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theRaven
MessaggioInviato: Lun Feb 24, 2020 12:16 pm  Rispondi citando
Utente Junior


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Per me bellissimo, uno di quei dischi che fondono quasi tutti i miei interessi musicali preferiti, pensare che aveva solo 17 anni Surprised
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Manci01
MessaggioInviato: Lun Feb 24, 2020 1:59 pm  Rispondi citando
Novizio


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Grazie mille. Invece di band come Run Dmc e Beastie Boys che ne pensate? Quali sono i loro lavori più importanti?
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zagor
MessaggioInviato: Lun Feb 24, 2020 2:36 pm  Rispondi citando
Music Guru


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beh i Run Dmc sono stati un gruppo "cerniera" fondamentale tra la old school classica (Grandmaster Flash, Afrika Bambataa etc) dei primi anni 80 e l' età dell'oro iniziata a fine decade. Raising Hell contiene due classici come My Adidas e soprattutto la cover di Walk this Way degli Aerosmith, che darà il la a tutto il crossover degli anni successivi, con le contaminazioni col rock

i Beastie Boys pure hanno fatto del sincretismo col rock il loro marchio di fabbrica, fin dal loro incendiario debutto Licensed to ill

i loro due dischi migliori per me sono Paul's Boutique ( il piu' stratificato come suoni, anche grazie alla produzione dei Dust Brothers) e poi l' iconico Ill Comunication, l'apogeo del crossover grazie alla celeberrima"sabotage"
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FrancescoB
MessaggioInviato: Lun Feb 24, 2020 5:04 pm  Rispondi citando
Music God


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Posto un po' di album hip hop che amo:

2Pac - Me Against the World

The Roots - dovrei dire quasi tutta la discografia, direi che Things Fall Apart del 1999 è uno dei momenti più alti del decennio e non solo in tema di hip hop, i Roots sono band clamorosa che ha anticipato molta della black wave che verrà, giustapponendo musica funk/soul tradizionale e suonata live, campionamenti e stregonerie produttive hip hop, virtuosismi jazz, l'immediatezza fisica di tanto rock alternativo.

Dalek - come sopra, qui l'opera da consegnare ai posteri è Negro Nekro Nekros, avant hip hop che anticipa nel 1998 molte delle tendenze del nuovo millennio, settando peraltro standard proibitivi per tutta la concorrenza.

cLOUDDEAD - cLOUDDEAD e Ten, un decennio fa erano idolatrati un po' ovunque, oggi sono passati di moda, restano a mio avviso tra gli sperimentatori più intelligenti e tra le migliori voci "fuori dal coro" di tutto il mondo dell'hip hop avveniristico, una sorta di post-hip-ambient dalle aspirazioni progressive.

Altri nomi sparsi: Be di Common, The Infamous di Mobb Depp.il debutto del Wu-Tang Clan.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Feb 25, 2020 9:43 am  Rispondi citando
Music God


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theRaven ha scritto:


Per me bellissimo, uno di quei dischi che fondono quasi tutti i miei interessi musicali preferiti, pensare che aveva solo 17 anni Surprised


Mizzega cosa mi ha ripescato, questa è davvero una chicca.

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Giorgio_Gennari
MessaggioInviato: Mar Feb 25, 2020 10:34 am  Rispondi citando
Utente Master


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Proseguendo con l'esplorazione del jazz;
Questi i lavori più bestiali che ho carpito, nella prima metà dei sessanta. Qualche consiglio?

• *We Insist! - Max Roach's Freedom Now Suite*, Max Roach, 1960
• *Free Jazz: A Collective Improvisation*, Ornette Coleman, 1960
• *The Black Saint and the Sinner Lady*, Charles Mingus, 1963
• *Out to Lunch!*, Eric Dolphy, 1964
• *Spiritual Unity*, Albert Ayler, 1964
• *A Love Supreme*, John Coltrane, 1964
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Manci01
MessaggioInviato: Mar Feb 25, 2020 12:18 pm  Rispondi citando
Novizio


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Invece in Italia quali sono gli artisti e gli album hip hop più interessanti?
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zagor
MessaggioInviato: Mar Feb 25, 2020 2:54 pm  Rispondi citando
Music Guru


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Manci01 ha scritto:
Invece in Italia quali sono gli artisti e gli album hip hop più interessanti?


partirei dai dischi anni 90 di Frankie HI-N-rg MC....Verba Manent e La morte dei miracoli. Lui imbattibile come rapper e autore di testi incisivi come pochi, ma anche le basi sono ganze.

poi Sxm- Sangue Misto

per cose piu' recenti lascio la parola ai giovani
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Feb 26, 2020 9:36 am  Rispondi citando
Music God


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Gennaro mi stai provocando, potresti diventare la mia cavia ideale per le dissertazioni sulla storia del jazz, occhio Laughing

Scherzi a parte posterò qualcosa non appena ho due minuti.

Quoto Zagor su Frankie, tra i pochi davvero in grado di adattare l'estetica hip hop alla lingua italiana, lui ha coniato un rap italiano vero e proprio (anche molto forbito, complesso sul piano lessicale metrico etc.. oltre che di spessore sul fronte semantico), ovviamente ce ne sono molti altri, dal giovane Rancore ai Colle der Fomento, ma complessivamente non è un settore che seguo né apprezzo. La Trap italiana, salvo poche eccezioni, mi sembra il sintomo di un degrado culturale pazzesco, perché rispetto ad altri movimenti giovanili che quantomeno rompevano con lo status quo e incarnavano, pur tra mille contraddizioni, le aspirazioni ribelli della gioventù, la Trap mi pare invece personificare l'accettazione completa dello status quo, la fascinazione ingenua per i gingilli della bella vita, i soldi, il successo da ostentare.

Il movimento ha qualche merito sociologico perché fotografa piuttosto bene il conformismo bieco del ceto medio italiano, che riesce a fare peggio del gansta americano non solo sul piano estetico (lì ci sono tre categorie di differenza) ma anche su quello ideologico, perché non vedo l'ombra del riscatto sociale, del figlio del ghetto che si afferma, ma solo un mucchio di figli di papà che si trastullano nei privilegi, rinfacciandoli al mondo e rivendicandoli come emblema del successo e della propria visione del mondo, spacciata come l'unica possibile.

Insomma, la peggio gioventù, anche se questo aspetto è l'unico degno del minimo interesse per quanto mi riguarda: smaschera il capitalismo come lotta feroce di tutti contro tutti, gli toglie il velo del protocollo e dell'ideologia, forse i figli della crisi sono diventati più feroci nel rivendicare la propria rendita di posizione e nell'attaccare chiunque la metta in discussione.

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theRaven
MessaggioInviato: Ven Feb 28, 2020 8:30 pm  Rispondi citando
Utente Junior


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Mal Waldron Quintet
Hard talk


Che live pazzesco
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Onceinabluesoon
MessaggioInviato: Sab Feb 29, 2020 11:23 pm  Rispondi citando
Novizio


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Manci01 ha scritto:
Invece in Italia quali sono gli artisti e gli album hip hop più interessanti?



Da pischello non ho ascoltato altro! Laughing
Provo una sorta di mini-bignami sul tema. Senza tante pretese, piuttosto con la speranza che qualcuno possa integrare e correggere le inevitabili mancanze e distorsioni dovute a ignoranza, limiti e gusti personali. Premetto che ho un'idea relativamente buona di cosa è successo fino a cinque/sei anni fa, poi ho perso un po' il polso della situazione.

1994 Hardaswallow dei Rdical Stuff. Interessante da un punto di vista storico, il disco è il frutto di un lavoro durato anni (il primo singolo del gruppo è del 1989). Erano anni nei quali ancora si dubitava del fatto che il rap potesse funzionare in lingua italiana e si rappava in lingua inglese.

1994 SxM dei Sangue Misto è l'album che ha dimostrato che si poteva fare rap ad alti livelli in lingua italiana. È un po' il papà del rap italiano. Sto andando con l'accetta e tralasciando immeritatamente molti nomi. Ci tengo almeno a citare un album che può dare un'idea abbastanza esaustiva dello stato embrionale nel quale si trovava il rap italiano nei primissimi anni novanta e che può permettere di conoscere i principali rapper all'epoca in circolazione: Rapadopa di Dj Gruff del 1993.

Tra il 1994 e il 2000 si sforna molta roba buona. Basi molto curate ma relativamente poca sperimentazione. Si campionano il jazz, il funk e il soul e si impara a far funzionare metricamente una lingua molto diversa da quella inglese, con molte più vocali e molte meno parole tronche. L'eredità di questa stagione è splendidamente e comodamente cristallizzata in un album del 1999 del produttore Fritz da Cat: Novecinquanta.

Menzione speciale a Neffa e al suo Neffa & i messaggeri della dopa del 1996. In analogico non si è prodotto niente di comparabile in Italia in ambito Hip-Hop. Flow e timbro spaziali, un classico.

Con il nuovo millennio arriva un periodo di relativa stanchezza. Da segnalare 60 Hz di Dj shocca, un po' il Dj Premier italiano (paragone molto in piccolo!), che nel 2004 riesce, grazie all'identità del suo sound e alla chiarezza della sua visione, a radunare in un unico album rapper navigati e nuove leve. È un po' una cerniera, un ponte sospeso su anni poveri che collega i novanta a ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Di nuovo, parlo di “anni poveri”, ma a ben vedere sarebbero costellati di esperimenti anche interessanti. Nel 2005 ad esempio Lord Bean pubblica in free download l'album Lingua Ferita nel quale rappa su basi di EL-P.

Gli anni 2006/2007 segnano una svolta. Il rap conquista nuovamente spazio nel “mainstream” con Mondo Marcio, Fibra e i Club Dogo e per fortuna anche l'”underground” si fa sentire con due capolavori, entrambi del 2007: kARMA di Kaos One e Anima e Ghiaccio dei Colle der Fomento, album che indubbiamente hanno lasciato un segno indelebile nel genere.

Da qui il rap conquista sempre più spazio sino ad esplodere con gli anni dieci. Si passa dagli eventi di piazza degli anni duemila (2theBeat) alla televisione (MTV Spit) e la produzione si diversifica in maniera sorprendente. Se si riesce ad ascoltare oltre il rumore che si è prodotto intorno alle figure più note e meno interessanti, è difficile non riconoscere che è stato fatto molto e con molta inventiva (al netto del fatto che siamo in Italia, ovviamente). Arrivati a questo punto, data la vicinanza storica, diventa più difficile riconoscere delle traiettorie precise e inevitabilmente gioca un ruolo più rilevante il gusto personale (in questo caso il mio!).
Ci sono dischi eccentrici ed intimisti come Sinfobie di Soulcè e Teddy Nuvolari (2012), album tamarri ma tutto sommato ben fatti come Il cuore e la fame di E-green del 2013. Gli Uochi Toki e Zona mc si sono mossi ai margini del rap italiano con dischi interessanti, rispettivamente Cuore amore errore disintegrazione (2010) e Scrivere col Sangue (2013) su tutti. Salmo si è meritatamente conquistato dello spazio. Il suo primo disco resta a mio parere insuperato per inventiva e varietà: The Island Chainsaw Massacre, 2011. Uno sperimentatore senza pari dalla scrittura visionaria è Dargen D'amico. Un disco d'esordio come Musica senza Musicisti nel 2006 in Italia è qualcosa di sorprendente. Le sue vette secondo me Di vizi di forma vitrù del 2008 e CD' del 2011 . Murubutu si è distinto per uno storytelling di altissima qualità (Gli Ammutinati del Bouncin' su tutti a mio parere, ma con Murubutu è impossibile sbagliare).
Questi alcuni dei nomi. Se ne sarebbero potuti fare molti altri: Caneda, Rancore, Ghemon, Coez e i Brokenspeakers, Mistaman, Bassi Maestro, Mr Phil, Frankie HI NRG, Jack the Smoker, Musteeno, i DSA Commando, i One Mic, Speaker Deemo, OTR, ATPC, e così via all'infinito. Come dicevo con la metà degli anni dieci mi sono allontanato dal genere, quindi non mi spingo oltre.


Un consiglio particolare: Numero 47 degli Artificial Kid, una delle tante perle del rap italiano incomprensibilmente sepolte da spazzatura che valeva meno della metà. Un concept album distopico-cyberpunk di notevolissima fattura a tutti i lievlli. Frutto del lavoro di Danno (mc dei Colle der Fomento), del produttore StabbyoBoy e di DjCraim, tra i più capaci che abbiamo in Italia. Hanno fatto qualcosa di bellissimo e bisogna volergli solo bene: https://www.youtube.com/watch?v=bwTIaEDrC58

Per gli appassionati di fantastoria/ucronia, c'è stato un momento in cui si è cercato di dare vita ad una cultura Hip-Hop di dimensione europea. Due testimonianze:

la prima da un disco di La Pina del 1998 ingiustamente poco noto: Piovono angeli https://www.youtube.com/watch?v=n-tkdUs5NE4

la seconda da un album del 2002 del rapper belga Rival Capone: En quelques featurings. Il pezzo si intitola significativamente European Attack
https://www.youtube.com/watch?v=PEH0dE7_YBA


Chiedo umilmente perdono per il commento infinito Shocked
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theRaven
MessaggioInviato: Lun Mar 02, 2020 11:03 am  Rispondi citando
Utente Junior


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Grandissimo lavoro, in tutti i sensi.
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zagor
MessaggioInviato: Mer Mar 04, 2020 9:48 pm  Rispondi citando
Music Guru


Registrato: 15/11/12 21:37
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fedeli fino alla fine ai dettami del grunge, quindi anche alla dicotomia elettrico/acustica, dopo il disco ruock col nuovo cantante ecco quello unplugged Laughing

i de leo bros sono due bravi figli di puttana, e rob sa ancora scrivere pezzi formalmente impeccabili, ma l'ologramma del rimpiazzo di weiland rende l' operazione un po' grottesca.
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PehTer
MessaggioInviato: Mer Mar 04, 2020 10:53 pm  Rispondi citando
Utente Junior


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zagor ha scritto:


fedeli fino alla fine ai dettami del grunge, quindi anche alla dicotomia elettrico/acustica, dopo il disco ruock col nuovo cantante ecco quello unplugged Laughing

i de leo bros sono due bravi figli di puttana, e rob sa ancora scrivere pezzi formalmente impeccabili, ma l'ologramma del rimpiazzo di weiland rende l' operazione un po' grottesca.


Avevo sentito solo un pezzo qualche mese fa (non ricordo quale), che però mi era parso la solita ballatina post-grunge banale e anonima... Poi sì, il cantante sembrava davvero un imitatore di Weiland, quasi da tribute band.
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zagor
MessaggioInviato: Gio Mar 05, 2020 11:49 am  Rispondi citando
Music Guru


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ho rimesso questo sul piatto per riconciliarmi col palato infatti Laughing



qunato muove il culo "sin" col riffone alla kashmir

https://www.youtube.com/watch?v=S62Hi8B2l6I
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