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zagor
MessaggioInviato: Mer Dic 04, 2019 12:05 am  Rispondi citando
Music Guru


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a proposito di vecchi maestri...gran bel film, inappuntabile in ogni dettaglio e di sicuro impatto, anche se la storia la conosciamo tutti ( il tema pero' è piu' attuale che mai, un ripasso non fa male di certo)
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Dic 07, 2019 9:18 am  Rispondi citando
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Noah Baumbach - Storia di un matrimonio

Lo aspettavo da mesi e non mi ha deluso. Baumbach alza l'asticella rispetto ad alcuni divertissement (sempre originali e gradevoli eh) e stavolta guarda al Woody Allen migliore, a Bergman e forse anche a John Cassavetes (citato ripetutamente dal bravissimo Adam Driver, a sua volta della Grande Mela e secondo me onnipresente con la sua poesia dell'attimo apparentemente insignificante, nella rappresentazione nuda del conflitto interpersonale, nell'evitare tanto manierismi quando edulcorazioni).

La vicenda di per sé non sarebbe originalissima, ma il regista newyorkese ha il merito di calarla con intelligenza nella contemporaneità, di costruire due protagonisti tutto fuorché stereotipati, di scavare dentro quella spelonca che è la distruzione di una famiglia e che per deformazione professionale conosco sin troppo bene (anche se gli avvocati nel film non brillano per umanità, anzi non brillano proprio).

Finale da brividi, per me tra le uscite più interessanti degli ultimi anni.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Gio Dic 26, 2019 9:57 pm  Rispondi citando
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zagor ha scritto:



Un pugno nello stomaco, conclusione oscura e inquietante della trilogia gangster del buon Martin dopo "goodfellas" e "casino". Ma forse rappresenta anche la fine di un modo di fare cinema che si sta lentamente estinguendo ( con buona pace dei pur gradevoli fumettoni alla "Joker", che a questo film puo' giusto portare la borsa), come i vecchi leoni della New Hollywood. De Niro magistrale.


Visto oggi, quoto ogni sillaba. Filmone degno delle grandi epopee gangster che hanno nobilitato la carriera di Scorsese, che zitto zitto piazza due capolavori in un anno solare alla tenera età di 77 anni.

In settimana ho ripreso in mano dopo molto tempo anche The Last Waltz, che immagino faccia scendere i lacrimoni anche a te.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Dic 31, 2019 7:27 pm  Rispondi citando
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Concludo l'anno con:

Cristopher Nolan - Interstellar


Mi cimento con il celebrato lavoro del presuntuoso inglese con imperdonabile ritardo (ne parlava mezzo mondo, ma giusto cinque anni fa). Se mi turo il naso di fronte a certe scelte troppo in orbita blockbuster/americanata, non posso che applaudire l'idea di fondo, le ambizioni, la fotografia (straordinarie le immagini del pianeta d'acqua, tra le altre). Nolan è proprio l'erede di Spielberg, per la sua capacità di sedere a cavalcioni tra cinema da multisala e cinema d'autore.

Ulu Grosbard - Falling In Love

Da evitare come la peste se si è diabetici, anche causa passaggi e finale telefonati, però ecco, lo riscattano due prove attoriali magnifiche e una sincerità/ingenuità di fondo sbalorditive.

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glenn dah
MessaggioInviato: Mar Gen 07, 2020 2:57 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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Per un pugno di dollari, ieri sera su raimovie

soccia ragazzi che capolavoro

DEVI MIRARE AL CUORE, RAMON!!!

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Giorgio_Gennari
MessaggioInviato: Mar Gen 07, 2020 4:33 pm  Rispondi citando
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Cas
MessaggioInviato: Sab Gen 18, 2020 9:47 am  Rispondi citando
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FrancescoB
MessaggioInviato: Dom Gen 19, 2020 9:59 am  Rispondi citando
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Aki Kaurismaki - Ho affittato un killer


Un'oretta e mezza scarsa di pura magia. Non spoilero nulla sulla trama, ma lo consiglio vivamente a tutti. Memorabile cameo di Joe Strummer che intona "Burning lights" in un localino di terz'ordine della periferia di Londra, affiancato da un suonatore di bonghi.
Leaud immane.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Gen 21, 2020 11:05 am  Rispondi citando
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Clint Eastwood - Richard Jewell

Un altro lavoro di impatto del vecchio Clint, che alla soglia dei novanta può vantarsi di essere ancora uno tra i registi più efficaci in circolazione, ed è incredibile se pensiamo che ha girato il primo capolavoro quasi a sessant'anni (Bird) e che ha dato il meglio dopo i 70, tra Gran Torino, Mystic River e Million Dollar Baby (tutti dall'8,5 in su, per quanto mi riguarda).

Il punto di vista repubblicano (l'everyman patriottico che scrive suo malgrado la storia) scalfisce solo in parte la straordinaria forza della vicenda di Richard Jewell, guardia giurata con problemi di obesità, che certo non brilla per intelligenza e onestà, e che finisce in pasto agli squali del circo mediatico e della giustizia. Dopo The Mule, ennesimo, notevole colpo di coda.

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zagor
MessaggioInviato: Mer Gen 22, 2020 12:39 am  Rispondi citando
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a me non è piaciuto granché, come già con Sully mi è sembrato telefonato e prevedibile, e anzi scade un po' nel patetico verso il finale ( la conferenza stampa con la mamma in lacrime e la giornalista zoccola che si pente)...la brevissima clip con Clinton che parlava di indagare sull'attentato perfetta per gasare gli elettori repubblicani Laughing

poi oh è sempre Clint e la sufficienza la strappa, sono sempre due ore di buon entertainment con ottimi interpreti etc, pero' ad esempio il film di Polanski (anche quello su un episodio storico di cui tutti conosciamo gli sviluppi) mi era sembrato ben piu' coinvolgente
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Gen 22, 2020 10:10 am  Rispondi citando
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Il finale in effetti un po' telefonato, però per il resto mi è sembrato un ottimo film, superiore a Sully che mi aveva lasciato freddino.

Ottimo anche il film di Polanski comunque, senza dubbio.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Gen 22, 2020 1:31 pm  Rispondi citando
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Barbara Kopple - Harlan County, USA

Una chicca per cinefili, questo documentario risalente al 1976 - e all'epoca ostracizzato e demonizzato un po' ovunque in patria - girato con coraggio da Barbara Kopple e focalizzato sul lungo sciopero proclamato dai minatori di Harlan County, nel Kentucky sudorientale. Le lotte sindacali in America sono state sempre feroci, tanto che anche qui ci scappa il morto, anche se poco reclamizzate dalle nostre parti. Straordinari vari passaggi musicali e il contributo delle donne, mentre appare chiara la corruzione dei vertici, sobillati dal KKK e dalla proprietà. Quando il cinema indipendente puntava in alto.

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hiperwlt
MessaggioInviato: Mer Gen 22, 2020 8:34 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Clint Eastwood - Richard Jewell

Un altro lavoro di impatto del vecchio Clint, che alla soglia dei novanta può vantarsi di essere ancora uno tra i registi più efficaci in circolazione, ed è incredibile se pensiamo che ha girato il primo capolavoro quasi a sessant'anni (Bird) e che ha dato il meglio dopo i 70, tra Gran Torino, Mystic River e Million Dollar Baby (tutti dall'8,5 in su, per quanto mi riguarda).

Il punto di vista repubblicano (l'everyman patriottico che scrive suo malgrado la storia) scalfisce solo in parte la straordinaria forza della vicenda di Richard Jewell, guardia giurata con problemi di obesità, che certo non brilla per intelligenza e onestà, e che finisce in pasto agli squali del circo mediatico e della giustizia. Dopo The Mule, ennesimo, notevole colpo di coda.


zagor ha scritto:
a me non è piaciuto granché, come già con Sully mi è sembrato telefonato e prevedibile, e anzi scade un po' nel patetico verso il finale ( la conferenza stampa con la mamma in lacrime e la giornalista zoccola che si pente)...la brevissima clip con Clinton che parlava di indagare sull'attentato perfetta per gasare gli elettori repubblicani Laughing

poi oh è sempre Clint e la sufficienza la strappa, sono sempre due ore di buon entertainment con ottimi interpreti etc, pero' ad esempio il film di Polanski (anche quello su un episodio storico di cui tutti conosciamo gli sviluppi) mi era sembrato ben piu' coinvolgente


FrancescoB ha scritto:
Il finale in effetti un po' telefonato, però per il resto mi è sembrato un ottimo film, superiore a Sully che mi aveva lasciato freddino.

Ottimo anche il film di Polanski comunque, senza dubbio.


Bella interpretazione sia di Kathy Bates sia di Paul Walter Hauser. Discreto film, tutto sommato (6,5); ma regia di alti e bassi (certe riprese, vd. quella pre esplosione, davvero scarse), ritmo della narrazione per me troppo saturo e gran mole di dialoghi - in alcune scene dalle situazioni non sempre originalissime.


L'ultima modifica di hiperwlt il Ven Gen 24, 2020 9:00 am, modificato 1 volta

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FrancescoB
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John Schlesinger - Il maratoneta

Thriller paranoico in stile anni '70 - in orbita I tre giorni del condor, se vogliamo - che forse mette troppa carne al fuoco e potrebbe finire tranquillamente quindici minuti prima. Però il ritmo non cala mai, la complessità della trama viene in qualche modo sciolta proprio dalla suspense e Hoffman, Olivier (settantenne) e Scheider fanno a gara a chi è il più bravo e per quanto mi riguarda tagliano insieme il traguardo.

Se per Richard Jewell sono sul 7, qui almeno mezzo voto in più.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Dom Feb 16, 2020 9:55 am  Rispondi citando
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Alexander Sokurov - L'Arca Russa

Ne sento naturalmente parlare da anni e un amico cineasta ha insistito perché lo vedessi.
In estrema sintesi, un numero d'alta scuola, dal puro e semplice punto di vista del virtuosismo mozartiano un lavoro impareggiabile: fotografia meravigliosa, l'ambientazione sfarzosa (il Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo), il one take "impossibile" che ancora oggi costringe cinefili e registi di mezzo mondo a scervellarsi (come noto, Sokurov realizza il film come un unico piano sequenza della durata di oltre un'ora e mezza).

Però, ecco, non riesco a vederci molto altro se non un'eccezionale impresa estetica, appunto un saggio di virtuosismo inarrivabile, come se Sokurov fosse un poeta che vole dimostrare una completa padronanza della metrica più che esprimersi.
Ho familiarità con i film e le opere meta-narrative e anti-narrative, che spesso trovo molto più interessanti della classica storia che va da un punto A a un punto B, ma cerco sempre risonanze, simboli che sappiano rimandare ad altri simboli, insomma un gioco di incastri che non si riduca a semplice gioco.

Sokurov qui per me pecca un po' di narcisismo e di estetismo, sembra voler suggerire allo spettatore "Ammirami, perché sono un fenomeno". Provo la stessa sensazione davanti ad alcune opere di Sorrentino.


L'ultima modifica di FrancescoB il Dom Feb 16, 2020 10:41 am, modificato 1 volta

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