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6,5/10

Ruggine

Ruggine

È definitivo: l’underground italiano brulica di gruppi che pescano a piene mani dal furente universo post-core e noise. Basti citare il mastodontico Lowest Shared Descent dei Dead Elephant, ma anche lavori di formazioni misconosciute quali i Putiferio, i Sant’Antonio Stuntmen o i Butcher Mind Collapse.

Tra questi nomi si collocano senza dubbio i cuneesi Ruggine (Simone Rossi alla voce e alla chitarra, Davide Olivero alla batteria e i bassisti Paolo Scalabrino e Francesco Rossi) capaci di unire la rabbia estrema di certi Jesus Lizard e Shellac al math-core di Don Caballero e al noise tutto italiano del Teatro Degli Orrori, caratteristica, questa, resa dal parlato/urlato di Simone Rossi.

La prima Tallium III ci assale in tutta la sua affilatissima e dirompente rabbia: un riff azzeccatissimo e ficcante si ripete per i roboanti cinque minuti del brano continuamente aggredito dalle declamazioni di Rossi e dall’imponente sessione ritmica. Le geometrie noise si delineano con precisione per un pezzo oltremodo spigoloso, di grande impatto, realmente coinvolgente e senza dubbio ispirato.

Queste caratteristiche si approfondiscono nelle successive Mangio Il Sole Con Gli Occhi e Gulasch, ancora pezzi sismici devastanti, caratterizzati da blocchi pesantissimi di riff e ritmi fragorosi in un lento e progressivo lavorio che li porterà ad evolversi e dilatarsi.

Succhio Latte ed Excelsior rappresentano altri due importanti tasselli per questo album. Il lavoro sui testi declamati si fa nuovamente significativo sulla seconda, mentre entrambe sfoggiano una notevole dedizione nel dar vita a mastodontiche cavalcate chitarristiche che ormai siamo abituati a conoscere.

Sempre in bilico tra la forma canzone (per quanto hard possa essere) e le dilatazioni sludge-metal alla Isis, i Ruggine si affermano come un interessante fenomeno del nostro “underground provinciale”. Il quale, a quanto sembra, sta ruggendo più incazzato che mai.

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Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 4 voti.
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C Commenti

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Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 0:13 del 28 gennaio 2009 ha scritto:

uh ma si può dire incazzato su sdm?

Marco_Biasio (ha votato 6 questo disco) alle 14:29 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

Lo cerco sicuramente, grazie per la dritta Matteo. L'Italia, l'anno scorso, non ha sbagliato un colpo uno nel post-core, fra Dead Elephant, Putiferio e Morkobot. Pregusto già questo.

Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 18:18 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

uh cmq confermo il giudizio positivo, pur avendolo ascoltato poco mi è sembrato molto interessante.

Marco_Biasio (ha votato 6 questo disco) alle 22:57 del 7 febbraio 2009 ha scritto:

Mmm... mi aspettavo meglio. Sludge abbastanza monocromatico e canonico, appena rinfrescato da qualche spunto prog, per un dischetto aggressivo e compatto quanto basta, ma che in alcuni frangenti non riesce ad evitare la noia. I testi sono molto buoni, trovassero qualcuno che li sapesse veicolare in maniera altrettanto efficace sarebbe ancora meglio. Sufficienza.