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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Set 21, 2016 10:44 pm  Rispondi citando
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Per me proprio la statura letteraria di un Guccini è ciò che lo colloca in una dimensione personale, unica, ciò che lo valorizza.

Non vedo perché queste peculiarità siano da vedere come un minus...La musica italiana si snatura quando scimmiotta quella anglo-americana senza aggiungere nulla (vedi quasi tutto il rap contemporaneo), non quando mostra le proprie caratteristiche. Anche letterarie.

La scuola cantautorale è forse il momento più significativo per la musica popolare, in Italia, e rinnegarla per me sarebbe impensabile. In Europa solo i francesi hanno fatto qualcosa di altrettanto o più importante, per dire la scuola autorale britannica è infinitamente più povera.

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Lepo
MessaggioInviato: Gio Set 22, 2016 11:07 pm  Rispondi citando
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Quando scimmiotta sì, la musica italiana è banale come tutto ciò che sciommiotta qualcos'altro.
Quando si confronta con realtà internazionali seriamente, cercando di trovare un connubio tra le proprie peculiarità e quelle altrui, spesso ottiene i risultati migliori, più originali e di maggior rilievo.
Penso negli ultimi anni al caso Immanuel Casto, che ha unito l'Italo disco, che l'Europao intera ci invidia, ai suoni propri della dance contemporanea, scrivendo sagaci e feroci satire sull'Italia di oggi, il tutto con un'ambiguità di fondo, in perenne bilico tra il camp più spinto e un nichilismo senza speranza spesso sublime.
Penso a lui, ma penso anche a Lucio Battisti, sempre attentissimo a ciò che succedeva fuori dai nostri confini.
Oppure alla nostra scena prog, che per me dovrebbe essere quella il momento più significativo della nostra musica pop: in linea con la contemporaneità, specchio dello zeitgeist, ma al tempo stesso indiscutibilmente personale (e infatti è una delle scene italiane più apprezzate all'estero, con l'italo disco Very Happy ).
Non dico di rinnegare la scena cantautoriale, ma mi piacerebbe non fosse rimasta così totalizzante nell'approccio critico e non verso la materia musicale del nostro Paese.

(Che poi i migliori cantautori nostrani hanno a loro volta 'scimmiottato' eccome, basti pensare a quanto ad esempio De Gregori o Guccini siano debitori del verbo Dylaniano ehehe)
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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 7:46 am  Rispondi citando
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Ok su questo sono d'accordo..Anche se Guccini non scimmiotta, dal punto di vista lirico è distante anni luce da Dylan, e non ha saputo ripercorrerne originalità e traiettorie musicali Smile

Sicuramente ci sono altre scene meritevoli: penso a tutto il jazz italiano, quasi sempre colpevolmente dimenticato (Flores, Urbani etc..).

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zagor
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 8:49 am  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
In Europa solo i francesi hanno fatto qualcosa di altrettanto o più importante, per dire la scuola autorale britannica è infinitamente più povera.


beh in uk la figura del songwriter ha prodotto piu' all interno delle band ( ray davies, lennon-macca etc) o con figure non proprio riconducibili al cantatuore classico ( Bowie, Gabriel etc)

cmq lì hanno avuto i vari drake, donovan, van morrison etc
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zagor
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 8:58 am  Rispondi citando
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Lepo ha scritto:

(Che poi i migliori cantautori nostrani hanno a loro volta 'scimmiottato' eccome, basti pensare a quanto ad esempio De Gregori o Guccini siano debitori del verbo Dylaniano ehehe)


eh vabbè, chi non ha preso da dylan tra i cantautori...ben pochi


il cantautorato è un genere autoreferenziale soprattutto per la lingua...l'italiano lo parlano pochi al mondo, ovvio che sia difficile esportare quel tipo di prodotto, geneticamente rivolto piu' al pubblico della penisola...poi Guccini piu 'che cantare bofonchia, è difficile da capire pure per gli italiani eheheheh

Morricone invece lo conoscono anche i sassi là fuori, ed è ovvio il motivo: per lui la parola non esiste e ha cavalcato un veicolo formidabile come il cinema, nell'età dell'oro di quell'arte per noi.

per quanto riguarda il Casto Divo, io lo trovo divertente ma non lo considero un'eccellenza (so che oggi è un opinione impopolare, soprattutto nei circuiti "alternativi" va di moda sbavare per tropicanal et similia, Zingales ha fatto scuola)

credo che il suo successo all'estero dipenda dal fatto che incarni lo stereotipo dell'italiano danzereccio e godereccio...che poi è lo stesso motivo per cui Il Volo è cosi popolare, si sono impossessati della casella "ah che bravi questi italiani romantici che cantano bene come Bocelli lol"
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Lepo
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 11:57 am  Rispondi citando
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'Chi non ha preso da Dylan tra i cantautori'.

In parte quasi tutti ok, ma loro due (specie il De Gre) tantiiiissimo, De Andrè aveva già influenze più variegate, all'inizio guardava soprattutto ai francesi, per dire.

Sul Casto Divo: non credo proprio sia famoso all'estero, purtroppo per lui canta in Italiano e questo conta (infatti io non parlavo nello specifico di esportabilità in riferimento al cantautorato italiano, in fin dei conti neanche Battisti è molto conosciuto all'estero)...
Guarda, te lo dico sinceramente, a me non interessa cosa si pensi nei circuiti "alternativi" ehehe se si rivalutino Dan Arrow o Sabrina Salerno (poco da rivalutare in questo caso, basta togliere il volume ai suoi video e la qualitèe emerge prepotente, ora come nell'86 Laughing ), molte delle canzoni del Casto si avvicinano piuttosto ai grandi del synth pop, come Human League o Soft Cell (non avevano forse scritto un disco pieno di turpi perversioni erotiche questi ultimi? E non ci si strappa forse i capelli anche qui in Italia per quel disco? Wink ). Il suo tono non so se definirlo godereccio, è talmente esasperato da risultare depravato in fin dei conti..
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zagor
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 12:49 pm  Rispondi citando
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certo, soft cell e human league sono nomi storici della new wave, hanno declinato in chiave accessibile alle masse certe pulsioni di fine anni 70 ( i throbbing gristle, primi ultravox, il bowie berlinese etc).....da li' il synth pop. poi le loro basi erano di grande spessore, dave ball poi formo' i Grid per dire.

il casto è un simpatico seguace di quella roba la, in buona compagnia visto che gli anni zero sono stati il decennio d'oro della rivalutazione di quelle sonorità ( in ambito piu' indie e per restare in italia pensiamo ai Cani )

come detto a me non dispiacciono certe sue canzoni, è uno che non si prende sul serio


su de andrè concordo, ovviamente brassens e cohen sono stati altrettanto importanti per lui a inizio carriera, anche se dylan credo incarni l'archetipo del cantautore.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 1:23 pm  Rispondi citando
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Sono d'accordo Zagor, ma quanto a cantautori classici (tono autoreferenziale e riflessivo, grande enfasi sul "messaggio") secondo me in UK hanno dato poco, se prendiamo in considerazione la grandezza di altri movimenti Smile

Certamente Donavan, Nick Drake, se vogliamo Billy Bragg (Van Morrison lo escluderei in quanto irlandese trapiantato in America) etc.. Ma in generale la scuola autorale pura secondo me ha dato i frutti migliori in Francia, e quindi in Italia.

Da De André a Vecchioni, passando per Bertoli, Gaber, Gaetano, Lolli, Ciampi etc..
In quel campo abbiamo avuto poco da invidiare quasi a chiunque, anche se la lingua non ha aiutato l'esportazione. Forse l'affinità con certe qualità letterarie e la coesistenza con movimenti "politici" ha favorito la coagulazione di una grande scuola cantautorale. In Inghilterra i movimenti hanno assunto connotati meno "intellettuali", e più rock: da Who & C. fino al punk, la storia si è scritta secondo me in modi e forme diversi.

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Lepo
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 1:42 pm  Rispondi citando
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zagor ha scritto:


il casto è un simpatico seguace di quella roba la, in buona compagnia visto che gli anni zero sono stati il decennio d'oro della rivalutazione di quelle sonorità ( in ambito piu' indie e per restare in italia pensiamo ai Cani )




Ecco, però nel synth pop la grossa differenza la fanno (tra le altre cose) gli arrangiamenti, la produzione, la profondità di suono, e proprio il paragone Cani-Casto smaschera chi non sa dare alcuna profondità al proprio spettro sonoro (i primi), in favore probabilmente della solita estetica indie-lo fi, ecc., e chi invece allestisce impianti sonori frastagliati e pieni di dettagli (Immanuel). Le loro differenze di approccio sono talmente grosse da portarmi a dire che il Casto Divo è figlio di Human League e Soft Cell, mentre Contessa non c'entra nulla con quel mondo, per valori estetici e musicali: l'unica cosa in comune si riduce al costruire le proprie canzoni principalmente con i sintetizzatori (neanche esclusivamente, però), e questo è molto meno importante di quel che si possa pensare per poter accomunare I Cani alla scuola synth pop storica.
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zagor
MessaggioInviato: Ven Set 23, 2016 8:26 pm  Rispondi citando
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sui cani passo la palla all'utente dr paul, che come te è un bowiano/wavettaro di ferro ma li apprezza molto Laughing

conosco solo due-tre pezzi, mi pare comunque che siano piu' "cantautori", con piu' importanza data ai testi che alla musica ( tipo gli Offaga, vedi anche l'espediente del beep quando si sparla di qualcuno LOL)
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zagor
MessaggioInviato: Sab Nov 19, 2016 7:10 pm  Rispondi citando
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in ascolto questa fantasica colonna sonora di piccioni, "camille" : l'ideale per un sabato sera particolarmente hot

https://www.youtube.com/watch?v=WMZ72thMDkw
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