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woodjack
MessaggioInviato: Mer Ott 04, 2017 5:08 pm  Rispondi citando
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Cas ha scritto:

della loro discografia, primo lavoro a parte, penso che Skying sia il più debole...


dici? a me è sembrato, col senno di poi, un buon compromesso tra ricerca sonica e ispirazione propriamente detta... già in Luminous mi pare che ci sia un certo edonismo fonico quasi maniacale che conduce i giochi, come se la costruzione dello scenario abbia cominciato prima semplicemente a guidare/condizionare la scrittura più che assecondarla, fino ad oggi dove la scrittura viene quasi sopraffatta (ancora killer in alcuni numeri, c'è da dire). Insomma le canzoni si fanno sempre meno caratteristiche (e quindi per certi versi più "facili", più orecchiabili perchè più familiari, diciamo omologate alla tradizione) e quel che succede dietro/intorno (per non dire sopra) sempre più peculiare. Anche quest'ultimo lavoro infatti mi pare proponga spunti riconoscibili in una miscela inaudita (non mi risulta ci siano gruppi che suonino come loro, anche nell'ambito del nu-shoegaze).

Azzardo un parallelo "metodologico" con gli ultimi Radiohead, ai quali è stata rimproverata proprio l'assenza di scrittura ed una cura maniacale delle textures di sfondo. Dal mio punto di vista nel caso dei Radiohead la scrittura si è solo "spostata" sul disegno strumentale, lasciando alla voce il ruolo di orpello/feticcio/marchio che si insinua in melodie circolari appena accennate. Agli Horrors credo che, più che il disegno, interessi - da sempre non da ora - creare una suggestione tridimensionale, una specie di mondo da attraversare e che quasi ti viene addosso; le canzoni di conseguenza stanno diventando "qualcosa da metterci dentro", un pretesto per costruire questo artificio, che mi pare l'aspetto più interessante e davvero esclusivo della loro proposta. E' ovviamente solo una lettura che nasce da una mia personale sensazione, e pur che così fosse, in sè la cosa non è nè positiva nè negativa, dipende sempre da come la si vuol interpretare.
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Cas
MessaggioInviato: Gio Ott 05, 2017 4:54 pm  Rispondi citando
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woodjack ha scritto:
Cas ha scritto:

della loro discografia, primo lavoro a parte, penso che Skying sia il più debole...


dici? a me è sembrato, col senno di poi, un buon compromesso tra ricerca sonica e ispirazione propriamente detta... già in Luminous mi pare che ci sia un certo edonismo fonico quasi maniacale che conduce i giochi, come se la costruzione dello scenario abbia cominciato prima semplicemente a guidare/condizionare la scrittura più che assecondarla, fino ad oggi dove la scrittura viene quasi sopraffatta (ancora killer in alcuni numeri, c'è da dire). Insomma le canzoni si fanno sempre meno caratteristiche (e quindi per certi versi più "facili", più orecchiabili perchè più familiari, diciamo omologate alla tradizione) e quel che succede dietro/intorno (per non dire sopra) sempre più peculiare. Anche quest'ultimo lavoro infatti mi pare proponga spunti riconoscibili in una miscela inaudita (non mi risulta ci siano gruppi che suonino come loro, anche nell'ambito del nu-shoegaze).


Ecco, io "Skying" lo considero un capolavoro fonico, ma il mix scrittura/ispirazione per me non è alle stelle (sebbene ci siano un paio di pezzi che rappresentano il meglio di quanto fatto dalla band).

"Primary Colours", invece, trasuda ispirazione, e forse per questo è il loro album che ascolto di più (amante come sono di shoegaze e wall of sound). Con "Luminous" abbiamo un ritorno all'energia del secondo lavoro, con in più quell'edonismo sonico di cui parli.

Detto questo, anche alla luce del nuovo disco, credo che gli Horrors abbiano delle "debolezze" nel songwriting, o meglio: scrivere canzoni non è quello che li interessa (e lo dico timidamente, consapevole che quest'anno hanno già infilato due o tre pezzoni da maestri). Tuttavia la loro capacità di dire qualcosa con la musica, e quindi di lavorare (anche) sull'espressività sonica, rende la distinzione tra scrittura e sound del tutto ininfluente. I loro pezzi sono fatti per essere suonati così e così soltanto, e per stare in rapporto biunivoco, inestricabile, con le maglie del loro suono.

woodjack ha scritto:
Agli Horrors credo che, più che il disegno, interessi - da sempre non da ora - creare una suggestione tridimensionale, una specie di mondo da attraversare e che quasi ti viene addosso; le canzoni di conseguenza stanno diventando "qualcosa da metterci dentro", un pretesto per costruire questo artificio, che mi pare l'aspetto più interessante e davvero esclusivo della loro proposta.


Ecco, lo dici tu molto meglio di me. Vero però che "V" mi pare molto più easy listening degli altri lavori (ci sono gancioni synth pop, e addirittura una ballata brit pop).

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woodjack
MessaggioInviato: Ven Ott 06, 2017 4:18 pm  Rispondi citando
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Cas ha scritto:

Ecco, io "Skying" lo considero un capolavoro fonico, ma il mix scrittura/ispirazione per me non è alle stelle (sebbene ci siano un paio di pezzi che rappresentano il meglio di quanto fatto dalla band).

"Primary Colours", invece, trasuda ispirazione, e forse per questo è il loro album che ascolto di più (amante come sono di shoegaze e wall of sound). Con "Luminous" abbiamo un ritorno all'energia del secondo lavoro, con in più quell'edonismo sonico di cui parli.



Skying è un lavoro meno immediato del precedente, in un certo senso più labirintico, secondo me le melodie sono anche raffinate, perchè è come se loro cominciassero a costruirle e poi esse ricevessero delle spinte verso altre direzioni, se ti può piacere un'altra metafora, è come se fossero scritte su superfici in movimento... Forse per quello lo preferisco, ed anche per un suono più spazioso. Primary Colours è l'album viscerale, quello che fa il botto, mentre Luminous è un'energia ormai divenuta cerebrale, levigata, un "ritorno alla canzone" più classicamente intesa, ma con un'inversione di centralità tra cantato e suonato, la melodia non è più sostenuta dal suono ma si infila nel suono, o sotto. Il Dark Side of the Moon degli Horrors! Very Happy In mezzo, appunto, Skying, affascinante e/o irrisolto come tutti i lavori di transizione.

Questo? beh è l'album "anni '80" (almeno come richiami immediati), la temperie odierna è questa, in fondo dovevamo aspettarcelo.
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Cas
MessaggioInviato: Sab Ott 07, 2017 5:28 pm  Rispondi citando
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Kelela - Take Me Apart (2017)

Sono al quarto pezzo, "Enough", e lo dico già: discone! (e che copertina Rolling Eyes )

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woodjack
MessaggioInviato: Sab Ott 07, 2017 6:38 pm  Rispondi citando
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Cas ha scritto:


Kelela - Take Me Apart (2017)

Sono al quarto pezzo, "Enough", e lo dico già: discone! (e che copertina Rolling Eyes )


Visti i precedenti, ho grandi aspettative...

La copertina è da farci un poster! <3
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woodjack
MessaggioInviato: Lun Ott 16, 2017 12:40 pm  Rispondi citando
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confesso, mi aspettavo di più... i singoli mi erano piaciuti, il resto, a parte qualche cosetta, non graffia così tanto dal punto di vista pop (perchè è chiaro che questo è un disco scritto per azzannare le classifiche) e d'altro canto non introduce sostanziali novità nel linguaggio dell'artista, a questo giro solo meno vertiginoso e, prevedibilmente, ancora più sintetico. Eppure, quando ha voluto, ha dimostrato di saper scrivere brani che si ficcano nel cervello (LosAgeless, ad esempio). Mi sarei aspettato un passo più deciso verso quella direzione, invece siamo dalle parti del "non troppo arty, non troppo pop", così sono tutti contenti (?). Forse tra un mese cambio idea, chissà.

Ovviamente la critica è già in brodo di giuggiole, ma Annie è stata sempre coccolata da questo punto di vista (per me, almeno fino alla scorsa prova, meritatamente).
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fabfabfab
MessaggioInviato: Lun Ott 16, 2017 3:25 pm  Rispondi citando
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woodjack ha scritto:


confesso, mi aspettavo di più... i singoli mi erano piaciuti, il resto, a parte qualche cosetta, non graffia così tanto dal punto di vista pop (perchè è chiaro che questo è un disco scritto per azzannare le classifiche) e d'altro canto non introduce sostanziali novità nel linguaggio dell'artista, a questo giro solo meno vertiginoso e, prevedibilmente, ancora più sintetico. Eppure, quando ha voluto, ha dimostrato di saper scrivere brani che si ficcano nel cervello (LosAgeless, ad esempio). Mi sarei aspettato un passo più deciso verso quella direzione, invece siamo dalle parti del "non troppo arty, non troppo pop", così sono tutti contenti (?). Forse tra un mese cambio idea, chissà.

Ovviamente la critica è già in brodo di giuggiole, ma Annie è stata sempre coccolata da questo punto di vista (per me, almeno fino alla scorsa prova, meritatamente).




Ho ascoltato poco e devo dire che mi ha infastidito. Modernità e coolness forzate, vuoto cosmico spacciato come avanguardia, suonini fighetti inutili. Da una che suona e canta come sa fare lei, un disco del genere è un delitto. Ridatele la chitarra e toglietele le droghe sintetiche.

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Marco_Biasio
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fabfabfab ha scritto:
woodjack ha scritto:


confesso, mi aspettavo di più... i singoli mi erano piaciuti, il resto, a parte qualche cosetta, non graffia così tanto dal punto di vista pop (perchè è chiaro che questo è un disco scritto per azzannare le classifiche) e d'altro canto non introduce sostanziali novità nel linguaggio dell'artista, a questo giro solo meno vertiginoso e, prevedibilmente, ancora più sintetico. Eppure, quando ha voluto, ha dimostrato di saper scrivere brani che si ficcano nel cervello (LosAgeless, ad esempio). Mi sarei aspettato un passo più deciso verso quella direzione, invece siamo dalle parti del "non troppo arty, non troppo pop", così sono tutti contenti (?). Forse tra un mese cambio idea, chissà.

Ovviamente la critica è già in brodo di giuggiole, ma Annie è stata sempre coccolata da questo punto di vista (per me, almeno fino alla scorsa prova, meritatamente).




Ho ascoltato poco e devo dire che mi ha infastidito. Modernità e coolness forzate, vuoto cosmico spacciato come avanguardia, suonini fighetti inutili. Da una che suona e canta come sa fare lei, un disco del genere è un delitto. Ridatele la chitarra e toglietele le droghe sintetiche.


Mi sa che sto con te, purtroppo.
Copertina inutilmente provocatoria, peraltro.

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MessaggioInviato: Mar Ott 17, 2017 1:41 pm  Rispondi citando
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Marco_Biasio ha scritto:
fabfabfab ha scritto:
woodjack ha scritto:


confesso, mi aspettavo di più... i singoli mi erano piaciuti, il resto, a parte qualche cosetta, non graffia così tanto dal punto di vista pop (perchè è chiaro che questo è un disco scritto per azzannare le classifiche) e d'altro canto non introduce sostanziali novità nel linguaggio dell'artista, a questo giro solo meno vertiginoso e, prevedibilmente, ancora più sintetico. Eppure, quando ha voluto, ha dimostrato di saper scrivere brani che si ficcano nel cervello (LosAgeless, ad esempio). Mi sarei aspettato un passo più deciso verso quella direzione, invece siamo dalle parti del "non troppo arty, non troppo pop", così sono tutti contenti (?). Forse tra un mese cambio idea, chissà.

Ovviamente la critica è già in brodo di giuggiole, ma Annie è stata sempre coccolata da questo punto di vista (per me, almeno fino alla scorsa prova, meritatamente).




Ho ascoltato poco e devo dire che mi ha infastidito. Modernità e coolness forzate, vuoto cosmico spacciato come avanguardia, suonini fighetti inutili. Da una che suona e canta come sa fare lei, un disco del genere è un delitto. Ridatele la chitarra e toglietele le droghe sintetiche.


Mi sa che sto con te, purtroppo.
Copertina inutilmente provocatoria, peraltro.


kiss my arse Laughing
l'ho vista di recente da jools e i pezzi non mi erano dispiaciuti
certo poteva fare di meglio e di certo non competere con grace jones con quel look leopardato

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woodjack
MessaggioInviato: Mer Ott 18, 2017 12:17 pm  Rispondi citando
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Marco_Biasio ha scritto:


Copertina inutilmente provocatoria, peraltro.


La copertina è l'unica cosa che mi piace sul serio... penso c'entri con la Mass-seduction o una cosa del genere, non ho avuto ancora voglia di leggere i testi... nel video di uno dei singoli ci sono richiami del genere in chiave pop(art).

Comunque, penso che scriverò una rece affinchè possiate distruggere il disco con voti e commenti Laughing

Rilancio con un altro disco gradevolmente inutile, e dire che pure qui ci speravo, si era parlato di ritorno al pop e così è stato, ma il risultato è assai scialbo, nulla a che vedere con Midnight Vultures:

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woodjack ha scritto:
Marco_Biasio ha scritto:


Copertina inutilmente provocatoria, peraltro.


La copertina è l'unica cosa che mi piace sul serio... penso c'entri con la Mass-seduction o una cosa del genere, non ho avuto ancora voglia di leggere i testi... nel video di uno dei singoli ci sono richiami del genere in chiave pop(art).

Comunque, penso che scriverò una rece affinchè possiate distruggere il disco con voti e commenti Laughing

Rilancio con un altro disco gradevolmente inutile, e dire che pure qui ci speravo, si era parlato di ritorno al pop e così è stato, ma il risultato è assai scialbo, nulla a che vedere con Midnight Vultures:



si pure lui passato da Holland ma davvero scialbi i pezzi proposti

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Marco_Biasio
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woodjack ha scritto:
Marco_Biasio ha scritto:


Copertina inutilmente provocatoria, peraltro.


La copertina è l'unica cosa che mi piace sul serio... penso c'entri con la Mass-seduction o una cosa del genere, non ho avuto ancora voglia di leggere i testi... nel video di uno dei singoli ci sono richiami del genere in chiave pop(art).


Sì, sì, certo, i riferimenti sono quelli. Ma una come la Clark non ha bisogno di questi mezzucci per far parlare di sé.

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zagor
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un tempo Beck flirtava con i dust brothers, adesso fila con i produttori delle zoccolette main$stream alla adele foo fighters lol...non ci si aspetta niente di che dai.



nuovo disco per i Tool



no scherzo, sono gli a perfect circle Laughing Laughing

https://pitchfork.com/news/listen-to-a-perfect-circles-first-new-song-in-4-years/?mbid=social_facebook
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hiperwlt
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Trovo invece riuscito (cosa non sono "Hang on Me", "New York", "Savior", "Los Ageless"?), il disco di St. Vincent. Che sia provocatorio il suo atteggiamento non è un problema, a partire dalla copertina, anzi coerente con la sua estetica. Si sta prendendo con forza la ribalta, e lo sta facendo riproponendo in zone più confortevoli le proprie peculiarità sperimentali e pop. Il suo apice, per me, rimane "Strange Mercy": qui siamo un passo avanti rispetto all'omonimo (comunque buono).

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"Chile"
http://www.edizioniterramarique.com/shop/chile/

Serve me the sky with a big slice of lemon
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woodjack
MessaggioInviato: Sab Ott 21, 2017 5:18 pm  Rispondi citando
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hiperwlt ha scritto:
Trovo invece riuscito (cosa non sono "Hang on Me", "New York", "Savior", "Los Ageless"?), il disco di St. Vincent. Che sia provocatorio il suo atteggiamento non è un problema, a partire dalla copertina, anzi coerente con la sua estetica. Si sta prendendo con forza la ribalta, e lo sta facendo riproponendo in zone più confortevoli le proprie peculiarità sperimentali e pop. Il suo apice, per me, rimane "Strange Mercy": qui siamo un passo avanti rispetto all'omonimo (comunque buono).


New York è una bella canzone, e funziona anche in chiave stripped:

https://www.youtube.com/watch?v=woM1X_LqEo8

Io aggiungo ai tuoi pezzi la titletrack e Pills, ma comunque siamo a 6 su 12 (escludendo il breve intermezzo strumentale), gli altri mi sembrano brani davvero tirati via, di quelli che ti lasciano la sensazione che avrebbe potuto scriverli chiunque. Come detto, io sto in mezzo tra il "vuoto cosmico" e le mani spellate della stampa mondiale. Diciamo un 5,5 (il voto più brutto del mondo Very Happy ).

St Vincent (l'album) era un disco più omogeneo, in cui anche i brani più deboli avevano ragione di esistere in virtù di un trattamento originale che qui, programmaticamente, è stato semplificato, addolcito delle sue asperità, uniformato a certi standard; insomma, quando scegli di spostare il baricentro delle composizioni verso la scrittura, attribuendo più importanza alla canzone (in senso pop), la scrittura deve essere pronta a reggere una parte maggiore del peso tale da compensare l'alleggerimento delle sovrastrutture "arty".

Convengo che è probabilmente sbagliato chiedere ai Bilderbuch dei "pezzi forti", laddove la parte interessante del loro lavoro è nel trattamento della materia non tanto nella materia stessa, ma se dovessero virare verso una maggiore accessibilità, cosa resterebbe del loro songwriting? sarebbero costretti a rafforzarlo seriamente. Penso che sia questa la mancanza maggiore dell'album in questione, al di là delle polemiche contro gli ammiccamenti al mondo indie-fighetto (è chiaro che Annie si rivolgerà sempre al pubblico di Pitchfork come Katy Perry a quello di Mtv, per quanto le due cose stiano diventando gradualmente una cosa sola).
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