V Video

R Recensione

8,5/10

Unrest

Tink of South East

Il mio istinto mi porta a simpatizzare per gli eccentrici e i deviati, in ogni ambito, forse perché una parte di me si rispecchia in loro. Il rock alternativo USA pullula di deviati, senza dubbio, ma se devo sceglierne uno indico Mark Robinson, leader e voce degli Unrest da Aarlington, Virginia (non che gli altri membri della band siano da meno: parlo di Moran, Park e Krauth).

Perché? Provate a dare un ascolto a "Tink of South East", e poi fatemi sapere. Provate anche solo il video linkato lassù. Robinson è un pazzo, uno svitato di quelli autentici.

"Tink of South East" è la summa della sua arte sbilenca, perché fagocita universi interi prima di restituirli vestiti a nuovo, perché si muove in tante e tali direzioni che risulta difficile catalogarlo. Mark vive e subodora l'epoca hardcore, la scena di Washington (storicamente, fra le più prolifiche), ne assorbe umori e vitalità ma ne dimentica completamente la rigida ortodossia un po' straight-edge. Registrato in poche sessioni nel 1986 e pubblicato l'anno successivo, questo lavoro è la summa della sua arte eclettica e visionaria, perché massacra i dettami dell'hardcore, peraltro in chiaro declino, per ricavarne qualcosa di radicalmente nuovo, qualcosa di immensamente più complesso.

E' difficile anche solo elencare tutti i riferimenti possibili: il punk d'alta scuola del primo pezzo pezzo ("Can't Sit Still") è illusorio, perché il resto del disco si muove su coordinate molto più imprevedibili, tratteggiando scenari che richiedono – fra le altre cose - una notevole competenza tecnica e compositiva, oltre che una conoscenza enciclopedica della musica rock.

Mark disegna litanie folkeggianti ("The Thundra"), rinchiude dentro tempi core squadratissimi lo strimpellio stralunato dei Feelies ("Laughter"), inventandosi dal nulla impasti strumentali sghembi e pulsanti; si intestardisce dentro brevi sinfonie di rumore e di percussioni casuali che mettono il naso dentro il concetto di avanguardia ("Live On A Hot August Night").

Ancora: abbraccia un sinistro concetto di pop deforme (la splendida "Hope") che farà la fortuna dei lavori che verranno (giusto un filo più regolari: che dio perdoni chi non conosce e chi non ama "Suki"), aiutato da un gusto melodico impressionante; si incarta detro figure geometriche spigolose e taglienti, con tanto di chitarre fumanti e vaghe reminiscenze psichedeliche; si imbambola fra strane versioni stile Neu!/Frank Zappa della ballata folk ("The Chastity Ballad"), sposando la lingua dei krauti; omaggia con una cover memorabile i King Crimson, dimostrandosi a suo agio fra i complessi cambi di tempo e le vaste strutture della musica di Robert Fripp (tanto che non si bestemmia parlando di progressive-hardcore).

Si cimenta infine in uno strambo incrocio fra punk, Faust e Mark Stewart ("Wild Thing"), avventurandosi in una pièce d'avanguardia ancora oggi poco decifrabile.

Il risultato finale ti disorienta, mette a nudo le tue incertezze. Difficile credere che si tratti del 1987, perché qui sono impliciti molti fra i discorsi che verranno, dal più vicino post-hardcore alla voragine creativa del post-rock, senza contare l'indie-pop che i nostri sposeranno senza remore (ma sempre con un tocco di follia a differenziarli dalle orde di imitatori).

Del resto, i deviati spesso prevedono il futuro, no? E Mark Robinson non fa eccezione: anzi, è solo l'ennesima conferma della ricchezza di un panorama underground che non sarà mai celebrato quanto merita.

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Voto degli utenti: 8,3/10 in media su 3 voti.
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C Commenti

Ci sono 6 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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luin alle 20:42 del 11 gennaio 2013 ha scritto:

Questo va dritto dritto tra gli ascolti più urgenti. Grazie per la segnalazione

luin alle 15:17 del 19 gennaio 2013 ha scritto:

E' introvabile

OlioCuoreNero (ha votato 8 questo disco) alle 13:39 del 11 marzo 2016 ha scritto:

Il disco, se non sbaglio, è stato inserito per intero nella compilation Fuck Pussy Galore (& All Her Friends) che, a dispetto della signorina Pussy Galore e di tutti i suoi amici, si trova ancora.

luin alle 13:55 del 11 marzo 2016 ha scritto:

Alla fine sono riuscito a recuperarlo, ma grazie lo stesso!

quinlan alle 0:50 del 27 febbraio 2013 ha scritto:

10 pieno,altro che 8.5! Questo è uno dei capolavori assoluti degli ottanta...Provo un'invidia profondissima per i padiglioni auricolari ancora...

quinlan alle 0:51 del 27 febbraio 2013 ha scritto:

...vergini......