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<  Musica  ~  Come ascoltate la musica?
hotstone
MessaggioInviato: Lun Giu 10, 2019 4:54 pm  Rispondi citando
Novizio


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Buonasera a tutti .
Come ascoltate la musica ? Utilizzate un buon impianto oppure vi accontentate di ascoltarla su youtube ?
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zagor
MessaggioInviato: Lun Giu 10, 2019 7:00 pm  Rispondi citando
Music Addicted


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a casa i cd, vinili e anche qualche vecchia cassettina

poi i vari mp3 caricati sul lettore mp3 e prelevati dal noto programma blu


quando lavoro al pc uso youtube.


orgogliosamente contro spotify
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Lun Giu 10, 2019 8:52 pm  Rispondi citando
Music God


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Per motivi pratici perlopiù mp3, anche se quando sono a casa e ho un momento libero cerco di affidarmi il più possibile ai cd.
Purtroppo non ho mai posseduto un giradischi funzionante e non ascolto vinili, se non in casa d'altri.
Per pigrizia e incapacità tecnologica, non uso i servizi di streaming. Su youtube ascolto sporadicamente i nuovi singoli in uscita e, più spesso, vecchi brani cui sono legato.

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Cas
MessaggioInviato: Mar Giu 11, 2019 10:42 am  Rispondi citando
Music God


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Direi anche io principalmente mp3, anche se da qualche mese ho l'abbonamento a Spotify, che trovo un buono strumento, anche a livello di qualità del suono.

Detto ciò cuffie decenti (ce ne sono di ottima qualità a basso prezzo) e quando ci sono le condizioni CD e stereo.

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Un bel disco è un bel disco

https://rateyourmusic.com/~cas87

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2019 11:25 am  Rispondi citando
Music God


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Spotify Mp3 e YouTube per un buon 50/60%, poi CD, raramente vinili.
In generale, estendendo il discorso, quante ore a settimana dedicate all'ascolto?

Io vado a naso: durante i giorni lavorativi, in media un'ora/ un'ora e mezza.
Sabato e domenica sono nell'ordine delle cinque o sei ore (per giornata), a volte anche di più.

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zagor
MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2019 12:23 pm  Rispondi citando
Music Addicted


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una decina di ore come minimo a settimana...spalmate un po' tra le varie attività. il lettore mp3 aiuta tantissimo, anche andando al supermarket giusto per fare un esempio Laughing
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Totalblamblam
MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2019 1:07 pm  Rispondi citando
Music God


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ho quasi eliminato il digitale ma mi resta il ditale
99,5% vinile
quello vero eh no quello che ora spacciano per vinile
no spoti no tube no mp3 no smartofon: la morte della musica
mi e' morto l'ipod una settimana fa, una tragedia
un paio di ore la sera , io lavoro mica come voi ghghhgh

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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2019 3:31 pm  Rispondi citando
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Residenza: Padova

FrancescoB ha scritto:
Spotify Mp3 e YouTube per un buon 50/60%, poi CD, raramente vinili.
In generale, estendendo il discorso, quante ore a settimana dedicate all'ascolto?

Io vado a naso: durante i giorni lavorativi, in media un'ora/ un'ora e mezza.
Sabato e domenica sono nell'ordine delle cinque o sei ore (per giornata), a volte anche di più.


Dipende dai periodi lavorativi. Ogni momento libero in cui possa concentrarmi è dedicato a musica e cinema. Direi, ora come ora, almeno un paio d'ore al giorno.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2019 7:19 pm  Rispondi citando
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Registrato: 08/02/09 19:40
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Sono sincero: senza tutta la musica che ho potuto scoprire ed esplorare gratuitamente dal 2001/2002 a oggi (i tempi di Napster e poi di Emule!), non conoscerei la metà di ciò che conosco oggi e mi sarei perso decine, anzi centinaia di dischi interessanti, a volte meravigliosi, in grado di rovesciarmi l'esistenza.

Come scriveva già Michael Azerrad in Our Band Could Be Your Life, il peer to peer ha portato avanti il lavoro iniziato dal punk e proseguito dal rock indipendente americano negli anni '80, e io non potrei essere più d'accordo.

Del resto, i vinili all'inizio erano ostracizzati, poi è toccato a musicassette e cd, insomma trattasi di un'operazione nostalgia per me controproducente, ben venga qualsiasi mezzo capace di alimentare la diffusione della cultura.

I nostri padri hanno vissuto la musica anni '70 eppure ne conoscono molta meno di noi, ma solo perché gli mancavano gli strumenti per farlo. Ancora a metà anni '90, reperire un disco a volte era impresa improba, specie se non vivevi a Milano o a Roma.

Insomma, la tecnologia ci ha liberati - anche sul piano economico - e io la supporto senza ripensamenti.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2019 7:25 pm  Rispondi citando
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Altro paio di maniche è analizzare gli effetti a volte controproducenti di questa diffusione massiva della musica. Il rischio è quello di azzerare la connessione emotiva e di trasformarci tutti in agili consumatori seriali o compulsivi (io senza dubbio sono compulsivo ghghg); il rischio frammentazione infinitesimale poi si è concretizzato da almeno un decennio, se non da prima.

Però ecco è vero che oggi ci sono appassionati e archivisti dilettanti (molti fra noi) con un bagaglio superiore a quello di molti critici (e certamente musicisti) di professione, e questo lo dobbiamo anche alla possibilità di accedere più facilmente e liberamente alla musica. Del resto, siamo qui a parlarne proprio per questo motivo.

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Totalblamblam
MessaggioInviato: Gio Giu 13, 2019 8:57 am  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Sono sincero: senza tutta la musica che ho potuto scoprire ed esplorare gratuitamente dal 2001/2002 a oggi (i tempi di Napster e poi di Emule!), non conoscerei la metà di ciò che conosco oggi e mi sarei perso decine, anzi centinaia di dischi interessanti, a volte meravigliosi, in grado di rovesciarmi l'esistenza.

Come scriveva già Michael Azerrad in Our Band Could Be Your Life, il peer to peer ha portato avanti il lavoro iniziato dal punk e proseguito dal rock indipendente americano negli anni '80, e io non potrei essere più d'accordo.

Del resto, i vinili all'inizio erano ostracizzati, poi è toccato a musicassette e cd, insomma trattasi di un'operazione nostalgia per me controproducente, ben venga qualsiasi mezzo capace di alimentare la diffusione della cultura.

I nostri padri hanno vissuto la musica anni '70 eppure ne conoscono molta meno di noi, ma solo perché gli mancavano gli strumenti per farlo. Ancora a metà anni '90, reperire un disco a volte era impresa improba, specie se non vivevi a Milano o a Roma.

Insomma, la tecnologia ci ha liberati - anche sul piano economico - e io la supporto senza ripensamenti.


ma che dici? la tecnologia non ha alcun fine intrinseco se non la propria auto-perpetuazione. siete caduti nel tranello , tutti sgarbini senza cervello
ghghgh
il peer to peer ha solo distrutto una industria quella discografica , senza rispetto alcuno della proprieta' intellettuale ed artistica di un prodotto.
avete voluto tutto gratis e ora si vedono i risultati disastrosi.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Gio Giu 13, 2019 4:40 pm  Rispondi citando
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Registrato: 08/02/09 19:40
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Eppure l'industria è floridissima, non sono mai uscisti tanti dischi come in questi anni: come si spiega 'sta cosa?

Io sono sempre per la diffusione della cultura. Sarò caduto nel tranello del peer to peer, ma evito accuratamente quello del "Ah che belli i miei tempi", in cui la musica era roba per pochi eletti benestanti, in cui Nick Drake moriva di solitudine ed era impossibile (fisicamente) sapere dell'esistenza dei Beat Happening,

Gli artisti che costruiscono l'industria discografica - vedi i Vasco Rossi in italia, Oasis in Inghilterra etc.. - sono floridissimi e vendono il loro pattume ogni santo giorno, intascandosi miliardi, perché non è che chi acquista dischi ha attaccato il cervello, di solito segue ciò che l'industria propone, Dirò di più: la stragrande maggioranza di coloro che comprano i dischi comprano merda e sono felici di mangiarsela, l'industria discografica si regge sulle mandrie che belano davanti a Vasco eh.

I Beat Happening con internet, invece, avrebbero diffuso meglio la loro proposta e avrebbero avuto maggiore visibilità negli anni '80, idem i Fugazi e mille altri. Del resto così è avvenuto.

La proprietà intellettuale mi evoca la mafia SIAE, che per me dovrebbe chiudere i battenti domani mattina, ma forse la vediamo in modo diverso. Per me è doveroso inculare chi vuole lucrare ogni volta che un suo brano viene suonato in pubblico, per fortuna la storia ha condannato all'irrilevanza artistica questi fenomeni da baraccone, mentre ha dato la meritata visibilità a migliaia di artisti prima sconosciuti.


L'ultima modifica di FrancescoB il Ven Giu 14, 2019 11:16 am, modificato 1 volta

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FrancescoB
MessaggioInviato: Gio Giu 13, 2019 4:48 pm  Rispondi citando
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Insomma, la tecnologia è un mezzo e nel settore specifico ha portato benefici enormi.

Le star vendono come e più di prima, milioni ai altri artisti hanno avuto una visibilità prima impensabile e probabilmente stanno meglio oggi.

Certo ci sono anche le ripercussioni negative e il fenomeno è molto vasto e complesso, come sempre accade. Ma demonizzarlo in toto non serve, remare contro la storia non porta mai a nulla se non ad assumere posizioni nostalgiche o reazionarie, anche in ambito artistico.

Peraltro io ho una marea di cd e ne ascolto a raffica, lungi da me negare la valenza dello strumento (a maggior ragione con il vinile). A fortiori, tuttavia, riconosco il valore di ciò che può accelerare e favorire la diffusione della cultura, e i risultati si vedono sì: noi siamo qui a parlare di dischi di cui trent'anni fa non avremmo mai neppure immaginato l'esistenza.

Facci caso: quasi tutti i non iniziati identificano gli anni '80 con Duran Duran, Madonna, al più con Dire Straits o Queen (tutti artisti che apprezzo in qualche misura, peraltro). Noi sappiamo che stanno parlano dello spillo posto sulla punta dell'iceberg. perché abbiamo avuto gli strumenti per oltrepassare i limiti imposti dall'industria discografica, che prima sclerotizzava il gusto e le possibilità degli appassionati.

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hotstone
MessaggioInviato: Gio Giu 13, 2019 7:51 pm  Rispondi citando
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Io dico la mia.
Ascolto musica con qualsiasi mezzo disponibile, smartphone, pc , radio ecc...
Ma preferisco ascoltarla nel mio studio con un bel impianto in completa solitudine.
ho delle Jbl 4343 del 78 e ogni tanto mi permetto anche di alzare un pò il volume.
Ascolto sopratutto musica in formato FLAC o cd originali , ma apprezzo molto anche le piattaforme streaming come spotify che è innegabile ma grazie a qusto servizio si scopre ogni giorno tanta musica .

Per quanto riguarda il discorso del p2p , sono daccordo con FrancescoB . Fino anche ai primi anni 2000 procurarsi cd se non abitavi in una grande città era veramente difficoltoso e i sistemi come Napster , WinMx , Emule e poi Torrent hanno permesso a chi non aveva la possibilità di acquistare per un motivo o un altro i dischi, di scaricare ed ascoltare la musica.
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hotstone
MessaggioInviato: Gio Giu 13, 2019 7:53 pm  Rispondi citando
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Registrato: 25/06/13 18:20
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FrancescoB ha scritto:
Insomma, la tecnologia è un mezzo e nel settore specifico ha portato benefici enormi.

Le star vendono come e più di prima, milioni ai altri artisti hanno avuto una visibilità prima impensabile e probabilmente stanno meglio oggi.

Certo ci sono anche le ripercussioni negative e il fenomeno è molto vasto e complesso, come sempre accade. Ma demonizzarlo in toto non serve, remare contro la storia non porta mai a nulla se non ad assumere posizioni nostalgiche o reazionarie, anche in ambito artistico.

Peraltro io ho una marea di cd e ne ascolto a raffica, lungi da me negare la valenza dello strumento (a maggior ragione con il vinile). A fortiori, tuttavia, riconosco il valore di ciò che può accelerare e favorire la diffusione della cultura, e i risultati si vedono sì: noi siamo qui a parlare di dischi di cui trent'anni fa non avremmo mai neppure immaginato l'esistenza.

Facci caso: quasi tutti i non iniziati identificano gli anni '80 con Duran Duran, Madonna, al più con Dire Straits o Queen (tutti artisti che apprezzo in qualche misura, peraltro). Noi sappiamo che stanno parlano dello spillo posto sulla punta dell'iceberg. perché abbiamo avuto gli strumenti per oltrepassare i limiti imposti dall'industria discografica, che prima sclerotizzava il gusto e le possibilità degli appassionati.


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