R Recensione

9/10

The Blue Öyster Cult

Secret Treaties

La triade si completa.

Un capitolo che chiude il percorso iniziato dall’omonimo esordio (The Blue Öyster Cult - 1972) e dal successivo Tyranny and Mutation (1973). A guardare la copertina c’è da dubitare che Secret Treaties riesca ad esasperare la genialità dei testi e l’ambiguità (in colore di “malvagità”) già ampiamente dimostrata nei precedenti lavori. Il consiglio è guardare nel retro. L’aereo da guerra tedesco si è già alzato in volo e i malcapitati cani giacciono a terra privi di vita. Tanto per ricordare a chi si addentra in questa mistica dimensione che non c’è spazio per ottimismo e spensieratezza.

Il terzo LP si imporrà, nella storia dell’opinione di critici e pubblico, come il loro capolavoro. Una sublimazione celebrata dal successivo (e fondamentale) live On Your Feet or on Your Knees (1975).

I suoni acquistano classe e l’insieme si armonizza senza sacrificare l’impianto caratteristico dei BÖC, aprendo a riff e assoli da una parte più classici e melodici, dall’altra fatalmente coinvolgenti e incastrati secondo schemi mai scontati.

Crudeli e spietati infilano uno dopo l’altro 8 piccoli gioielli che urlano di farsi leggere. La mistica del mondo suburbano chiude le porte alle speranze e ai sognatori d’inizi anni ’70. L’esoterico su note hard rock, con riflessi e anticipazioni di prog, sottolineato da esecuzioni perfette, in una continuità sostenuta che non lascia tregua lungo tutto il disco.

Se i primi due lavori prestavano il fianco, a seconda dei gusti, a qualche cascata di noia, qui si scongiura ogni pericolo. Si spiega forse così il maggiore successo, nonostante tutti gli elementi qui riportati siano già presenti, in forme più originali, tanto in The Blue Öyster Cult quanto in Tyranny and Mutation.

Mettersi a far classifiche sarebbe sicuramente stupido. Soprattutto quando un disco è capace di regalarti emozioni uniche, a livelli difficilmente pensabili. Non mi stancherò mai di insistere sull’assurdità della scarsa notorietà di cui gode il gruppo in questo nuovo millennio.

Ai fortunati che si ascolteranno Secret resterà Career Of Evil (con contributo visibile, nella scrittura, di Patti Smith), la chitarra di Donal Roeser (su tutte Dominance and Submission), il pathos trascinante di Flaming Telepaths e l’eccezionale voce di Astronomy, che chiude il disco con piano e chitarra improntate ad un melodico che sembra nascondere profonde zone scure (ambiguità che si perde, a favore di un ritmo più sostenuto, nella riuscita cover dei Metallica).

Chi si intende un minimo di musica rock non può prescindere, soprattutto per capire quello che nascerà nel versante più duro e grigio, dai 4 dischi qui citati (a cui va aggiunto l’ottimo Imaginos di molti anni dopo – 1988).

Passate in rassegna le influenze confessate da numerosi gruppi “classici” dell’hard rock e dell’heavy metal, scoprirete che quasi nessuno che abbia prestato servizio in questi campi dopo il 1975 è rimasto immune. Non a caso nel disco rimasterizzato è facilmente individuabile; Produced for Reissue by Bruce Dickinson.

Nella riedizione (del 2001) campeggiano anche preziose bonus tracks che comprendono la cover (versione studio) di Born To Be Wild (Steppenwolf), che gli afecionados già apprezzavano in versione live su On Your Feet or on Your Knees.

In molti lo sostengono: si fossero scrittori sarebbero E.A. Poe. Per fortuna sono dei Signori della musica, mi permetto di aggiungere.

Resta difficile rendere conto della complessità con cui si dovrebbero leggere  i lavori dei BÖC. Per citare giusto due elementi che rendono la profondità della simbologia e del simbolismo del gruppo americano, fate caso all’uncinato del gruppo in loco della svastica nazista sull’alettone dell’aereo di copertina (il ME 262, primo aereo con motore a getto e non ad elica). Così come il riferimento alle vittime della perversione hitleriana in Subhuman.

Profondi, controcorrente rispetto alle varie tendenze dei loro tempi, anticipatori, originali e assolutamente capaci (tanto sul campo compositivo, quando in quello esecutivo).

Che Secret Treaties sia una naturale sviluppo dei suoi precedenti, o rappresenti la piena maturazione del loro black and white period (1972-1974) poco conta. Qui si tocca il capolavoro, qui si fa la storia.

V Voti

Voto degli utenti: 8,8/10 in media su 10 voti.
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bart 7/10
REBBY 6/10
B-B-B 10/10
Lelling 9,5/10

C Commenti

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bart (ha votato 7 questo disco) alle 23:11 del 17 aprile 2010 ha scritto:

Album a pari livello del precedente, con due canzoni al di sopra della media: Flaming Telepaths e soprattutto Astronomy, una delle più grandi ballate rock di tutti i tempi.

Roberto_Perissinotto (ha votato 8 questo disco) alle 10:20 del 18 aprile 2010 ha scritto:

Un gruppo di cui, chissà perchè, mi scordo sempre. Faccio mea culpa...però questo resta un gran disco.

fedezan76 (ha votato 10 questo disco) alle 22:29 del 13 settembre 2013 ha scritto:

Disco tra i migliori dei 70s, di un gruppo geniale come pochi. Il loro massimo comunque lo danno nei tre strepitosi live.

ProgHardHeavy (ha votato 10 questo disco) alle 13:31 del 20 aprile 2014 ha scritto:

Incredibile. Uno dei migliori dischi hard rock. Storico.