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<  Cinema  ~  L'ultimo film che ho visto
FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Giu 06, 2020 2:46 pm  Rispondi citando
Music God


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Shadows faceva di necessità virtù e portava nel cinema alcune innovazioni sperimentate dalla letteratura. Cassavetes ha elevato all'ennesima potenza il concetto di improvvisazione controllata: lascia la vicenda sempre in secondo piano, spesso la rende quasi trasparente, e si concentra sui personaggi.

Già in Shadows la cosa si nota, peraltro è un film invecchiato benissimo per me. Poi nei tre lavori che cito esalta le qualità superiori degli attori, davvero si tratta di film jazz perché gli interpreti sono tecnicamente fuori gara (Gena Rowlands e Peter Falk, ovvero due tra gli attori del secolo, e lo stesso Cassavetes per me era un grande, penso a Rosemary' Baby o a Quella sporca dozzina) e dal punto di vista umano ti spezzano in due.

Io mi sono commosso già quasi solo con il trailer di Love Streams che posto sotto, si tratta della storia di due fratelli eccentrici che si ritrovano dopo anni e condividono due personalità assurde e due vite piuttosto incasinate. Curioso e anzi quasi incredibile che John abbia affidato a sua moglie il ruolo di sua sorella, davvero i confini tra realtà e finzione con lui vengono polverizzati.

https://www.youtube.com/watch?v=X1HKmvSICFE

Se non l'hai visto e ne hai voglia, recuperalo subito.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Giu 13, 2020 1:13 pm  Rispondi citando
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Spike Lee: Da 5 Bloods - come fratelli

Apprezzando buona parte della produzione di Spike (benché a mio modo di vedere gli manchi spesso il quid per sfornare il capolavoro), ho guardato subito l'ultimo film, uscito giusto ieri su Netflix.

Punti a favore: contro ogni pronostico, è attualissimo, vista la recrudescenza del crisi afroamericana, mai scomparsa ma solo mascherata dalle solite teorie tese a confinare in un imprecisato passato i conflitti sociali ("roba superata", lo sento dire ogni giorno).
La storia è costruita in modo originale, riesce a collegare la madre di tutte le guerre americane post 45 (il Vietnam) con i problemi della contemporaneità. Riesce a parlare di molte cose e a sparare strali in molteplici direzioni (Trump in primis). Da ultimo, le due ore e mezza abbondanti volano e non è un merito da poco.

Ci sono però alcuni punti deboli: qualche sparatoria e semi-splatterata gratuita, il tentativo di ricollocare la vicenda particolare dei reduci dentro la Storia con la S maiuscola è un po' forzato e affidato più che altro a qualche video affascinante ma che rischia di essere didascalico (Malcolm, Muhammad Alì, Angela Davis, insomma i volti noti della ribellione afroamericana che fu).

Nonostante qualche difetto "semantico", un film coraggioso e che non può che fare bene, viste la nomea del regista e la risonanza anche mediatica delle sue opere.

Dico un 7 abbondante, in sintesi.

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Cas
MessaggioInviato: Sab Giu 13, 2020 4:00 pm  Rispondi citando
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Bellissimo lavoro che mi ha ricordato il Cassavetes di Una moglie

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Giu 13, 2020 4:03 pm  Rispondi citando
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Davvero Cas? Dove si può recuperarlo? Smile

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Giorgio_Gennari
MessaggioInviato: Dom Giu 14, 2020 1:21 pm  Rispondi citando
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Nooo avete cancellato la mia citazione di Mosca! Maledetti!
Adesso metterò il broncio (Laughing)
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Cas
MessaggioInviato: Dom Giu 14, 2020 4:46 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Davvero Cas? Dove si può recuperarlo? Smile


Questo mi pare di averlo torrentato...

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FrancescoB
MessaggioInviato: Dom Giu 14, 2020 6:16 pm  Rispondi citando
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Grazie, vedo se riesco a recuperarlo

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Giorgio_Gennari
MessaggioInviato: Lun Giu 15, 2020 5:43 pm  Rispondi citando
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The Tree of Life

Un film profondo.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2020 12:56 pm  Rispondi citando
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Sto maturando la convinzione che nel corso dell'ultimo decennio il documentario in senso lato abbia quantomeno affiancato il cinema di finzione e narrativo per qualità, impatto, energia, lucidità. Riporto le mie impressioni su due tra le opere più grandi in cui mi sono imbattuto in questi giorni.

Frederick Wiseman - Ex Libris: New York Public Library

Wiseman è reputato uno dei massimi se non il massimo documentarista vivente, ma purtroppo è pressoché impossibile recuperare le sue opere, tantomeno sottotitolate in italiano. Fa eccezione il film girato tre anni or sono nella Grande Mela e dedicato alla sua biblioteca, o meglio alle innumerevoli sedi sparse per Manhattan e il Bronx (Brooklyn e il Queens hanno sistemi autonomi che contribuiscono a trasformare il sistema bibliotecario della città nel più grande del mondo).

Wiseman ricorre alle tecniche del direct cinema (la telecamera scompare) che usa da decenni per esplorare un mondo vastissimo, ricco e complesso come la città e la società che gli danno vita. Tre ore e mezza che volano e mi fa strano dirlo, temevo un pippone cosmico: tra letture di autori emergenti (un giovane legge una poesia incredibile), interviste a personaggi noti e meno noti con tanto di presentazione dei loro libri (Patti Smith, Elvis Costello, alcuni poeti afroamericani), le riunioni del comitato direttivo e tra comitato e rappresentanti del Comune, i momenti più toccanti arrivano non solo con le lunghe lezioni di storia, filosofia e sociologia (un corso sul marxismo a New York!), ma anche quando Wiseman si intrufola in realtà minori (una sede minuscola al Bronx, la biblioteca di North Harlem) e riprende le vite di coloro che li frequentano, i loro problemi.

Sicuramente hanno una concezione della biblioteca più evoluta della nostra, dispiace dirlo: da noi non tengono lezioni gratuite su De Lillo, sullo scambio epistolare tra Lincoln e Marx etc.. Uno spaccato della modernità americana e occidentale incredibile, consigliato a tutti coloro che hanno un po' di pazienza Smile

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2020 1:00 pm  Rispondi citando
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Joshua Oppenheimer - The Act of Killing

Più facile da reperire e un po' più noto presso il grande pubblico è il documentario del 2012, che come noto consiste in una lunga intervista (intervallata da mille episodi e da simulazioni vere e proprie di omicidi e torture) di alcuni tra i responsabili del genocidio che ha insanguinato l'Indonesia a metà anni '60, quando tutti gli oppositori erano tacciati di comunismo e fu sterminato un milione di persone (!). Incredibilmente, i carnefici vivono tranquilli e beati e anzi ricoprono posti di rilievo, certo sul finale sorge il sospetto di un pentimento, ma il documentario lascia addosso un'amarezza e una sensazione di incredulità difficili da descrivere. Un mondo e un episodio lontani che però ci rivelano come anche le nostre opinioni e convinzioni siano facilmente manipolabili. Imperdibile.

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MessaggioInviato: Lun Giu 22, 2020 10:38 am  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Joshua Oppenheimer - The Act of Killing

Più facile da reperire e un po' più noto presso il grande pubblico è il documentario del 2012, che come noto consiste in una lunga intervista (intervallata da mille episodi e da simulazioni vere e proprie di omicidi e torture) di alcuni tra i responsabili del genocidio che ha insanguinato l'Indonesia a metà anni '60, quando tutti gli oppositori erano tacciati di comunismo e fu sterminato un milione di persone (!). Incredibilmente, i carnefici vivono tranquilli e beati e anzi ricoprono posti di rilievo, certo sul finale sorge il sospetto di un pentimento, ma il documentario lascia addosso un'amarezza e una sensazione di incredulità difficili da descrivere. Un mondo e un episodio lontani che però ci rivelano come anche le nostre opinioni e convinzioni siano facilmente manipolabili. Imperdibile.


Bellissimo.
La mia lettura è che alla fine, per quanto la violenza possa essere legittimata e istituzionalizzata, questa lascia segni profondi nei carnefici. Il finale in questo senso offre uno spiraglio di "rivalsa" e di redenzione (e fa di questo documentario uno strumento, un atto politico potentissimo).

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FrancescoB
MessaggioInviato: Lun Giu 22, 2020 12:12 pm  Rispondi citando
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Sono d'accordo. I carnefici sembrano sentirsi nel giusto e anzi rievocano quasi con gusto, in alcuni momenti, le atrocità che hanno commesso e l'indifferenza che li circonda ricorda quella che può riguardare mille altri carnefici del mondo (penso a nazisti, stalinisti, fascisti, ma anche alle violente repressioni che hanno insanguinato il Sudamerica nella seconda metà del '900; penso anche a noi, che trattiamo con noncuranza l'orrore delle tante guerre che hanno visto protagonisti occidentali e italiani; penso anche al fatto che siamo abbastanza indifferenti alla trasformazione del mediterraneo nel più grande cimitero del mondo).
Ma poi, questi assassini, rivelano di non riuscire a dormire, di avere gli incubi, e il protagonista principale sul finale getta la maschera.

In sintesi, non solo una denuncia ma anche un documento politico attuale e di una forza inesprimibile. Io sono per un 9 o quasi.

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Giorgio_Gennari
MessaggioInviato: Gio Giu 25, 2020 3:37 pm  Rispondi citando
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Animal House

Quando lo vidi la prima volta, in seconda superiore (modestia a parte, la cultura negli ITIS è sempre altissima), quando ero ancora uno sfigatello fra tanti, lo trovai un film inutile, gretto, volgare e idiota.

Ora sto iniziando a notare che la malvagità insita in certi personaggi raggiunge certe vette.. cavolo! Non elenco i singoli episodi, ma dai, 'sta roba si magna in un boccone tutti i mille American Pie della storia. Lo adoro. Credo che dalla sua abissale idiozia se ne possano trarre insegnamenti (luciferini) importanti nell'adolescenza. Che poi: sono davvero così spietati questi ragazzi/mandria, se li si confronta con il mondo degli adulti?
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Giu 27, 2020 3:30 pm  Rispondi citando
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Kryzstof Zanussi - Illuminazione

Non mettete mano alla fondina se sentite parlare di cinema of moral anxiety, perché Zanussi di questo si occupa ghghgh

Come l'altro gigante polacco Kieslowski, anche il Kryzstof cattolico scodella film cerebrali, che rimandano sempre a qualcosa d'altro, che interrogano e si interrogano, e che non sono studiati per piacere a un pubblico generalista. Illuminazione è in ogni caso tra i suoi lavori più riusciti e accessibili: le riflessioni del protagonista (che potrei definire epistemologiche: è in cerca di certezze, di una conoscenza solida e universale) si scontrano con l'imprevedibilità, la ricchezza e la complessità della vita; di grandissimo impatto visivo alcune scene in cui il regista sembra interrogarsi sul ruolo della scienza e della medicina, suoi suoi limiti. Per me, un gioiello.

Abdellatif Kechiche: La vita di Adele

Non avevo ancora visto uno dei lavori più celebrati dell'ultimo decennio e ho rimediato fuori tempo massimo. Per me, un capolavoro alla stregua di Lawrence Anyways e forse anche meglio. In alcuni momenti le due ragazze mi hanno mandato in tilt Laughing

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Giorgio_Gennari
MessaggioInviato: Sab Giu 27, 2020 4:24 pm  Rispondi citando
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Bello, Vita di Adele, bel film. La tenera Adele passa attraverso il lesbismo mentre traghetta dall'adolescenza alla maturità. C'è sesso e nudità, ma sembra che tutto sia più volto a comunicare bei messaggi sulla crescita che a intrattenere inguaribili voyeur o gentaglia LGBT. La scena del litigio domestico poi è agghiacciante. Uno di quei film che vanno visti, specialmente quando sei ancora un/una giovane verginetto/a che sa poco del mondo e dell'amore ma cerca con innocente ingenuità di capirci qualcosa.
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