questi album imperdibili citava una non meglio precisata "scena norvegese" (sai che novità), un disco del 2009 di Jon Hassell (che credo abbia 347 anni) e poi lei, la ECM. In particolare il disco "Khmer" di Nils Peter Molvaer (bellissimo ma credo che abbia almeno 15 anni). Quando ho provato a fargli notare che qui la commistione con l'elettronica non c'entra un cazzo ma magari è quella con la musica "black" a essere interessante, invitandolo ad ascoltare Glasper o la Roberts e a far riferimento a certe cose di Archie Shepp, mi ha risposto che a lui Kendrick Lamar piaceva, ma che con il jazz non aveva nulla a che fare e che le due cose (black e jazz) non avevano punti in comune. Non mi sono sentito di rispondergli, se c'è una cosa di cui ho una paura fottuta è un jazzofilo del Ku Klux Klan.


Questa è malafede unita a una montagna di cerume nelle orecchie, anche se credo che il tuo amico alludesse alla Rune Grammofon ed a quel genio di Mats Gustaffson con il progetto Fire! e Fire! Orchestra, ma poi ha citato ECM, che ultimamente ha perso un bel po' dell'antico splendore, quindi lascia il tempi che trova la sua affermazione.

Mai come adesso la scena "black" (dio che brutta cosa le etichette) si dimostra capace di abbattere steccati di genere, di visioni e di estetica risultando ciò che gli Art Ensemble of Chicago avevano battezzato "Great Black Music, ancient to the future".

In questa cosa ci sguazzo felice

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Cas
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Un anno ricco ma che riesco difficilmente ad inquadrare, nel senso che non mi pare che ci sia stata una corrente/scena prevalente (forse quella di certo cantautorato black, boh...). E le classifiche che vedo in giro non fanno che confermare una certa "dispersione" di gusto (fatta eccezione per Grimes che ha raccolto tanti consensi). Tanto meglio, eh: più varietà c'è meglio è.

Tra i miei nomi forti ci metto, in ordine sparso:

Bilderbuch
Nothing But Thieves
Swim Deep
East India Youth
Laura Marling
Amazing
Real Lies
Aurora
The Vaccines
Deerhunter
Ought
Palma Violets
Wolf Alice
Miguel
Everything Everything

Ma sono alla ricerca di sorprese di fine anno, soprattutto dal mondo extra-anglofono... Wink

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fabfabfab
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Paolo Nuzzi ha scritto:
fabfabfab ha scritto:
FrancescoB ha scritto:
Sono al primo ascolto con il McCraven, ma vista la qualità sprigionata anche da questo lavoro azzardo: secondo voi in questi anni la prospettiva new-black che cito ogni 3X2 nella mie recensioni è effettivamente qualificabile come tale?
Mi spiego meglio.

Fra Robert Glasper, D'Angelo, Kanye West, Kendrick Lamar, altri artisti soul e r'n'b, più i vari jazzisti - quasi tutti molto sui generis - come la Roberts, Kamasi, appunto McCraven, Stetson anche se è bianco, l'olandese recensito da me e Fab etc.. è possibile vedere in questi anni una nuova forma di musica black dalle ambizioni "totali", direi genericamente ispirata dai dischi sulla falsariga "Attica Blues" e poi dalle commistioni con l'hip hop più evoluto?

Ed è anche possibile leggere in questa black wave una fra le cose più interessanti dell'ultima era?


Sì sì e sì.
Recentemente ho avuto un paio di scambi a base di "vai a fare in culo" con un tizio che aveva commentato una roba tipo "se vi piace Kamasi Washington vi siete persi un bel po' di jazz negli ultimi anni". Incalzato dal sottoscritto sui titoli di questi album imperdibili citava una non meglio precisata "scena norvegese" (sai che novità), un disco del 2009 di Jon Hassell (che credo abbia 347 anni) e poi lei, la ECM. In particolare il disco "Khmer" di Nils Peter Molvaer (bellissimo ma credo che abbia almeno 15 anni). Quando ho provato a fargli notare che qui la commistione con l'elettronica non c'entra un cazzo ma magari è quella con la musica "black" a essere interessante, invitandolo ad ascoltare Glasper o la Roberts e a far riferimento a certe cose di Archie Shepp, mi ha risposto che a lui Kendrick Lamar piaceva, ma che con il jazz non aveva nulla a che fare e che le due cose (black e jazz) non avevano punti in comune. Non mi sono sentito di rispondergli, se c'è una cosa di cui ho una paura fottuta è un jazzofilo del Ku Klux Klan.


credo che il tuo amico alludesse alla Rune Grammofon ed a quel genio di Mats Gustaffson con il progetto Fire! e Fire! Orchestra



Ma magari. O se proprio doveva tirar fuori una cosa jazz elettronica, poteva citare questi qui (notare l'uso meraviglioso di un hang drum che costerà 5/6000 euri!) https://www.youtube.com/watch?v=jQH0GPL33uc

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Sono al primo ascolto con il McCraven, ma vista la qualità sprigionata anche da questo lavoro azzardo: secondo voi in questi anni la prospettiva new-black che cito ogni 3X2 nella mie recensioni è effettivamente qualificabile come tale?
Mi spiego meglio.

Fra Robert Glasper, D'Angelo, Kanye West, Kendrick Lamar, altri artisti soul e r'n'b, più i vari jazzisti - quasi tutti molto sui generis - come la Roberts, Kamasi, appunto McCraven, Stetson anche se è bianco, l'olandese recensito da me e Fab etc.. è possibile vedere in questi anni una nuova forma di musica black dalle ambizioni "totali", direi genericamente ispirata dai dischi sulla falsariga "Attica Blues" e poi dalle commistioni con l'hip hop più evoluto?

Ed è anche possibile leggere in questa black wave una fra le cose più interessanti dell'ultima era?


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Recentemente ho avuto un paio di scambi a base di "vai a fare in culo" con un tizio che aveva commentato una roba tipo "se vi piace Kamasi Washington vi siete persi un bel po' di jazz negli ultimi anni". Incalzato dal sottoscritto sui titoli di questi album imperdibili citava una non meglio precisata "scena norvegese" (sai che novità), un disco del 2009 di Jon Hassell (che credo abbia 347 anni) e poi lei, la ECM. In particolare il disco "Khmer" di Nils Peter Molvaer (bellissimo ma credo che abbia almeno 15 anni). Quando ho provato a fargli notare che qui la commistione con l'elettronica non c'entra un cazzo ma magari è quella con la musica "black" a essere interessante, invitandolo ad ascoltare Glasper o la Roberts e a far riferimento a certe cose di Archie Shepp, mi ha risposto che a lui Kendrick Lamar piaceva, ma che con il jazz non aveva nulla a che fare e che le due cose (black e jazz) non avevano punti in comune. Non mi sono sentito di rispondergli, se c'è una cosa di cui ho una paura fottuta è un jazzofilo del Ku Klux Klan.


credo che il tuo amico alludesse alla Rune Grammofon ed a quel genio di Mats Gustaffson con il progetto Fire! e Fire! Orchestra



Ma magari. O se proprio doveva tirar fuori una cosa jazz elettronica, poteva citare questi qui (notare l'uso meraviglioso di un hang drum che costerà 5/6000 euri!) https://www.youtube.com/watch?v=jQH0GPL33uc


Che bello, sembrano i Necks, più accessibili, con una componente più electro.

Ottimi.

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