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<  Musica  ~  La morte del discorso sulla musica
FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 8:19 am  Rispondi citando
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Detto altrimenti: nessuno, neanche noi, prova più ad adottare una prospettiva più ampia.
A parlare della musica nel suo complesso, della sua "direzione", del suo significato socio-culturale.
Siamo diventati tanti piccoli micro-cosmi, ognuno con le proprie peculiarità: questo disco, questo artista, questa scena.
Provare ad azzardare sembra vietato: la critica "pura", distaccata e meramente analitica ha trionfato, in tal senso, su un approccio diverso.

Da un certo punto di vista questo è liberatorio (più musica e meno personaggi), da un altro però segna quasi la fine della critica musicale come forma di interazione fra musica, vita e mondo. L'approccio distaccatamente professionale la fa da padrone.

Insomma, i "romantici" (io mi sento più vicino a questo approccio) hanno perso, ha vinto la via al puro "classicismo", al mero godimento e apprezzamento estetico personale, senza più discorsi "storici", politici, che esulino dalla pura analisi formale.
La musica è viva e vegeta, forse è morto il discorso sulla musica.

Qualcuno è d'accordo?

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zagor
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 12:27 pm  Rispondi citando
Music Guru


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FrancescoB ha scritto:

Insomma, i "romantici" (io mi sento più vicino a questo approccio) hanno perso,

Laughing

https://www.youtube.com/watch?v=yV5NQyT3DFE

mah io penso che sia davvero difficile trovare un filo conduttore nel mare magnum odierno ( sia per la quantità delle proposte, sia per l'offerta di riviste webzine blog etc)

in generale credo si sia passati da un estremo all'altro: negli anni 80 e in parte 90 c'era ancora un forte approccio elitario e sociologico che schifava tutto quello che andava in classifica a prescindere ( tipo su rockerilla o sul mucchio si stroncava uno come prince)

oggi invece sembra ci sia una rincorsa a sdoganare ed esaltrare tutto cio' che è mainstream....esemplare ad esempio da poco la classifica dei migliori brani anni 80 fatta da pitchfork, in cui c'erano tre pezzi di whitney houston e solo uno dei R.E.M LOL

questo era giusto per fare un esempio carne al fuoco ne si trova a pacchi: alla fine ognuno segue le sue passioni e se ne frega di quello che pensano gli altri
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 12:38 pm  Rispondi citando
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La questione che poni è difficile, perché richiede l'analisi comparata e contrastiva di diversi ambienti politici, sociali ed economici e delle cause che hanno portato (e che stanno portando, giorno dopo giorno, al loro differenziarsi).

Non capisco esattamente a cosa ti riferisci quando parli di critica pura, distaccata e meramente analitica. Ti riferisci ad una critica che rapporti ogni disco all'interno del discorso massimamente generale della musica come unico corpo sociale e prodotto dell'attività e dell'interazione umana? Da che io ho memoria, non ho mai letto critiche del genere, non almeno a partire dagli anni '60 in avanti. Si è sempre proceduto per "scene", per "dischi", per "artisti", e non a caso le classifiche dei migliori dischi (in senso assoluto o per decennio o secondo altri criteri ancora) sono, in maggioranza, retrospettive. Difficile è giudicare la portata di un fenomeno quando si è immersi in esso.

Si potrebbe additare, piuttosto, la più pronunciata frammentazione delle scene, dei dischi e degli artisti. Ma allora torniamo ai soliti andanti da sociologi passatisti: la globalizzazione, un modo di fare e fruire la musica che cambia con più velocità delle legislature italiane, il moltiplicarsi degli stimoli, internet... Fare classifiche "generali" oggi è più difficile ma, a mio avviso, perché il materiale a nostra disposizione è molto di più ed è molto più disponibile per tutti (quindi ognuno lo può ascoltare, più o meno distrattamente, e farsene un'idea).

Se, invece, il tuo discorso voleva prendere in analisi la mera interazione tra critica, musica e società (dunque una critica che tenga conto dei fenomeni sociali che creano le condizioni per l'espressione culturale di un certo linguaggio musicale), basti pensare che tutto - massimamente il linguaggio, verbale e non verbale - si origina dall'incontro, dallo scambio e dalla circolazione di informazioni prodotte dagli uomini. Venendo a mancare certe condizioni per la veicolazione di date informazioni, si modificano necessariamente anche altre sovrastrutture (parrà un concetto un po' marxista, ma ritengo possa essere ugualmente calzante). Tradotto in parole semplici: se oggi non si ricercano (quasi) più chiavi di lettura socio/politiche anche nell'analisi di dischi spiccatamente orientati in tal senso è perché l'attivismo, sui generis, non interessa più. Anzi: viene sentito come anacronismo, residuo delle ideologie del XX secolo. Ma a questo punto bisognerebbe addentrarsi in considerazioni sociali sulla composizione dell'humus politico dei nostri tempi che io, da non sociologo, non mi sento di avanzare.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 12:52 pm  Rispondi citando
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Sì ho posto una considerazione molto ampia, da critica "appassionata", che capisco faccia un po' di confusione Laughing

Diciamo che noto sempre più un approccio critico "puro", che da certi punti di vista è anche salutare, ma che forse fa venir meno una certa relazione sanguigna e condivisa con la musica, che le impedisce di essere il fulcro del dibattito (non solo e non tanto politico naturalmente, parlo di dibattito e basta): cioè spesso tutti ci fermiamo a un'analisi di quel disco, di quella scena, di quel singolo artista e della sua evoluzione. Si parla, giustamente, di forma, e non del ruolo di questa modalità di espressione.

Questo non è del tutto negativo (appunto, non si parla più di personaggi), ma in parte ha ridotto la musica ad essere "solo" musica, non so se riesco a spiegarmi.

Per dire, a me piace parlare di una sorta di wave-nera per questi anni, e probabilmente sto forzando le cose, ma fra Lamar, molti artisti jazz etc.. mi sembra di cogliere una sorta di ripresa, di canalizzazione di certe energie provenienti dall'America black, specie dopo la crisi del 2008. Sbaglio? Boh, però da critico "amatoriale" e di basso livello provo un po' a inquadrare la situazione.

Insomma, forse sono io ad essere legato a una concezione della musica come "missione" (finché questa missione non diventa una catena), e probabilmente si tratta di qualcosa di anacronistico come dici giustamente tu, Marco.

Quando dico "abbiamo perso" è perché, nonostante la qualità altissima dei molti dischi, mi sembra che oramai si parli "solo" di buona musica per godersela, e non di una questione di vita o di morte. Probabilmente ho una formazione "deviata" che mi induce a rimpiangere un pochino questo approccio "totalizzante".

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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 1:00 pm  Rispondi citando
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zagor ha scritto:
FrancescoB ha scritto:

Insomma, i "romantici" (io mi sento più vicino a questo approccio) hanno perso,

Laughing

https://www.youtube.com/watch?v=yV5NQyT3DFE

mah io penso che sia davvero difficile trovare un filo conduttore nel mare magnum odierno ( sia per la quantità delle proposte, sia per l'offerta di riviste webzine blog etc)

in generale credo si sia passati da un estremo all'altro: negli anni 80 e in parte 90 c'era ancora un forte approccio elitario e sociologico che schifava tutto quello che andava in classifica a prescindere ( tipo su rockerilla o sul mucchio si stroncava uno come prince)

oggi invece sembra ci sia una rincorsa a sdoganare ed esaltrare tutto cio' che è mainstream....esemplare ad esempio da poco la classifica dei migliori brani anni 80 fatta da pitchfork, in cui c'erano tre pezzi di whitney houston e solo uno dei R.E.M LOL

questo era giusto per fare un esempio carne al fuoco ne si trova a pacchi: alla fine ognuno segue le sue passioni e se ne frega di quello che pensano gli altri


Ok, e questo è positivo, liberatorio, lungi da me evocare lo spettro di una critica puramente "militante".
Però il confronto oramai sembra vietato: ognuno ha la sua torta e se la mangia, persino io che mi lamento sto agendo in questo modo.
E infatti lungi da me anche parlare di amenità ridicole tipo "la musica è finitaaa", parlo proprio - e appunto - del discorso sulla musica.

E' comunque vero che l'estrema frammentazione dà più libertà (spesso illusoria, noi siamo un'isola felice, il resto del mondo continua e considerare la musica come una bibita gassata e poco altro, nonostante le fonti disponibili siano milioni), ma d'altra parte rende impossibile evidenziare qualche "portavoce".

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Dr.Paul
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 1:25 pm  Rispondi citando
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l'approccio critico "puro" per me è un bene, mi sono sempre fidato poco del contrario o della gente troppo umorale....anche se si chiama lester bangs.
molto semplicemente credo che la musica oggi non interessi più nessuno. non c'è più il pubblico manca il ricambio...la musica ha perso importanza (forse i live ancora resistono) ....è una cosa che vola sugli smartphone e spotify....oggi con la musica ci si fanno le sveltine, non ci si fidanza più nessuno.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 2:06 pm  Rispondi citando
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Paul non voglio vestirmi da passatista, per me ad esempio il 2015 ha dato alla luce una marea di grandi lavori, sono in estasi da questo punto di vista.

E credo anche che le forme di condivisione siano solo un bene, almeno potenzialmente.

Però ecco, non vedo più quasi nessuno - un sito come il nostro è per ovvi motivi una parziale eccezione - che vuole parlare del ruolo e della direzione della musica.

Siamo passati dagli eccessi ridicoli degli anni '60 e '70 (i processi a De Gregori, l'enfasi del punk, il free jazz etc..) a un distacco totale.

Cioè, ho l'impressione che per tutti o quasi "basti" che ci sia una musica piacevole e godibile, il resto è fuffa. Ecco, io preferirei una musica "vissuta" in termini diversi.

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Totalblamblam
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 6:28 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Paul non voglio vestirmi da passatista, per me ad esempio il 2015 ha dato alla luce una marea di grandi lavori, sono in estasi da questo punto di vista.

E credo anche che le forme di condivisione siano solo un bene, almeno potenzialmente.

Però ecco, non vedo più quasi nessuno - un sito come il nostro è per ovvi motivi una parziale eccezione - che vuole parlare del ruolo e della direzione della musica.

Siamo passati dagli eccessi ridicoli degli anni '60 e '70 (i processi a De Gregori, l'enfasi del punk, il free jazz etc..) a un distacco totale.

Cioè, ho l'impressione che per tutti o quasi "basti" che ci sia una musica piacevole e godibile, il resto è fuffa. Ecco, io preferirei una musica "vissuta" in termini diversi.


allora vai ai concerti di vasco o liga per una musica vissuta o no? Laughing

gli spunti sono usciti ne manca forse uno: artisti o gruppi capaci di entrare in un discorso storicistico ... che se ben capisco è l'analisi del tuo pippone iniziale ghghgh

beh quella fase è andata, finita ...per tutto c'è una fine

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Cas
MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 6:30 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
...del suo significato socio-culturale...


E se il suo significato socio-culturale si fosse immensamente ridotto o semplificato? Io credo, come ripeto spesso, che la musica abbia smesso di essere strumento di coscienza collettiva, rientrando nel campo dell'espressione culturale bella e buona. Quindi non è colpa della critica e delle sue vedute ristrette se il discorso si concentra sulle qualità intrinseche/formali dei brani/album, ma un semplice riflesso di questa diversa funzione del pop contemporaneo. Anzi, spesso si forzano le cose volendo a tutti i costi inserire la musica in un particolare contesto sociale o volerle far dire messaggi che, in realtà, non vuole dire.

FrancescoB ha scritto:
Siamo diventati tanti piccoli micro-cosmi, ognuno con le proprie peculiarità: questo disco, questo artista, questa scena.


Il che, per me, è il riflesso del processo di individualizzazione che ha tanto di progressivo quanto di regressivo. In particolare ci vedo delle enormi potenzialità per quanto riguarda l'autonomizzazione del gusto, meno legato alle correnti “fideistiche”. Quindi, almeno in potenza, più stimoli, più creatività, meno rigidismi ideologici.


FrancescoB ha scritto:
segna quasi la fine della critica musicale come forma di interazione fra musica, vita e mondo. L'approccio distaccatamente professionale la fa da padrone


La vita è la tua, i legami sono quelli che scegli di intessere tu, la musica è la colonna sonora della tua esperienza. Questo è, secondo me: in qualche modo certi legami identitari tradizionali si stanno spezzando (ma se ne stanno creando dei nuovi, ovviamente, all'interno dei quali la musica non ricopre più il ruolo di collante). Se poi si scopre che le proprie passioni sonore sono condivise tanto meglio.

FrancescoB ha scritto:
La musica è viva e vegeta, forse è morto il discorso sulla musica.


Non è morto il discorso sulla musica: è mutato il discorso sulla musica perché è mutata la funzione della musica.

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MessaggioInviato: Sab Ott 03, 2015 7:34 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Paul non voglio vestirmi da passatista, per me ad esempio il 2015 ha dato alla luce una marea di grandi lavori, sono in estasi da questo punto di vista.

E credo anche che le forme di condivisione siano solo un bene, almeno potenzialmente.

Però ecco, non vedo più quasi nessuno - un sito come il nostro è per ovvi motivi una parziale eccezione - che vuole parlare del ruolo e della direzione della musica.

Siamo passati dagli eccessi ridicoli degli anni '60 e '70 (i processi a De Gregori, l'enfasi del punk, il free jazz etc..) a un distacco totale.

Cioè, ho l'impressione che per tutti o quasi "basti" che ci sia una musica piacevole e godibile, il resto è fuffa. Ecco, io preferirei una musica "vissuta" in termini diversi.

francesco io nn ho mai ho detto che manca la musica valida... ahah ma dove l'hai letto?? ho detto che la musica nn interessa più a nessuno...anche i siti di critica stanno vivendo momenti di stanca.....non c'è il ricambio generazionale..... la gente si limita ad ascoltare su smartphone e via..una botta e via...... senza tanto impegno...una sveltina e via....you know...


L'ultima modifica di Dr.Paul il Dom Ott 04, 2015 12:04 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Dom Ott 04, 2015 10:48 am  Rispondi citando
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Dr.Paul ha scritto:
FrancescoB ha scritto:
Paul non voglio vestirmi da passatista, per me ad esempio il 2015 ha dato alla luce una marea di grandi lavori, sono in estasi da questo punto di vista.

E credo anche che le forme di condivisione siano solo un bene, almeno potenzialmente.

Però ecco, non vedo più quasi nessuno - un sito come il nostro è per ovvi motivi una parziale eccezione - che vuole parlare del ruolo e della direzione della musica.

Siamo passati dagli eccessi ridicoli degli anni '60 e '70 (i processi a De Gregori, l'enfasi del punk, il free jazz etc..) a un distacco totale.

Cioè, ho l'impressione che per tutti o quasi "basti" che ci sia una musica piacevole e godibile, il resto è fuffa. Ecco, io preferirei una musica "vissuta" in termini diversi.

francesco io nn ho mai ho detto che manca la musica valida... ahah ma dove l'hai letto?? ho detto che la musica nn interessa più a nessuno...anche i siti di critica stanno vivendo momenti di stanca.....non c'è il ricambio generazionale..... la gente si limita ad ascoltare su smartphone e via..una botta e via...... senza tanto impegno...una svelitina e via....you know...



Mr. Green

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MessaggioInviato: Dom Ott 04, 2015 12:05 pm  Rispondi citando
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Mr. Green[/quote]
esatto!!!
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MessaggioInviato: Dom Ott 04, 2015 3:41 pm  Rispondi citando
Music God


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Dr.Paul ha scritto:

Mr. Green

esatto!!![/quote]



tutto iniziò con questi e ovvio con bowie lol
oggi con 10 pounds li prendi tutti

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zagor
MessaggioInviato: Lun Ott 05, 2015 12:45 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:

Ok, e questo è positivo, liberatorio, lungi da me evocare lo spettro di una critica puramente "militante".
Però il confronto oramai sembra vietato: ognuno ha la sua torta e se la mangia, persino io che mi lamento sto agendo in questo modo.
E infatti lungi da me anche parlare di amenità ridicole tipo "la musica è finitaaa", parlo proprio - e appunto - del discorso sulla musica.

E' comunque vero che l'estrema frammentazione dà più libertà (spesso illusoria, noi siamo un'isola felice, il resto del mondo continua e considerare la musica come una bibita gassata e poco altro, nonostante le fonti disponibili siano milioni), ma d'altra parte rende impossibile evidenziare qualche "portavoce".


vero, non ci sono più portavoce ma è inevitabile

prendiamo uno come scaruffi, è diventato "portavoce" di un certo modo di sentire la musica semplicemente perchè è stato il primo in italia a mettere in piedi un sito internet con schede su artisti, quindi ha formato tutta una generazione di utenti/appassionati/webrecensori che hanno conosciuto lui per primo

oggi un fenomeno come zio piero sarebbe impossibile, ci sono migliaia di blogger o recensori su youtube che hanno frammentato all'inverosimile l'offerta


teniamoci stretta l'isola felice di questo sito!!!!
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zagor
MessaggioInviato: Gio Gen 04, 2018 9:35 am  Rispondi citando
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lo metto qui, articolo interessante

https://consequenceofsound.net/2018/01/nielsens-2017-year-end-report-confirms-demise-of-rock-n-roll/?wasp=facebook-ads

la faccia di Grohl è tutto un poema Laughing
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