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FrancescoB
MessaggioInviato: Gio Ago 31, 2017 9:51 am  Rispondi citando
Music God


Registrato: 08/02/09 19:40
Messaggi: 4117

SamJack: quoto tutto naturalmente, è un discorso se vogliamo abbastanza trito e che ciononostante sembra sfuggirci di mano nel momento in cui si mettono in discussioni i nostri criteri di giudizio.

Qualcosa di simile è accaduto con il free jazz: critica e musicisti rimproveravano di non avere una struttura, di non seguire le progressioni armoniche, di muoversi al di fuori della griglia, di aver scardinato il concetto di discorso musicale e di linearità, ciò che è più caro a noi europei e soprattutto a noi italiani, schiavi della melodia, della comprensibilità, della leggibilità.

I critici più avveduti però evidenziavano l'erroneità dei presupposti di partenza: si rimproverava ai musicisti una scelta, accusarli di non muoversi all'interno della tonalità equivaleva ad accusare Picasso di non disegnare figure realistiche.

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Sono agnostico, ma credo un po' anche all'ateismo.
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VDGG
MessaggioInviato: Gio Ago 31, 2017 10:41 am  Rispondi citando
Musicofilo


Registrato: 01/02/12 20:18
Messaggi: 532

FrancescoB ha scritto:
VDGG ho capito cosa intendi, e in effetti ho posto il confronto in modo tendenzioso, influenzato - come è ovvio - dalle mie preferenze.

Detto che peraltro apprezzo moltissimo anche gli Yes.


Era facilmente intuibile Wink
Anche se cerchiamo la “libertà” tutti abbiamo le nostre gabbie...

FrancescoB ha scritto:
Parlare di sommo virtuosismo per me è o può essere un complimento, lo è nelle altre forme di espressione (se uno ha grande padronanza delle strutture della lingua, del lessico etc.. lo apprezziamo; se uno è maestro nell'uso della telecamera, del montaggio etc.. lo apprezziamo; per la musica invece si ricorre ancora una volta a parametri diversi).

Indi parlare di virtuosismo per gli Yes è un fattore positivo: hanno determinati strumenti e li utilizzano in modo competente, creativo, intelligente. Con ogni probabilità, conoscono le regole dell'armonia, del ritmo etc.. molto meglio dei Joy Division e sono in grado di eseguire partiture che per i Joy Division sono fuori portata. Dal punto di vista della scrittura musicale sono più preparati e più bravi, e volendo questo è l'unico dato vagamente oggettivo nella musica.

Gli altri hanno però ambizioni diverse e puntano su fattori - anche atmosferici e produttivi - diversi. Trattano di tematiche che in ogni altro contesto considereremmo più alte, più impegnative, più profonde.

Questi per me sono dati di fatto da cui si deve prendere spunto per un'analisi seria.

La mia contrapposizione tendenziosa non voleva sminuire né celebrare nessuno, ma solo dimostrare che il punto di vista è decisivo per ogni analisi e per i suoi risultati.

Ho sempre pensato del resto - e lo rivelano analisti e studiosi molto più competenti - che nella musica coesistano tre dimensioni, a grandi linee e sempre ragionando per semplificazioni: quella della gradevolezza e del piacere (largamente predominante in quasi tutti gli ascoltatori, ma ovviamente presente in ciascuno di noi), quella tecnica in senso lato (prevale fra i musicisti), quella espressiva ed estetica (prevale fra i critici che spesso conoscono poco la musica in termini tecnici e valorizzano la dimensione appunto espressiva, le risonanze personali, sociali, storiche, le capacità rappresentative - che nei Joy Division per me sono immense, cioè si vede l'ultimo stadio della depressione messo in musica in modo originale).

In sostanza, per ognuno di noi prevale - credo - una certa impostazione, spesso a livello inconsapevole, e spesso rimproveriamo a una certa forma musicale di non possedere quella qualità e quella tensione che per noi è il dato più importante, ma che non ha un valore oggettivo in sé: se cerco musicisti di spessore sul piano esecutivo e che abbiano proposto qualcosa di originale e di articolato preferirò sempre gli Yes ai Joy Divisione e troverò il paragone irragionevole; se cerco una musica in cui gli aspetti filosofici, esistenziali e se vogliamo extramusicali in senso stretto predominino, troverò irragionevole il paragone inverso.


Nei termini da te evidenziati possiamo ora essere d'accordo...poi ci sono sempre delle sfumature...a me piacciono molto (soprattutto) i primi 2 dei Roxy Music, mal digerisco Bowie...pur consapevole dell'importanza che ha avuto...
Riconosco le caratteristiche di cui parli per i JD, ma non mi catturano (non li valuto dalla loro preparazione tecnica), mentre (mi ripeto) le ritrovo perfettamente compiute (insieme a molto altro, ma non voglio annoiarti...) nei VDGG (e/o altri).
Beninteso, non perché appartengono di diritto al progressive, non perché sono musicisti particolarmente dotati (tra l'altro non più di tanto), ma per motivazioni molto vicine alle tue.

Questo e altro, a mio parere, ha generato molti equivoci, come si è più volte visto anche in questo sito.

_________________
...e se vi dicessi che potete vivere senza sparare cazzate?!
https://youtu.be/RvhtpfPvYas
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