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<  Musica  ~  L'evoluzione della musica classica e il pubblico
adamjohnson
MessaggioInviato: Gio Nov 23, 2017 11:11 am  Rispondi citando
Novizio


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Riallacciandomi alla discussione che avevo accennato in un altro topic, un pò OT, mi sono per caso imbattuto in questo brano dal bel libro di David J. Levitin "Fatti di musica. La scienza di un'ossessione umana (Codice edizioni, 2008), che probabilmente mi avrà influenzato nelle mie convinzioni pregresse. La riporto pari pari giusto per dare qualche (polemico :laughingsmiley: ) spunto di discussione.
più: chung cư mỹ đình plaza 2, chung cư eco dream
"La musica classica, come la intende la maggior parte di noi - cioè dal 1575 al 1950, da Monteverdi a Stravinskij, Rachmaninov e via dicendo - si è divisa in due correnti. Parte della migliore musica di quella tradizione viene oggi scritta per il cinema da compositori come John Williams e Jerry Goldsmith, ma - sfortunatamente - è di rado oggetto di un ascolto diretto, come in una sala da concerti. La seconda corrente (spesso scritta da compositori contemporanei in conservatori e università) è la musica d'avanguardia del XX (e non XXI) secolo, molta della quale complessa e ostica per l'ascoltatore medio perché porta all'estremo i limiti della tonalità, oppure è atonale. E così abbiamo le opere brillanti - ma per certi versi inaccessibili - di Philip Glass e John Cage, e più di recente di compositori meno noti la cui musica viene di rado eseguita da orchestre sinfoniche. Ai tempi di Copland e Bernstein, le orchestre suonavano le loro opere e il pubblico le apprezzava. Negli ultimi 40 anni sembra sempre più un'eccezione. La musica classica 'contemporanea' è praticata soprattutto nelle università; in confronto a quella popolare non l'ascolta quasi nessuno; molta di essa decostruisce armonia, melodia e ritmo rendendoli quasi irriconoscibili; nella sua forma meno accessibile, è un esercizio puramente intellettuale, e non viene neppure ballata, tranne che dalle rare compagnie di danza d'avanguardia. E' un peccato, perché viene composta tantissima musica di entrambe le correnti. Da un lato il pubblico della musica da cinema è vastissimo, ma al centro della sua attenzione non c'è la musica; dall'altro il pubblico che segue la musica contemporanea è sempre più ridotto, e quindi i compositori e i musicisti che ne propongono i pezzi hanno sempre meno opportunità di far conoscere il proprio lavoro: ne risulta un circolo vizioso in cui il pubblico è sempre meno numeroso e meno capace di apprezzare la musica classica più nuova."
più: eco dream
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