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woodjack
MessaggioInviato: Mer Set 06, 2017 1:33 pm  Rispondi citando
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zagor ha scritto:


Fiction dei Comsat Angels (1882)


Discreti epigoni dei Joy Division, niente di clamoroso.

what else gran pezzo pero'

https://www.youtube.com/watch?v=r25p1_MKhZ4


Carino quel disco, relativamente melodico... il primo però è più particolare.

Io invece sono in fase americana:



disco torrido, scombinato e cazzeggione (e quindi figo per questo, nonostante i passaggi a vuoto). In generale non mi dispiacciono affatto queste declinazioni post-punk (o dovrei dire post-hardcore visto che siamo in US?) del country/blues/folk, generi che viceversa frequento poco e nulla.
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zagor
MessaggioInviato: Mer Set 06, 2017 9:03 pm  Rispondi citando
Music Addicted


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i meat puppets ti piacciono?

per me sono i migliori nel combinare attitudine "post-punk" e reminiscenze country rock

anche i Thin White rope, che pero' sono piu' sul versante acid rock.
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VDGG
MessaggioInviato: Gio Set 07, 2017 12:46 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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...e se vi dicessi che potete vivere senza sparare cazzate?!
https://youtu.be/RvhtpfPvYas
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woodjack
MessaggioInviato: Gio Set 07, 2017 12:58 pm  Rispondi citando
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zagor ha scritto:
i meat puppets ti piacciono?

per me sono i migliori nel combinare attitudine "post-punk" e reminiscenze country rock

anche i Thin White rope, che pero' sono piu' sul versante acid rock.


Si mi piacciono, ed in effetti nei puppets post-punk e country sono ben in evidenza... c'è qualcosa dei Giant Sand che mi attira di più però, come pure dei TWR (mi piace tantissimo il primo), boh sarà questo famoso "sound del deserto", questo non essere propriamente nè post-punk nè roots nè psych... vabè poi ci sono i Gun Club, pure fighi, ma lì il discorso è ancora diverso.

[/img]
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VDGG
MessaggioInviato: Ven Set 08, 2017 1:17 pm  Rispondi citando
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Sab Set 09, 2017 1:27 pm  Rispondi citando
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Il primissimo ascolto, sarò sincero, non mi ha esaltato. C'è da dire comunque che si tratta di un doppio disco estremamente sostanzioso ed eterogeneo, quindi l'imperativo è non aver fretta...
Rispetto alle tinte delicate e floydiane di Here Be Monsters siamo dalla parte opposta della cartina al tornasole. La prima sensazione: sembra un mash up tra BH/BC (il singolo A.S.F.E., IMHO abbastanza modesto, ha proprio quelle peculiarità di scrittura), ma con chitarre assai più pesanti, zona Heavy Metal Fruit se non anche qualcosa in più. Momenti acustici e rilassati ce ne sono (la prima parte della title track, Stardust e The Maypole i primi che mi vengono in mente), ma la fisicità è assolutamente preponderante.
Batteria molto solida, ma non ipertecnica come pensavo (e temevo).
Vediamo come si svelerà nelle prossime settimane...

(in attesa della data di Roncade di novembre...)

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VDGG
MessaggioInviato: Gio Set 14, 2017 11:15 am  Rispondi citando
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woodjack
MessaggioInviato: Ven Set 22, 2017 12:49 pm  Rispondi citando
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Mai stato un vero fan dei Devo, non perchè non li ritenga geniali, ma perchè ho sempre percepito nella loro discografia ufficiale un senso di artefatta patinatura che in qualche modo depotenziava alle mie orecchie l'effetto del messaggio che concettualmente leggevo nella loro proposta (per quel che mi riguarda anche nel famigerato ed idolatrato debutto). Ecco, ascoltando questi 40 demo, che in realtà sono canzoni fatte e finite, solo registrate in lo-fi su 4 piste (tra il '74 e il '77, per dire!), la devoluzione ti viene sbattuta in faccia, musica fatta con l'acquerello da uomini con la clava rinchiusi in un bunker-caverna. I pezzi già noti sono meno tirati rispetto alle versioni definitive, ma la svagatezza sembra essere un valore aggiunto, o meglio, una di quelle qualità che la band perderà con l'ingresso nel mercato. In fondo qui non suonano nè gelidi nè cazzari, eppure sono l'uno e l'altro, vengono dal passato per raccontare il futuro, anzi per disegnarne il limite estremo. Post-punk prima (e dopo) di te.



Un grande classico, altre 40 canzoni scarse, buttate là come viene, stirate a volte su idee che chiamare basiche è un eufemismo, niente strutture asfittiche tipo "strofa-ritornello-inciso ecc", niente regole, solo un mantra unico e mutevole che attraversa questi frammenti-microcosmi prodotti e arrangiati con lucida visionarietà. Quando la quantità è, di per sè, un elemento costitutivo, necessario ed addirittura espressivo, come l'andare a vuoto e/o a zonzo, senza un tempo e senza una meta. I Clash sono, mirabilmente, devoluti anche loro, prendere o lasciare, io prendo.
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Totalblamblam
MessaggioInviato: Ven Set 22, 2017 1:02 pm  Rispondi citando
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woodjack ha scritto:


Mai stato un vero fan dei Devo, non perchè non li ritenga geniali, ma perchè ho sempre percepito nella loro discografia ufficiale un senso di artefatta patinatura che in qualche modo depotenziava alle mie orecchie l'effetto del messaggio che concettualmente leggevo nella loro proposta (per quel che mi riguarda anche nel famigerato ed idolatrato debutto). Ecco, ascoltando questi 40 demo, che in realtà sono canzoni fatte e finite, solo registrate in lo-fi su 4 piste (tra il '74 e il '77, per dire!), la devoluzione ti viene sbattuta in faccia, musica fatta con l'acquerello da uomini con la clava rinchiusi in un bunker-caverna. I pezzi già noti sono meno tirati rispetto alle versioni definitive, ma la svagatezza sembra essere un valore aggiunto, o meglio, una di quelle qualità che la band perderà con l'ingresso nel mercato. In fondo qui non suonano nè gelidi nè cazzari, eppure sono l'uno e l'altro, vengono dal passato per raccontare il futuro, anzi per disegnarne il limite estremo. Post-punk prima (e dopo) di te.



Un grande classico, altre 40 canzoni scarse, buttate là come viene, stirate a volte su idee che chiamare basiche è un eufemismo, niente strutture asfittiche tipo "strofa-ritornello-inciso ecc", niente regole, solo un mantra unico e mutevole che attraversa questi frammenti-microcosmi prodotti e arrangiati con lucida visionarietà. Quando la quantità è, di per sè, un elemento costitutivo, necessario ed addirittura espressivo, come l'andare a vuoto e/o a zonzo, senza un tempo e senza una meta. I Clash sono, mirabilmente, devoluti anche loro, prendere o lasciare, io prendo.


pure io ieri me lo sono risentito sandi...per me discone dove trovi di tutto miscelato alla grande

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woodjack
MessaggioInviato: Ven Set 22, 2017 1:14 pm  Rispondi citando
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Totalblamblam ha scritto:

pure io ieri me lo sono risentito sandi...per me discone dove trovi di tutto miscelato alla grande


Puoi dirlo forte, aggiungo pure che il disco va ascoltato di filato (viceversa le canzoni prese singolarmente rischiano di essere deludenti frammenti incompiuti di un puzzle del quale non si capisce il disegno)... c'è secondo me quell'idea di trance che, dall'altro lato dell'oceano, Byrne e soci realizzavano con tutt'altri mezzi. I Clash sono certo meno rigorosi e intellettuali, ma per certi versi sono anche più estremi (a distanza di anni questo è un disco che divide).
Il mio preferito loro, assieme a Give 'Em Enough Rope (ebbene sì).
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Totalblamblam
MessaggioInviato: Ven Set 22, 2017 2:31 pm  Rispondi citando
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woodjack ha scritto:
Totalblamblam ha scritto:

pure io ieri me lo sono risentito sandi...per me discone dove trovi di tutto miscelato alla grande


Puoi dirlo forte, aggiungo pure che il disco va ascoltato di filato (viceversa le canzoni prese singolarmente rischiano di essere deludenti frammenti incompiuti di un puzzle del quale non si capisce il disegno)... c'è secondo me quell'idea di trance che, dall'altro lato dell'oceano, Byrne e soci realizzavano con tutt'altri mezzi. I Clash sono certo meno rigorosi e intellettuali, ma per certi versi sono anche più estremi (a distanza di anni questo è un disco che divide).
Il mio preferito loro, assieme a Give 'Em Enough Rope (ebbene sì).


si concordo e l'edizione in cd ( doppio) facilita la dimensione trance dell'opera.
su vinile c'e' sempre solo un po' piu' faticosa da gestire ghghhg

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Set 23, 2017 7:19 am  Rispondi citando
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Sandinista ha solo un difetto: arriva dopo "London Calling".
Oggi è forse l'opera dei Clash che ascolto più spesso e volentieri: al netto di alcuni strumentali dub epigonici e non sempre interessanti, e di qualche riempitivo, Sandinista a mio avviso è un capolavoro.

Trasporta in una dimensione più rarefatta e concettuale l'ibridismo coraggioso di London Calling: nella recensione ho tentato di valorizzare questa ramificazione quasi impensabile. Dal punto di vista della scrittura, non si contano i brani indimenticabili: il roots reggae "impaurito" e funkeggiante di "Corner Soul", il pop epico e shuffle di "Charlie don't Surf", il reggae-jazz fumato di "If music could talk", le sonorità caraibiche di "Let's go Crazy", la disco music, il rock'n'roll anni '50, il pop orchestrale (benché in prospettiva puramente Clash), un'infinità di luccicanti perle reggae-dub.

Sandinista per me è fra le opere cardine della new wave e dal punto di vista della pura scrittura forse l'apice dei Clash, sebbene meno coeso e drammaticamente urgente di London Calling.

Questa raccolta che citate mi manca e devo rimediare al più presto.

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zagor
MessaggioInviato: Sab Set 23, 2017 1:02 pm  Rispondi citando
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"sandinista" è un disco la cui retorica ha ispirato tutti i sinistrelli da centro sociale, nemici del bagnoschiuma, tipo zach de la rocha e manu chao

musicalmente ci sono intuizioni buone ma è troppo dispersivo, molto meglio london calling a mio avviso

ammetto pero' che i clash non sono tra i miei classici del cuore, non li riascolto quasi mai e vivo benissimo lo stesso.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Dom Set 24, 2017 7:39 am  Rispondi citando
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Ok ma non colpevolizzerei i Clash per i tardi epigoni che ne sputtanano le intuizioni Smile

Anche sul piano contenutistico, Sandinista - benché sempre barricadero e schierato - non degrada nella pura retorica, è un disco di denuncia, anzi il pretesto per affrontare decine di tematiche diverse e di ampio respiro storico e sociale (dalla guerra fredda all'onnipresente Vietnam, passando per la storia d'Inghilterra etc..).

Musicalmente sarebbe un capolavoro assoluto se ridotto all'osso, ci sono 7-8 pezzi del tutto trascurabili. Ma a mio avviso non esaltarsi per "Corner Soul" o "Charlie don't surf" è quasi impensabile, non riesco in ogni caso a sminuire i Clash per la bassezza di chi ne ha seguito le orme, sarebbe come sminuire i nostri amati Replacements o Soul Asylum per i Green Day. Laughing

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woodjack
MessaggioInviato: Dom Set 24, 2017 2:41 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:


Musicalmente sarebbe un capolavoro assoluto se ridotto all'osso


Io insisto con la mia teoria: è un disco di musica trance, una trance scomposta in mille frammenti ognuno con una precisa identità, certo, ma un'identità che rimane "idea", non prende mai forma compiutamente, proprio perchè una strutturazione più solida manderebbe all'aria la sensazione di spazialità, di smarrimento, di astrazione (pensa alla produzione surreale!) e, soprattutto, di flusso. In questo senso le due ore e mezza fanno parte dell'opera d'arte, SONO l'opera d'arte, per me non ha senso ipotizzare selezioni o scorciamenti. E' come un mosaico, se ti avvicini troppo a guardare le singole tessere perdi l'effetto complessivo. C'è poi anche un carattere enciclopedico, ma mi sembra che sia più un mezzo che un fine (non è un disco dei Magnetic Fields insomma).

E insisto pure con questo accostamento:

https://www.youtube.com/watch?v=GcHL8efKKPE

https://www.youtube.com/watch?v=Y8xdsZhfrcA

non solo stilistico ma soprattutto programmatico.

London Calling è un bel disco (non mi fa impazzire, intendiamoci), però è un disco regolare, ci sono le canzoni, una produzione piuttosto coerente, un certo senso delle proporzioni (interne e globali), insomma mi pare un'altra cosa. In fondo, al netto di Sandi, neanche io sono un "tipo da Clash".

°°°°



Il mio ascolto del momento è un art-pop piuttosto nuvoloso e terribilmente affascinante, fatto di cori dissonanti, deviazioni elettroniche, inserti classicheggianti, scorie di jazz, il tutto appoggiato su una ritmica che passa continuamente da implacabile ad impalpabile. Da riscoprire.
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