R Recensione

9/10

108

The Threefold Misery

Quando parliamo di New York hardcore, ci balenano subito in mente le immagini di tipacci brutti, tatuati e muscolosi appartenenti a gruppi come Cro-Mags, Madball, Judge o Biohazard ( giusto per citare alcuni tra i piu’ noti ) e difficilmente si pensa a quei geni incomparabili corrispondenti al nome di 108. Gia’! I 108, portabandiera dell’Hardcore dedito all’adorazione ed alla propagazione del messaggio di Krishna insieme agli Shelter di Ray Cappo. Eppure i nostri cari monaci scrivono tra le pagine più significative e geniali dell’hardcore metà anni ’90, soprattutto con l’album “Threefold Misery“ del 1996.

Threefold Misery non sfoggia la tipica velocità del N.Y .sound, piuttosto ne sviluppa l’aspetto “apollineo“, cerebrale e mistico. I brani in esso contenuti sono di una violenza inaudita, ma l’incedere di questa violenza pone il suo ideale ascoltatore nel bel mezzo di un deserto in cui non ci sono ne’ metropolitane ne’ incubi urbani: ciò che si insegue è la spiritualità d’occidente, che da iniziale paradiso promesso si e tramuatata in una sorta di chimera inarrivabile. Il tu pa tu tu pa si trasforma in mid tempos rallentato e pesante anticipatore di tanto post core successivo e vicino a sonorità tanto care a Helmet e Snapcase.

Lo si puo’ chiamare hardcore new school perche i riff rallentati strizzano l’occhio al metal ponendosi come spettacolare tappeto per la voce incazzata, urlata e teatrale di Rober Fisher. Ovviamente siamo lontani anni luce dall’hardcore new school così come lo si intende ai giorni nostri.

Non ci sono riff svedesi, batterie triggerate e atmosfere rarefatte. Il tutto suona maledettamente acustico, a tratti psichedelico e mistico. Una religiosita’ mista perfettamente ad aggressività: un mix ineguagliabile e personalissimo. Ascoltate Invocation, Blood e soprattutto Being or body: le vostre domande riguardo il perchè dell’esistenza si fonderanno in un mosh violento e incontrollabile e la rabbia si tramuterà in sete di ricerca. In poche parole l’hardcore diventa filosofia. Poc’altro da aggiungere, “The Threefold Misery“ è un classico mid ‘90 years hardcore e rappresenta egregiamente il concetto di vero hardcore new school.

P.s.

Fatelo vostro nella recente ristampa che la Equal Vision ha fatto di tutta la discografia dei 108 in occasione della loro reunion. Non ve ne pentirete.

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gerogerigegege alle 21:04 del 12 giugno 2007 ha scritto:

hare hare

gran disco!

e complimenti per la citazione degli Shelter, quasi nessuno si ricorda l'ondata krishna-punk di metà anni '90!