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<  Cinema  ~  L'ultimo film che ho visto
Giorgio_Gennari
MessaggioInviato: Gio Mag 21, 2020 1:25 pm  Rispondi citando
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(detto da un ignorante Cosmico in materia di Settima arte)

Jordan Peele mi sembra che abbia dei bei numeri.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Mag 22, 2020 7:20 pm  Rispondi citando
Music God


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Linklater è il primo nome cui penso anche io sinceramente, benché creda che il suo capolavoro sia degli anni '90.

Eastwood un altro che dà il meglio da ultramaturo. Apprezzo molto il finlandese Kaurismaki, per me confeziona quasi solo gioielli, un Ken Loach più sorrealista, minimalista, ironico e intrinsecamente scandinavo.

Notevoli pure Pablo Larrain e il vecchio leone Herzog, che gira e pubblica filmoni e documentari senza tregua anche dopo il 2000. Tra i giovani Jordan Peele pare anche a me meritevole, aggiungo Damien Chazelle, Felix Von Groningen e chissà quanti ne dimentico.

In Italia per me Nanni anche dopo il 2000 non teme nessuno, tra La Stanza del Figlio, Habemus Papam e Mia Madre, mi ha convinto meno invece l'apologo politico de Il Caimano. Notevole anche Garrone, naturalmente, e in qualche episodio anche Virzì.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Dom Mag 24, 2020 5:02 pm  Rispondi citando
Music God


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A proposito di Virzì, mi sono guardato

Il capitale umano.

Nel panorama del cinema midstream italiano questo lavoro spicca, alcune prove attoriali sono notevoli e la complessa trama a incastro (con tanto di flashbacks, punti di vista diversi etc..), peraltro ispirata chiaramente a un romanzo made in USA, funziona.

Mi convince meno invece la scelta di trasformare troppi personaggi in macchiette: la moglie insoddisfatta (anche se non è male l'idea dell'amplesso durante la visione di Nostra Signora dei Turchi ghghgh), il leghista che enuncia banalità con tanto di suoneria del Va' pensiero (forse il punto più basso del film), il figlio viziato e violento contrapposto all'artistoide con problemi familiari alle spalle. Insomma, qualche caduta c'è, e in diversi momenti sembra di rivedere la versione minore di Blue Jasmine.

Però rimangono un discreto coraggio e la capacità - sempre piuttosto rara nel nostro cinema midtream, ad esempio manca quasi sempre per me in Sorrentino - di bersagliare di strali non tanto "la società" ma una sua declinazione specifica e attuale (in questo caso, la Brianza post crisi finanziaria del 2008-2009).

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zagor
MessaggioInviato: Mar Mag 26, 2020 9:11 pm  Rispondi citando
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di Virzi' ho visto solo Ovo Sodo ( che è un piccolo classico del filone giovanilista italico anni 90, assieme a Tutti già per terra) e poi Tutta la vita davanti che, pur senza essere chissà quale capolavoro, coniuga impegno e commedia di intrattenimento con buoni risultati. capitale umano ce l' ho da ripescare da tempo.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Mag 27, 2020 10:27 pm  Rispondi citando
Music God


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Io ho visto e apprezzato anche La Pazza Gioia.

Negli ultimi giorni.

Kossovitz - L'odio. Il film risale al 1995 e schiera un Cassel ventinovenne, ma anticipa da molti punti di vista l'attualità (sia per la fotografia ricercata e l'elegante bianco e nero, che per la vicenda). Kossovitz racconta una giornata nella vita di tre emarginati nella banlieu parigina (un africano, un arabo e un ebreo), rappresentando un mondo caotico, violento, in cui la convivenza è difficile; senza parteggiare apertamente per gli "ultimi", che non ispirano troppa simpatia, ma anche senza condannarli o fare la morale. Finale che è un pugno nei denti.

Jacques Becker - Il buco. Capolavoro del cinema carcerario, straordinario nel suo angosciante realismo (Becker evita colonne sonore ed enfasi gratuita, giocando tutto sui silenzi e sui rumori che li rompono), bellissimo nella rappresentazione dell'amicizia maschile. Anche qui, finale da capogiro. Non è un caso se molti lo reputano uno dei capolavori degli anni '60, e personalmente sono d'accordo.

John Landis - The Blues Brothers lo rispolvero dopo una vita, rimane un film unico, con una colonna sonora senza pari, energia allo stato brado e capacità di nobilitare in epica le americanate. Belush e Akroyd inarrivabili.

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zagor
MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2020 9:26 am  Rispondi citando
Music Guru


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splendido l' odio, proprio qualche giorno fa è uscito questo articolo sul guardian

https://www.theguardian.com/film/2020/may/23/how-la-haine-lit-a-fire-under-french-society
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2020 9:42 am  Rispondi citando
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Se vi piace il cinema di Kassovitz, e in particolare La haine, vi consiglio caldamente di recuperare il recente Les Misérables di Ladj Ly.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2020 10:52 am  Rispondi citando
Music God


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Grazie della segnalazione Marco, me lo recupero.
Francesco

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Giu 02, 2020 5:41 pm  Rispondi citando
Music God


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Gillo Pontecorvo - La battaglia di Algeri

Che bello quando il cinema italiano dava due giri di pista a quasi tutti gli altri, capolavoro del post-neo realismo che ne conserva il piglio documentaristico e le aspirazioni storiografiche. Immenso.

Martin McDonagh: Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Quasi la versione latamente politica di alcune cose dei fratelli Coen; scorretto, a tratti scurrile, e ciononostante commovente. A mio parere, tra i lavori più interessanti degli ultimi anni.

Jonas Mekas: This Side of Paradise
Cortometraggio autobiografico del noto regista sperimentale, se mai l'espressione diary film ha mai avuto un senso, lo dobbiamo a lui. In questi giorni vorrei recuperarmi anche le opere maggiori di questo autore audace e al tempo stesso profondo. Come ha scritto un utente che non conosco su RYM, Mekas dà anche a me le stesse impressioni di John Cassavetes: non solo un regista originale e anticonvenzionale, ma soprattutto una grande persona.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Giu 05, 2020 10:45 am  Rispondi citando
Music God


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Qualche altro titolo.

Stuart Rosenberg - Brubaker

Filmone carcerario che ha il merito di non indugiare sugli stereotipi del genere e di affrontare la tematica da un punto di vista originale. Certo, l'ombra del progressismo made in USA incombe e alcuni momenti sono didascalici, ma Redford dà vita a un personaggio credibile, il ritratto del sistema penitenziario USA non fa sconti e si evitano semplificazioni.


Stanley Donen - Sciarada

Thriller tutto colpi di scena e ritmo serrato che non rinuncia all'ironia e a una messinscena che lambisce la comicità e il musical (quasi Hitchcock che strizza l'occhio a Cantando sotto la pioggia e al suo romanticismo). La Hepburn, Grant e Matthau stellari. Per me, capolavoro.


Jonas Mekas - Reminiscences of a Journey to Lithuania

Diary film all'ennesima potenza, Mekas riesce a rapire la mia attenzione nonostante sia completamente antinarrativo e appunto quasi più poetico; cito il vecchio Fab: giudicare le qualità narrative di quest'opera equivale ad analizzare le qualità estetiche delle fotografie dell'album di famiglia, insomma il discorso qui va oltre, è al tempo stesso scarnificato e lirico, frammentario eppure forte di una visione d'insieme coerente. Visione consigliata a tutti quelli che hanno dimestichezza con l'avanguardia.

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glenn dah
MessaggioInviato: Ven Giu 05, 2020 11:32 am  Rispondi citando
Musicofilo


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Hai detto Brubaker e mi è venuto in mente che ho rivisto l'altra sera Capricorn One, di Peter Hyams

Alcuni buchi di sceneggiatura passabili, per una storia mozzafiato di fanta-politica (il finto atterraggio su Marte di una missione USA) che si trasforma in un thriller desertico ad alta tensione, costellato da alcune sequenze iconiche (il serpente nella grotta, l'inseguimento aereo vs elicotteri, la scalata della montagna con sorpresa finale)
e come da copione anni 70 (decennio notevole per il cinema a stelle strisce) grandissime riprese open air
Cast di prim'ordine

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"Morgan è il Caravaggio del nostro tempo"
(Vittorio Sgarbi)
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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Giu 05, 2020 2:35 pm  Rispondi citando
Music God


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Notevole anche quello. Sul cinema americano anni '70 con me sfondi una porta aperta: una vera epopea d'oro, lunga e priva di interruzioni. Direi che tutta la fase compresa tra Bonnie & Clyde e Brubaker/ I cancelli dei cielo etc.. è inattaccabile,

Negli '80 si avverte ancora l'eredità del filone, specie con gli autori che hanno saputo rinnovarne il linguaggio (Spielberg, Pollack, Woody Allen, Altman), ma quei quindici anni restano un discorso a parte, per il loro cinema sono l'equivalente del neorealismo per il nostro, della nouvelle vague per quello francese etc..

Davvero non si contano i capolavori, siamo nell'ordine delle decine. Qualche regista che dà il meglio in quella fase: Arthur Penn, Robert Altman, Martin Scorsese, Michael Cimino, Francis Ford Coppola, Sydeny Pollack, Woody Allen, John Cassavetes, Mike Nichols, qualcosa di Kubrick che però sarebbe una forzatura arruolare tra i simboli della New Hollywood, Peter Bogdanovich, Dennis Hopper, Roman Polanski (vale lo stesso discorso di Kubrick), John Schlesinger, Peter Yates, Bob Rafelson e ne dimentico giusto qualche decina.

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MessaggioInviato: Ven Giu 05, 2020 6:01 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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FrancescoB ha scritto:
Qualche regista che dà il meglio in quella fase: Arthur Penn, Robert Altman, Martin Scorsese, Michael Cimino, Francis Ford Coppola, Sydeny Pollack, Woody Allen, John Cassavetes, Mike Nichols, qualcosa di Kubrick che però sarebbe una forzatura arruolare tra i simboli della New Hollywood, Peter Bogdanovich, Dennis Hopper, Roman Polanski (vale lo stesso discorso di Kubrick), John Schlesinger, Peter Yates, Bob Rafelson e ne dimentico giusto qualche decina.


Tutto vero e tutto molto bello

Un paio di aggiunte con i relativi must (per me almeno)

Siegel / Chi ucciderà Charlie Warrick? + The Beguiled (altrochè la coppola)
Lumet /Quel Pomeriggio di un giorno da cani + Serpico
Avildsen / Salvate la tigre - qui c'è un Jack Lemmon assurdo
R. Scott / Alien
Peckinpah / Cane di Paglia
W. Hill / Driver -gli amanti di Drive dovrebbero vedersi questo-
Friedkin / Esorcista + Braccio violento della legge + Cruising
Il clamoroso Coppola de La Conversazione

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"Morgan è il Caravaggio del nostro tempo"
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Giu 06, 2020 7:54 am  Rispondi citando
Music God


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La Conversazione (con un Gene Hackman titanico) secondo me quasi se la gioca con Apocalypse Now e forse supera Il Padrino I e II, e ho detto tutto. Coppola negli anni '70 sembra posseduto dalle muse, gira quattro film dal 9 in su in pratica.

Facendo mente locale, mi sono ricordato anche di Hal Hasby (Bound For Glory, lo straordinario Harold & Maude, Oltre il giardino), Alan J. Pakula (Tutti gli uomini del Presidente), Frank Schaffner (l'epico Papillon, con Steve McQueen e Dustin Hoffmann al meglio del meglio), Bob Fosse (All That Jazz tra i miei film preferiti in assoluto, peraltro tristemente premonitore in senso autobiografico), Peter Weir (che roba è Picnic a Hanging Rock? Assurdo, toccante, tra i capolavori simbolo della New Hollywood), George Lucas (American Graffiti), Brian De Palma (almeno Carrie), il Jonas Mekas di cui ho parlato in questi giorni (Lost, Lost, Lost e Walden due documenti dal valore paradigmatico, l'apogeo estetico e umano di un certo modo di intendere il cinema), quell'eremita bizzarro che risponde al nome di Terrence Malick (Badlands e Days of Heaven due film fuori categoria, per quanto mi riguarda; 9 è quasi poco).

Volevo ipotizzare una top 10 della New Hollywood ma è semplicemente impossibile, mai più rivista tanta carne al fuoco.

Glenn sei anche tu un ammiratore di Cassavetes? Io quando ho visto La sera della prima, Love Streams o A Woman under the influence ho intuito quanto fosse ristretto il mio modo di intendere il cinema, veramente una rivoluzione del linguaggio, ma come diceva John quello non è cinema, è la vita stessa.

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glenn dah
MessaggioInviato: Sab Giu 06, 2020 2:14 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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sì, sono andato a vedermi Shadows al cine correndo quando fecero una retrospettiva del granderrimo
Cassavettes se possibile va anche oltre quel senso di "immediatezza delle immagini" (non so come spiegarlo, ma sono certo hai capito cosa intendo) che il cinema usa 70 sprizza da ogni poro
- per me tra l'altro è anche molto buono come attore, con quella faccia da gentle motherfucker-

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