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R Recensione

7/10

Ornaments + Zeus!

Metamorphosplit

Il profetare mi confonde almeno quanto il pacifismo confondeva gli Smart Cops. Ciò detto, di una cosa sono comunque sicuro: è nelle pieghe dei lavori comunemente definiti “minori” (per estensione, forse, non certo per intensione) che si annidano le perle di carriere lunghe se non lunghissime, i germi di svolte altrimenti indicate come “inaspettate” e “insospettabili” (s’imporporino le Pizie critiche d’alloro autocintesi), gli esperimenti stilistici su cui ritornare. In pochi se ne curano: è difficile mettersi alla ricerca di pezzi numerati, da collezione, fuori stampa, di difficile reperibilità… chi ha tempo di farlo, se poi tanto esce il disco (confermiamo che “minne” non è il solo argomento di “uscire”)? Uh! Il disco! Allora: quello degli Zeus!, il terzo a due anni e mezzo da “Opera”, ha un titolo (“Motomonotono”: strepitoso as usual), una cordata di etichette slash distributori (Three One G, Tannen Records, Sangue Dischi) e una data d’uscita (15 settembre). Considerando che si avranno buone nuove, presumibilmente ad inizio 2016, sia da Calibro 35 – lavoro già registrato – che da Fuzz Orchestra – lavoro in fase di completamento –, se ne deduce che a Luca Cavina e Paolo Mongardi toccherà presto intraprendere l’ennesima, esaltante sfacchinata on the road. Quello degli Ornaments, se mai esisterà, non ha ancora un connotato: ma ci aspettavamo forse altro da un quartetto che, tra una vicissitudine e l’altra, ci mise dieci anni a registrare il proprio, apprezzabile debutto (“Pneumologic”)? Continueremo ad aspettare, senza fretta.

Abbiamo, nel frattempo, di che ascoltare. L’appuntamento con lo split (che titolo marzulliano) si rinnova, sullo sfondo del Record Store Day, a brevissimo giro dall’accoppiata Bologna Violenta + Dogs For Breakfast. Anche in questo caso, “Metamorphosplit” regala moltissime sorprese e qualche attimo di vero, impagabile godimento. Non si è meno che interdetti nell’intraprendere l’ascolto del lato B, interamente occupato da “Rota”: Zeus! go biblical, tredici minuti e mezzo di cavalcata sonica fluttuante tra umori space, carene prog ed epiche stratificazioni Lightning Bolt (dalla polpa alquanto spessa, post-core, e dagli spigoli invero smussati). Un unico giro dalle aspirazioni cosmiche. Tutto ci saremmo aspettati, tranne che questo: difficile stabilire sino in fondo se piaccia o no, ma se “Motomonotono” proseguirà su questo filone ci sarà da divertirsi. Inconsueta è anche l’apertura del side A, a firma Ornaments, con una secca e minimale “Canon Cancrizans” interamente imperniata sugli intelligentissimi pattern di tom e piatti di Riccardo Bringhenti: senza esitazioni, l’episodio migliore dello split. Poi la pattuglia rientra nei ranghi, dando fuoco alla miccia neurosisiana di “Fractal” (ma con in sé un certo, superiore sentimento doom) e ad una “Perpetual Motion” che, sul finale, resuscita in un sol colpo tutto il meglio del chitarrismo post metal atmosferico, dai Pelican del periodo d’oro in giù.

Per quanto strana possa sembrare, l’accoppiata funziona: e gran bene si è detto dei concerti in tandem dello scorso maggio, per la presentazione della collaborazione. Mezzo voto in più, perché il pur frastornante brano degli Zeus!, calato nel contesto, si carica di ben altro valore.

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