R Recensione

8/10

Sick Of It All

Built To Last

Fondati nel 1985 per volontà dei fratelli Lou e Pete Koller ( rispettivamente voce e chitarra ) a New York, i Sick Of It All stanno all'Hardcore così come i Led Zeppelin stanno al Rock-Blues o il cacio sta sui maccheroni. La discografia dei nostri è il paradigma di ciò che deve fare un gruppo per guadagnarsi attestati ad Honorem riguardo la coerenza e l' integrità . Proprio nel 2006 hanno celebrato 20 anni di carriera e, guardando a ciò che hanno inciso, e a come lo hanno fatto, si capisce perchè. Vent'anni di turbamenti non li hanno piegati alla commercializzazione, alle cadillac ed alla cocaina: i dischi sono quasi tutti memorabili e il riffing di Pete, fuso ai growls di Lou, continuano a fare scuola grazie anche ad interminabili tournee ( in cui si vedono 4 quarantenni muoversi e suonare come se fossero controfigure dei ballerini del Cirque De Soleil, incredibili!! ). Non so quale strano voto abbiano fatto i Sick Of It All per mantenersi così giovani, forti e indistruttibili, ma so che ciò che fanno è vero, senza compromessi.

La loro carriera si può dividere in due periodi: il primo che va dal 1985 al 1992, in cui incidono dischi memorabili tipo : We Stand Alone , Just Look Around e The Blood The Sweat And No Tears , album storici per l'evoluzione del New York Hardcore in cui i nostri sfoderano un'attitudine hardcore grezza, veloce e vicina a richiami Thrashy ( cosa fatta anche da Agnostic Front, Madball ecc.). Mentre il secondo periodo ci è dato da album quali: Scratch The Surface , Built To Last , Call To Arms , Yours Truly , Life On The Ropes e l'ultimo Death To Tyrants in cui si evidenzia una personalizzazione del proprio sound con richiami un po' più vicini al punk (discorso a parte per l'ultimo disco).

Ora, tra i tanti capolavori dei nostri io scelgo Built To Last : magari alcuni storceranno il muso, ma io penso che questo disco non abbia mai avuto la giustizia che avrebbe meritato …

Uscito nel 1997 per la Elektra, Built To Last si ritrova davanti il non facile compito di dire qualcosa in più rispetto al precedente capolavoro Scratch The Surface (1994), anch'esso su major ); infatti i Sick Of It All si ritrovano schiacciati ai due lati: i vecchi fans non vogliono essere traditi, quelli di Scratch The Surface nemmeno e la label, che è una Major, richiede l'efficienza commerciale. Ce la faranno i nostri eroi? Io direi di si: la risposta ci viene da 14 mazzate di hardcore old school fresco e punkeggiante, con pezzi memorabili tipo la tiratissima Built To Last , Good Lookin Out , bella, cantabile, ma veloce e incazzata, e Closer , un mid tempo's furioso e metallizzato. Il capolavoro continua con Us Vs Them in cui il corone da stadio crea una specie di atmosfera religiosa da cantare abbracciati tutti insieme sotto al palco tipo partita di calcio, ( la genialità dei nostri unisce lo spirito oi! con l'hardcore, e il risultato e' commovente ). Lo stesso intento unitario ci è dato anche da One Step Ahead, in cui l'atmosfera spirituale e' egregiamente riproposta a colpi di riffazzi perfettamente intrecciati con la newyorkesita' stradaiola dei nostri. Ma ecco che il disco cambia ancora sparandoci 2 gemme di hardcore senza compromessim rispondenti ai nomi di Laughinstock, introdotta da un giro di basso in grado di far salire la tensione pure a S. Nicola di Bari sotto eroina e Don't Follow , in cui gli unici imperativi sono quelli di saltare, pogare e fare stage diving senza sosta. Io penso che quest'ultime siano tra le tracks piu' belle mai scritte dai Sick Of It All, perche' emerge la potenza, l'energia e la velocita' dell'Hardcore senza fiato o cali di tensione.

Andando avanti ci ritroviamo davanti all'altro capolavoro: Busted . Busted è l'essenza del New York Hardcore sound: riporta alla memoria i fasti di gruppi quali Uniform Choice, Youth Of Today, Up-Front. La canzone è interamente cantata da Craig Setari, il bassista, e il risultato è indescrivibile perchè ci si sente davvero parte delle tante strade di New York, con i muri ricoperti di Tag e i palazzi anni trenta sporchi e affascinanti. Ancora: l'album chiude con capolavori quali: Chips Away ( punk hardcore, veloce, emozionante, incazzato ma non eccessivo ), Burn Em Down che richiama songs tipo Us Vs Them e, per ultima, Jungle , dal drumming tribale (quasi un omaggio ai Sepultura in versione punk ) e dal refrain finale con un disperato e incazzatissimo Lou Koller che grida : Waiting For Solution! Waiting For Solutiooooon!

Difficile capire perchè alcuni abbiano storto il naso in occasione dell’uscita del disco: Built To Last rimane una pietra miliare del New York Hardcoreanni '90. Non è un album commerciale, non suona come un disco degli Offspring, eppure non è assolutamente settoriale, può piacere tanto ad un metallaro quanto ad un punk. Forse sarà per il suono molto pulito e potente o per il fatto che ancora una volta alcuni pezzi hanno avuto la fortuna/sfortuna di passare su MTV. Resta il fatto che questo è un capolavoro dell'Hardcore. Dopo la sua uscita i nostri son tornati ad etichette più piccole. Perciò lasciatevi trasportare dalla musica. Built To Last :inarrivabile Hardcore made in New York. Un Capolavoro.

V Voti

Voto degli utenti: 8/10 in media su 1 voto.
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Vikk 8/10

C Commenti

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Vikk (ha votato 8 questo disco) alle 11:23 del 5 novembre 2007 ha scritto:

Gran disco!

Ricordo che fioccarono tantissime critiche su questo disco, lo ascoltai e me ne innamorai immediatamente!

Una band storica che negli album successivi ha osato molto di piu' di Agnostic Front e Madball.

Dal vivo sono assolutamente esaltanti!