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R Recensione

7/10

Distanti

Distanti

Veloce, diretto come un pugno allo stomaco. Stomaco stretto nella morsa dei ricordi. Ricordi sconnessi trovano un ordine ben preciso. Preciso come un treno perso, preciso come un orologio rotto, come una delusione vivida davanti agli occhi. Occhi umidi, pugni chiusi, denti scavati di morsi all’aria. Aria fresca, aria vera, aria incondizionata.

Oltre l’adolescenza, oltre ogni dogma, i Distanti sono puri, liberi da ogni orpello, mirano alla carne. I Distanti stringono i denti, urlano, si sbattono a terra, si rialzano con i lividi scolpiti sul volto. Eppure vivono, pulsano di passioni indomabili e le traslano in musica nella maniera più semplice, viscerale e diretta che possiate conoscere. In una sola parola: Punk.

Punk come gli Altro, Punk come due accordi sputati in faccia, Punk come un'ulcera perforante allo stomaco, Punk come disperazione catartica e liberatrice, Punk come una mano tremolante, Punk come un vetro appannato dall’alito, Punk come cinque singoli sparati nel ventre, Punk come cinque ragazzi di vita (Pasoliniani) degli anni zero, con il cuore in mano.

Un cuore malato, aritmico e sanguinante. Eppure mai così vivo.

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C Commenti

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Peasyfloyd alle 15:49 del 15 giugno 2010 ha scritto:

uou sono molto incuriosito