V Video

R Recensione

9/10

FKA twigs

LP1

Creare un piccolo universo sonoro nello spazio di due EP ed un album. EP, EP2, LP1: un percorso progressivo, un'evoluzione spiazzante. Diciotto pezzi.

FKA twigs, aka la giovane (classe 1988) Tahliah Barnett, fa con l'R&B quello che -per fare un esempio- James Blake ha fatto con ciò che restava del dubstep: superare il definibile (le etichette “post” e “future”, per intenderci), plasmando nuovi stilemi, deformando il linguaggio per arrivare a grammatiche inedite, mischiando stimoli esterni ed applicando all'insieme una propria distintiva visione. E si parla proprio di visione nel caso di FKA twigs. Tahliah Barnett produce, scrive, suona, canta. Quello che si dice il controllo. Non solo: mastica con naturalezza e tensione iconoclasta una tale vastità di linguaggi (facendo sfumare i confini tra art pop, trip-hop, garage, r&b, elettronica) da far impallidire certi veterani. Certo, sarebbe disonesto dimenticare la schiera di personale messo al servizio di LP1 (Arca, Paul Epworth, Clams Casino, Devonté Hynes, Sampha, Emile Haynie), ma l'album rimane il fulgido manifesto di una fantasista fuori dagli schemi, padrona assoluta di un'espressività inedita.

Se “Preface” ci introduce in quello che sembra un rito misterico, “Lights Out” rappresenta la vera e propria iniziazione. La voce soave della Barnett, impegnata in una metrica consacrata alla propulsione ritmica, è linea retta in un accadere apparentemente scomposto di suoni. Lo spazio si riempie di vibrazioni che vanno a comporre una tessitura fitta e ricca, dominata dai rintocchi decisi del contrabbasso e dagli interventi liquidi di chitarra, mentre la grana dello sfondo è quella dei glitchismi ritmici, delle isolate spruzzate di synth e del corredo di samples che baluginano come fosfeni sulla retina. Con “Two Weeks”, brano monolitico e dalla struttura ben più compatta, siamo già fedelissimi adepti. L'innesco è quello di una (?) linea sintetica modulata sulla cui consistenza si giocano degli sviluppi propri più al mondo di certi These New Puritans che a quello prettamente “black”, in un ricco affastellarsi di sovra-incisioni vocali e corazza ritmica ossessiva, per un crescendo incessante, sontuoso, solenne.

Grande amante degli ultrabassi, FKA twigs si avventura progressivamente in territori che devono moltissimo tanto al trip-hop quanto ad una personale assimilazione di bass culture passata e presente. Si prendano, ad esempio, la fantasmagorica “Hours”, capace di oscillare tra consistenza ectoplasmatica e fitti addensamenti di materia, in un fluttuare magnetico costante ed ipnotico, o la conclusiva “Kicks”, gioiellino “sotto-vuoto” dove la sintassi è continuamente rotta da un senso dello spazio dominato dalle vibrazioni dub e dalla diffusa effettistica glitch. Al di là delle ingegnose architetture sonore e da una produzione al limite del maniacale (suoni pitchati, effettati, riverberati, compressi...), ciò che rimane da celebrare è un senso della melodia che si afferma dosando con sapienza le fragranze, come nella splendida “Pendulum”, manifesto post-Blake di grande equilibrio ed eleganza (i rintocchi di piano, lo stiracchiamento della drum machine, le armonizzazioni vocali, l'episodico sfumare ed interagire delle parti di tastiera, il groove di chitarre e piano nel refrain).

Sensibilità melodica e caparbietà produttiva convivono ovunque in una stretta inestricabile. Lo conferma, come se non bastasse, una strepitosa “Numbers” che si sviluppa su caparbi moduli “math” che -in un gioco di vetri rotti- si frantumano e impazzano, implodono e si legano secondo improbabili equazioni, o la soffice e psichedelica litania synth-pop di “Closer”, oppure, andando a ritroso, l'incantevole “Video Girl”, che non concede un attimo di tregua lavorando di continuo su patterns ritmici, consistenza dei suoni, persistenza dei tappeti di bassi.

La Barnett ci regala un cerimoniale cosmico di rara complessità e rifinitezza, i cui brani sono esempi maturi -ma nello stesso tempo inaugurali di un percorso tutto da esplorare - di una mutazione che porta alle estreme conseguenze le ibridazioni del recente e movimentato vivaio “alternative r&b” (Fatima, The Internet, THEESatisfaction, Jesse Boykins III, SZA), rendendo quanto prodotto finora superato. Il risultato è che LP1 è già un classico. Vedremo chi sarà in grado di raccogliere la sfida.

V Voti

Voto degli utenti: 7,2/10 in media su 28 voti.
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loson 9/10
FeR 3/10
salvatore 5,5/10
luin 8,5/10
Lepo 5,5/10
creep 8/10
Sor90 7,5/10
antobomba 6,5/10
Senzanome 8,5/10
REBBY 6,5/10
zebra 7/10
max997 8,5/10

C Commenti

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fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 15:59 del 2 settembre 2014 ha scritto:

La raccolgo io la sfida! Ascolto subito.

loson (ha votato 9 questo disco) alle 22:49 del 2 settembre 2014 ha scritto:

Bravissimo, Matteo. Non avrei potuto/saputo fare di meglio. D'altronde lei si merita questo (il 9, le tue parole) e altro. Davvero un piccolo universo sonoro, come dici tu. Due EP e un album: diciotto pezzi e non saper rinunciare a cuor leggero a un solo minuto.

swansong alle 12:01 del 3 settembre 2014 ha scritto:

Album cover oscena anzichenò..

fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 0:29 del 4 settembre 2014 ha scritto:

Ma FIKA Twigs l'ha già detto qualcuno? A parte gli scherzi, il disco lo sto ascoltando adesso, e se c'è qualcosa che si avvicina a questa meraviglia stappo una bottiglia.

Giuseppe Ienopoli alle 0:51 del 4 settembre 2014 ha scritto:

... questo mi sembra "più rispondente" al tuo quesito ... un disco tutto da vedere oltre che da ascoltare in compagnia e con due bottiglie!!

Giuseppe Ienopoli alle 10:13 del 4 settembre 2014 ha scritto:

... a "taliare" (siculalmente) Mistress Tahliah Barnett ho avuto la netta impressione che tutto di Lei (fisicità, trucco, movenze, pettinature, sguardi, sussurri, vocalizzi, assenza di cellulite, occhi camaleontici ... l'elenco potrebbe continuare ... ) si spalmi perfettamente sul tessuto musicale che ne consegue in una sorta di simbiosi sconcertante ... fino a costituire un evento imprescindibile e, soprattutto, inimitabile (?) ... in altri termini i pezzi del "piccolo universo sonoro" rifatti e proposti da un'aka qualsiasi risulterebbero insignificanti e passerebbero quasi inascoltati ... conTahliah Barnett suoni e immagini diventano fenomeno da scoglio delle sirene e ti senti come Ulisse legato all'albero della nave!

... ho visto e sentito cose che non sono?

Giuseppe Ienopoli alle 13:11 del 4 settembre 2014 ha scritto:

* ... "taliari" ... mi correggono dalla Sicilia ... Cu mancia fa muddichi (!)

angelscof alle 17:58 del 12 settembre 2014 ha scritto:

a federi' gliai messo tre perke te dispiaceva dei tuoi cari orrori?

nebraska82 alle 23:16 del 12 settembre 2014 ha scritto:

le basi non mi convincono del tutto, ma ci sono spunti interessanti. ripassero' per il voto:

AndreaKant (ha votato 8,5 questo disco) alle 15:02 del 16 ottobre 2014 ha scritto:

Discone. Curiosità trash: la Nostra si è accoppiata con Robert Pattinson

OlioCuoreNero (ha votato 7 questo disco) alle 11:05 del 9 marzo 2015 ha scritto:

Twigslight

fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 18:38 del 18 novembre 2014 ha scritto:

Non è un disco che sto ascoltando molto, lo trovo più interessante che piacevole. Mi piace l'dea del "dubstep-pop" (ehh?), ed è confortante notare che si possa essere "female-mainstream" (eehhh?) senza buttarla in puttanaggine, decibel e grida sguaiate. Lei è figa, elegante e intrigante, questo sicuro.

Franz Bungaro (ha votato 7 questo disco) alle 12:10 del 19 dicembre 2014 ha scritto:

"lo trovo più interessante che piacevole" è la frase che meglio di ogni altra esprime il mio sentimento per questo disco... ricorda un po' quelle uscite berlusconiane tipo "lei è più bella che intelligente", ma ci sta a pennello!

unknown alle 11:19 del 23 novembre 2014 ha scritto:

perdonatemi ma questo disco mi è indigesto..per cui preferisco non mettergli il voto ed ascoltarlo ancora

di una noia mortale

AndreaKant (ha votato 8,5 questo disco) alle 23:08 del 10 dicembre 2014 ha scritto:

live KEXP

FrancescoB (ha votato 7 questo disco) alle 20:50 del 8 febbraio 2015 ha scritto:

Non sono riuscito a entrare in pieno nelle dinamiche di questo disco, e fatico un po' a intravedere le stigmate del capolavoro assoluto: ciononostante, trattasi di opera che mi è piaciuta parecchio.

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 16:37 del 7 marzo 2015 ha scritto:

Ma chi è questa signorina Barnett? La sorella minore dei gemelli Jack e George, questi nuovi puritani eheh Senz'altro come loro ama sperimentare ed in musica ricerca l'originalità. Macché alternative rhythm & blues, sarebbe troppo alla moda eh. Qui le tendenze si cerca di anticiparle! Trip-step o dub-hop ghgh Dice bene Fab "più interessante che piacevole", insomma è un tipo eheh Closer e la mia preferita, in attesa di Lp2.

Sor90 (ha votato 7,5 questo disco) alle 19:13 del 7 marzo 2015 ha scritto:

Dissento un po' dalla linea che vuole questo disco "più interessante che bello", gli serve del tempo, ma matura in maniera esponenziale. Certe canzoni sono veramente stupende: "Closer", "Video Girl", "Pendulum". "Water Me" da un EP però la considero il suo apice.

Cas, autore, alle 19:19 del 13 marzo 2015 ha scritto:

per fortuna, almeno tu sor!

in realtà non capisco bene cosa significhi "più interessante che bello". cioè, o ve piasce o non ve piasce...

fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 9:32 del 14 marzo 2015 ha scritto:

Visto che la definizione è mia, mi spiego. Lo trovo interessante come costruzione dei brani e come "concetto", mi piacciono i suoni e l'atmosfera del disco nel suo insieme. Però non è un disco che riascolto spesso, non riesco a memorizzarlo e non trovo stimoli nel riascoltarlo, ecco. Mi da piacere alla testa ma non alla pancia.