R Recensione

8/10

Aerosmith

Permanent Vacation

Ci troviamo nel 1987… Gli Aerosmith sono tornati… E che ritorno!

Dopo la pace in famiglia che vide tornare all’ovile i due chitarristi Joe Perry e Brad Whitford la band rilasciò il disco “Done with Mirrors”, che non fu proprio esaltante, nonostantecontenesse brani molto gradevoli, come “Let the Music do the Talking”, “My Fist your Face” o “Shame on you”. L’anno prima dell’uscita di questo “Permanent Vacation” gli Aerosmith avevano inoltre ritrovato il successo grazie ad un rifacimento del loro vecchio classico “Walk this Way” insieme al gruppo rap Run DMC, primo caso di crossover della storia.

La band sembra (appunto sembra, ma mai dire mai) abbia smesso fare uso di droghe e in questo album i cinque appaiono in forma: ogni nota di ogni singolo strumento è in risalto, il cantante Steven Tyler è una spanna sopra tutti, il chitarrista solista Joe Perry è ispiratissimo, come il suo collega Brad Whitford. Tom Hamilton fa sentire il suo peso grave del suo basso e Joey Kramer dietro le pelli tiene impavido ritmi frenetici.

Da notare  il cambio di stile della band: qui infatti rispetto agli esordi si punta verso un suono più energico, spuntano i fiati a dare nuove sfumature alle canzoni, le chitarre sono in gran spolvero: i nostalgici degli Aerosmith rock blues non hanno di che preoccuparsi: la componente hard blues resiste in molte canzoni, soprattutto in “St. John” e “Hangman Jury”. I testi della band non sono cambiati, l’argomento principale è sempre il sesso e Tyler è ispirato pure sotto questo aspetto, autore di quasi tutte le composizioni insieme a Joe Perry.

E le canzoni ? Ad aprire ci sono due mazzate sonore di puro hard rock senza fronzoli, “Heart’s Done Time” e “Magic Touch”, con Tyler intento a sparare su note paurose con grinta travolgente. “Rag Doll” è uno dei classici del disco, canzone che di hard rock ha ben poco, ma in cui fiati impazziti trascino a ballare. Le casse dello stereo tornano a vibrare sulle note melodiche, ma lo stesso sfrenate e violente di “Simoriah”. Altro momento danzereccio è “Dude (Looks Like a Lady)”, baciato da ritmo, ritornello e fiati travolgenti. Nellagià citata “St John”  subentrano chitarroni blues pesantissimi, per un pezzo ruvido e crudo, dove il buon Steven presenta soluzioni vocali inedite per le sue corde.

Ancora un bel pezzo blues rock con l’ottima “Hangman Jury”, potente e ritmata. “Girls Keeps Coming Apart” è un breve calo, pezzo grintoso, ma eccessivamente danzereccio. A seguire  “Angel”, ballad ammiccante: Tyler intento a scalare di un'ottava e Joe Perry pronto con l'immancabile assolo . “Permanent Vacation” è moderno rock n’ roll e a chiudere troviamo una buona cover di  “I’m Down”dei Beatles  e la psichedelica strumentale “The Movie”.

Uno dei migliori lavori degli Aerosmith, capace di spaziare con abilità tra sonorità e suggestioni musicali distanti. Capolavoro ?

V Voti

Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 12 voti.
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Vikk 7/10
alekk 7/10
B-B-B 5/10
luca.r 6,5/10

C Commenti

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simone coacci (ha votato 7 questo disco) alle 14:12 del 13 novembre 2007 ha scritto:

ahiahi! Me gusa mucho el Aerosmitico

No, dai, capolavoro no. Però un bel disco di hard rock schietto, sincero e viscerale, in grado di far muovere il culo persino ai vecchietti dell'ospizio di Steven Tyler. Non paragonabile ai classicissimi degli anni '70 ma probabilmente il migliore della loro "second life"

Vikk (ha votato 7 questo disco) alle 14:17 del 13 novembre 2007 ha scritto:

Capolavoro? Non scherziamo!

Disco preconfezionato per vendere: chitarre bonjoviane, cori da stadio, ballate da accendino e successi garantiti da hitmaker affermati come Desmond Child e Jim Vallance.

Manca la ruvidita' e la spontaneita' degli esordi, ma rimane un buon reperto di certo hard rock anni 80.

Da qui in avanti il suono dei toxic twins si fara' sempre piu' impersonale e sterotipato cristallizzandosi in un pop-hard rock.

PierPaolo (ha votato 8 questo disco) alle 16:03 del 27 febbraio 2008 ha scritto:

Sono con Simone

il suo giudizio è centratissimo. Grande raccolta di superficiale, pacchiano, esuberante e irresistibile rock fatto da gente nata per suonarlo e cantarlo. Ormai gli Aerosmith hanno esaurito la loro parabola energetica, ma a cavallo fra gli ottanta e i novanta ebbero realmente un ritorno di fiamma fantastico. Per essere un vecchio drogato, Steven Tallarico tiene botta alla grande!

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 8 questo disco) alle 22:37 del primo marzo 2010 ha scritto:

forse il loro miglior disco del periodo anni '80. Molto bello, la title track ha un riff spettacolare

alekk (ha votato 7 questo disco) alle 21:38 del 16 aprile 2013 ha scritto:

preferisco "Pump" della loro second life. vecchi dinosauri del rock si dimostrano comunque ancora buoni. certo Aerosmith,Toys in Attic e Rocks erano di un altro pianeta,ma a quasi vent'anni dalla fondazione fare ancora dischi come questo è comunque una cosa da lodare

alekk (ha votato 7 questo disco) alle 21:49 del 16 aprile 2013 ha scritto:

Rag Doll è la quintessenza del loro sguaiato pacchiano e kitsch modo di fare rock. ma è molto difficile non farsi trascinare da queste loro caratteristiche

alekk (ha votato 7 questo disco) alle 21:51 del 16 aprile 2013 ha scritto:

non ci posso credere!scaruffi ha scritto la mia stessa cosa!oddio sto male

Lezabeth Scott alle 22:02 del 16 aprile 2013 ha scritto:

Tu hai ricopiato pari pari il giudizio di Scaruffi. Non sei il primo. Furbacchione.

B-B-B (ha votato 5 questo disco) alle 15:18 del 30 marzo 2015 ha scritto:

Non male un paio di pezzi, il resto noioso