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Cotchford
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 12:55 am  Rispondi citando
Utente Master


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Ciao a tutti,
la domanda è semplice. La risposta credo di no.

Quali sono secondo voi, in ambito rock (nel senso più vasto del termine) i dischi più originali, innovativi, geniali di questo primo scorcio di decennio?

Quali quelli tradizionali ma qualitativamente eccellenti?

Insomma vi chiedo i capolavori totali, i colpi d'estro, i classici domani, gli album seminali, i giri di boa.

2011-2017 è il periodo temporale.
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Cas
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 4:14 pm  Rispondi citando
Music God


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Così mi bruci un pomeriggio o quasi Laughing

Mi piace: ci penso e provo a buttar giù una lista quanto prima Wink

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Cotchford
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 6:41 pm  Rispondi citando
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ci conto, attendo fiducioso. Prenditi il tempo che vuoi!
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 8:08 pm  Rispondi citando
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E' una domanda molto difficile, ci devo pensare anch'io.
Su due piedi ti avrei risposto Mirrored dei Battles, ma è fuori contesto.

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No hay banda!
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Cotchford
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 8:39 pm  Rispondi citando
Utente Master


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Allora Battles è del 2007 se non sbaglio ma per me possiamo anche estendere il discorso al primo decennio del millesimo. Faccio qualche osservazione sparsa, scusate la noia, ma è tanto che volevo confrontarmi con voi e ne approfitto qui:

1) Secondo me stiamo vivendo un momento definibile come manierista: i modelli del passato sono molto ingombranti e si è innescata quella dinamica che Simon Reynolds ha definito con concetti come Retromania e Hauntology
2) La più volta riproposta "morte del rock" è percepita come espressione di un'ottica provinciale e banalizzatrice. Il rock non è morto nel 1961, nel 1975, nel 1994, ecc. E' sempre cambiato, si è sempre evoluto in qualcosa di diverso. Ora siamo però in un momento di stasi. E questa nostalgia diffusa una ragione forse la ha. Ma sentiamo il dovere di non essere provinciali e quindi respingiamo l'idea sia tutto finito o tutto in declino, perlomeno.
3) Abbondano i gruppi chitarristici ma non sono mainstream e quindi non riescono ad essere determinanti a livello generazionale. I ragazzi non hanno poster di nessun rocker in camera, la chitarra elettrica non incarna più la ribellione. La chitarra e il rock sono scomparsi o quasi dal mainstream se si eccettua il "rockese", sto parlando dei Foo Fighters e similia
4) Un'ottica post-moderna ormai imperante ha levato dal campo la necessità di essere innovativi e originali e pone la questione solo in termini qualitativi "bel pezzo", "l'album funziona", ecc. Il motto potrebbe essere "basta che funzioni" dal famoso film di Woody Allen
5) Scaruffi con la sua insistenza estremistica oltre che pressapochista sulla questione dell'innovazione ha fatto più danni della grandine. Non solo non ha capito il pop ma non ha compreso che un artista come Elliott Smith potesse essere enorme anche senza essere particolarmente innovativo.
6) Ne è disceso che la ricerca dell'originalità si sia sovrapposta (come il concetto di morte del rock) al pressappochismo degli "webeti", alle opinioni da bar. I critici di professione, quelli delle testate nazionali specialistiche o meno, deridendo (giustamente) il pressappochismo megalomane di Scaruffi ed eredi (su Ondarock ce ne sono parecchi: un nome su tutti Tommaso Franci) e il concetto di "morte del rock" ha svalutato anche la ricerca di originalità
7) In quest'operazione-capolavoro chi cerca innovazione in musica è quindi un provinciale. L'importante è il "buon gusto", la realizzazione di prodotti (a questo punto solo di intrattenimento e quindi commerciali) validi, strutturati bene, congeniati a modo.
8.) La classifica dei migliori album del primo lustro del decennio: 2011-2015 di Pitchfork ha in larga maggioranza album hip-hop e r'n'b. Questa è la linea generica di Pitchfork. Un segnale non da poco. La musica del decennio non è più il rock, nemmeno per Pitchfork.
9) Possiamo accontentarci di dischi chitarristici "alla maniera di", "di buon gusto", "ben fatti"? Beh no.
10) Siamo più retromani se guardiamo al passato o se compriamo dischi del 2017 retromani? E' meglio ascoltare dischi di hauntology o dedicarci in prima persona a setacciare il passato attraverso qualche lista di rateyourmusic?
11) Non riusciamo più a creare uno schema che stabilisca una gerarchia di qualità. Per quanto riguarda gli anni 1962-1975 la cosa la vedo facile: nel giro di un quarto d'ora ognuno di noi riuscirebbe a fare uno schema da spiegare alla propria ragazza o al proprio figlio. Dagli anni '90 in poi è tutto molto più complesso
12) Ne segue una serie infinita di liste, di ascolti equivalenti, tutti irrinunciabili, tutti imperdibili. Ma niente di apicale. Niente di più importante dell'altro. Questa mentalità ultra-post-moderna si concretizza in playlist infinite, che amplificano la parcellizzazione già foraggiata da mp3, share, spotify, ecc
13) Non riusciamo quindi a raccontare con facilità il decennio 0. Figuriamoci il decennio 10. Non riusciamo a dire "questi 3 sono i nomi principali" "questi 10 i successivi." Ecc. Quello che riusciamo a fare sono liste su liste.
14) Quello che sto facendo, nel mio piccolo, qui su Storia della Musica e che spero di fare anche su Ondarock, con un altro genere, è di selezionare un numero di artisti ristretti, che io (soggettivamente) ritengo seminali, importanti o autori di album geniali, stravaganti, innovativi oppure tradizionali ma eccellenti (se uscisse un nuovo Elliott Smith mi metterei a piangere altro che avanguardia)
15) Quindi vi ringrazio di ospitarmi ma gradirei che mi diceste quali secondo voi sono gli album epocali di questi ultimi due decenni (ampliamo il discorso agli anni 0, no problem), e magari tentassimo di uscire da quest'ottica post moderna ("il disco funziona", "il rock è in perfetta salute", "ah i 10 dischi del decennio non posso dirteli... ma ho una lista di 2000 canzoni da mandarti")
16) Infine un complimento: il sito Storia della musica, tra gli altri meriti, ha il sunto della storia del rock. Secondo me è un pregio importante riuscire a riassumere la storia del genere in un numero di righe così esiguo e in un modo così schematico. Esistono volumi di "Storia dell'arte", "Storia della letteratura greca", "Storia dell'arte rinascimentale" eppure i critici maggiori di questo paese si rifiutano di ritenere fattibile una Storia del rock. Avete dimostrato la fattibilità dell'operazione. Ora siamo nel 2017, mancano 3 anni alla fine del decennio. Abbiamo tutto il tempo per dare nel 2010 uno sguardo netto e personale al decennio, al netto delle liste di ognuno di noi. Possiamo prendere tutti in contropiede. Ragioniamoci.

BONUS TRACK
Non si può credere che l'innovazione venga solo nell'elettronica o nel rock tramite l'elettronica. L'elettronica è un modo. L'innovazione si dà soprattutto tramite le strutture della composizione e solo in secondo luogo con arrangiamenti, suoni e interpretazioni


L'ultima modifica di Cotchford il Gio Ott 12, 2017 9:03 pm, modificato 1 volta
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Cas
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 9:03 pm  Rispondi citando
Music God


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Allora, 2011-2017 periodo di transizione ricco e ambiguo: molte correnti, alcune capaci di mettere radici, altre meno.

Il decennio (che io farei iniziare nel 2010, ma va bene uguale), inizia con James Blake, il cui stile è diventato un archetipo.

Altro lavoro dalle capacità scultoree, l'EP2 (e poi il primo album) di FKA Twigs, capace di ridefinire i connotati all'R'n'B.

Tra le grandi rivoluzioni pop-rock, i Bilderbuch, che creano una sorta di unicum di ibridazioni, stramberie, produzione.

Correnti da approfondire? Quella dei Crying, che riportano in auge Aor e giapponesismi vari.

Scene caratterizzanti? Quella post-nu gaze, che riscrive i canoni indie-rock secondo linee post-punk, shoegaze, big sound, infondendo al rock una prorompenza emotiva e enfatica: dagli Horrors ai Chapel Club.

L'anno in corso porta in serbo il Medio Oriente, per quanto europeizzato: Emel Mathlouthi grande sopresa.

Detto questo, per una lista che segua le tue categorizzazioni:

Tra i seminali:

James Blake - James Blake (2011)
FKA Twigs - LP1 (2014)
Bilderbuch - Schick Schock (2015)

Tra i colpi d'estro/capolavori totali:

Chapel Club - Palace (2011)
Real Estate - Days (2011)
Shabazz Palaces - Black Up (2011)
TOY - TOY (2012)
Solange - True EP (2012)
King Krule - 6 Feet Beneath the Moon (2013)
These New Puritans - Field of Reeds (2013)
ゲスの極み乙女。 [Gesu no Kiwami Otome.] - 両成敗 (2016)
Crying - Beyond the Fleeting Gales (2016)
Bilderbuch - Magic Life (2017)
Emel - Ensen (2017)

Poi ci sono i lavori semplicemente perfetti, che magari rimestano un sound tradizionale, o parlano lingue conosciute, ma sono capaci di lasciare il segno per forza, espressività, personalità:

Airship - Stuck in This Ocean (2011)
Laura Marling - A Creature I Don't Know (2011)
O Children - Apnea (2012)
White Lies - Big TV (2013)
Ryan Adams - Ryan Adams (2014)
The Heartbreaks - We May Yet Stand a Chance (2014)
The War on Drugs - Lost in the Dream (2014)
Bomba Estéreo - Amanecer (2015)
East India Youth - Culture of Volume (2015)
Rosie Lowe - Control (2016)
Yeasayer - Amen & Goodbye (2016)

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Cotchford
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 9:12 pm  Rispondi citando
Utente Master


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Ok mi ci vorrà del tempo a rispondere perché mi mancano molti album, tra questi. Per ora grazie mille! Attendo altri contributi.
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zagor
MessaggioInviato: Gio Ott 12, 2017 9:30 pm  Rispondi citando
Music Addicted


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alcuni che mi vengono in mente

IV dei Black Mountain in ambito hard-psichedelico

http://www.storiadellamusica.it/classic_rock-psichedelia-wave/rock/black_mountain-iv(jagjaguwar-2016).html


per l'indie rock tradizionale direi "attack on memory" dei Cloud Nothings el'ultimo degli Arctic Monkeys


roba italiana : Wow dei Verdena e DIE di Iosonouncane
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Cas
MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2017 7:51 am  Rispondi citando
Music God


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La retromania di Reynolds è una categoria che trovo eccessiva, onnicomprensiva. Cosa segnala? Cosa spiega? Non è semplicemente che, passando gli anni, il Pop/Rock inizia ad avere quella che si può effettivamente chiamare una Storia? Non è forse normale guardarsi alla spalle quando il materiale, i riferimenti, le mitologie, le correnti, iniziano ad essere così corpose?

Riguardo alla morte del rock credo che l'antidoto sia quello di riappropriarsi del concetto di Pop, molto più preciso nel descrivere il fenomeno e le caratteristiche trasversali della musica di massa diffusa tramite il mercato, rivolta ai giovani (ma neanche più tanto, visto che sopra si parla di Storia: ci sono vecchi ascoltatori di musica Pop, forse anche questo influenza la produzione e le esigenze di fruizione). Pop con meno chitarre? Ok, pace.
Per questo hai ragione quando dici che in fondo il rock (io direi pop) non è mai morto, si è sempre evoluto.


Cotchford ha scritto:
Abbondano i gruppi chitarristici ma non sono mainstream e quindi non riescono ad essere determinanti a livello generazionale.


In generale temo che la musica abbia smesso di essere determinante a livello generazionale...

Sulla questione innovazione-originalità non saprei se scomodare postmodernismo et similia, fatta eccezione per il crollo delle Grandi narrazioni strutturanti anche a livello musicale (ma perché avrebbero dovuto sopravvivere in un ambito tanto effimero?).
Ho come l'impressione che le due proprietà fossero più facilmente riscontrabili nella musica del passato per questioni cronologiche: se ci sono i pionieri e se questi sono in gamba, si ha sia innovazione che originalità.

Oggi il rischio è che la semplice innovazione sia un esercizio sterile, un approccio sperimentale senza contatti con la sostanza musicale e sociale, con la freschezza e l'immediatezza che anche le opere più strane del pop dei decenni passati conservavano, con l'espressività che il pop ha sempre mantenuto con una qualche audience (anche solo a livello di provocazione, di sfida, di pose estetiche).

In qualche modo vedo la potenziale riduzione dell'ansia da prestazione dovuta alle minori esigenze di innovatività come una liberazione: concentriamoci sulla scrittura, sui suoni, sulle canzoni, sul messaggio, sul ruolo. Il pop può ritrovare una freschezza originaria, direi, e la cosa potrebbe anche coincidere con una riconnessione del pop con il (mutato) contesto sociale: il sovrastante dominio della scena black ha delle precise ragioni culturali e sociali, e la famosa decadenza del rock, forse, è legata al ruolo sempre più minoritario della classe media occidentale rispetto al proprio contesto e agli altri mondi emergenti.


Cotchford ha scritto:
Non riusciamo più a creare uno schema che stabilisca una gerarchia di qualità. Per quanto riguarda gli anni 1962-1975 la cosa la vedo facile: nel giro di un quarto d'ora ognuno di noi riuscirebbe a fare uno schema da spiegare alla propria ragazza o al proprio figlio. Dagli anni '90 in poi è tutto molto più complesso
...
Non riusciamo quindi a raccontare con facilità il decennio 0. Figuriamoci il decennio 10. Non riusciamo a dire "questi 3 sono i nomi principali" "questi 10 i successivi." Ecc. Quello che riusciamo a fare sono liste su liste.


Vedrai, tra 20 anni lo riusciremo a fare. Però servono fonti autorevoli, condivisione di alcune premesse, decantazione dei musicisti, degli album. Credo che sia in corso un processo di affinamento dei mezzi di diffusione critica e delle voci che raccontano la musica nella modernità: siamo ancora nella fase estensiva, con miriadi di opinioni, ma in questo processo qualcuno resterà e qualcun altro no....[/quote]

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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2017 8:56 am  Rispondi citando
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Il discorso sui mutamenti - anche della critica - per me è sempre interessante, anche se sono allergico a ogni teoria sulla morte della musica, del rock o simili. Negli anni '40 si parlava di morte del jazz, pensa un po' Smile

In generale, quoto l'idea per cui negli ultimi anni l'indie-rock, l'indie-pop et similia sono diventati in larga misura generi di maniera, in cui la musica è solo questione di buon gusto, di bell'arrangiamento, di linea vocale azzeccata. Io mi sento molto più affine al concetto di rock alternativo diffuso negli anni '80, quando la musica era una questione centrale dell'esistenza, e non semplicemente un modo per passare il tempo. In tal senso, credo che anche l'ondata indie dei primi anni '2000 abbia depotenziato terribilmente questa idea: la musica è tornata a essere "solo" musica, ovvero una questione di forma curata e di professionismo.

Sono tornati in voga concetti come gradevolezza, bellezza, gusto. Il buon gusto, per quanto mi riguarda, è la morte dell'arte, o almeno dell'espressione.

Io ho trovato il meglio in altri ambiti: il nu jazz e quella che molti hanno battezzato come black wave negli ultimi anni hanno regalato gioielli in serie (Flying Lotus, Lamar, tantissimi artisti jazz e hip hop alternativi o meno). Ci sono poi singole gemme e lavori che vanno un po' oltre queste categorizzazioni: bellissimi anche se chiaramente non originali, o almeno non sperimentali (Ryan Adams, Stevens, Tallest Man On Earth).

Abbiamo evidenziato più volte che oggi è molto difficile individuare linee guida e filoni cardine - fatta eccezione a mio avviso per la black wave, che rimane comunque un tassello, mica è il tutto. Ma questo vale in buona parte dagli anni '80 e poi in misura crescente dagli anni '90.

L'epoca vissuta fra '60 e prima metà dei '70 resterà un unicum per mille motivi: il rock e le sue evoluzioni non saranno mai più la colonna sonora del mondo che cambia come è avvenuto in quella fase, ma queste considerazioni hanno più valore in senso culturale lato o sociale, se si parla di estetica e di musica in senso proprio non è possibile categorizzare in questo modo. Diciamo che è un po' come riconoscere che il neorealismo è finito e che rappresenta una fase unica della storia del cinema: mica implica che oggi il cinema italiano faccia cagare, semplicemente dal punto di vista culturale, storico, estetico, sociale etc...non ha lo stesso ruolo, anche sul piano mondiale.

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woodjack
MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2017 10:18 am  Rispondi citando
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Non ho molto tempo, butterò giù i fenomeni che mi hanno interessato di più:

Alternative r'n'b: mai amato troppo l'r'n'b tradizionale, ma la sua sublimazione in chiave elettronica/avanguardistica me gusta abbastanza, sicuramente un genere caratteristico di questo decennio (riferimenti: FKA Twings, Kelela, l'ultima Rihanna, Rosie Lowe, Tinashe, Dawn Richard ecc.)

Conscious soul: è l'evoluzione del nu-soul in chiave arty/esistenziale, o qualcosa di simile, con una componente black molto centellinata... (riferimenti: Laura Mvula - la mia preferita - Solange, Sampha, F. Ocean se piace...).

Nu-disco/post-disco: quest'anno più vivo che mai, è una decina d'anni che aleggia nell'aria, e ne avevamo bisogno (riferimenti: Hercules, Juan Maclean, ultimo Jamiroquai, ultimo Lekman)

UK garage: qui c'è un po' di tutto, dal post-dubstep allo UK bass, che ingloba drum'n'bass, house ecc. (riferimenti: Burial, Blake, Jamie XX, Katie B, Disclosure, J. Woon ecc.)

Art-pop: anche qui c'è grande varietà, dalla schizofrenia neo-princeiana di Janelle Monae al narco-pop di Lana del Rey, dai deliri post-tutto di St. Vincent alle sperimentazioni del quarto millennio dei These New Puritans, dall'indietronica citazionista di East India Youth al math-pop degli Everything Everything, dalle emotività dei Wild Beasts alle obliquità degli Alt-J.

Nu-synth-pop: in senso lato, come electro-revivalismo dalle varie anime (riferimenti: Chairlift, Cold Cave, CHVRCHES e molti artisti che hanno virato verso i suoni sintetici)

Neo-psichedelia: declinata in varie maniere e, per quanto mi riguarda, con risultati alterni (riferimenti: Deerhunter, Yeaseyer, King Gizzard, Tame Impala se piacciono). Citazione a latere per gli ultimi Flaming Lips, che dal 2009 hanno cominciato a sfornare lavori anarchici di psichedelia totale (non ultimo il disco con M. Cyrus).

Nu-shoegaze: è il genere che ha preso il posto del revival new-wave, cui di fatto sono sopravvissuti solo gli Arctic Monkeys (quantomeno in termini di tenuta artistica). E' un genere che non mi piace, ma vanta nomi importanti del decennio (Horrors su tutti, poi Toy e, per me con molto distacco, White Lies, Chapel Club ecc).

Dream-pop: più o meno retromaniaco, più o meno figlio degli appannamenti glo-fi del decennio scorso, è un genere che mi piace solo a momenti, a seconda dei dischi (riferimenti: Beach House, Wild Nothing, ultimi M83, e - più verso il mainstream pop - Grimes).

Sicuramente scordo qualcosa di importante, e sicuramente ci sono dischi singoli che vale la pena ricordare (molti già citati, come i Crying, probabilmente una grande promessa per il futuro).
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Cas
MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2017 1:52 pm  Rispondi citando
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woodjack ha scritto:
Non ho molto tempo, butterò giù i fenomeni che mi hanno interessato di più


Ottimo! Sei riuscito a tratteggiare benissimo le principali tendenze del periodo in questione.

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woodjack
MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2017 5:25 pm  Rispondi citando
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Cotchford ha scritto:


1) Secondo me stiamo vivendo un momento definibile come manierista: i modelli del passato sono molto ingombranti e si è innescata quella dinamica che Simon Reynolds ha definito con concetti come Retromania e Hauntology



I modelli sono sempre stati ingombranti, pure negli anni '70... Bowie pescava da Dylan, Reed, Iggy, Bolan, Stones e poi da James Brown, O' Jays, Gaye, e poi da Kraftwerk, Neu, Eno ecc. ecc. Se non erano ingombranti loro!

Retromania è l'attitudine a ripescare spunti che la storia, nel suo corso, aveva cassato e cestinato, ridando loro un nuovo contesto e una nuova dignità. Se la si intende come citazionismo, tutta la musica è stata retromaniaca, anche il punk, spacciato per musica di rottura, aveva tanti riferimenti nel passato, anche i Beatles. E' oggettivo pure, e naturale, che negli anni '60 la musica pop era giovane, oggi abbiamo a che fare con mezzo secolo di tradizione in più sulle spalle da gestire, è chiaro che l'idea di "già sentito" è più forte.
Citazione:

2) La più volta riproposta "morte del rock" è percepita come espressione di un'ottica provinciale e banalizzatrice. Il rock non è morto nel 1961, nel 1975, nel 1994, ecc. E' sempre cambiato, si è sempre evoluto in qualcosa di diverso. Ora siamo però in un momento di stasi. E questa nostalgia diffusa una ragione forse la ha. Ma sentiamo il dovere di non essere provinciali e quindi respingiamo l'idea sia tutto finito o tutto in declino, perlomeno.

Perchè non vedi evoluzione? ti ho sparato non so quanti artisti vivi e vegeti, alcuni molto originali... anzi secondo me gli anni '10 sono il decennio più creativo dagli anni '80 a questa parte, è un mio punto di vista, chiaramente.
Citazione:

3) Abbondano i gruppi chitarristici ma non sono mainstream e quindi non riescono ad essere determinanti a livello generazionale. I ragazzi non hanno poster di nessun rocker in camera, la chitarra elettrica non incarna più la ribellione. La chitarra e il rock sono scomparsi o quasi dal mainstream se si eccettua il "rockese", sto parlando dei Foo Fighters e similia

Semplicemente attraversiamo una fase in cui la chitarra non è lo strumento preponderante nella proposta musicale globale... e menomale! la tecnologia è andata molto avanti, e i mezzi per far musica si sono moltiplicati a dismisura, il mito della chitarra è cominciato a morire già negli anni '70. Ma vedrai che avremo una fase reazionaria, come sono stati una parte dei '90, quelli di grunge, brit-pop ecc. tutti generi "chitarrosi" (dato che l'altra parte è stata un'esplosione di elettronica). Il discorso del "gruppo generazionale" non può più esistere, gli ultimi scampoli li abbiamo avuti negli anni '90, non c'entrano niente le chitarre secondo me, è cambiato il modo di produrre e fruire la musica (pc e web in questo senso hanno fatto la rivoluzione). Misurare la qualità della musica attraverso l'impatto che ha sulla società poteva andar bene ieri, oggi non funziona più, è cambiato il rapporto tra musica e società.
Citazione:

4) Un'ottica post-moderna ormai imperante ha levato dal campo la necessità di essere innovativi e originali e pone la questione solo in termini qualitativi "bel pezzo", "l'album funziona", ecc. Il motto potrebbe essere "basta che funzioni" dal famoso film di Woody Allen

boh, a me sembra che ci sono state cose originali, mi ripeto, anzi forse non c'è più l'attitudine a rincorrere il "bel pezzo", l'idea di canzone si sta defunzionalizzando (persino in campo mainstream!), è possibile che ci sia piuttosto l'ansia della ricerca di un nuovo linguaggio, sempre più difficile da realizzare. Certo bisogna conoscere la materia di cui si parla per dare un giudizio con cognizione, lo dico senza polemica, nel senso che dobbiamo fare uno sforzo esplorativo serio e a tutto campo per capire i fenomeni, non basta ascoltare tre o quattro dischi a caso degli anni '10.
Citazione:

5) Scaruffi con la sua insistenza estremistica oltre che pressapochista sulla questione dell'innovazione ha fatto più danni della grandine. Non solo non ha capito il pop ma non ha compreso che un artista come Elliott Smith potesse essere enorme anche senza essere particolarmente innovativo.

Vabè di Scaruffi se ne parla da decenni. Il problema non è che giudica male quel che non ritiene innovativo (anche perchè parla benissimo di molta musica americana chitarrosa che è ultraderivativa), ma è che ha delle idiosincrasie ingiustificate (meglio, antipatie che tenta di giustificare ideologicamente) verso alcuni artisti e generi. Per il resto è un critico come un altro, tante volte le sue recensioni sono brevi, lucide e condivisibilissime, anche verso chi non te l'aspetti, vedi la stima verso i Pet Shop Boys (duo ENORME, rispettato e amato da moltissimi, pubblico e critica, compreso il sottoscritto, e che non usa quasi mai le chitarre Razz ).
Citazione:

6) Ne è disceso che la ricerca dell'originalità si sia sovrapposta (come il concetto di morte del rock) al pressappochismo degli "webeti", alle opinioni da bar. I critici di professione, quelli delle testate nazionali specialistiche o meno, deridendo (giustamente) il pressappochismo megalomane di Scaruffi ed eredi (su Ondarock ce ne sono parecchi: un nome su tutti Tommaso Franci) e il concetto di "morte del rock" ha svalutato anche la ricerca di originalità

Non ho capito il tuo pensiero qui... so solo che prendo la critica sempre con le pinze, mi trovo d'accordo con alcuni giornalisti professionisti, seguo alcuni redattori di Ondarock, di Storia, di SA, la visione di altri invece mi trova più distante e non li seguo per questo. Oggi abbiamo anche il lusso di poter accedere ad una moltitudine di punti di vista che ieri era molto più ristretta. La capacità di plagiare il gusto del pubblico era molto più alta 30 anni fa!
Citazione:

7) In quest'operazione-capolavoro chi cerca innovazione in musica è quindi un provinciale. L'importante è il "buon gusto", la realizzazione di prodotti (a questo punto solo di intrattenimento e quindi commerciali) validi, strutturati bene, congeniati a modo.

Definisci "innovazione"... intendi musica più sperimentale? tipo Royal Trux? intendi musica impegnata da un punto di vista dei contenuti? tipo Nick Cave? sei nostalgico del lo-fi dei Pavement? Rivuoi Joan Baez? Qual'è la musica buona insomma (= la musica che piace a te)? mica si capisce... ho capito solo che la musica degli ultimi 20 (ma facciamo pure 40) anni non ti piace, tendenzialmente.
Citazione:

8.) La classifica dei migliori album del primo lustro del decennio: 2011-2015 di Pitchfork ha in larga maggioranza album hip-hop e r'n'b. Questa è la linea generica di Pitchfork. Un segnale non da poco. La musica del decennio non è più il rock, nemmeno per Pitchfork.

Pf ha la sua linea editoriale che conosciamo tutti benissimo, tralascia o sminuisce molte realtà e ne spinge altre, ma non ne faccio un dramma come altri lettori, sinceramente. Qualcuno si scandalizza ancora del fatto che Repubblica simpatizza per il PD, il Fatto per il M5S e Libero per Berlusconi? sono voci diverse, il giornalismo va letto criticamente, se il pubblico poi è boccalone è colpa della stupidità dello stesso... Hip-hop e r'n'b sono "rock" in senso lato, sono musica popolare, sono generi come altri, seguitissimi e rispettabilissimi... Stevie Wonder faceva r'n'b, Prince ebbe grossissime influenze dal rap appena nato, sono due personaggi che stanno in tutte le storie del rock... se poi il problema è che Led Zeppelin >>> Kanye West beh allora quella è solo un'opinione, condivisa da alcuni, ribaltata da altri. Te lo dice uno a cui l'hip-hop non piace, eh!
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9) Possiamo accontentarci di dischi chitarristici "alla maniera di", "di buon gusto", "ben fatti"? Beh no.

Aridaje co' sta chitarra! Il nostro Dr. Paul diceva che le chitarre andavano sotterrate, già negli anni '00 Very Happy Gli Horrors fanno un sacco di casino con le chitarre, e sono un gruppo di oggi abbastanza unanimemente riconosciuto come originale, rappresentativo, di sostanza, non ti piacciono? Le folksingers hanno smarronato fino all'altro ieri, sono chitarre anche quelle. Se aspetterai tornerà di moda l'hard-rock, il post-punk, il grunge, il folk ecc. La storia è fatta di ricorsi. Ma ho la sensazione che dirai che sono di maniera perchè imitano qualcun'altro.
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10) Siamo più retromani se guardiamo al passato o se compriamo dischi del 2017 retromani? E' meglio ascoltare dischi di hauntology o dedicarci in prima persona a setacciare il passato attraverso qualche lista di rateyourmusic?

Non c'è meglio o peggio, ognuno ascolta quel che ha voglia di ascoltare, di certo la musica non è morta, benchè - e tutti siamo d'accordo - non ci siano più i mille fermenti che la animavano nei suoi primi 20 anni di vita (tolto il rock'n'roll delle origini, diciamo dal '62 all'82). E' un fatto fisiologico, e soprattutto sociologico, l'arte è sociologia, è espressione dell'umanità rivolta all'uomo stesso.
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11) Non riusciamo più a creare uno schema che stabilisca una gerarchia di qualità. Per quanto riguarda gli anni 1962-1975 la cosa la vedo facile: nel giro di un quarto d'ora ognuno di noi riuscirebbe a fare uno schema da spiegare alla propria ragazza o al proprio figlio. Dagli anni '90 in poi è tutto molto più complesso

Siamo così sicuri? perchè c'è stata una storicizzazione, certo... ma nel '67 la proposta era enorme, anche se non arrivava a tutti perchè l'unico mezzo erano i negozi di dischi e le radio, quindi sembrava molto più limitata a seconda della zona geografica... a trovarsi all'epoca con rym tra le mani forse sarebbe stato più difficile, e questo è un primo motivo. Un secondo motivo è proprio l'aumento di grammatiche e linguaggi, il "genere" come ambito sfumato, non definito da regole, se crollano i riferimenti è più difficile fare i confronti, perchè molti artisti recenti propongono miscele uniche. Il terzo è la percezione di "familiarità" rispetto ad alcune sonorità. Quando i Silver Apples se ne uscirono con gli oscilloscopi negli anni '60 nessuno (in ambito pop) aveva udito mai musica del genere, oggi l'effetto "wow" è diminuito, giocoforza. Comunque, con un po' di orecchio, ti accorgi eccome della qualità. Un po' di orecchio alla musica di oggi, è chiaro, e quello te lo fai ascoltandola sistematicamente.
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12) Ne segue una serie infinita di liste, di ascolti equivalenti, tutti irrinunciabili, tutti imperdibili. Ma niente di apicale. Niente di più importante dell'altro. Questa mentalità ultra-post-moderna si concretizza in playlist infinite, che amplificano la parcellizzazione già foraggiata da mp3, share, spotify, ecc

Un bene un male chissà... è musica diversa in un mondo diverso... io trovo rinunciabili molti grandi del passato, non mi piacciono e non li ascolto, lo stesso vale oggi... spesso ho la sensazione che, rimpiangendo la musica del passato, si rimpianga il mondo del passato, la cui musica era lo specchio. Niente di male, lo facciamo spesso tutti quanti, ma ci vorrebbe un po' di consapevolezza che non si può tornare indietro, sono processi inarrestabili che portano cose buone ed effetti collaterali. Io se fossi nato negli anni '50 probabilmente conoscerei un centesimo della musica di ieri che conosco ora grazie al web, anche solo per questo dal mio punto di vista meglio oggi, mi sarei privato di un sacco di gioie, anche solo per motivi economici. Poi anche io ho il mio decennio preferito, oggi come oggi dire gli anni '80.
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13) Non riusciamo quindi a raccontare con facilità il decennio 0. Figuriamoci il decennio 10. Non riusciamo a dire "questi 3 sono i nomi principali" "questi 10 i successivi." Ecc. Quello che riusciamo a fare sono liste su liste.

Io riesco benissimo a raccontarlo Smile ma insomma, non ho fatto niente di speciale, basta averlo un po' seguito sto decennio, come gli altri decenni del resto...
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14) Quello che sto facendo, nel mio piccolo, qui su Storia della Musica e che spero di fare anche su Ondarock, con un altro genere, è di selezionare un numero di artisti ristretti, che io (soggettivamente) ritengo seminali, importanti o autori di album geniali, stravaganti, innovativi oppure tradizionali ma eccellenti (se uscisse un nuovo Elliott Smith mi metterei a piangere altro che avanguardia)

Io mi suiciderei se si tornasse a Smith ahahah per dirti i punti di vista...
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15) Quindi vi ringrazio di ospitarmi ma gradirei che mi diceste quali secondo voi sono gli album epocali di questi ultimi due decenni (ampliamo il discorso agli anni 0, no problem), e magari tentassimo di uscire da quest'ottica post moderna ("il disco funziona", "il rock è in perfetta salute", "ah i 10 dischi del decennio non posso dirteli... ma ho una lista di 2000 canzoni da mandarti")

già risposto nel precedente intervento, non 2000 canzoni ma un pugno di artisti che ritengo significativi, ed una decina di generi peculiari che hanno caratterizzato questi anni, spero ti saranno utili.
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Lepo
MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2017 6:58 pm  Rispondi citando
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woodjack ha scritto:


Alternative r'n'b: mai amato troppo l'r'n'b tradizionale, ma la sua sublimazione in chiave elettronica/avanguardistica me gusta abbastanza, sicuramente un genere caratteristico di questo decennio (riferimenti: FKA Twings, Kelela, l'ultima Rihanna, Rosie Lowe, Tinashe, Dawn Richard ecc.)




Ti vengo a cagare un po' il cazzo Razz Razz


Non so se vada qui o nel conscious soul, ma non inserire il vero grande alfiere del nuovo r'n'b degli anni 2010 è impossibile se si vogliono citare gli artisti importanti della decade che stiamo vivendo. Sto parlando di The Weeknd, ed è difficile negare la sua importanza, dal momento che il mood così oscuro delle sue basi, la tossicità delle atmosfere contrapposte alla sua voce angelica, la combinazione di queste tre cose ha creato un sound davvero inedito anche nel mondo black. E influente: basta vedere come molti recenti singoli americani di r'n'b mischiato con la trap (o il grime) siano profondamente influenzati da lui. E rilevante: l'impatto di pubblico che ha avuto lui è enormemente superiore agli artisti che hai citato qui, esclusa Rihanna.

Per il resto concordo abbastanza, anche se io sono sempre stato dubbioso sulla definizione di nu-shoegaze, perché come tu stesso dici dovrebbe comprendere band come Toy, che hanno suoni shoegaze, e altre come White Lies, che di shoegaze non hanno niente. E' più una sorta di 'new epic', secondo me (toh, te la invento io la definizione Laughing) in cui farei rientrare tranquillamente band come O Children, SCUM, Chapel Club, Heartbreaks, tutte con sound molto diversi, ma attitudini simili.
Una delle scene più belle degli ultimi 15 anni, e che verrà seppellita dalle recensioni negative di questi brutti brutti tempi ahahah.
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woodjack
MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2017 7:18 pm  Rispondi citando
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Lepo ha scritto:



Ti vengo a cagare un po' il cazzo Razz Razz


Non so se vada qui o nel conscious soul, ma non inserire il vero grande alfiere del nuovo r'n'b degli anni 2010 è impossibile se si vogliono citare gli artisti importanti della decade che stiamo vivendo. Sto parlando di The Weeknd, ed è difficile negare la sua importanza, dal momento che il mood così oscuro delle sue basi, la tossicità delle atmosfere contrapposte alla sua voce angelica, la combinazione di queste tre cose ha creato un sound davvero inedito anche nel mondo black. E influente: basta vedere come molti recenti singoli americani di r'n'b mischiato con la trap (o il grime) siano profondamente influenzati da lui. E rilevante: l'impatto di pubblico che ha avuto lui è enormemente superiore agli artisti che hai citato qui, esclusa Rihanna.



L'ho dimenticato apposta per farti intervenire Laughing
Giusto, nome importante che mi è sfuggito forse perchè mi stà sulle balle... ma hai fatto bene ad aggiungerlo.

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Per il resto concordo abbastanza, anche se io sono sempre stato dubbioso sulla definizione di nu-shoegaze, perché come tu stesso dici dovrebbe comprendere band come Toy, che hanno suoni shoegaze, e altre come White Lies, che di shoegaze non hanno niente. E' più una sorta di 'new epic', secondo me (toh, te la invento io la definizione Laughing) in cui farei rientrare tranquillamente band come O Children, SCUM, Chapel Club, Heartbreaks, tutte con sound molto diversi, ma attitudini simili.


La verità è che nessuna definizione è stata data per questo movimento... come dicevo, oggi creare delle etichette valide per un gruppo ampio di artisti è quasi impossibile... o forse lo era già 30 anni fa...
New-epic non è male, ma riecheggia U2, Echo ecc. facciamo nu-epic-postgaze che dici? Cool

Grandi gli O Children, tra i miei preferiti, ma tant'è che io li ho sempre associati ad un revival dark-wave più ritardatario... li sento vicini agli Editors del secondo album (toh pure loro dark-epici e, in quel disco, vagamente spaziali). Come al solito trovare un vero punto di discontinuità nella storia del rock è difficile, più approfondisci e più trovi connessioni, più trovi connessioni e più scopri continuità tra i generi.

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Una delle scene più belle degli ultimi 15 anni, e che verrà seppellita dalle recensioni negative di questi brutti brutti tempi ahahah.


Tra l'altro una scena a base di chitarre... poi non diciamo che il rock è morto! Twisted Evil

A parte Pitchfork, che si mantiene cauto sul 7, l'ultimo degli Horrors ha preso tutti voti dall'8 in su nella stampa internazionale. Qui in Italia sono sempre stati considerati bene. Insomma, non ci lamentiamo sempre che l'hype del vicino è sempre più verde eheheheh
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