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<  Musica  ~  La morte del discorso sulla musica
Marco_Biasio
MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2018 11:08 pm  Rispondi citando
Music God


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Volevo solo dirvi che nell'anno peggiore di sempre per il rock sono definitivamente esplosi loro <3

https://www.youtube.com/watch?v=G5Z4bma_tUM

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Silencio...
No hay banda!
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rekal69
MessaggioInviato: Sab Gen 13, 2018 12:37 pm  Rispondi citando
Novizio


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Marco_Biasio ha scritto:
Volevo solo dirvi che nell'anno peggiore di sempre per il rock sono definitivamente esplosi loro <3


grandissimi, non li conoscevo....
grazie, spero che questo sito continui a regalarmi recensioni di artisti sconosciuti e che sto apprezzando da diversi anni anche se non mi sono mai registrato per parlare di musica.
Fin dai tempi della scuola superiore ho sempre cercato una luce musicale al di fuori delle tenebre commerciali, e con voi ne ho trovate parecchie di buone band e gruppi sconosciuti ai pi....
grazie per quello che avete fato e che spero continuerete a fare!
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Giuseppe Ienopoli
MessaggioInviato: Sab Gen 20, 2018 10:09 am  Rispondi citando
Musicomane


Registrato: 10/08/11 19:48
Messaggi: 720
Residenza: Profondo Sud

... secondo me 'sta cosa ci sta ...

Arrow https://youtu.be/yQb21sfPQfg

La musica dei poveri

Lei non appartiene alla cultura
non la trovi sotto una bandiera
Lei non ha bisogno affatto di protettori
lei non pu restare dentro, il suo posto fuori!

Non l'avranno i figli del benessere
lei rimane ci che deve essere
Non l'avranno gli avvocati* ne i faccendieri
tantomeno i poliziotti o i carcerieri

La musica dei poveri, la musica dei poveri

Lei ha mille facce o solo una
pi lontana e pi ti sta vicina
Lei ha centomila anni, nuova
han cercato di ammazzarla ma lei viva

La musica dei poveri, la musica dei poveri

Molti ne reclamano partenit
ma lei non appartiene neanche a chi la fa
Non l'avranno i venditori di dischi
o i pagliacci camuffati da grandi artisti
non l'avranno i criminali... distinti
lei non dei vincitori, lei dei vinti

La musica dei poveri, la musica dei poveri
La musica dei poveri, la musica dei poveri

Nota * - Buffoli avvisato ... -



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... bianco e che bianco!
https://youtu.be/0QTB0n3f_kg
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Gen 20, 2018 11:29 am  Rispondi citando
Music God


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"Cosa sono cento avvocati incatenati sul fondo del mare?" "Un buon inizio!"

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Giuseppe Ienopoli
MessaggioInviato: Sab Gen 20, 2018 8:28 pm  Rispondi citando
Musicomane


Registrato: 10/08/11 19:48
Messaggi: 720
Residenza: Profondo Sud

... s, ma le capacit degli avvocati anche sott'acqua sono imprevedibili ...

Arrow https://youtu.be/QlJ41OzB9sw ... Razz ... in risposta ad Andrew Beckett ...

... sulla terraferma poi non parliamo di quelle economiche ...

Un signore va da un avvocato e gli chiede:
"Ma vero che lei chiede mille euro ogni tre domande? Non le sembra di essere un po' troppo caro?"
"S" risponde l'avvocato "E qual la sua terza domanda?"



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... bianco e che bianco!
https://youtu.be/0QTB0n3f_kg
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FrancescoB
MessaggioInviato: Dom Gen 21, 2018 9:02 am  Rispondi citando
Music God


Registrato: 08/02/09 19:40
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La storia sta cambiando, a me a volte non danno neanche 100 euro dopo che mi sono sbattuto per risolvere problemi, dovrei imparare qualcosa da qualche vecchio volpone temo Laughing

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zagor
MessaggioInviato: Mer Mar 24, 2021 11:42 pm  Rispondi citando
Music Guru


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Messaggi: 1691

articolo interessante sulle prospettive della critica musicale

https://www.siamomine.com/la-critica-musicale-ha-ancora-senso/?fbclid=IwAR1ZwPU1H6OxJC2sER7jJQLCUbFBuKhx1yFU5kQI1PHSnGLNHQw-wg7FmiY
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2021 7:15 am  Rispondi citando
Music God


Registrato: 08/02/09 19:40
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Pezzo interessante, le cui risonanze sono difficili da approfondire in un forum.

La questione delle nicchie e dei loro soliloqui era un po' alla base anche di questo thread: sembra davvero difficile per la critica azzardare prospettive più ad ampio raggio Ogni ragionamento si concentra e si esaurisce su questo artista, questo disco, questo filone.

In questi giorni sto leggendo un testo di Mark Fisher risalente a qualche anno fa (2015-2016, ci sono però pezzi risalenti anche a inizio millennio) che ipotizza il problema dell'"eterno presente", senza per questo scadere nella nostalgia per le presunte "epoche d'oro".

Fisher si occupa in primis di artisti di grande successo, di primo piano nell'area del pop: Adele suona al tempo stesso imbevuta di passato (ma, per me correttamente, Fisher dice che il suo passato è indeterminato: potrebbero essere gli anni '60 così come gli '80) e contemporanea, anche se più sul piano metamusicale (lo sviluppo della carriera, i palcoscenici dove si è affermata, la produzione futurista). Considerazioni analoghe valgono per artisti per me dotati di molto meno spessore (i Black Eyed Peas, Bruno Mars: sono contemporanei e al tempo stesso chiaramente imparentati con il passato, anche se è un passato anche qui vago, indeterminato; Bruno Mars è un clone di Michael Jackson e di tanta pop music/ black music affine, davvero è difficilissimo collocarlo sul piano puramente estetico).

La regola vale anche se saliamo un po' le graduatorie estetiche: il capolavoro di Kamasi Whashington, che ha scosso molti jazzofili cinque/sei anni or sono, è un fluviale, meraviglioso omaggio a John Coltrane, alle band di Miles Davis e all'epopea di fusion e jazz elettrico. Kamasi è moderno e al tempo stesso una sorta di museo del jazz, jazz che viene quindi cristallizzato in una sorta di "eterno presente". Molta BAM, che pure venero, ha lo stesso pregio e lo stesso limite.

Non so se siete d'accordo con queste considerazioni, io in parte sì.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2021 7:27 am  Rispondi citando
Music God


Registrato: 08/02/09 19:40
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Fisher aggiunge, e questo noi lo sappiamo già, che tra un disco del 1967 (Jefferson Airplane) e un disco del 1980 (Joy Division) l'abisso estetico, produttivo, atmosferico etc.. è immenso. Per un ascoltatore un minimo avveduto è pressoché impossibile sbagliarsi e collocare i Jefferson Airplane nel 1980, tutto ciò che li riguarda urla a gran voce California degli anni '60.

Questa distinzione è diventata molto più difficile. Un disco meraviglioso come quello di Kamasi potrebbe essere uscito nel 1990 e uscire oggi, e sarebbe meraviglioso ugualmente. I National, lasciando da parte il discorso produttivo avveniristico, sarebbero dei giganti del post punk e lo sono della modernità.

Non ne faccio una questione qualitativa e infatti ho citato artisti per me immani. Ne faccio un discorso di percezione, di linguaggio e anche di critica. Non è detto che ciò che stiamo vivendo oggi valga meno, l'accesso libero a un'infinità di contenuti ha provocato un rimescolamento delle carte impensabile nel 1990, ha frammentato le poche strade esistenti in un miliardo di viottoli e vicoletti. Per me questo non è un male, anzi. Rimane in effetti l'impressione, che ha poche eccezioni, di vivere un eterno presente che perdura da quasi un ventennio.

Nel pezzo postato da Zagor ci sono considerazioni per me interessanti anche sul ruolo della musica e della critica. Purtroppo, mentre in letteratura e in buona misura anche nel cinema esistono categorie codificate, con tutti i pro e contro, questo vale meno nella musica. O meglio, vale solo in certe nicchie. Per me si tratta di qualcosa di liberatorio, naturalmente, ma quando ho frequentato un forum di appassionati di calcio la tendenza di quasi tutti gli utenti era spacciarsi per intenditori (nonostante si conoscessero pochissime cose, ma davvero il nulla) e ridurre tutto a una questione di gusti.

Un utente scrisse "Un amico che suona in una grande orchestra classica adora i Quenn e i System of a Down mentre trova insopportabili Nick Cave, Tom Waits e David Bowie". Io risposi che un amico che suona il violino da una vita adora Gianni Morandi, ma il succo rimane: quell'utente, e come lui decine di altri, riduceva tutto a una questione di gusti, fatta eccezione per alcuni grandi nomi della classica che infatti vengono accostati ai grandi letterati.

Si tratta proprio di una prospettiva diversa: nessuno è legittimato a ridurre Dante o Beethoven a "questione di gusti", mentre se parliamo di musica popolare diventa tutto legittimo, proprio perché non esiste un'autorità.

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