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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Giu 25, 2019 10:31 am  Rispondi citando
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Per me è uno dei suoi capolavori. Una sorta di interminabile carnevale nero e grottesco, con un finale straordinario. Io sono per il 9 pulito.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Giu 25, 2019 11:26 am  Rispondi citando
Music God


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https://www.spietati.it/il-casanova-di-federico-fellini/

Recensione che sottoscrivo in toto, qui Fellini lambisce l'astrattismo e lascia lavorare la propria fantasia a briglia sciolta, escogitando una lunga serie di situazioni assurdiste. Naturalmente, per apprezzare un film così, vista anche la durata, bisogna essere amanti del surrealismo più radicale. Io l'ho visto tre volte e in ogni occasione ho scoperto dettagli e passaggi nuovi in grado di catturare la mia intenzione, una serie pressoché infinita di idee, invenzioni etc.. la galleria di personaggi grotteschi è incredibile (la gigantessa, la strabica, le suore etc..)

https://www.youtube.com/watch?v=SKh4wR987ww

Condivisibili a mio avviso anche le considerazioni spese dallo stesso Fellini sulla figura di Casanova, curiosamente si ispirò a un libro mai letto

" La citata assenza del principale protagonista, ovvero il Settecento, non è casuale: nel titolo del film possiamo già ritrovare la personalissima visione felliniana della figura di Giacomo Casanova (1725-1798), personaggio camaleontico, avventuriero, romanziere, studioso, occultista, tuttologo, che però agli occhi di Fellini è l’incarnazione del «fascista. Una specie di anticipazione di quella tipologia rozza ed elementare soddisfatta di sé che si configura nel fascismo, cioè quell'esistere collettivo, non individuale, quell'ubriacarsi nell'azione pompieristica, scenografica, quel pensare secondo un sistema coatto di slogan generici, senza senso, l'emozione avvilita ad una temperatura fisiologica, febbricitante, insomma l'adolescenza nella sua parte più scadente, cioè la prepotenza, la salute, l'idealismo fanatico e ipocrita. Il fascismo è un'adolescenza protratta al di là di ogni attualità"

EDIT: peraltro, la descrizione di Fellini si attaglia perfettamente a figure come quella di Salvini, non so se ridere o piangere Laughing


L'ultima modifica di FrancescoB il Mar Giu 25, 2019 12:36 pm, modificato 1 volta

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Lepo
MessaggioInviato: Mar Giu 25, 2019 11:36 am  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:


Rovistando nel carniere del web ho trovato questo pezzo che sottoscrivo, al netto di alcune esagerazioni polemiche un po' gratuite (lo spot di Dolce e Gabbana): il talento tecnico è indubbio, ma la pretesa di forgiare una grande parabola sulla civiltà romana e italiana moderna secondo me si è rivelata pressoché fallimentare, presuntuosa, vacua e intimamente conformista.

https://www.linkiesta.it/it/article/2014/03/03/flaiano-sorrentino-e-la-grande-bruttezza/19921/



Ma io non ho mai visto in questo film una macro satira sull'Italia in generale tramite la micro satira su Roma, quanto piuttosto uno sguardo molto più specifico e mirato sul ceto intellettuale romano, completamente incartato su se stesso da ormai ben più di un decennio (non a caso il film è stato ripetutamente smerdato da gentaglia come D'Agostino). Probabilmente la patina lussureggiante della fotografia e la perfezione estetica, luccicante, del film ha indisposto e confuso molti spettatori, ma queste scelte non fanno che rendere l'opera più ambigua, caustica e crudele.

E, a dirla tutta, io ritengo che La Grande Bellezza sia soprattutto la storia di una rinascita individuale (avvenuta? soltanto desiderata?), di un uomo afflitto da un dubbio: se ha sperperato vita e talento per dedicarsi alla mondanità, o se questa altro non fosse che il suo destino.

Completamente d'accordo con Francesco sul Casanova invece, uno dei capolavori di Fellini.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Giu 25, 2019 12:33 pm  Rispondi citando
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Naturalmente si tratta anche di punti di vista, e preciso in ogni caso che sono ben lontano da qualificare La Grande Bellezza come un film brutto, malriuscito etc..

Semplicemente, a mio avviso, non è un film così profondo e interessante, ma è il risultato di una maestria superiore sul piano estetico, e questo di regola mi tocca solo fino a un certo punto. Ciò che non condivido è proprio lo sforzo di trovare grandi significati in qualcosa che, a mio modo di vedere, ne è privo.

La riflessione dell'articolo che ho postato secondo me coglie nel segno: Sorrentino e Gambardella vogliono crogiolarsi in un malessere esistenziale che però a me (e altri) pare artefatto, costruito, studiato per sembrare profondo e intelligente, quando in realtà è totalmente conformista (l'arringa banalotta contro la radical chic si adatta davvero a descrivere la condizione del regista e del suo alter ego).
Sarebbe stato più efficace e onesto fornire una rappresentazione estetica altrettanto ammaliante ma priva di quelle ambizioni filosofiche che a mio avviso sono fuori dalla sua portata.

La Dolce Vita
provocò un terremoto e soprattutto non catturò l'istantanea approvazione della gente "giusta" (mentre ricordo politica e avanspettacolo giubilare per Sorrentino), venendo anzi severamente ripreso - il celebre articolo La sconcia vita di Scalfaro.

Questo di regola succede quando un film mette a nudo i limiti e fa vacillare le certezze. Sorrentino risulta invece, a mio modo di vedere, conformista e intimamente consolatorio.

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zagor
MessaggioInviato: Mar Giu 25, 2019 9:34 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
il celebre articolo La sconcia vita di Scalfaro.

.


https://www.youtube.com/watch?v=s2PMHN--lVA

io non ci sto a questo obbvobvio felliniano! Laughing
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Totalblamblam
MessaggioInviato: Mer Giu 26, 2019 8:46 am  Rispondi citando
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un altro che reputo vuoto e nullo : Guadagnino

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Giu 26, 2019 8:49 am  Rispondi citando
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Lo conosco poco, c'è qualche film in particolare che ti ha convinto poco?

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zagor
MessaggioInviato: Mer Giu 26, 2019 9:59 am  Rispondi citando
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Totalblamblam ha scritto:
un altro che reputo vuoto e nullo : Guadagnino


remake di suspiria con colonna sonora di thom yorke...bocciato a scatola chiusa Laughing


call me by your name scopiazzatura di maurice, film da cassetta
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Totalblamblam
MessaggioInviato: Mer Giu 26, 2019 10:53 am  Rispondi citando
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zagor ha scritto:
Totalblamblam ha scritto:
un altro che reputo vuoto e nullo : Guadagnino


remake di suspiria con colonna sonora di thom yorke...bocciato a scatola chiusa Laughing


call me by your name scopiazzatura di maurice, film da cassetta


proprio cosi' ... livelli proprio bassi eppure c'e' gente che grida al miracolo Laughing

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Giu 26, 2019 12:27 pm  Rispondi citando
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Non li ho visti quindi non mi pronuncio.

Cito Gabriele Muccino, anche se mi rendo conto che sto sparando sulla croce rossa.

Più che altro, mi stupiscono coloro che vedono nel suo cinema grandi riflessioni, l'eredità della miglior commedia all'italiana velata di malinconia. Per me, tanto rumore per nulla, anche e soprattutto dopo la svolta americana.

Il suo mi pare un cinema sguaiato, inappropriatamente sopra le righe, presuntuoso, banalissimo, salvo qualcosa de L'ultimo bacio perché alcune idee sono buone, ma la recitazione sovraeccitata (attori da telenovela sotto l'effetto di qualche stimolante) mi rende il tutto poco digeribile.

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zagor
MessaggioInviato: Mer Giu 26, 2019 12:47 pm  Rispondi citando
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si Muccino e il suo contraltare gay Ozpetek sono una sciagura, non so chi abbia fatto piu' danni

forse Muccino, perchè ha pure portato in dote il fratello Laughing
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Giu 26, 2019 1:38 pm  Rispondi citando
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Ciò che mi infastidisce, nel suo caso, è lo sforzo critico di elevare a bastioni del significato e del cinema del'autore film che sono telenovelas traslate sul grande schermo.

A quel punto preferisco la sgraziata e ricercata stupidità dei cinepanettoni, che nascono e muoiono senza pretese, o anche l'ironia più garbata e acuta di Checco Zalone, che non pensa di essere Kubrick o Woody Allen, ma un simpatico e intelligente commediante.

Per me c'è una bella differenza, l'ambizione e la presunzione in autori come Muccino (e, su altri livelli, Sorrentino) diventano castranti e controproducenti, anche per colpa di coloro che cercano nelle loro opere molto più di quello che (a mio avviso) c'è.

Tarantino corre lo stesso rischio ma credo sia il primo a perculare i suoi agiografi, è evidente che vuole intrattenere con la capacità pirotecnica e il suo genio citazionista e post-moderno, ma non vuole disegnare parabole filosofiche o esistenziali, non crede di essere Bergman o Kiarostami e questa è la sua fortuna: alcuni fan e critici però, a mio avviso, devono ancora capirlo.

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Totalblamblam
MessaggioInviato: Gio Giu 27, 2019 9:20 am  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Ciò che mi infastidisce, nel suo caso, è lo sforzo critico di elevare a bastioni del significato e del cinema del'autore film che sono telenovelas traslate sul grande schermo.

A quel punto preferisco la sgraziata e ricercata stupidità dei cinepanettoni, che nascono e muoiono senza pretese, o anche l'ironia più garbata e acuta di Checco Zalone, che non pensa di essere Kubrick o Woody Allen, ma un simpatico e intelligente commediante.

Per me c'è una bella differenza, l'ambizione e la presunzione in autori come Muccino (e, su altri livelli, Sorrentino) diventano castranti e controproducenti, anche per colpa di coloro che cercano nelle loro opere molto più di quello che (a mio avviso) c'è.

Tarantino corre lo stesso rischio ma credo sia il primo a perculare i suoi agiografi, è evidente che vuole intrattenere con la capacità pirotecnica e il suo genio citazionista e post-moderno, ma non vuole disegnare parabole filosofiche o esistenziali, non crede di essere Bergman o Kiarostami e questa è la sua fortuna: alcuni fan e critici però, a mio avviso, devono ancora capirlo.


condivido analisi lucida

di muccino non ho visto nulla del turco romano qualche film ma gia' con le fate ingnoranti eravamo al bozzetto

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