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<  Musica  ~  Come ascoltate la musica?
Cas
MessaggioInviato: Ven Giu 14, 2019 8:46 am  Rispondi citando
Music God


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hotstone ha scritto:


Per quanto riguarda il discorso del p2p , sono daccordo con FrancescoB . Fino anche ai primi anni 2000 procurarsi cd se non abitavi in una grande città era veramente difficoltoso e i sistemi come Napster , WinMx , Emule e poi Torrent hanno permesso a chi non aveva la possibilità di acquistare per un motivo o un altro i dischi, di scaricare ed ascoltare la musica.


Anche io d'accordo con Fra.
Piccolo aneddoto personale: nella mia piccola inutile città (Aosta), nel 2000 sarebbe stato il deserto se non ci fosse stata una biblioteca regionale fornitissima di roba che per me è stata come la manna: Deftones, System of a Down, Can, Amon Duul, Cure, Talking Heads e tanti altri... Ho depredato la fonoteca (ricordate i masterizzatori??), unendola ai vari sistemi di pirateria online Twisted Evil

p.s. quando sento gente che ancora oggi colleziona CD mi commuovo, rimangono il mio formato preferito.

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zagor
MessaggioInviato: Ven Giu 14, 2019 10:31 am  Rispondi citando
Music Addicted


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Cas ha scritto:
[
p.s. quando sento gente che ancora oggi colleziona CD mi commuovo, rimangono il mio formato preferito.


presente! continuo compulsivamente a comprarne

il problema e' lo spazio....una discreta fetta dei miei cd ( quelli che ascolto meno) ho dovuto portarli in cantina.
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Totalblamblam
MessaggioInviato: Ven Giu 14, 2019 11:04 am  Rispondi citando
Music God


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FrancescoB ha scritto:
Insomma, la tecnologia è un mezzo e nel settore specifico ha portato benefici enormi.

Le star vendono come e più di prima, milioni ai altri artisti hanno avuto una visibilità prima impensabile e probabilmente stanno meglio oggi.

Certo ci sono anche le ripercussioni negative e il fenomeno è molto vasto e complesso, come sempre accade. Ma demonizzarlo in toto non serve, remare contro la storia non porta mai a nulla se non ad assumere posizioni nostalgiche o reazionarie, anche in ambito artistico.

Peraltro io ho una marea di cd e ne ascolto a raffica, lungi da me negare la valenza dello strumento (a maggior ragione con il vinile). A fortiori, tuttavia, riconosco il valore di ciò che può accelerare e favorire la diffusione della cultura, e i risultati si vedono sì: noi siamo qui a parlare di dischi di cui trent'anni fa non avremmo mai neppure immaginato l'esistenza.

Facci caso: quasi tutti i non iniziati identificano gli anni '80 con Duran Duran, Madonna, al più con Dire Straits o Queen (tutti artisti che apprezzo in qualche misura, peraltro). Noi sappiamo che stanno parlano dello spillo posto sulla punta dell'iceberg. perché abbiamo avuto gli strumenti per oltrepassare i limiti imposti dall'industria discografica, che prima sclerotizzava il gusto e le possibilità degli appassionati.


mah si esce tanto proprio perche' la qualita' del digitale e' basata sulla velocita'...di produzione commercio e uso e getto

gli artisti campano con i concerti non piu' con le vendite che oggi nessuno sa piu' come realmente quantificare

negli ottanta chi voleva e seguiva realmente comprava anche molto altro dai tuxedo a wim mertens e rockstar li recensiva come altre riviste

c'era una politica delle major che ora si e' persa
le major avevano poi le sussidiare per cose piu' sperimentali

oggi cosa e' rimasto di cio'?

i cd vanno bene ma si comprano con 50p nell'usato qui in uk
non spendo 10 pounds per un cd nuovo perche' e' una presa per il culo ne tantomeno per un vinile nuovo a 20 che e' solo un digitale riversato su vinile

chi si trova tanti cd si trova ahime' con un prodotto fallito e senza valore
chi ha la roba originale ha in mano un tesoro che difficilmente cadra' di moda anzi ogni anno che passa i valori sono aumentati

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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Giu 14, 2019 11:20 am  Rispondi citando
Music God


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Sì sì, ovviamente ci sono pro e contro Wink

Ma ecco oggi abbiamo molte più possibilità rispetto al passato anche grazie alla facilità con cui si può accedere alla cultura, peraltro con Spotify gli artisti guadagnano pure.
Poi ecco anche io cerco di comprarmi i cd originali e se posso i vinili di robe che reputo irrinunciabili, ma ascolto in media tra i 200 e 300 dischi nuovi all'anno, e in molti casi si tratta di roba su cui non torno più, non potrei permettermi di sperimentarla se dovessi pagare.

Forse hai ragione sul fatto che questo accelera tutto e forse mi induce ad ascoltare superficialmente cose che potrei rivalutare sul tempo, e su questo sto lavorando, ma ecco si tratta di controindicazioni compensate da molti aspetti positivi, per me Smile

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MessaggioInviato: Ven Giu 14, 2019 2:41 pm  Rispondi citando
Music God


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per ascoltare 200/300 dischi nuovi all'anno dovrei dedicarmi solo a questo e a poco altro , cioe' campare di musica. anche perche' un solo ascolto non basta se si vuole davvero capirci qualcosa .quindi era meglio prima quando si conosceva molto meno ma molto meglio. il digiatale ha creato solo mostri bulimici tonnellate di mp3 spesso inascoltati o spesso skippati su ogni brano.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Giu 14, 2019 3:49 pm  Rispondi citando
Music God


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Sì a volte mi rendo conto di eccedere e sto cercando di limitare la tendenza bulimica, ci sono in ogni caso molti dischi che approfondisco, mentre per altri mi limito a un paio di ascolti, che però potrebbero non essere sufficienti.

Diciamo che mi fermo quando mi rendo conto che il disco non ha moltissimo da darmi, poi dipende da genere durata etc..

C'è comunque chi fa molto peggio eh, lo skilpping è un male ma dipende anche dalla relazione che si vuole avere con la musica: se si tratta di una caramella da consumare in fretta (e spesso, si parla della stessa caramella riciclata) va bene tutto, se si vuole entrare in sintonia con l'artista l'opera etc.. ovviamente si deve sforzarsi di più. Ma qui, più che dal mezzo, dipende dalle intenzioni dell'ascoltatore: sono circondato da fan di Vasco che skippano e che pure hanno comprato tutti i suoi cd.

Poi abbiamo anche gli strumenti culturali per capire se un disco può essere in sintonia con noi o meno anche dopo due brani, in quel caso io evito la trappola dei voti e mi limito a saltare, per fortuna mi capita raramente perché a monte tendo a selezionare cose che potenzialmente apprezzo.

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FrancescoB
MessaggioInviato: Ven Giu 14, 2019 3:55 pm  Rispondi citando
Music God


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Aggiungo che la diffusione della cultura è un'arma a doppio taglio anche sotto un diverso punto di vista:
- da un lato evita di sclerotizzare i gusti, di castrare le potenzialità del mezzo. Il fatto che non esista una critica accademica è liberatorio, in letteratura (ambiente considerato molto più sacro, a torto a mio avviso, e in cui pare che possano esprimersi solo i "titolati") non è così e infatti siamo molto più indottrinati dalla scuola, che ci spiega come esista una letteratura "giusta", alta, meritevole, in continua evoluzione, con un approccio che è il frutto di contingenze e convenzioni e che pure viene spacciato per autentico e insindacabile.

- dall'altro, legittima la tendenza contraria, e altrettanto pericolosa, per cui tutti si sentono in diritto di esprimere verità sulla musica, considerata l'ambito dell'opinabile per eccellenza, in cui se ti azzardi ad avere una prospettiva più ampia sei sbagliato.

Ora, io ho un punto di vista personale:
- se parliamo di gusti, ogni giudizio ha la stessa identica rilevanza, senza limitazioni di sorta; non esiste un valore oggettivo e questo è sacrosanto in ogni ambito, letteratura compresa.
- se si parla di storia, di estetica etc.. bisogna avere gli strumenti per esprimere giudizi ferrati. Diversamente si parla del nulla o si è schiavi del puro gusto. Io non so nulla di classica giapponese e se ascolto un brano ascrivibile al genere mi limito a un "apprezzo/non apprezzo", il resto sarebbe fuffa pretenziosa.
Ecco, in musica sembra invece che questa regola non valga.

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