Lasciato: 2010-03-07 14:03:12
riascoltandolo dopo parecchi mesi, ho da supporre che questo "no more stories..." terrà alla grande la prova del tempo. non v'era da dubitarne, fin dall'inizio: il fatto è, che un prodotto di questo tipo(pop, sì, ma smaccatamente contaminato, o meglio avvelenato, da più generi; dallo shoegaze al dream pop, dall'art-rock all'indie rock e alla new wave) non è esattamente "metabolizzabile" all'istante. il genio è esplicitato analizzando la maggior parte degli arrangiamenti: tribalismi percussionistici si incastrano meravigliosamente con melodie complesse, dove l'accavallamento di sonorità elettroniche e pianistiche armonizza a meraviglia la struttura di molte composizioni. escludendo gli intermezzi, non c'è un brano davvero debole (introducing palace players, new terrain, cartoons and macremé wounds, hawaii le mie preferite).
i mew hanno creato un trampolino di lancio per lunghi e piacevoli sogni sospesi nell'etere.
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