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R Recensione

8/10

Azealia Banks

Broke With Expensive Taste

Ha ragione Pitchfork: “Broke With Expensive Taste” va considerato, più che un debut album, un'antologia. L'antologia di un'artista che, pur non avendo mai prodotto un album vero e proprio, ha disseminato lungo il suo percorso una marea di singoli, collaborazioni, mixtape che qui trovano un'ideale messa a punto, una sorta di sistemazione organica. Azealia Banks, però, va oltre. Il suo esordio è un mirabolante riassunto di gran parte delle tendenze in voga nel mondo della musica black ed elettronica: hip hop, Uk bass, 2-step, trap, contemporary r'n'b, dance e così via. C'è tutto.

Tutto partiva nel 2011 col singolo “212”, inserito l'anno successivo nell'Ep “1991”. Già allora veniva dato l'annuncio dell'uscita, oltre che di un mixtape (“Fantasea”, effettivamente pubblicato nel luglio del 2012), di un album d'esordio. Quell'album, però, a causa delle incomprensibili scelte della Universal (abbandonata dalla Banks nel luglio del 2014), non vedrà la luce per un po'. Con due anni di ritardo e solo qualche tweet per rivelarne l'imminente uscita ecco che finalmente, il 6 novembre 2014, l'album fa capolino in formato esclusivamente digitale. Le aspettative legate ad una così lunga attesa non sono per nulla deluse.

Dal contemporary r'n'b tropicale di “Idle Delilah”, dove la Banks fonde splendidamente tanto la bass music britannica che le sonorità di una Janelle Monae, all'ultima, scintillante, “Miss Camaraderie” (gioiellino purple/wonky dalle vorticose cadenze dance), si sprigiona una varietà cromatica che ha dell'incredibile. “Gimme a Chance” è fenomenale nelle sue grasse partiture funky, nel suo giocherellare con inserti “turntablism” che conducono ad un'improbabile coda merengue; “Desperado” è un inno al 2-step (il sample dell'omonimo brano del producer britannico MJ Cole parla chiaro) impreziosito da fibre acid jazz; “Heavy Metal and Reflective” e “Bbd” sono entrambe esempi di trap puro e massiccio, con le loro atmosfere cupe ed i corredi di beats stretchati e scomposti.

E c'è molto altro: il continuo pompare di synth e bassi della celebre e possente “212”, le derive house di “Ice Princess” e “Soda”, la cattiveria della splendida ed heavy “Yung Rapunxel” (fantastico il mix di voce compressa e synth marziali subissati dal rimbombare dei bassi), la sfavillante perla da dancefloor “Chasing Time” (la migliore Katy B) fino al divertissement surf-pop di “Nude Beach a Go-Go” (frutto della collaborazione con Ariel Pink).

Il range entro cui Azealia Banks muove i suoi passi è davvero vasto. Eppure ogni mossa è consequenziale a quella precedente, formando un ininterrotto e caleidoscopico continuum sonoro. Azealia Banks, coadiuvata da una stuola di produttori, ci regala una summa di moderna espressività dance. C'è da perdersi nella densità di questo lavoro, rimanendo ogni volta incastrati in spire che si contraggono senza concedere un attimo di respiro. “Broke With Expensive Taste” è un lavoro impeccabile. Da antologia, appunto.

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loson 8/10

C Commenti

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loson (ha votato 8 questo disco) alle 11:26 del primo gennaio 2015 ha scritto:

Bravissimo Matteo

Cas, autore, alle 16:21 del primo gennaio 2015 ha scritto:

grazie Los! un album che mi ha coinvolto davvero molto... la musica black ha regalato un paio di assi della manica in questa fine 2014: prima questo, poi il bel ritorno di mister D'Angelo

LucaJoker19_ alle 22:05 del 5 gennaio 2016 ha scritto:

che disco pazzesco .. !