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Cas
MessaggioInviato: Dom Ago 18, 2019 9:09 am  Rispondi citando
Music God


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Un'altra fissa che avevo anni fa e che mi sto scrollando di dosso è quella secondo cui gli album della maturità sono necessariamente meno validi dei primi lavori. Esempio: gli Yes e i King Crimson vanno bene fino alla metà degli anni Settanta, il Bowie degli anni Novanta non ha senso ascoltarlo, i Primal Scream hanno senso soltanto nella fase alternative dance, eccetera...

Invece ho scoperto grandi lavori come 90125, Earthling, XTRMNTR...

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woodjack
MessaggioInviato: Dom Ago 18, 2019 10:03 am  Rispondi citando
Utente Master


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Cas ha scritto:
Un'altra fissa che avevo anni fa e che mi sto scrollando di dosso è quella secondo cui gli album della maturità sono necessariamente meno validi dei primi lavori. Esempio: gli Yes e i King Crimson vanno bene fino alla metà degli anni Settanta, il Bowie degli anni Novanta non ha senso ascoltarlo, i Primal Scream hanno senso soltanto nella fase alternative dance, eccetera...

Invece ho scoperto grandi lavori come 90125, Earthling, XTRMNTR...


Ecco questa è una tendenza interessante, e in questo senso Romagnoli ma anche altri recensori emersi alla fine degli anni '00 sono stati molto influenti nel sovvertire un clichè che nel web a cavallo tra '90 e '00 era molto diffuso. Ricordo su OR stroncature, o comunque accoglienze molto tiepide, di dischi contemporanei di vecchi leoni, imperniate tutte sul confronto coi bei tempi andati. Non ne parliamo quando si doveva attaccare lo "sputtanamento commerciale" di band prog o new-wave, lì era una gara a chi spalava più merda. Il trascorrere del tempo e l'alternarsi delle mode in questo senso ha aiutato ad avere una prospettiva più serena, la spinta poi di penne influenti (almeno sul web) ha riacceso l'attenzione su dischi o intere fasi della carriera di alcuni artisti archiviate un tempo con troppa frettolosità.

Io poi, sinceramente, sento ancor più oggi di ieri l'esigenza di affezionarmi ad un artista, seguirne la carriera e le metamorfosi, anche perdonandogli qualche svarione. Oggi sembra ci concentriamo più sul singolo lavoro che non sulla poetica dell'artista.
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Cas
MessaggioInviato: Dom Ago 18, 2019 2:01 pm  Rispondi citando
Music God


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woodjack ha scritto:
Il trascorrere del tempo e l'alternarsi delle mode in questo senso ha aiutato ad avere una prospettiva più serena, la spinta poi di penne influenti (almeno sul web) ha riacceso l'attenzione su dischi o intere fasi della carriera di alcuni artisti archiviate un tempo con troppa frettolosità.

Io poi, sinceramente, sento ancor più oggi di ieri l'esigenza di affezionarmi ad un artista, seguirne la carriera e le metamorfosi, anche perdonandogli qualche svarione. Oggi sembra ci concentriamo più sul singolo lavoro che non sulla poetica dell'artista.


Ecco, diciamo che sono ancora mentalmente legato a questo approccio, per quanto me ne stia affrancando. Sono anche dell'idea però che vadano prese con le pinze le persone che non fanno distinzione alcuna tra un Dylan del 65-75 e uno dei Duemila, o che continuano a sbracciarsi per ogni nuova uscita dei Radiohead. Per dire, non ho alcun interesse, al momento, di ascoltare le nuove uscite di Neil Young o di Bruce Springsteen, o anche dei Ride e degli Swervedriver, ho come l'idea che il loro "senso" si sia smarrito e che spesso rimanga solo un formalismo, un'abitudine, un'incapacità a staccarsi dal proprio mestiere. Chiaramente fino a che non si ascolta non si può esserne sicuri...

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woodjack
MessaggioInviato: Dom Ago 18, 2019 3:56 pm  Rispondi citando
Utente Master


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Cas ha scritto:
woodjack ha scritto:
Il trascorrere del tempo e l'alternarsi delle mode in questo senso ha aiutato ad avere una prospettiva più serena, la spinta poi di penne influenti (almeno sul web) ha riacceso l'attenzione su dischi o intere fasi della carriera di alcuni artisti archiviate un tempo con troppa frettolosità.

Io poi, sinceramente, sento ancor più oggi di ieri l'esigenza di affezionarmi ad un artista, seguirne la carriera e le metamorfosi, anche perdonandogli qualche svarione. Oggi sembra ci concentriamo più sul singolo lavoro che non sulla poetica dell'artista.


Ecco, diciamo che sono ancora mentalmente legato a questo approccio, per quanto me ne stia affrancando. Sono anche dell'idea però che vadano prese con le pinze le persone che non fanno distinzione alcuna tra un Dylan del 65-75 e uno dei Duemila, o che continuano a sbracciarsi per ogni nuova uscita dei Radiohead. Per dire, non ho alcun interesse, al momento, di ascoltare le nuove uscite di Neil Young o di Bruce Springsteen, o anche dei Ride e degli Swervedriver, ho come l'idea che il loro "senso" si sia smarrito e che spesso rimanga solo un formalismo, un'abitudine, un'incapacità a staccarsi dal proprio mestiere. Chiaramente fino a che non si ascolta non si può esserne sicuri...


Certo, dipende dal disco... però non ci trovo niente di male nell'apprezzare qualcosa che usa gli stessi ingredienti di sempre ma con sapienza, anche se come si dice in gergo "non aggiunge niente"... c'è stata un'epoca in cui ti dovevi sentire in colpa per questo Very Happy

L'altro giorno ho riascoltato questo e ho passato tre quarti d'ora di grande piacere:



sarà la vecchiaia.

PS: proprio l'ultimo disco del Boss è stata un'altra sorpresa piacevole, sarà perchè vagamente più melodico/orchestrale rispetto a molti suoi dischi e quindi mi è complessivamente piaciuto. Magari per i fan è mediocre.
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zagor
MessaggioInviato: Lun Ago 19, 2019 12:50 pm  Rispondi citando
Music Addicted


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woodjack ha scritto:
Cas ha scritto:
Un'altra fissa che avevo anni fa e che mi sto scrollando di dosso è quella secondo cui gli album della maturità sono necessariamente meno validi dei primi lavori. Esempio: gli Yes e i King Crimson vanno bene fino alla metà degli anni Settanta, il Bowie degli anni Novanta non ha senso ascoltarlo, i Primal Scream hanno senso soltanto nella fase alternative dance, eccetera...

Invece ho scoperto grandi lavori come 90125, Earthling, XTRMNTR...


Ecco questa è una tendenza interessante, e in questo senso Romagnoli ma anche altri recensori emersi alla fine degli anni '00 sono stati molto influenti nel sovvertire un clichè che nel web a cavallo tra '90 e '00 era molto diffuso. Ricordo su OR stroncature, o comunque accoglienze molto tiepide, di dischi contemporanei di vecchi leoni, imperniate tutte sul confronto coi bei tempi andati. Non ne parliamo quando si doveva attaccare lo "sputtanamento commerciale" di band prog o new-wave, lì era una gara a chi spalava più merda. Il trascorrere del tempo e l'alternarsi delle mode in questo senso ha aiutato ad avere una prospettiva più serena, la spinta poi di penne influenti (almeno sul web) ha riacceso l'attenzione su dischi o intere fasi della carriera di alcuni artisti archiviate un tempo con troppa frettolosità.

Io poi, sinceramente, sento ancor più oggi di ieri l'esigenza di affezionarmi ad un artista, seguirne la carriera e le metamorfosi, anche perdonandogli qualche svarione. Oggi sembra ci concentriamo più sul singolo lavoro che non sulla poetica dell'artista.



mah, stai dando troppa importanza a quella che è solo una tra le tante tendenze della critica, quella del "la band x doveva sciogliersi dopo l' album y" o " dopo il terzo album c'è un crollo irreversibile". Indubbiamente una frangia ben rappresentata ( del resto di gente che ha tirato campare per anni senza piu' minimamente toccare le vette del passato, diventando persino macchiette, ce ne è tantissima, da Clapton a Elton John fino a Springsteen e da noi Pino Daniele e Lucio Dalla), e sul web italiano enfatizzata da tanti eredi di scaruffi. Ma che non è assolutamente dominante, anzi e si possono fare tanti esempi


dei King Crimson molti considerano "Discipline" il loro capolavoro (mi ricordo anche la guida di blow up)


dei cantautori storici non ne parliamo, molti hanno fatto dei dischi dopo i 40 anni che sono considerati tra i loro capolavori ( Dylan con time out of mind e oh mercy, Young con sleeps with angels e dead man, lou reed con new york, cohen con the future, Simon con Graceland, Veloso con estrangeiro etc). Anche in Italia con Battiato e De Andre', mentre per Battisti farei un discorso a parte visto il radicale cambio della sua proposta.



di Bowie furono lapidati soprattutto i dischi anni 80 e quelli coi Tin Machine, ma la doppietta del periodo industrial Outside/Earthling fu complessivamente ben accolta ( non parliamo poi di Blackstar..)
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FrancescoB
MessaggioInviato: Lun Ago 19, 2019 3:51 pm  Rispondi citando
Music God


Registrato: 08/02/09 19:40
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Per me è vero che in molti casi le band perdono mordente dopo qualche album, ma fissare regole che si assumono valide per tutti è una follia.

Come giustamente osserva Zagor, c'è chi matura con il tempo e regala perle anche molti anni dopo l'esordio. Cohen persino nel 2012 e nel 2016 ha pubblicato dischi più che validi e degni se non del suo periodo aureo, quantomeno di tanta roba del passato.

Credo che incida anche il senso di freschezza e di novità, la prima volta che senti gli Husker Du pensi siano una bufera di neve che ripensa la chitarra rock, dopo cinque album ti concentri sulla qualità delle composizioni e noti come il sound sia "smussato", ma l'effetto sorpresa non esiste più.

Per me l'approccio libero consente forse di evitare un incasellamento troppo rigido delle epoche e il discorso sulla musica come discorso evolutivo, con tappe precise: si tratta sempre di forzature che semplificano le cose, benché abbiano un fondo di verità.

Cioè per anni ho creduto all'assioma 1977= punk e disco music, ma l'assioma fotografa solo una parte della realtà e si concentra peraltro su USA e UK, trascurando tutto il resto. Basta approfondire per scoprire dischi cantautorali o funk jazz o di chissà cos'altro meravigliosi.

Poi ecco che un determinato movimento possa vivere una fase in cui è la novità che si muove in sintonia con la storia per me è vero e sta anche al critico provare a cogliere la cosa, cioè quando Reynolds dice che la musica rock non vivrà mai più una fase come quella che ha vissuto tra 1964 e 1974 io sono d'accordo con lui, perché è un po' come riconoscere che il neorealismo italiano non vivrà più un'epopea come quella della seconda metà dei quaranta.

Però ecco, il passo successivo è riconoscere come queste tesi siano sempre relative e parziali, idem con gli album "maturi" dei musicisti.

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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Mar Ago 20, 2019 9:12 am  Rispondi citando
Music God


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zagor ha scritto:
dei King Crimson molti considerano "Discipline" il loro capolavoro (mi ricordo anche la guida di blow up)


"Capolavoro" in senso assoluto non saprei, perché IMHO ne hanno scritto ben più d'uno, ma Discipline sicuramente è tra i primi tre anche per me (assieme, direi, a ITCOTCK e Red).

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zagor
MessaggioInviato: Ven Ago 23, 2019 11:55 am  Rispondi citando
Music Addicted


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Marco_Biasio ha scritto:
zagor ha scritto:
dei King Crimson molti considerano "Discipline" il loro capolavoro (mi ricordo anche la guida di blow up)


"Capolavoro" in senso assoluto non saprei, perché IMHO ne hanno scritto ben più d'uno, ma Discipline sicuramente è tra i primi tre anche per me (assieme, direi, a ITCOTCK e Red).


beh è un disco importantissimo perchè rinnova il canovaccio di Fripp ai tempi della new wave con Belew, Levin etc....e appunto mi sembra sia sempre stato riconosciuto, pur non avendo magari l'aura mistica del primo periodo crimsoniano

anche molto influente, pensiamo al Pino Daniele di Bella 'Mbriana un anno dopo, che ne recepisce alcuni stilemi


riguardo a XTRMNTR, chiaramente non ha il tocco "generazionale" di Screamadelica e quindi non compare mai come miglior disco dei Primal Scream, ma è sempre stato abbastanza apprezzato
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