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<  Cinema  ~  IL CINEMA DI LUCIO FULCI
simone coacci
MessaggioInviato: Ven Apr 24, 2009 5:25 pm  Rispondi citando
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"Terrorista dei generi", "Poeta del Macabro", "Godfather of Gore", "Milite Ignoto del Cinema Italiano", "Onesto Artigiano".

Lo hanno etichettato in tanti modi ma lui è sempre riuscito a sfuggire ad ogni rigida o sommaria definizione.

Dopo la vittoria della Palma d'oro a Cannes nel 1994, alla domanda su quali fossero i cineasti che più lo avessero influenzato, Quentin Tarantino rispose: "Alfred Hitchcock, Tod Browning e Lucio Fulci"

In Italia, invece, la solita imperante critica d'estrazione crociano/marxista lo ha ingiustamente immolato per più di tre decenni sull'altare di forme e contenuti, a loro dire, non sufficientemente intellettuali o pedagogici per giustificare un'investitura d'autore (neanche d'autore di genere alla Argento o Leone, per dire).

Ultimamente, complice E-Mule e la lettura di un mattone intitolato "Il Terrorista dei Generi - Tutto il Cinema di Lucio Fulci" di Albiero e Cacciatore -pedante come pochi nell'esegesi, ma dettagliato, ricco di foto, d'interviste e di testimonianze inedite - che m'è costato ben 32 euro più spese postali, sto riscoprendo la filmografia di questo nostro inestimabile autore che è riuscito a sublimare in modo fuori dall'ordinario la materia, non sempre eccelsa, talora approssimativa, spesso scadente, con cui s'è dovuto cimentare.

So già che c'è qualcuno che condivide la mia passionaccia per l'autore de "L'Aldilà - E tu vivrai nel terrore (ma che figata di sottotitolo è? Laughing )" (Biz? Loson? n'est pas?) e allora parliamone, voi di Storia che ne pensate?


L'ultima modifica di simone coacci il Dom Apr 26, 2009 6:16 pm, modificato 2 volte

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loson
MessaggioInviato: Ven Apr 24, 2009 6:55 pm  Rispondi citando
Music God


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Premettendo che sono tanti i titoli di Fulci che devo ancora procurarmi, non posso non unirmi alle lodi. Davvero un terrorista "sui generis" dei generi, il Fulci, per quanto l'affermazione possa risultare contraddittoria. Dovunque andasse a parare lasciava il suo marchio, c'è poco da fare. Prendi una commediola sexy come "La Pretora" (con la Fenech in un doppio ruolo) e ci trovi demoliti dall''interno i classici stereotipi del genere, con in più le prime apparizioni di nudi integrali (senza contare quell'altra commedia "All'Onorevole etc." che alla DC ha dato un pò di grane). Prendi un giallo anomalo (e tagliatissmo dalla censura) come "Non Si Sevizia (Un) Paperino" (per me - e non solo per me - il suo capolavoro) e ci vedi una morbosità oltre ogni limite, una poetica davvero personalissima. Prendi un western "crepuscolare" come "I Quattro Dell'Apocalisse" (1975, anch'esso massacrato dalla censura) e di trovi di fronte a un'ambientazione spettrale che neanche Corman, torture esplicite, una scena di canniblismo (roba che i grandissimo Peckinpah manco se la sognava di notte). Prendi un horror come "L'Aldilà" e... beh, trovi il capolavoro che Argento non ha mai girato.
Volendo trovare un filo comune, credo che Fulci, al di là della maestria tecnica e dell'abilità nel rivoltare la materia, abbia esercitato la funzione di "mostrare" un soggetto (la paura in primis, ma non solo) evidenziandone gli aspetti più orripilanti, disgustosi, (in)umani. Il suo cinema era, ben più di altri "autori", un cinema "contro". Ma qui chiedo conferma a lei, maestro. Wink

Solo un'ultimissima - e opinabilissima - considerazione: come hai detto tu, la critica cinematografica italiana, fossilizzata su un concetto a mio parere "sbagliato" di autorialità, ha prodotto effetti nefasti sul cosiddetto cinema di genere. Stiamo parlando di una delegittimazione pressochè unanime (esemplificata nell'atteggiamento chiuso - per usare un eufemismo - di Morandini) che ha assai poche giustificazioni, se non il rivendicare la supremazia dell'intellettuale sul "cinema stesso" in senso lato, sul suo appeal popolare, sulla necessità di farsi anche intrattenimento (come se un'opera d'arte non potesse intrattenere...). Insomma, per fortuna che sono arrivati gli anni '90, Trantino, e una nuova generazione di soggetti finalmente capaci di valorizzare questo grande patrimonio nazionale.
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simone coacci
MessaggioInviato: Ven Apr 24, 2009 8:22 pm  Rispondi citando
Music God


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Si, come hai ben evidenziato, un'altro dei suoi grandi meriti è stato quello di contribuire come pochi altri autori (Leone, Bava, Pasolini, Ferreri, fra i grandi, Deodato, ad esempio, uno dei minori) ad allargare i confini del mostrabile, ad attraversare il territorio filmico verso orizzonti quasi sempre proibiti o inesplorati.

Di fatto: la violenza, il macabro in Fulci avevano un evidenza fisica profonda, realistica e scioccante. Piuttosto che grande pittura pop come in Bava o spettacolo puro come in Argento, erano l'escrescenza materiale di un orrore molto più radicato che si cela nelle latebre delle pulsioni inconfessabili, nelle paure primordiali, spesso infantili (gigantesco in questo senso "Quella villa accanto al cimitero": rivedendolo l'altra sera, e adottando il punto di vista del bambino, ci si ritrovano tutta una serie di passaggi quasi iniziatici in timori, tremori terrori - del buio, delle vecchie case, degli anditi stretti in cui nascondersi, di una serratura rotta che t'inchioda in un luogo indesiderato - che abbiamo avuto più o meno tutti quando eravamo piccoli).

Non per nulla lui ha sempre ammesso di ispirarsi a modelli come Lovecraft e Artaud anche se nessuno gli credeva, anzi veniva preso in giro per questo (per tutti era il clone di Argento, l'imitatore di Tobe Hooper, di "Shining" o di "Amityville").

Il suo talento, consacratosi nell'horror, rifulge anche in altri generi, come giustamente sottolineavi, il thriller antropologico, il darwinismo erotico ed esoterico del "Paperino", la satira dietrologica di "All'onorevole" che oltre l'apparenza delle tante commedie "buzzanchiane", compone un pamphlet lucido, spregiudicato ed eversivo sulla vera natura della nostra democrazia e sulle forze che hanno "realmente" governato l'Italia dal dopoguerra a oggi. Naturalmente, non essendo così coglione "da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni", fu tacciato di qualunquismo.
E naturalmente la "waste-rn land" lisergica e purgatoriale de "I Quattro dell'Apocalisse", film che, mea culpa, ho scoperto solo poche settimane fa.
Davvero notevole: l'anello di congiunzione fra il l'iniziazione del road-movie e il calvario dello snuff-movie.

Per il resto sono così d'accordo con te che meriti un bacio al tuo avatar! Laughing Laughing


L'ultima modifica di simone coacci il Dom Apr 26, 2009 4:03 pm, modificato 4 volte

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Marco_Biasio
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Un regista enorme, oltre i confini, oltre il tempo e le limitazioni della censura. A tratti visionario.

Considerando che la materia tecnica l'avete già corroborata voi, aggiungerei solamente che "Non si sevizia un paperino", "Lo squartatore di New York" e "...e tu vivrai nel terrore!" sono delle pellicole da infarto.

Un film che invece non mi è mai piaciuto è Zombi.

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Krautrick
MessaggioInviato: Dom Apr 26, 2009 1:17 pm  Rispondi citando
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loson79 ha scritto:
Insomma, per fortuna che sono arrivati gli anni '90, Trantino, e una nuova generazione di soggetti finalmente capaci di valorizzare questo grande patrimonio nazionale.


Grande Trantino! Kill Ill è uno dei miei film preferiti!
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simone coacci
MessaggioInviato: Dom Apr 26, 2009 10:21 pm  Rispondi citando
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Marco_Biasio ha scritto:
Un regista enorme, oltre i confini, oltre il tempo e le limitazioni della censura. A tratti visionario.

Considerando che la materia tecnica l'avete già corroborata voi, aggiungerei solamente che "Non si sevizia un paperino", "Lo squartatore di New York" e "...e tu vivrai nel terrore!" sono delle pellicole da infarto.

Un film che invece non mi è mai piaciuto è Zombi.


"Zombi 2", pur avendo poco o nulla a che spartire con la saga di Romero, non è poi tanto male, dai. "Zombi 3" è un vero disastro: lo stesso Fulci era talmente scazzato che lasciò il set nelle mani del suo assistente (il famigerato Bruno Mattei) e fece di tutto per togliere il suo nome dai titoli di testa.

Il migliore è il primo della trilogia: "Paura nella città dei morti viventi".

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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Lun Apr 27, 2009 8:40 pm  Rispondi citando
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simone coacci ha scritto:
Marco_Biasio ha scritto:
Un regista enorme, oltre i confini, oltre il tempo e le limitazioni della censura. A tratti visionario.

Considerando che la materia tecnica l'avete già corroborata voi, aggiungerei solamente che "Non si sevizia un paperino", "Lo squartatore di New York" e "...e tu vivrai nel terrore!" sono delle pellicole da infarto.

Un film che invece non mi è mai piaciuto è Zombi.


"Zombi 2", pur avendo poco o nulla a che spartire con la saga di Romero, non è poi tanto male, dai. "Zombi 3" è un vero disastro: lo stesso Fulci era talmente scazzato che lasciò il set nelle mani del suo assistente (il famigerato Bruno Mattei) e fece di tutto per togliere il suo nome dai titoli di testa.

Il migliore è il primo della trilogia: "Paura nella città dei morti viventi".


A me non piace nemmeno quello. E' una questione a pelle, sai. Il che è un po' un peccato visto che, lo ribadisco, io Fulci l'adoro.

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luxa
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Fulci=tutto! anche quello minore...
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Alfredo Cota
MessaggioInviato: Mer Ago 31, 2011 5:16 pm  Rispondi citando
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Io non dimenticherei nemmeno "Sette note in nero" e "una lucertola con la pelle di donna" due altri capolavori del compianto maestro... La "trilogia della morte" nella sua interezza, sebbene il picco sia "L'aldilà", è meravigliosa.
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Sab Ott 13, 2012 10:52 am  Rispondi citando
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Recentemente è passato su Iris Manhattan Baby, uno dei pochi che ancora mi mancava. I risultati non sono superlativi (un po' scadenti gli effetti speciali) ma la storia è orchestrata benissimo ed i primi piani ossessivi di Fulci sugli occhi, sua caratteristica di regia predominante, qui assumono a tratti il contorno dell'ossessione, deformati nelle inquadrature, annacquati in mille colori diversi (viene un po' in mente l'Argento di "Inferno"), trasformati di passaggio in passaggio. Davvero bello.

Non abbiamo invece mai parlato dell'ultimo Fulci, quello più qualitativamente scadente, dei film raffazzonati in fretta e furia, dei budget cronicamente ridotti. Molte cose sono obiettivamente inguardabili, ma Un gatto nel cervello e, soprattutto, Le porte sul silenzio, pellicola estremamente povera e statica, ma pregna di un grande significato simbolico e metaforico sulla morte, di forza inferiore probabilmente solo all'Aldilà.

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Nicoallaseconda
MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2016 11:16 am  Rispondi citando
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simone coacci ha scritto:
"Terrorista dei generi", "Poeta del Macabro", "Godfather of Gore", "Milite Ignoto del Cinema Italiano", "Onesto Artigiano".

Lo hanno etichettato in tanti modi ma lui è sempre riuscito a sfuggire ad ogni rigida o sommaria definizione.

Dopo la vittoria della Palma d'oro a Cannes nel 1994, alla domanda su quali fossero i cineasti che più lo avessero influenzato, Quentin Tarantino rispose: "Alfred Hitchcock, Tod Browning e Lucio Fulci"

In Italia, invece, la solita imperante critica d'estrazione crociano/marxista lo ha ingiustamente immolato per più di tre decenni sull'altare di forme e contenuti, a loro dire, non sufficientemente intellettuali o pedagogici per giustificare un'investitura d'autore (neanche d'autore di genere alla Argento o Leone, per dire).

Ultimamente, complice E-Mule e la lettura di un mattone intitolato "Il Terrorista dei Generi - Tutto il Cinema di Lucio Fulci" di Albiero e Cacciatore -pedante come pochi nell'esegesi, ma dettagliato, ricco di foto, d'interviste e di testimonianze inedite - che m'è costato ben 32 euro più spese postali, sto riscoprendo la filmografia di questo nostro inestimabile autore che è riuscito a sublimare in modo fuori dall'ordinario la materia, non sempre eccelsa, talora approssimativa, spesso scadente, con cui s'è dovuto cimentare.

So già che c'è qualcuno che condivide la mia passionaccia per l'autore de "L'Aldilà - E tu vivrai nel terrore (ma che figata di sottotitolo è? Laughing )" (Biz? Loson? n'est pas?) e allora parliamone, voi di Storia che ne pensate?


adoro Fulci! Un genio per troppo tempo incompreso!
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