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R Recensione

7/10

THEESatisfaction

awE naturalE

Fra i meriti collaterali degli Shabazz Palaces e del loro “Black Up”, top album del 2011 e, nel suo genere, uno dei migliori dell’intera decade, ora possiamo annoverare anche questo: l’aver rivelato, perlomeno a chi vi scrive, il talento di questo duo chiamato THEESatisfaction, artefice delle parti vocali in due memorabili brani del concept (segnatamente: “Endeavors For Never (The Last Time We Spoke You Said You Were Not Here)” e “Swerve...The Reeping Of All That Is Wothwhile (Noir Not Withstanding)”). Un talento che Stas (Stasia Irons) & Cat (Catherine Harris-White) avevano già messo in mostra in una nutrita retrospettiva di album autoprodotti (il primo “That’s Weird” del 2008) e di ep digitali reperibili su bandcamp e di cui sembra essersi accorta anche la sempre attentissima Sub Pop che in questi giorni dà alle stampe i loro debutto ufficiale intitolato “awE naturalE”.

Le THEES suonano esattamente come ti aspetti che sia guardando la copertina: nude look in penombra e acconciature afro alla Angela Davis, poesia black e freak, controcultura a sfondo etnico e femminista sospesa fra misticismo e militanza. Loro stesse definiscono la musica figlia in parti uguali degli insegnamenti di Elaine Brown (attivista politica, prima e unica donna a capo delle Pantere Nere), Ursula Rucker (artista di spoken word su basi musicali, nota soprattutto per la sua collaborazione con The Roots) e del sommo rapper Q-Tip (A Tribe Called Quest). In termini più prosaici: una surreale e fantasiosa mistura di nu-soul afrocentrico, hip-hop alternativo, contaminazioni jazz, funky e psichedelia frizzante. Le canzoni sono mediamente molto corte, anche solo una strofa e un ritornello, piccole schegge che collimano in un mosaico elettro-strumentale le cui tessere paiono sospese, fluttuanti e restituiscono immagini (e vibrazioni) diverse ad ogni ascolto. Le melodie, soffuse e stranianti, alternano rappin’ e cantato a due voci in un continuo “pass the mic”. Volano come farfalle e pungono come api, le THEESatisfaction, nel “baduismo” in miniatura di “Earthseed” e le loro lingue taglienti non fanno sconti a nessuno, tantomeno alle mancate promesse e i disastri ambientali dell’amministrazione Obama (“THEESatisfaction can give a… about a fascist”), anche se quello che più colpisce nel loro morbido e solleticante mordi e fuggi è la straordinaria sintonia fra sub-frequenze oniriche ed estroversione dance di brani come “Bitch”, la splendida “Queens” (synth cremosi e sensualità funk) o il groove ubertoso di “Sweat Dance”. Altrettanto ammirevole è il connubio l’ipnotismo astratto e il calore sprigionato dal crogiuolo black-afro di “Deeper” o l’avant-hop intriso in un bagno acido di soul di “Enchantruss”. Vivaci e spiazzanti dall’inizio alla fine, tutto si svolge nell’arco di una mezz’oretta scarsa, passano con disinvoltura dal jazz-hop antiritmico di “God” agli spigolosi staccati di chitarra elettrica e batteria su accordi di piano lunari della conclusiva “naturalE”.

Alla fine resta l’impressione (e un po’ la delusione) di doversi accontentare dell’antipasto, in attesa che arrivi il piatto forte. Sebbene fra quanto di semi-ufficiale pubblicato prima di questo album vi sia di che soddisfare un po’ tutti i gusti. Ivi comprese alcune perle.

V Voti

Voto degli utenti: 7,2/10 in media su 5 voti.
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Cas 7/10

C Commenti

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crisas alle 2:39 del 2 aprile 2012 ha scritto:

Interessante ...

sickseven (ha votato 8 questo disco) alle 14:35 del 10 giugno 2012 ha scritto:

Raffinato, elegante, cool