R Recensione

3/10

Metallica

Death Magnetic

Che grande gruppo i Metallica degli ‘80s! Una delle poche realtà metal per cui ci si sarebbe addobbati di borchie lucide e lunghe chiome lisce da scuotere in aria con fare incazzoso. Impossibile fare il minimo appunto al gruppo fino a …And justice for all, ultima vera gemma pregiata di un decennio d’oro. Qualche riserva si poteva iniziare ad averla per il Black Album, che però rimaneva un disco di dignotoso ed elevato spessore. Poi è iniziato il declino inesorabile e decisamente imbarazzante. Su una cosa bisogna dargli atto ai Metallica: han sempre suonato quello che volevano, fregandosene di mode e cercando un proprio percorso stilistico. Così se con il Black avevano deciso di svoltare (con efficacia) verso suoni più morbidi ammiccanti a un tozzo pop, con Load e Reload si avventuravano con coraggio nell’ hard-rock (con scarsi risultati però). Il ritorno al trash di St.Anger era il canto del cigno di un gruppo che ormai non aveva più niente da dire e per di più lo diceva pure male e in maniera prolissa. Quasi come un vecchio malato di alzheimer che voglia intrattenere i nipotini raccontando come è riuscito ad affrontare la grande depressione del 1929 non ricordando neanche dove fosse in tale periodo.

I Metallica sembrano ugualmente fuori dal tempo, inebriati da una carriera talentuosa e buttata alle ortiche in un autocompiacimento machista irritante e fuori luogo. A renderli ancora più fastidiosi e inadatti all’epoca attuale non bastava la musica scabrosa ma dovevano arrivare le loro posizioni sul peer to peer, strumento che a detta loro rischiava di privarli di milioni di incasso e metterli alla fame. A loro, piccoli poveri milionari da quattro soldi…

Come si può quindi prendere in seria considerazione l’idea che il gruppo abbia ritrovato la potenza delle origini, cui questo disco pare appellarsi? Tanto più spregevole appare questa operazione, apparendo chiaramente un tentativo di catturare le giovani leve con un disco che rievochi le vecchie sonorità di un tempo. Ma al di là delle intenzioni tanto smaccatamente immorali e commerciali se davvero il gruppo ci avesse messo sul piatto un nuovo Ride the lighting non staremmo certo a sputarci sopra, anzi. Diremmo che non è originale ma che in fondo è un’iniezione di energia vitale salutare e ben fatta. Ma questo Death magnetic non può neanche lontanamente essere paragonato ai grandi album di una volta. Ma nemmeno alla pur insufficiente produzione dei ‘90s. E se è possibile si è riusciti a fare anche peggio di St.Anger, che nella sua bestialità si mostrava coraggioso per l’assenza dei famosi assoli di Hetfield e Hammett.

L’unica cosa che Death magnetic è riuscito a ricalcare di quel glorioso …And justice for all sembra essere la lunghezza delle composizioni, della durata media di otto minuti. Se però una volta ascoltavi To Live Is To Die e One sperando che non finissero mai qui è davvero difficile riuscire a contenersi dal distruggere lo stereo. E i Metallica ci mettono tutta la loro buona volontà per farti perdere la pazienza fin da subito, piazzandoti tre brani trash insopportabilmente inconcludenti prima di giungere a qualcosa di minimamente ascoltabile come The day that never comes (non per niente primo singolo estratto dall’album), ballata che spazia in maniera trita e ritrita tra introduzione acustica classica, melodie vocali pop e strutture prog-metal dai chitarrismi raffinati e ultra-tecnici. Qualcuno ha parlato non a torto “dell’ennesima rivisitazione di Fade to black”.

Si riesce poi a scorgere tra i nitriti di Hetfield qualche riff decente, come in Cyanide o in The judas kiss, con l’aggravante ovvia che la mediocrità quando viene spalmata su tempi così lunghi (sette-otto minuti) diventa inesorabilmente noia e pateticità.

E arriviamo finalmente a The unforgiven III, per il cui solo titolo un fan non potrebbe far altro che prendere a randellate il terzetto storico del gruppo (mi sentirei di risparmiare il povero Trujillo, appena arrivato e del cui basso si è sentito poco o niente) per avergli propinato l’ennesima versione sempre più scontata ed mtviana di una composizione che in origine era davvero un grande capolavoro del genere. A questo punto seguendo il cliché dei dischi ‘80s si dovrebbe trovare uno strumentale che arriva preciso come un orologio svizzero (Suicide & redemption). E pur non sfiorando nemmeno l’intensità dei classici il brano concede finalmente dieci minuti di silenzio vocale di un Hetfield imbarazzante, permettendo di concentrarsi su sezione ritmica e chitarre di discreta fattura (unico mezzo lampo di vita di un Ulrich altrimenti non pervenuto). Per fortuna My apocalypse ci saluta ricordandoci il livello medio penoso cui sono giunti i Metallica.

Alla fine della fiera poco importa che ci sia un nuovo bassista (tale Robert Trujillo) e un produttore del calibro di Rick Rubin. Poco importa che si tenti di darsi un tono intellettualistico sbandierando il fatto di aver fatto un concept album sulla morte. Poco importa che si cerchi di recuperare una tradizione passata resuscitando addirittura il vecchio logo Metallica in copertina del disco. Poco importa tutto questo se poi non ci sono le canzoni. O quanto meno un minimo di ispirazione, un qualcosa che ti faccia capire che non è stato uno spudorato taglia e incolla dal passato per buttare lì un qualcosa che vendesse.

Se questo è tutto quello che oggi i Metallica sono in grado di dare allora abbiano la dignità, questi poveri musicisti, di godersi i loro soldi, sbraitare contro il peer to peer ed evitare in futuro di tormentarci con dischi come Death magnetic.

 

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Voto degli utenti: 4,1/10 in media su 37 voti.

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fabfabfab (ha votato 1 questo disco) alle 23:31 del 5 ottobre 2008 ha scritto:

Avrebbero dovuto continuare sulla scia di Load. Non avrebbero fatto scintille, ma almeno del sano hard-blues. Disco orribile. E triste, nel suo tentativo di tornare indietro di dieci anni. Trujillo è contento, ha finito di preoccuparsi per il futuro. Hammett idem, e si vede che dei Metallica non glie ne frega un cazzo. Ulrich è una merda, l'unica cosa che gli interessa è intascare i dollari del prossimo tour e vendere un po' di merchandising. Hetfield continua a suonare per non suicidarsi, in attesa di tornare a casa ed attaccarsi ad una bottiglia di Jack Daniels.

Mr. Wave (ha votato 4 questo disco) alle 13:28 del 6 ottobre 2008 ha scritto:

Non c’è una sola canzone che possa definirsi tale: le tracce sono degli squallidi montaggi di riff thrash ''old-school'' che non cercano nemmeno di legarsi in modo coeso per formare brani completi, suonando noiosi e ripetitivi. “St. Anger”, uscito esattamente un lustro fa, il ''presunto'' album di svolta dei Metallica, nonché (a mio parere) loro estremo (folle) tentativo di rimodernizzare il loro sound avvicinandolo alle nuove sonorità (il nu-metal in primis). Fu un album inaccettabile che segnò il loro definitivo declino, dopo una serie di album stanchi e pallidi. Questo ''Death Magnetic'' si preannuncia come il vano tentativo da parte del gruppo di “tornare indietro nel tempo, magari ai tempi d'oro (!)”; ma in sostanza è un disco thrashettaro spento e scolorito.

FlashRum (ha votato 3 questo disco) alle 16:05 del 6 ottobre 2008 ha scritto:

ma perchè non l'hanno chiamato ''Amen'' quest'album?!?! oddio!

Marco_Biasio (ha votato 3 questo disco) alle 22:29 del 6 ottobre 2008 ha scritto:

Sarò breve, sintetico e lapidario. "That Was Just Your Life" = "All Nightmare Long" = "Enter Sandman": "Cyanide" = "The End Of The Line" (almeno sulla base chitarristica); "The Unforgiven III" (patetica!) = indovinate un po'? "The Day That Never Comes" = "Fade To Black". Ieri sono riuscito pure ad ascoltarmelo tutto di seguito: settantacinque minuti di tedio assoluto ed inesorabile. Le canzoni si reggono a malapena per i primi due minuti, poi si sfasciano al suolo. Quando va bene. Meglio di "St. Anger" sì ma, francamente e con amore... grazie al cazzo. Fate in fretta a far uscire il nuovo dei Mastodon ché sennò quest'anno a metal si perisce

Marco_Biasio (ha votato 3 questo disco) alle 22:33 del 6 ottobre 2008 ha scritto:

Ah, Ulrich è uno dei batteristi più scarsi e privi di innovazione che esistano al momento, non solo sulla scena metal, ma in tutto il campo musicale. Non è mai stato una cima (Dave Lombardo degli Slayer ne vale più o meno una sessantina, sia per potenza che per precisione che per inventiva) ma qui è proprio allo zero assoluto. 4/4, sempre quei cazzo di 4/4, mai un passaggio diverso dagli altri, e quando sfodera la doppia cassa l'atmosfera si ghiaccia che neanche un trash anni '80. Incommentabile

ozzy(d) (ha votato 6 questo disco) alle 10:47 del 8 ottobre 2008 ha scritto:

Esagerati e snob, è un album senza particolare infamia e senza lode ma si lascia ascoltare tranquillamente. Non starete diventando un po' Ondarockers?

dark-side-90 (ha votato 1 questo disco) alle 20:27 del 13 ottobre 2008 ha scritto:

inascoltabile....paragonato ai primi 3 il voto sarebbe da sotto-zero

4AS (ha votato 2 questo disco) alle 18:20 del 20 ottobre 2008 ha scritto:

Ottima recensione

Bravo il recensore! Finalmente dice le cose come stanno riguardo a un disco inutile che dimostra i limiti di una band anacronistica e priva di originalità.

SanteCaserio (ha votato 6 questo disco) alle 14:03 del 22 ottobre 2008 ha scritto:

troppo cattivi

In fondo è semplicemente un disco senza infamia e senza lode. Non fosse dei 'tallica sarebbe stato considerato un buon cd!

Delunte l'assenza di Trujllo (ma è una nobile tradizione dei Four Horsemen che i nuovi bassisti non trovino spazio alla prima uscita discografica) e si sente che la batteria fatica nella ripetitività.

Resta un disco pienamente sufficiente e godibile (anche se nessuna canzone, se non All nightmare long, è destinata a rimanere nella storia)

swansong (ha votato 6 questo disco) alle 11:35 del 24 ottobre 2008 ha scritto:

Non ho voglia di dilungarmi

e quindi sarò sintetico: quoto Sante nella disamina e nell'incipit: siete troppo cattivi!

Peasyfloyd, autore, alle 11:58 del 24 ottobre 2008 ha scritto:

in realtà credo che il sunto migliore l'abbia fatto biasio evidenziando come ogni canzone ne richiami alla mente un'altra del passato "storico" del gruppo. Solo hce ovviametne fatta molto peggio. Scopiazzare è già spregevole di per sè ma farlo pure male...

swansong (ha votato 6 questo disco) alle 17:49 del 3 novembre 2008 ha scritto:

RE:

scopiazzare...? forse (auto)citarsi, male magari, o senza lo smalto dei bei tempi, ma scopiazzare non direi. Preferisco una band che si (auto)cita, magari un pò pateticamente, ma con classe ancora da vendere, piuttosto che le miriadi di "gruppuscoli" che ogni anno invadono il music-set letteralmente "copiando", quanto fatto di buono dai grandi del passato, per vivere di rendita e sparire dopo un solo disco...spacciando per nuovo e/o finto alternativo qualcosa che, già prima ancora di uscire suona artefatto e puzza di muffa...

Paranoidguitar alle 15:29 del 9 gennaio 2009 ha scritto:

quel poco che ho sentito mi fa pensare ad un riciclaggio di bassa tacca di and justice for all

george (ha votato 1 questo disco) alle 18:47 del 26 gennaio 2009 ha scritto:

porca miseria

...neanche l'artwork si salva...ma cos'è??? La bara??? Ma perchè? L'ho ascoltato più volte....non lo si può usare neanche come colonna sonora per i fatti di cronaca di Lucignolo!!!!

delarge (ha votato 6 questo disco) alle 18:49 del 20 aprile 2009 ha scritto:

sinceramente non lo disprezzo

visti gli ultimi risultati questo tentativo di ritorno alle vecchie sonorità non è malvagio,certo i metallica degli anni'80 sono estinti ma visti i gruppi in circolazione oggi questo non è un brutto ritorno in scena.Poi i metallica possono mettersi il cuore in pace i loro dischi saranno sempre circondati da polemiche.

the-xico (ha votato 2 questo disco) alle 13:09 del 30 maggio 2009 ha scritto:

penoso trash

Negli gli anni 90' erano veramente fantastici con canzoni sempre molto belle con delle fantastiche sonorità hard rock / heavy metal.

Ora, da St. Anger si sono abbandonati al Trash Metal, con pezzi sempre meno originali, più monotoni e spesso anche lenti.

Essendo io un sostenitore del metal veloce (speed metal) e del power, non posso certo ascoltare certi pezzi assurdi!

Perfino "The Unforgiven 3", dopo l'1 e il 2 che erano bellissimi, fa veramente pena!

Ormai vanno avanti solo per fama!!!

Mr. Wave (ha votato 4 questo disco) alle 13:28 del 30 maggio 2009 ha scritto:

RE: penoso trash

cosa vuoi intendere per trash-metal?

the-xico (ha votato 2 questo disco) alle 14:23 del 30 maggio 2009 ha scritto:

RE:RE trash (o anche thrash)

L'aggettivo trash non è un insulto, ma il trash metal è un genere musicale poco adatto per le parti alte delle classifiche.

Infatti non tutti quelli a cui piace il metal ascoltano lo stesso tipo di musica.

c'è anche una citazione nella recenzione:

""" Il ritorno al trash di St.Anger era il canto del cigno di un gruppo che ormai non aveva più niente da dire e per di più lo diceva pure male e in maniera prolissa. """

wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Thrash_metal

(lo mette simile allo speed, ma non è che siano proprio simili...)

Mr. Wave (ha votato 4 questo disco) alle 15:19 del 30 maggio 2009 ha scritto:

RE: RE:RE trash (o anche thrash)

caro mio, il Thrash Metal è un sottogenere musicale dell'heavy metal, ben distinto. Mentre ''trash'' (che significa spazzatura) è adoperato per indicar qualsivoglia cosa mediocre, infima. squallida ecc... quasi sempre usato per dar un connotato negativo. I due termini NON sono assolutamente intercambiabili o sinonimi

Lezabeth Scott alle 15:13 del 30 maggio 2009 ha scritto:

Thrash è una cosa trash è un'altra. In mezzo ci sono solo errori di battitura.

ensor (ha votato 7 questo disco) alle 13:32 del 30 luglio 2009 ha scritto:

boh!

premettendo che la recensione è sicuramente qualcosa di soggettivo, trovo il voto oggettivamente un pò bassino, considerato che alcuni brani, al di là della prolissità, hanno finalmente un bel tiro..

anch'io ci tengo a precisare che si tratta di "thrash metal" non "trash" come spesso si scrive

lucagalla (ha votato 6 questo disco) alle 0:24 del 12 ottobre 2009 ha scritto:

Secondo me il nuovo album dei MetallicA "Death Magnetic" non è assolutamente male, al contrario di St. Anger, load e reload, in questo album si cerca di tornare alle origini, "the day that never comes" a me in certi punti ricorda persino "one" oltre che "fade to black"...certo ormai i MetallicA quello che dovevamo dire l'hanno detto, e in più il loro genere trash non è più all'ultimo grido, anzi ce da dargli atto che hanno sempre cercato di stare al passo coi tempi cercando di plasmare il loro genere alle tendenze musicali del momento...io la penso così, secondo me è un buon album, certo non paragonabile a nessun vecchio album della Band, ma certamente di gran lunga superiore a "St. Anger", e quanto meno sullo stesso livello di "Load" e " Reload" anche considerando il genere molto diverso tra di loro...Per quanto riguarda i testi, non è che i MetallicA siano mai stati molto famosi per questi ultimi (a parte "Master of Puppets"), poi in Italia figuriamoci...Saluti a tutti...

DizionarioRock (ha votato 6 questo disco) alle 21:25 del primo gennaio 2010 ha scritto:

medio, ripresa dei Metallica

non sono d'accordo con il recensore. l'album, a mio avviso, segna una ripresa dei Metallica. ovviamente non raggiunge il livello dei primi 5 album, ma rispetto a St. Anger, ma anche a Load e Reload, è una vampata di aria fresca. però sono d'accordo che "The Unforgicen III" se la potevano decisamente risparmiare.

Nucifeno alle 23:28 del 26 agosto 2010 ha scritto:

Non raggiunge i livelli di merdosità di St. Anger, ma...

...resta sempre un disco di merda!

TizioRandom (ha votato 2 questo disco) alle 11:28 del 31 luglio 2012 ha scritto:

All Nightmare Long è una bella canzone. Il resto è inascoltabile.

PandaCiccione (ha votato 4,5 questo disco) alle 12:42 del 2 settembre 2012 ha scritto:

I Metallica hard blues non sarebbero mai dovuti nascere. Ma sono nati e ce li siamo ciucciati per tutti gli anni Novanta. Poi ci hanno provato con l'hardcore di St. Anger: stendiamo un velo pietoso.

Con Death Magnetic cercano di ripetere il canovaccio che a partire da Ride The Lightning aveva funzionato. Ma visto che sono almeno quindici anni che non hanno più nulla da dire e che la verginità non si può recuperare, ci fanno l'ennesima figura pessima. Forse un po' meno pessima che St Anger, ma comunque pessima.

Teoteo (ha votato 6,5 questo disco) alle 15:34 del 16 dicembre 2012 ha scritto:

Sono sempre stato d accordo con le vostre recesioni ma questa mi ha lasciato un po' deluso. Tenete presente che non sono un cieco fan dei Metallica e quindi penso di parlare in modo obiettivo dicendo che questa recensione e' un po' esagerata. Load , che forse ha deluso per l inversione di tendenza, e' in realta' musicalmente un ottimo album e Saint Anger lo ritengo un album di spessore , di forte impatto. Come si puo' mettere in secondo piano brani come "Wasting my hate" , "Ronnie" , " Poor Twisted Me" oppure i saintangeriani "All within my hands " , " Shoot me again”. Si sono saputi reinventare , come non hanno fatto i loro "amici " storici degli Iron ma per molti erano finiti . Li ritengo ancora un ottimo gruppo in circolazione .