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R Recensione

9/10

Red Hot Chili Peppers

Blood Sugar Sex Magik

Cosa dire su "Blood Sugar Sex Magik"? Scadere in banali affermazioni potrebbe rivelarsi un metodo infallibile per non sbagliarsi, ma al contempo rischia di appiattire e opacizzare il discorso che si potrebbe fare riguardo a quei dischi che hanno segnato profondamente la storia della musica anni Novanta.

I Red Hot Chili Peppers con "Blood Sugar Sex Magik" sono entrati prepotentemente tra i giganti del rock, a suon di slappate e profusioni psichedeliche. I 73 minuti dell'album manifesto dei peperoncini rossi furono il maturo approdo di un discorso già intrapreso (alla grande) con "Mother's Milk" nel 1989, una psichedelia hendrixiana sostenuta da un'impalcatura P-Funk (i Parliament e Funkadelic di George Clinton in particolare) attraverso un approccio profondamente “bianco” e iconoclasta (punk oserei): se infatti viene a mancare quella esibita carnalità nera, quell'impulso sessuale dato dal groove insistito e sudaticcio tipico in Sly Stone, i Peppers creano disinvolti un mostro-funk di chitarre spietatamente marziali e impulsive (Gang Of Four?), ed al contempo un ritmo quadrato sinuoso e disorientante (grazie allo splendido lavoro di Frusciante all'elettrica).

Ma non viene dato spazio solamente al funk e alla psichedelia in  "Blood Sugar Sex Magik". È infatti impossibile tralasciare quel lato smaccatamente pop della loro musica meticcia (già presente nei vecchi singoli "Behind The Sun" e "Knock Me Down"), quello delle ballads strappalacrime e scavalca-classifiche. "Breaking The Girl" ad esempio: al di là dell'esemplificativo titolo rimane stampato in testa l'innodico bridge; indimenticabile poi la strafamosa "Under the Bridge", triste rilfessione di Anthony Kiedis riguardo al suo rapporto con le droghe e con la sua città (The City of Angels). Una menzione a parte la merita "I Could Have Lied": l'accoppiata arpeggio spaccacuore e lirismo epico ricorda i fasti delle migliori ballad anni '70.

Dicevamo che oltre ad essere un calderone di generi musicali, di stili e di influenze, questo disco è stato un successo anche a livello commerciale (13 milioni di copie vendute, mica bruscolini). Ciò è dovuto sicuramente alle abilità compositive della band, ma in una certa misura anche al genio produttivo di Rick Rubin, il quale è riuscito a tirar fuori il meglio da ogni canzone con la giusta produzione rendendo ogni pezzo un potenziale singolo. L'altro apporto fondamentale che Rubin ha dato alla band è stata l'organizzazione delle sessions di registrazione, trovando la sede ideale di queste ultime nella Mansion di L.A. dove la band si trasferì temporaneamente (eccezion fatta per Chad Smith).

La formula "Blood Sugar Sex Magik" è insomma il perfetto bilanciamento tra più elementi che riescono a trovare un equilibrio grazie al lavoro dei componenti e del produttore. Non va inoltre sottovalutato il fatto che ogni membro della band aveva una differente “storia musicale” alle proprie spalle: Flea per esempio ascoltava moltissimo il jazz di Dizzie Gillespie e suonava la tromba, finchè più tardi non si innamorò di James Brown e del basso; John Frusciante invece aveva come punti di riferimento grandi chitarristi del passato come Jimi Hendrix, Jimmy Page e Jeff Beck; Smith invece amava l'hard più coattoglam (Van Halen, Motley Crue) senza però disdegnare il thrash dei Metallica. Per quanto riguarda Anthony il suo “rappare” lo accosta alla cultura dell'hip-hop old school, nata nei tardi anni Settanta ed esplosa verso la prima metà degli anni Ottanta con gruppi come i Run D.M.C.

Shakerate codesti elementi e avrete un capolavoro assoluto degli anni Novanta, un disco che i RHCP non hanno mai saputo eguagliare negli anni a venire e che al contempo ha segnato, come spesso accade per molte band, l'apice della loro carriera ed il conseguente, lento, inesorabile declino.

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Voto degli utenti: 8,4/10 in media su 44 voti.

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lev (ha votato 9 questo disco) alle 12:52 del 16 giugno 2011 ha scritto:

voto per il disco che è stato. oggi non lo ascolto praticamente più, però ho goduto per anni!

swansong (ha votato 6 questo disco) alle 13:21 del 16 giugno 2011 ha scritto:

Bel mattonazzo..

Ecco un disco ed un gruppo per i quali, pur riconoscendo loro indubbio valore e qualità (soprattutto per quello fatto a cavallo degli 80 e 90), non mi è mai scattata la passione...questo disco in particolare mi risulta alquanto indigesto e non certo per il genere, ma proprio perchè lo trovo pesante, lungo tanto che quasi mai riesco ad ascoltarlo sino in fondo. Trovo più coinvolgente e vario Californication che so essere invece denigrato dai fan più accaniti, ma tant'è..

stefabeca666, autore, (ha votato 9 questo disco) alle 13:33 del 16 giugno 2011 ha scritto:

Bah, in realtà credo che Californication sia assai meno vario di BSSM. Una canzone come Sir Psycho Sexy da sola è più varia di tutta la loro discografia messa insieme (forse).

ozzy(d) (ha votato 9 questo disco) alle 13:41 del 16 giugno 2011 ha scritto:

californication e' una copia di BSSM, ma con piu' attenzione alle facili melodie, alle ballate, agli aspetti piu' classicamente rock rispetto alle divagazioni e al torubillon ritmico di questo. Per me vale il discorso di lev, BSSM l ho amato tantissimo ma ormai non riesco piu' ad ascoltarlo. Le mie preferite erano breaking the girl (fighissimo il mellotron), le chitarre acidissime in chiusura di naked in the rain e ovviamente sir psycho sexy. under the bridge avrà rotto il cazzo, ma è stato un pezzo mitico indubbiamente.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 8 questo disco) alle 16:39 del 16 giugno 2011 ha scritto:

bello. se ci avessero messo anche Soul To Squeeze sarebbe stato un fottuto masterpiece

ozzy(d) (ha votato 9 questo disco) alle 19:00 del 16 giugno 2011 ha scritto:

eh si', gran pezzone soul to squeeze. poi riciclata spudoratamente come primo singolo di californication, scar tissue.

bonnell (ha votato 9 questo disco) alle 11:26 del 17 giugno 2011 ha scritto:

Grande album, che ricordi, devo rispolverarlo. non lo ascolto da una decina di anni! i RHCP hanno fatto video fichissimi (anche live) avresti dovuto caricare quelli invece di questi deprimenti video statici. bella rece.

Norvegese (ha votato 9 questo disco) alle 13:41 del 17 giugno 2011 ha scritto:

Mi associo a quelli che lo hanno divorato in passato, e anch'io come loro non lo metto più su da parecchi anni. Resta il fatto che è una delle vette del crossover californiano dei primi anni '90

stefabeca666, autore, (ha votato 9 questo disco) alle 8:16 del 18 giugno 2011 ha scritto:

Non zone ie ghe karike fideo

bart (ha votato 7 questo disco) alle 9:47 del 18 giugno 2011 ha scritto:

Pezzi fantastici come Under The Bridge e soprattutto Give It Away, ma decisamente troppo lungo. Continuo a preferirgli One Hot Minute.

ozzy(d) (ha votato 9 questo disco) alle 20:28 del 19 giugno 2011 ha scritto:

one hot minute piace molto anche a me, infatti sono un seguace di navarro/tamarro che in quel disco suona da dio, pero' è molto diverso e piu' janesaddictionato rispetto a BSSM, che paragonerei piu' all'ottimo mother's milk, il primo con frusciante alla sei corde.

fabfabfab (ha votato 8 questo disco) alle 18:16 del 20 giugno 2011 ha scritto:

Disco lungo e poco omogeneo. Un caposaldo del rock contaminato, comunque. Con alcuni numeri (Breaking the Girl, Funky Monks,I Could Have Lied, Give It Away, Under the Bridge) da urlo.

gigino (ha votato 7 questo disco) alle 15:10 del 25 giugno 2011 ha scritto:

E chi lo ascolta più?!?!??

Sente decisamente il peso degli anni e dell'eccessiva lunghezza.

TexasGin_82 (ha votato 9 questo disco) alle 16:40 del 29 giugno 2011 ha scritto:

capolavoro del crossover.

se non conoscete il frusciante solista dei suoi anni peggiori-migliori sentite qui(un ascolto per i pochi che riescono a sintonizzarsi con la bellezza di questo pezzo):

NathanAdler77 (ha votato 9 questo disco) alle 23:21 del 2 luglio 2011 ha scritto:

If You Have To Ask

Masterpiece dei Peppers, pachidermico e implacabile crossover tra Hendrix, James Brown e i Funkadelic...Con il miglior Frusciante di sempre (il riff di "Suck My Kiss" e della title-track indimenticabili).

DonJunio (ha votato 8 questo disco) alle 22:18 del 7 luglio 2011 ha scritto:

"Mother's milk" credo sia invecchiato molto meglio e si ascolta ancora tutto di un fiato. BSSM vanta un valore affettivo immenso e il merito di aver saldato il filone crossover anni 80 col rock di più ampia accezione degli anni 90. "If you have to ask", "I could have lied", "Naked in the rain" e il video di "under the bridge" girato da Gus Van Sant gli apici.

ozzy(d) (ha votato 9 questo disco) alle 18:52 del 8 luglio 2011 ha scritto:

a settembre esce il nuovo album senza frusciante, riusciranno a fare peggio degli ultimi due lp? difficile ma possibile ghghghgh

galassiagon (ha votato 8 questo disco) alle 1:01 del 30 luglio 2011 ha scritto:

I brani più belli dei Peppers sono nei primi album, però questo è un gran lavoro mainstream.

Grande produzione, grande chitarra...

concordo col recensore

dalvans (ha votato 4 questo disco) alle 14:54 del 21 ottobre 2011 ha scritto:

Insufficiente

Mediocre

alekk (ha votato 8 questo disco) alle 12:55 del 5 dicembre 2012 ha scritto:

l'unico grande disco dei rhcp

Franz Bungaro (ha votato 9 questo disco) alle 15:02 del 3 luglio 2013 ha scritto:

Un album bello come il sole. Penso che alcune canzoni, tipo le prime 6 di fila, potrebbero risolvere il conflitto in medioriente e portare la pace nel mondo, se tutti le ascoltassero almeno una volta nella vita. Hendrix-Gang of four-P-funk: Le coordinate della goduria più pura. L'album che rasenta, di brutto, la perfezione, per come la vedo io. Recensione chirurgica.

Mattia Linea (ha votato 10 questo disco) alle 16:29 del 14 agosto 2014 ha scritto:

Una bomba. Una vera bomba. Non c'è una canzone al di sotto della perfezione in questo album. Incredibilmente potente, carico, sessuale. John Frusciante e Flea mostrano un'alchimia strabiliante, tutto si basa sulle loro meravigliose interazioni.

Uno dei dischi più belli e rappresentativi degli anni '90. La presenza di Rick Rubin alla produzione si fa sentire eccome.