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R Recensione

9/10

Dissection

Storm of the Light's Bane

La Svezia degli anni '90 è stata una fucina di gruppi che hanno stravolto il modo di concepire l'heavy metal: con la nascita del filone "swedish death metal" si sono affermati nella scena numerosissime formazioni che hanno esercitato un'enorme influenza sulle generazioni metallare a venire. Basti pensare a nomi come Dark Tranquillity, In Flames, At The Gates, Entombed, Dismember ecc.

Ma tra questi, ce n'è uno che merita un discorso a parte: i Dissection. Un gruppo diventato noto non solo per gli indiscussi meriti musicali, ma purtroppo anche per vicende interne al gruppo: basti pensare che il leader della band, Jon Nödtveidt, è stato in galera per omicidio di un omosessuale. Com'è tristemente noto, diversi gruppi provenienti dalle zone scandinave hanno suscitato, nel corso degli anni '90, numerose polemiche a causa dei loro comportamenti, e sfortunatamente i Dissection rientrano tra questi. Tralasciando i fatti personali del leader (suicidatosi alcuni anni fa, a poco più di trent'anni), le idee e le innovazioni che il gruppo svedese ha apportato alla scena hanno influenzato gente al giorno d'oggi acclamatissima nell'ambiente metal come Behemoth, Naglfar e Anaal Nathrakh (anche se questi utlimi aggiungono generose dosi di industrial). I Dissection, infatti, sono stati tra i primi gruppi ad aver incrociato le partiture ritmiche complesse e disarticolate del death metal con la sensibilità melodica e l'intrasigenza del black metal. Il risultato è una musica violenta e tetra, caratterizzata da atmosfere fredde e buie, ma anche tecnica e sofisticata al tempo stesso. Un ibrido che descritto a parole pare molto semplice se non addirittura scontato, vista la pletora di gruppi che al giorno d'oggi ibridano generi e sottocorrenti come se niente fosse, ma al periodo si trattava di una vera e propria novità.

I Dissection hanno pubblicato, nel corso degli anni '90, solo due album, entrambi molto apprezzati da critica e pubblico, anche se il secondo, il qui recensito "Storm of the Light's Bane" (risalente al 1995) è considerato il vero e proprio capolavoro del gruppo, nonchè uno dei dischi più influenti degli ultimi 15 anni.

L'album si può considerare come un ponte perfetto tra la vecchia e la nuova generazione: le cavalcate thrash e heavy ("Night's Blood", "Unhallowed") tipiche degli anni '80 convivono e si fondono con il black e il death ("Where Dead Angels Lie", "Retribution - Storm of the Light's Bane"). Una ricetta sonora ricca di ingredienti, quindi, caratterizzata da composizioni articolate e molto ben sviluppate, mai uguali a se stesse, dove accelerazioni o martellanti blast-beats lasciano il posto ad improvvisi rallentamenti ritmici e anche ad arpeggi spettrali e glaciali che hanno fatto la fortuna di gruppi come gli Opeth.

Ma ciò che più colpisce dell'album sono le atmosfere, tetre e fredde, capaci di incutere un vero e proprio senso di angoscia e desolazione, complici anche i testi che toccano i temi dell'oscurità, l'occulto e del trionfo del Male sul Bene, con la conseguente perdita di ogni speranza in qualcosa di buono. Liriche che magari al giorno d'oggi possono far sorridere (se non scatenare le solite polemiche di chi non vede di buon occhio questo genere di musica), ma veramente azzeccate per la musica opprimente e priva di luce dei Dissection.

Gli 8 brani del disco (intro e outro incluse) s'aggirano intorno ai 6-7 minuti di durata media, ma nonostante la notevole lunghezza scorrono benissimo e senza intoppi: ogni singolo passaggio, riff e growl è incastrato alla perfezione, rendendo l'ascolto gradevole e, tutto sommato, non molto impegnativo. I musicisti, pur avendo una preparazione tecnica notevole, non cadono mai preda di virtuosismi vuoti e fini a se stessi, e questo è ciò che distingue i grandi gruppi dagli altri.

In conclusione, "Storm of the Light's Bane" è una tappa fondamentale per l'evoluzione del metal, nonchè un vero e proprio pezzo di storia della musica estrema che continua ad appassionare generazioni intere di ragazzi. E quando questo accade, significa che almeno un ascolto è d'obbligo. A poco è servita la recente reunion dei Dissection, in quanto l'ultimo CD ("Reinkaos", 2006), rilasciato poco prima della morte del leader, non gode di quell'aura maligna e cupa che ha caratterizzato i precedenti lavori, ma poco importa: "Storm of the Light's Bane" risuonerà ancora a lungo nelle menti di chi l'ha ascoltato e amato, comprese le tristi e pessimiste note di pianoforte della conclusiva "No Dreams Breed in Breathless Sleep".

Eccezionale.

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Voto degli utenti: 8,2/10 in media su 9 voti.
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gi4ndo 8/10
REBBY 3/10
B-B-B 9/10

C Commenti

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ProgHardHeavy (ha votato 9 questo disco) alle 22:50 del 9 settembre 2014 ha scritto:

Lavoro bellissimo. A me personalmente non fa impazzire, dato che è un disco death, ma dalle forti influenze black, e io e il black non andiamo d'accordo. Comunque, un capolavoro.