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MessaggioInviato: Lun Lug 13, 2020 6:28 pm  Rispondi citando
Utente Master


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Old Boy, di Park Chan-wook

Film incentrato sul tema della vendetta. Ironico e drammatico, gioca molto sugli stereotipi dei film d'azione americani, dei filmacci marziali alla Bruce Lee (se va bene...), degli anime ecchi/porno (lo so, si chiamerebbero hentai - ma non chiedetemi perchÚ lo so). SarÓ senz'altro uno dei rari film d'azione che rivedr˛, prima o poi.
P.S.: consiglio di non guardarlo in italiano, ma in lingua originale (coreano) coi sottotitoli - sembra una cosa da hipsters, lo so, ma Ŕ davvero molto meglio cosý.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Lun Lug 13, 2020 7:17 pm  Rispondi citando
Music God


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Robert Greene - Fake It So Real

Documentario del 2012 che rappresenta la scena wrestling amatoriale di un paesino del South Carolina. Il wrestling (secondo uno dei personaggi, "la pi¨ grande forma d'arte americana, pi¨ del jazz e del rock'n'roll") sembra proprio un trampolino per la rivincita dei disederati del mondo. Le storie personali pi¨ tristi e degradate trovano in qualche modo riscatto in questa esibizione che si colloca a metÓ strada tra lo sport e lo show vero e proprio. Non pensavo che comportamenti, allestimenti etc.. che non esiterei a qualificare come trash potessero velare tanta umanitÓ.

Elio Petri - I giorni contati

Capolavoro esistenzialista di Petri, che purtroppo avrÓ poco successo commerciale, inducendolo a optare per un cinema pi¨ spettacolare e chiassoso, benchÚ capace di risultati altissimi (lo straordinario "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"). Tra i risultati pi¨ alti del cinema italiano d'essai, per quanto mi riguarda.

The 120 Days of Bottrop: The Final New German Film

Non conoscevo e conosco tuttora molto poco la figura di Christoph Schlingensief, il pi¨ accreditato candidato alla corona di erede di Rainer Werner Fassbinder, scomparso a soli cinquant'anni nel 2010. Rispetto a Rainer Ŕ meno toccante ma altrettanto incline all'assurdismo e alla trovata bizzarra. Qui scodella un'idea che merita da sÚ il rispetto di ogni cinefilo: gli attori di Fassbinder, attempati, si radunano per girare una versione tedesca e isterica delle 120 giornate di Sodoma. Non mancano approssimazioni, bischerate gratuite e momenti trash, ma l'opera Ŕ un geniale puzzle degno del teatro dell'assurdo.

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Cas
MessaggioInviato: Lun Lug 13, 2020 10:13 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:

Elio Petri - I giorni contati

Capolavoro esistenzialista di Petri, che purtroppo avrÓ poco successo commerciale, inducendolo a optare per un cinema pi¨ spettacolare e chiassoso, benchÚ capace di risultati altissimi (lo straordinario "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"). Tra i risultati pi¨ alti del cinema italiano d'essai, per quanto mi riguarda.


Visto l'altro giorno. Stupendo.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Ago 14, 2020 4:03 pm  Rispondi citando
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Un po' di visioni recenti:

Michael Haneke - Il settimo continente

Ispirato a una storia vera, Ŕ un film angosciante e con un finale terribile, quasi insostenibile. Non spoilero nulla per chi non l'avesse mai visto. Haneke scopre l'orrore nei luoghi pi¨ impensabili, la definizione di slow cinema calza a pennello, la scelta estetica di riprendere gli oggetti, le mani, le porte d'ingresso etc.. anzichÚ i personaggi, specie se stanno parlando, rende il tutto ancora pi¨ bizzarro e claustrofobico.
Il titolo allude all'Australia come continente ove rifugiarsi.

Mike Leigh - Another Year

Tra i film pi¨ toccanti dell'ultimo decennio, finisce dritto nella ristretta rosa dei miei preferitissimi. Una vecchia coppia borghese di Londra fa i conti con presente e passato, nel corso di un anno e delle sue stagioni. Leigh tocca temi delicati e importanti senza retorica e senza indugiare troppo sulle situazioni pi¨ dolorose. I suoi personaggi marginali lasciano il segno. Un Ken Loach che dimentica ogni didascalismo e guarda ancora di pi¨ alla dimensione umana delle vicende. Per me, un capolavoro.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Lun Ago 24, 2020 5:37 pm  Rispondi citando
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Qualche altro film meritevole

Kyrzstof Zanussi - La costante

Sempre pi¨ ammirato dal regista polacco di lontane origini italiane. Se mai l'etichetta di cinema of moral anxiety ha avuto un senso lo si deve a lui. La storia di un ragazzo ossessionato dalla correttezza e dalla bontÓ d'animo che si scontra con un sistema che tende a emarginarlo. Il tutto ruota attorno alla sua passione per alcune questioni matematiche che dovrebbero aiutarlo a rendere prevedibile la vita. Un gioiello.

Jonas Mekas - Guns of the Trees

New American Cinema, la New York sperimentale, testi meravigliosi, fotografia idem, tanti episodi da pelle d'oca. Anticonvenzionale non per vezzo ma per uno scopo, estetico e direi anche umano. Come avevo scritto, Mekas mi sembra un artista originale ma soprattutto una grande persona.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Gio Set 17, 2020 9:15 am  Rispondi citando
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Altri film visti di recente:

Mike Leigh - Segreti e bugie

Mi sto innamorando del regista inglese, del suo realismo intimo, della sua poesia delle piccole cose che non rinuncia per˛ ad affrontare le cosiddette "grandi domande", che nonostante i toni dimessi e pacati non annoia mai. Questo per me Ŕ uno dei pi¨ grandi ritratti familiari degli anni '90 e un capolavoro.

Marco Bellocchio - I pugni in tasca

Rimedio con grave ritardo a una delle mie lacune pi¨ imperdonabili. Un film spartiacque nella storia del cinema non solo italiano, come disse Pasolini un film che anticipa il '68 e che giÓ ne supera le istanze, un'opera che prende spunto da neorealismo e nouvelle vague ponendosi giÓ oltre, in una dimensione tutta sua (al confine tra cinema di prosa e cinema di poesia, ma si tratta di una poesia morbosa, una poesia della paura, della miseria), capace di sconcertare anche chi ha sviluppato un non comune senso dell'orrore nel quotidiano. La rivolta del "mostro" e anzi dei "mostri" Ŕ qualcosa che non pu˛ lasciare indifferenti. Credo tra le vette della storia del cinema tutto.

Credo che Bellocchio sia con Marco Ferreri il pi¨ grande eretico del cinema italiano, non so se concordate.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Ott 06, 2020 6:01 pm  Rispondi citando
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Mike Leigh - Dolce Ŕ la vita

Forse per la prima volta, Leigh non mi soddisfa in pieno. Il lavoro rimane godibile, non mancano momenti di notevole pathos che hanno sempre la capacitÓ di suonare veri e non didascalici nÚ patetici, per˛ ci sono alcune cadute nel macchiettismo e in generale il ritratto di famiglia mi sembra meno interessante che in altre occasioni, benchÚ il divertito stoicismo dei protagonisti (figli della Londra proletaria) strappi pi¨ di un sorriso.

Ettore Scola - La terrazza

Molti critici lo reputano il capolavoro di Scola, ma personalmente ho preferito C'eravamo tanto amati e anche Una giornata particolare. La terrazza resta una lunga, splendida fotografia d'epoca, o meglio della fine di un'epoca; optando per un'unitÓ di tempo e luogo che funge da pretesto per varie digressioni, Scola racconta il passaggio cruciale tra gli anni della contestazione e quelli del craxismo, la fine delle illusioni ideologiche, addentrandosi nei meandri del ceto medio borghese e intellettuale sinistrorso della capitale.
Un po' come farÓ Sorrentino, ma con una differenza importante per me: Scola Ŕ su quella Terrazza e si confronta con i propri simili, ne coglie ipocrisie e debolezze, mentre Sorrentino - al di lÓ della maestria tecnica - secondo me Ŕ l'archetipo dell'intellettuale che lui stesso vorrebbe dissacrare, in una sorta di cortocircuito che ne indebolisce la forza poetica e spalma su tutto una sgradevole patina di insinceritÓ e stucchevolezza.

Arthur Penn - La caccia
Penn Ŕ uno dei grandi irregolari del cinema americano e La caccia, pur pi¨ vicino all'estetica del colossal hollywoodiano rispetto a lavori come Bonnie & Clyde o Piccolo Grande Uomo, ne conferma la statura di grande eretico. Circondato da bellissime/ bellissimi e star (Robert Redford, Jane Fonda - ma si pu˛ essere pi¨ gnocche? - Marlon Brando etc..), racconta una provincia americana ancora legata in qualche modo al mito del west, bruta e crassa, in cui il bene non pu˛ trionfare.

Barbet Schroeder - Koko, le gorille qui parle

Documentario del 1978 dedicato a Koko, gorilla che impara il linguaggio dei sordomuti e che sviluppa una forma di coscienza semi-umana (riesce a collocare gli eventi nel tempo, mente, maltratta il compagno ghghghg). In sintesi, un'interrogazione su ci˛ che ci differenzia dagli altri esseri viventi e una sculacciata alla nostra presunzione, nonchÚ alle certezze della religione. Consigliatissimo.

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zagor
MessaggioInviato: Sab Ott 31, 2020 2:17 pm  Rispondi citando
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ciao sean, insegna agli angeli come si mescola un martini Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad

proprio qualche settimana fa ho rivisto robin e marian, forse uno dei suoi apici come attore

gigante!



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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Ott 31, 2020 5:48 pm  Rispondi citando
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Che brutta notizia...Gigante in ogni senso, pur non amando la saga di James Bond adoro lui come attore, per me al suo top nel film che citi e forse anche ne Il Nome della Rosa.

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zagor
MessaggioInviato: Dom Nov 01, 2020 11:09 am  Rispondi citando
Music Guru


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si, anche i film di spessore nel suo curriculum sono tanti ( tipo the hill e the offence di sidney lumet e i banditi del tempo di Gilliam)...

poi negli anni 80 non ha sbagliato nulla, oltre a il nome della rosa e gli intoccabili ( sublimi), dava il suo tocco inconfondibile pure a mega produzioni come highlander, indiana jones e l ultima crociata e caccia a ottobre rosso.


per citare una delle sue battute piu' famose in 007...shocking, positevely shocking.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Nov 07, 2020 9:22 am  Rispondi citando
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Riepilogo di alcuni dei film pi├╣ interessanti delle ultime settimane.

Rainer Werner Fassbinder - Paura della paura

Il prodigioso e precocissimo tedesco a trent'anni aveva gi├á girato diverse decine di film e Paura della paura, datato 1975, ├Ę tra pi├╣ potenti e sconvolgenti della sua vastissima filmografia. La vicenda ricalca un po' quella di Una Moglie di John Cassavetes, l'impianto rimane vagamente teatrale, e se forse gli apici del capolavoro del regista greco-americano restano inavvicinabili, Fassbinder scava comunque dentro l'angoscia di una donna, una madre di famiglia, e soprattutto dentro la sua inguaribile solitudine. Agghiaccianti vari momenti e soprattutto il finale.


John Lee Hancock: The Founder

La storia vera del fondatore di McDonald, che da cinquantaduenne - e da venditore porta a porta emarginato del Missouri - costruisce un impero senza precedenti, approfittando anche della buona fede dei fratelli McDonald, titolari di un ristorantino a San Bernardino. Quasi la vecchia America, con i suoi valori familiari che in qualche modo tengono a freno la voracit├á del capitalismo, costretta ad arrendersi alla ferocia della nuova America. Nulla di sconvolgente, tutto fila liscio ed ├Ę piuttosto convenzionale, ma il film regge bene e resta godibile e interessante.

Chris Marker - Level Five

Uno dei capolavori del leggendario regista francese, l'uomo venuto dal futuro. Marker intervista la moglie di un programmatore giapponese morto mentre lavorava a un videogioco che voleva ricostruire la tragedia di Okinawa; in particolare, la moglie dovrebbe completare l'ultimo livello del gioco (appunto, il livello cinque). Un pretesto esile diventa strumento per scavare dentro la storia, sia la storia personale della meravigliosa protagonista che la Storia del Giappone, della guerra mondiale, delle atrocità. Profondo e anzi vertiginoso, una gemma che consiglio a tutti i cinefili, a metà strada tra documentario, cinema d'avanguardia e cinema narrativo.

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MessaggioInviato: Sab Nov 14, 2020 4:57 pm  Rispondi citando
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Proseguo nel mio monologo ghghgh

Jeff Stein - The Kids Are Alright

Il mega rockumentary dedicato al decennio degli Who, che poi sarebbero ameno quindici anni. Una bomba e alcune esecuzioni cosmiche, anche una bella istantanea di quegli anni tumultuosi. Keith Moon personaggio del secolo.


B├ęla Tarr - Le armonie di Werckmeister


Ho sempre nutrito un po' di timore reverenziale nei confronti del regista ungherese, che con molti colleghi dell'est mi sembra sempre molto impegnativo. Il suo lavoro del 2000 però non mi ha intimorito: sarà cinema contemplativo e scopertamente filosofico, ma io ci ho visto tantissimo. Una gigantesca, spaventosa metafora del mondo, con alcune scene agghiaccianti. Il mistero dell'Universo assomiglia a una danza di ubriachi.


Garrett Bradley - Time

Forse il documentario pi├╣ interessante dell'anno. Bradley si occupa dell'assurdo sistema penale americano, che pu├▓ comminare una pena di sessant'anni di reclusione per una tentata rapina, cos├Č privando due nascituri del padre, praticamente per sempre. Una storia vera e agghiacciante. Purtroppo le storture e gli abusi del potere giudiziario mi sono sin troppo familiari e vicende come questa mi toccano.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Dom Dic 06, 2020 12:23 pm  Rispondi citando
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Nicolas Roeg - Don't Look Now

Il compianto Mark Fisher ne parla con entusiasmo nel suo The Weird and the Eerie e dopo averlo visto ho compreso meglio il suo punto di vista. Questo ├Ę veramente un film inquietante perch├ę mette "qualcosa laddove non dovrebbe esserci nulla". Thriller psicologico anni '70 ma anche modernissimo, con un grande Donald Sutherland e una Venezia invernale e spettrale che incornicia una vicenda spaventosa, che ruota intorno al fato e al soprannaturale, declinandoli per├▓ in chiave umanissima e concreta (niente fantasy). Da vedere.

David Fincher - Mank

Uscito su Netflix pochi giorni or sono, tra i lavori pi├╣ impressionanti del 2020. Fincher confeziona il suo lavoro formalmente pi├╣ impeccabile e meta-cinematografico, rovistando nel carniere della storia del cinema - la stesura della sceneggiatura di Quarto Potere, la vicenda umana toccante del genio Hermann Mankiewicz. Per me un gioiello, che riesce a parlare anche di oggi, specie quando si occupa delle elezioni della California, dominate da una retorica molto simile a quella contemporanea.

Frederick Wiseman - Titicut Follies

Straordinario lavoro d'esordio del pi├╣ grande documentarista mai esistito (ma parlare di documentarista ├Ę quasi riduttivo, in America lo accostano ai grandi scrittori), Frederick Wiseman. Titicut era un manicomio criminale del Massachusetts e Frederick, utilizzando gi├á l'approccio che sar├á la sua cifra stilistica, si addentra in un mondo lontano da quello quotidiano e lo esplora in punta di piedi, fino quasi a scomparire. Wiseman al tempo stesso riconosce il ruolo cruciale delle istituzioni e le smantella, ne rivela la fallibilit├á, le fragilit├á, gli abusi. Agghiaccianti vari momenti, dalle eutanasie imposte per legge ai discorsi sul ricorso compulsivo alla masturbazione da parte dei pazienti e/o sulla guerra del Vietnam (un pazzo inscena un monologo pi├╣ lucido di quello di molti media e politicanti). Non per tutti, un pugno nello stomaco, tanto che verr├á sottratto alla censura solo negli anni '90.

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glenn dah
MessaggioInviato: Mer Dic 09, 2020 3:53 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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Di Arthur Penn ho visto recentemente Night Moves (Bersaglio di notte) torbido noir datato '75, con un dolentissimo Gene Hackman nei panni del solito detective privato che parte da un caso di semplice sparizione e finisce in una spirale che poi diventa personale.
Splendido cinema, come sempre, di spazi aperti, famiglie che già si disintegrano, sesso, violenza, puttanaggini varie
Due esordi o quasi: James Woods e Melanie Griffith, molto giovani -e già bravini-

M├▓ mi riprendo i tuoi consigli seventies... Wink

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"Morgan Ŕ il Caravaggio del nostro tempo"
(Vittorio Sgarbi)
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Dic 09, 2020 4:48 pm  Rispondi citando
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Night Moves ├Ę un gran film, tra i migliori di Penn. Melanie Griffith inverosimilmente gnocca gi├á da minorenne Laughing
Hackman nei settanta ├Ę quasi sempre titanico, La Conversazione ├Ę forse la sua interpretazione pi├╣ grande, ma ├Ę sempre al top.

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